Beh, non condivido, nel senso che se la "gestione" del dopo è ripugnante, il prima fa schifo: ovvero che solo uno "capace" di fare una manovra del genere ha poi sufficiente viltà da abbandonare passeggeri ed equipaggio.pi_greco ha scritto:soffermarsi su inutili sofismi tecnico/marinari lascia il tempo che trova, il vero disastro è iniziato DOPO la collisione, il resto è roba da nulla
neanchio condivido, come spesso accade, il primo è stato una colossale leggerezza ed incapacitàMauro 65 ha scritto:Beh, non condivido, nel senso che se la "gestione" del dopo è ripugnante, il prima fa schifo: ovvero che solo uno "capace" di fare una manovra del genere ha poi sufficiente viltà da abbandonare passeggeri ed equipaggio.pi_greco ha scritto:soffermarsi su inutili sofismi tecnico/marinari lascia il tempo che trova, il vero disastro è iniziato DOPO la collisione, il resto è roba da nulla
Dipende da cosa vuoi condannare.G5 ha scritto:Continuiamo a spostare il tiro della discussione pur di non prendere posizione ferma di condanna di questi comportamenti. Forse siete stati anche voi con il fazzoletto in mano a 100 m dalla costa stupiti, sbalorditi e con il cuore gonfio d'emozione?
Mauro 65 ha scritto:Dipende da cosa vuoi condannare.G5 ha scritto:Continuiamo a spostare il tiro della discussione pur di non prendere posizione ferma di condanna di questi comportamenti. Forse siete stati anche voi con il fazzoletto in mano a 100 m dalla costa stupiti, sbalorditi e con il cuore gonfio d'emozione?
Va condannato l'inchino? per me no, assolutamente no.
Gli accosti si sono sempre fatti e prevedibilmente sempre si faranno.
Guardiamo la manovra? E' passato a circa 100 metri dalla costa (anzi a 100 mettri dagli scogli emersi) anziché ai 400-500 (parlo in metri, è più semplice) cui sarebbe dovuto passare se voleva accostare. A 100 metri dalla costa ci sono dei ben noti semiaffioranti. Per di più con prua sbagliata. E' da condannare? Sì, assolutamente sì. Da mettere in cella e buttare via la chiave, non solo per i morti, ma anche per lo sputtanamento mondiale alla nostra marineria (dopo che faticosamente si era ricostruita la verità storica sull'Andrea Doria ... ) e come esempio a futura memoria.
Per questo motivo bisogna ora passare a 5.000 metri dalla costa? No, se il legislatore sapesse ciò che legifera e non si facesse influenzare dall'umore popolare.
Mauro 65 ha scritto:Beh, non condivido, nel senso che se la "gestione" del dopo è ripugnante, il prima fa schifo: ovvero che solo uno "capace" di fare una manovra del genere ha poi sufficiente viltà da abbandonare passeggeri ed equipaggio.pi_greco ha scritto:soffermarsi su inutili sofismi tecnico/marinari lascia il tempo che trova, il vero disastro è iniziato DOPO la collisione, il resto è roba da nulla
Tradizioni marinare. Come quella, invero poco conosciuta, anche se più densa di significato, dei capohornisti.G5 ha scritto:Ti domado, a che servono l'inchino e l'accosto? Perché si sono sempre fatti e prevedibilmente si dovranno ancora fare?
Invece i perché ed i per come dovrebbero interessare ... perché l'estrema automazione della navigazione fa perdere il senso della realtà. Un po' come i figli della generezione esp che si meravigliano quando vanno nel fosso.Sui perché ed i per come della Concordia che mi interessa .... se li non ci fosse stata non ci sarebbe stato errore ......e di più, non me ne frega niente di come sia avvenuto tecnicamente l'errore. Perché offri con naturalezza e normalità ciò che normale e naturale non è?
Ma il primo dovere del comandante è la salvezza dei passeggeri, poi dell'equipaggio, da ultimo della nave. Quindi, se mi permetti, in un certo senso coincidono.G5 ha scritto:Forse le nostre divergenze nascono su un punto focale. Io guardo la questione dal punto di vista del passeggero tu di colui che porta una barca (o nave). Credo che questo tema non possa che essere affrontato dalla parte dei passeggeri.
I corridoi aerei sono estremamente più rigidi. Qui ci vorrebbe rgiorda, che è un pilota (forse in congedo). In ogni caso, qualche "esercizio di allenamento" mi consta che venga fatto ... (uno penso di averlo pure provato in prima persona, un atterraggio ... "emozionante" ... )Come lo giudicheresti un pilota d'aereo che facesse un volto a 100 m da una collina con un boeing?
Mauro 65 ha scritto:Tradizioni marinare. Come quella, invero poco conosciuta, anche se più densa di significato, dei capohornisti.G5 ha scritto:Ti domado, a che servono l'inchino e l'accosto? Perché si sono sempre fatti e prevedibilmente si dovranno ancora fare?
Invece i perché ed i per come dovrebbero interessare ... perché l'estrema automazione della navigazione fa perdere il senso della realtà. Un po' come i figli della generezione esp che si meravigliano quando vanno nel fosso.Sui perché ed i per come della Concordia che mi interessa .... se li non ci fosse stata non ci sarebbe stato errore ......e di più, non me ne frega niente di come sia avvenuto tecnicamente l'errore. Perché offri con naturalezza e normalità ciò che normale e naturale non è?
Mauro 65 ha scritto:Ma il primo dovere del comandante è la salvezza dei passeggeri, poi dell'equipaggio, da ultimo della nave. Quindi, se mi permetti, in un certo senso coincidono.G5 ha scritto:Forse le nostre divergenze nascono su un punto focale. Io guardo la questione dal punto di vista del passeggero tu di colui che porta una barca (o nave). Credo che questo tema non possa che essere affrontato dalla parte dei passeggeri.
I corridoi aerei sono estremamente più rigidi. Qui ci vorrebbe rgiorda, che è un pilota (forse in congedo). In ogni caso, qualche "esercizio di allenamento" mi consta che venga fatto ... (uno penso di averlo pure provato in prima persona, un atterraggio ... "emozionante" ... )Come lo giudicheresti un pilota d'aereo che facesse un volto a 100 m da una collina con un boeing?
Gae1955 - 46 secondi fa
agricolo - 22 ore fa
quicktake - 3 anni fa
Suby01 - 11 mesi fa