<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Ritorno alle origini, forse è ora | Page 8 | Il Forum di Quattroruote

Ritorno alle origini, forse è ora

reFORESTERation ha scritto:
Ieri ero in uno dei miei vigneti, un pezzo di terra di circa 2 ettari e 40 diviso in 2, un ettaro e 40 a vigneto, il resto a grano.
Il terreno scollina sul mare, sembra immeggersi nel celeste, tra mare e cielo, il sole sorgeva, si tuffava in mare. Ero li, nella parte alta del terreno, lavoravo il vitigno, di tipo filare, ero a fare la potatura verde, accanto avevo il grano color oro, inserito nello stesso contesto di azzurro e verde, mio padre assisteva alla trebbiatura, vedevo quel grano appena colto, sembrava oro.
Mi sono fermato ad osservare, a pensare, ascoltare la musica di campagna, ho fatto un bel respiro, ho chiuso gli occhi, è stata come una magia
Ho realizzato che, forse, è davvero giunto il momento di fermarsi, tornare un po' nelle campagne, in uno stile di vita più sano e naturale, abbandonare la vita frenetica delle città, degli uffici, delle fabbriche, abbandonare la finanza creativa, le speculazioni finanziarie. Si corre, corre troppo, si compra tutto, ortaggi, farina, carne. Fermiamoci, ascoltiamo la natura, assecondiamola, usiamo bene.
Io in parte lo faccio, mi auguro che lo si possa fare tutti, per davvero.
che belle parole, ma se ascoltassimo davvero la natura allora dovremmo diventare tutti vegani ( io lo sono).
 
grandecapo-estiqaatsi ha scritto:
reFORESTERation ha scritto:
Ieri ero in uno dei miei vigneti, un pezzo di terra di circa 2 ettari e 40 diviso in 2, un ettaro e 40 a vigneto, il resto a grano.
Il terreno scollina sul mare, sembra immeggersi nel celeste, tra mare e cielo, il sole sorgeva, si tuffava in mare. Ero li, nella parte alta del terreno, lavoravo il vitigno, di tipo filare, ero a fare la potatura verde, accanto avevo il grano color oro, inserito nello stesso contesto di azzurro e verde, mio padre assisteva alla trebbiatura, vedevo quel grano appena colto, sembrava oro.
Mi sono fermato ad osservare, a pensare, ascoltare la musica di campagna, ho fatto un bel respiro, ho chiuso gli occhi, è stata come una magia
Ho realizzato che, forse, è davvero giunto il momento di fermarsi, tornare un po' nelle campagne, in uno stile di vita più sano e naturale, abbandonare la vita frenetica delle città, degli uffici, delle fabbriche, abbandonare la finanza creativa, le speculazioni finanziarie. Si corre, corre troppo, si compra tutto, ortaggi, farina, carne. Fermiamoci, ascoltiamo la natura, assecondiamola, usiamo bene.
Io in parte lo faccio, mi auguro che lo si possa fare tutti, per davvero.
che belle parole, ma se ascoltassimo davvero la natura allora dovremmo diventare tutti vegani ( io lo sono).

Penso che i vegani dal punto di vista del proselitismo (e della rottura di gonadi) siano secondi soltanto ai testimoni di Geova :D :XD:
 
grandecapo-estiqaatsi ha scritto:
reFORESTERation ha scritto:
Ieri ero in uno dei miei vigneti, un pezzo di terra di circa 2 ettari e 40 diviso in 2, un ettaro e 40 a vigneto, il resto a grano.
Il terreno scollina sul mare, sembra immeggersi nel celeste, tra mare e cielo, il sole sorgeva, si tuffava in mare. Ero li, nella parte alta del terreno, lavoravo il vitigno, di tipo filare, ero a fare la potatura verde, accanto avevo il grano color oro, inserito nello stesso contesto di azzurro e verde, mio padre assisteva alla trebbiatura, vedevo quel grano appena colto, sembrava oro.
Mi sono fermato ad osservare, a pensare, ascoltare la musica di campagna, ho fatto un bel respiro, ho chiuso gli occhi, è stata come una magia
Ho realizzato che, forse, è davvero giunto il momento di fermarsi, tornare un po' nelle campagne, in uno stile di vita più sano e naturale, abbandonare la vita frenetica delle città, degli uffici, delle fabbriche, abbandonare la finanza creativa, le speculazioni finanziarie. Si corre, corre troppo, si compra tutto, ortaggi, farina, carne. Fermiamoci, ascoltiamo la natura, assecondiamola, usiamo bene.
Io in parte lo faccio, mi auguro che lo si possa fare tutti, per davvero.
che belle parole, ma se ascoltassimo davvero la natura allora dovremmo diventare tutti vegani ( io lo sono).

se è una tua convinzione di benessere e salute nulla questio. :D
Se invece è per difesa degli animali, allora dovresti sapere che anche le piante hanno una coscienza vitale. 8)
 
economyrunner ha scritto:
grandecapo-estiqaatsi ha scritto:
reFORESTERation ha scritto:
Ieri ero in uno dei miei vigneti, un pezzo di terra di circa 2 ettari e 40 diviso in 2, un ettaro e 40 a vigneto, il resto a grano.
Il terreno scollina sul mare, sembra immeggersi nel celeste, tra mare e cielo, il sole sorgeva, si tuffava in mare. Ero li, nella parte alta del terreno, lavoravo il vitigno, di tipo filare, ero a fare la potatura verde, accanto avevo il grano color oro, inserito nello stesso contesto di azzurro e verde, mio padre assisteva alla trebbiatura, vedevo quel grano appena colto, sembrava oro.
Mi sono fermato ad osservare, a pensare, ascoltare la musica di campagna, ho fatto un bel respiro, ho chiuso gli occhi, è stata come una magia
Ho realizzato che, forse, è davvero giunto il momento di fermarsi, tornare un po' nelle campagne, in uno stile di vita più sano e naturale, abbandonare la vita frenetica delle città, degli uffici, delle fabbriche, abbandonare la finanza creativa, le speculazioni finanziarie. Si corre, corre troppo, si compra tutto, ortaggi, farina, carne. Fermiamoci, ascoltiamo la natura, assecondiamola, usiamo bene.
Io in parte lo faccio, mi auguro che lo si possa fare tutti, per davvero.
che belle parole, ma se ascoltassimo davvero la natura allora dovremmo diventare tutti vegani ( io lo sono).

se è una tua convinzione di benessere e salute nulla questio. :D
Se invece è per difesa degli animali, allora dovresti sapere che anche le piante hanno una coscienza vitale. 8)
Si certo! La solita favoletta per mettersi la coscienza in pace. In effetti una piantagione di pomodori suscita le stesse emozioni di un allevamento intensivo di vitelli, così come un'ortolano è uguale ad un macello pubblico...
 
grandecapo-estiqaatsi ha scritto:
Si certo! La solita favoletta per mettersi la coscienza in pace. In effetti una piantagione di pomodori suscita le stesse emozioni di un allevamento intensivo di vitelli, così come un'ortolano è uguale ad un macello pubblico...

Quella della "autocoscienza" delle piante è una cagata new age. Il mio discorso è un po' più semplice: l'uomo è onnivoro ed è un predatore come gli altri. Per un vitello non cambia granchè finire la sua esistenza in un macello (no halal o islamico) o tra le zampe di una leonessa........
 
a_gricolo ha scritto:
reFORESTERation ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
reFORESTERation ha scritto:
Quello è il passaggio successivo, confermo, è facile e possibile

E io confermo che non è affatto così.
Appena ho un po' di tempo da perdere di faccio un business plan, partendo da nulla o quasi.

Puoi fare tutti i business plan che vuoi, quelle sono le cifre in ballo....

concordo con te, perché dalle mie parti le cifre che ballano sono quelle che citavi.
Però è bene precisare che zone diverse hanno costi diversi e si adattano a colture diverse. Alcune sono più redditizie di altre o magari con grado di meccanizzazione inferiori, dunque richiedono meno investimenti
 
moogpsycho ha scritto:
Però è bene precisare che zone diverse hanno costi diversi e si adattano a colture diverse. Alcune sono più redditizie di altre o magari con grado di meccanizzazione inferiori, dunque richiedono meno investimenti

Il problema grosso dell'agricoltura è il costo eccessivo del suo principale fattore produttivo, che è appunto il terreno. Senza tirare in ballo i 40mila euro di un ettaro in padania (e per non parlare dl mezzo milione per un ettaro in Trentino Alto Adige o in zone particolari di qualche DOCG), anche i 15mila euro di un terreno dell'Italia centrale è troppo, quando ti confronti con altre realtà in cui la terra costa 500-1000 euro l'ettaro. Da tenere presente che per realizzarci un'impresa economicamente in grado di sostenere una famiglia bisogna tirarci fuori ALMENO l'equivalente netto di due stipendi medi, al netto di TUTTE le spese (coltivazione, meccanizzazione, assicurazioni, tasse ecc...) e ti assicuro che per farlo con colture estensive (cereali, soia, girasole....) minimo minimo ci vogliono 50 ettari. Poi vengono le spese di coltivazione: un sacchetto di mais da seme costa almeno 80 euro, e ne servono almeno 3 per un ettaro, più fertilizzanti e diserbanti. Infine ci sono i costi per lavorazioni, semina, trattamenti e raccolta. Se li vuoi fare in proprio parte almeno mezzo milione di euro in macchine, se ti affidi al contoterzista sono almeno 800 euro per ettaro. E pregare tutti i santi del calendario che il tempo vada a favore.
Se poi si vogliono fare colture più "specializzate" ovviamente basta meno superficie, ma gli altri costi schizzano alle stelle, oltre a necessitare di una preparazione professionale che, come diceva il buon PanDemonio, non si improvvisa con un corso ENAIP......
 
grandecapo-estiqaatsi ha scritto:
economyrunner ha scritto:
grandecapo-estiqaatsi ha scritto:
reFORESTERation ha scritto:
Ieri ero in uno dei miei vigneti, un pezzo di terra di circa 2 ettari e 40 diviso in 2, un ettaro e 40 a vigneto, il resto a grano.
Il terreno scollina sul mare, sembra immeggersi nel celeste, tra mare e cielo, il sole sorgeva, si tuffava in mare. Ero li, nella parte alta del terreno, lavoravo il vitigno, di tipo filare, ero a fare la potatura verde, accanto avevo il grano color oro, inserito nello stesso contesto di azzurro e verde, mio padre assisteva alla trebbiatura, vedevo quel grano appena colto, sembrava oro.
Mi sono fermato ad osservare, a pensare, ascoltare la musica di campagna, ho fatto un bel respiro, ho chiuso gli occhi, è stata come una magia
Ho realizzato che, forse, è davvero giunto il momento di fermarsi, tornare un po' nelle campagne, in uno stile di vita più sano e naturale, abbandonare la vita frenetica delle città, degli uffici, delle fabbriche, abbandonare la finanza creativa, le speculazioni finanziarie. Si corre, corre troppo, si compra tutto, ortaggi, farina, carne. Fermiamoci, ascoltiamo la natura, assecondiamola, usiamo bene.
Io in parte lo faccio, mi auguro che lo si possa fare tutti, per davvero.
che belle parole, ma se ascoltassimo davvero la natura allora dovremmo diventare tutti vegani ( io lo sono).

se è una tua convinzione di benessere e salute nulla questio. :D
Se invece è per difesa degli animali, allora dovresti sapere che anche le piante hanno una coscienza vitale. 8)
Si certo! La solita favoletta per mettersi la coscienza in pace. In effetti una piantagione di pomodori suscita le stesse emozioni di un allevamento intensivo di vitelli, così come un'ortolano è uguale ad un macello pubblico...

Quello che tu percepisci non è la realtà suprema è la realtà dal tuo punto di vista. Già i sensi si differenziano da specie a specie, chi vede a infrarossi, chi in alcune tonalità etc...
Considera anche che le grandezze a noi note non è detto che siano le uniche,
solo perchè i movimenti di una pianta sono rallentati non significa che non soffrono, non sentano. e non sono creature viventi.
Hai mai visto i pollini della felce come nuotano?
 
a_gricolo ha scritto:
grandecapo-estiqaatsi ha scritto:
Si certo! La solita favoletta per mettersi la coscienza in pace. In effetti una piantagione di pomodori suscita le stesse emozioni di un allevamento intensivo di vitelli, così come un'ortolano è uguale ad un macello pubblico...

Quella della "autocoscienza" delle piante è una cagata new age. Il mio discorso è un po' più semplice: l'uomo è onnivoro ed è un predatore come gli altri. Per un vitello non cambia granchè finire la sua esistenza in un macello (no halal o islamico) o tra le zampe di una leonessa........

Ti basta solo pensare che i mammiferi per le piante sono un mezzo per la fecondazione dei loro semi.

Anche io pensavo che gli animali fossero le creature dominanti e determinanti del pianeta ma non è così.
Senza animali la terra può ricreare un nuovo e diverso ciclo vitale, senza le piante il nulla cosmico.
Ha più coscienza una pianta di cactus che certi esseri umani.
 
reFORESTERation ha scritto:
Ho realizzato che, forse, è davvero giunto il momento di fermarsi, tornare un po' nelle campagne, in uno stile di vita più sano e naturale

Fermiamoci, ascoltiamo la natura, assecondiamola, usiamo bene.
Io in parte lo faccio, mi auguro che lo si possa fare tutti, per davvero.

massimo rispetto per la tua giusta emozione.

ciò premesso, tornare in massa nelle campagne ha solo due possibili soluzioni: o si torna a coltivare in modo tradizionale, e si fa la fame nera come la si è fatta per secoli pure nelle nostre fertili pianure (e non oso pensare in aree magari più belle ma meno fortunate dal punto di vista agricolo)

oppure si scende in campagna con i sistemi moderni, con tutte le grane ambientali sommate alle problematiche economiche che indicava Agricolo (che non si chiama così per caso) però quel prodotto poi a qualcuno bisogna pure venderlo; e se tutti hanno il proprio...

avendo avuto a suo tempo l'occasione di scegliere, ho già scelto e anche dopo qualche decennio sono convinto di avere scelto bene (per me).
la terra non solo è bassa, ma è per pochi.
 
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