pilota54 ha scritto:A mio avviso la tua è un'analisi abbastanza corretta e condivisibile in molti punti, però non mi trovo d'accordo con le tue forse affrettate conclusioni.
Alla fine della fiera la proprietà, quando valuta l'operato del top manager non deve esaminare più di tanto le sue scelte strategiche ma guardare i risultati.
E allora cerchiamo di esaminare i risultati ottenuti dall'AD forse più discusso del secolo in corso (in Italia, perché all'estero invece è piuttosto ammirato).
E' pervenuto al vertice del management Fiat nel mese di giugno 2004 e la prima cosa che ha dovuto fare è stata salvare Fiat dal fallimento. Come noto, GM rinunciò ad acquistare la quota rimanente (ne possedeva credo circa il 20%) proprio perché la vide sull'orlo del baratro. Marchionne allora ottenne 1.5 miliardi di euro di risarcimento, più 3 miliardi di "convertendo" dalle banche e salvò la Fiat.
Nei primi 5 anni della sua gestione uscirono, principalmente: la 159 e la Brera (già progettate in precedenza e purtroppo costosissime, infatti presto messe da parte ancorché valide), la nuova Y, la 500, la Mito, la Giulietta, la nuova Panda, la Croma, la Bravo II serie, la 16, la serie Abarth, la Qubo, la Maserati GranTurismo e un paio di Ferrari. Non molto in verità, ma dal 2008 si dovette fare i conti con la crisi e molti modelli furono rinviati/annullati per ragioni di quadratura economica.
Poi avvenne la fusione (per incorporazione) con Chrysler, anch'essa in grave crisi. Molti pensarono che da due aziende moribonde si potesse ottenere solo un funerale, invece dal 2010 al 2015 abbiamo assistito a un lento, sorprendente, ma costante rilancio dei due gruppi, con un aumento delle vendite e un ritorno agli utili.
Nuovi modelli, di parte italiana, dal 2011 ad oggi: Fiat Freemont, Fiat Viaggio, nuova Panda, 500L, 500X, Nuova Tipo, 124 spider, Alfa 4C, Alfa Giulia, Maserati Quattroporte e Ghibli, varie Ferrari, Lancia Thema e Flavia. A parte queste ultime due (i più grandi flop del maglionato, che poi infatti ha rinunciato a rimarchiare altro.....), tutte le altre sono state e sono dei buoni successi, e anche le nuovissime 124 spider e Giulia promettono bene.
A ciò si aggiunga un aumento esponenziale, negli ultimi 2 anni, della produzione di automobili in Italia, giunta ormai a circa 800.000 autoveicoli, e un altrettanto sorprendente incremento della mano d'opera, sempre in Italia, + l'indotto.
Lo sviluppo del gruppo, da quando lo stesso risulta "integrato" (FCA), ovvero negli ultimi 3 anni, è stato innegabile:
- Fatturato Fca 2013: 86,6 miliardi
- Fatturato Fca 2014: 96 miliardi
- Fatturato Fca 2015: 113 miliardi.
In particolare, il fatturato nell'ultimo esercizio, ovvero il 2015, è stato pari appunto alla bellezza di 113 miliardi di euro, con un forte incremento sul 2014 e oltre le previsioni degli analisti.
Per la prima volta il fatturato Fca-Cnh ha superato quello di ENI (prima azienda italiana da molti anni). L'utile "adjusted" è stato di circa 2 miliardi, non male.
Ora, come giustamente hai detto tu, l'AD risponde con il suo operato soprattutto agli azionisti, e gli azionisti non possono che essere soddisfatti di questi dati.
Pertanto io non vedo alcuna plausibile ragione per la quale gli Agnelli dovrebbero "accompagnare alla porta" il dr. Marchionne.
Detto tutto ciò, non intendo con questo "assolvere" in toto il "nostro" e dire che è il miglior manager automobilistico del mondo.
Appartengo invece anch'io a quella schiera di persone che ritengono SM un eccellente manager finanziario, ma non un "uomo di prodotto" e probabilmente ancora non un grande conoscitore delle dinamiche peculiari del settore automotive e della psicologia dell'universo motorizzato.
Alcuni suoi errori di strategia e di comunicazione sono evidenti a tutti, e non sto certo qui a replicarli, ma nel complesso il gruppo va bene (e dà lavoro a un crescente numeno di persone) ed è questo ciò che alla fine conta di più.
Aggiungo un link con qualche dato statistico 2015:
http://www.quattroruote.it/news/mercato/2016/01/27/gruppo_fca_consegne_stabili_ricavi_in_crescita_18_nel_2015.html
Pilota è sempre un piacere discutere con te, le mie opinioni sono sempre un po' forti sull'a.d. fca ma sono opinioni da appassionato e non da economista cosa nella quale tu sei molto ferrato.
Noto solo detto molto pacatamente che i tempi per fare le auto si allungano sempre di più e le gamme italiane Fiat, Lancia, Alfa sono sempre più sguarnite.
Fatto non secondario è anche che gli stabilimenti italiani, Mirafiori in primis passano dalla cassa integrazione a un'altra cassa integrazione.
L'offerta italiana è sempre più povera e soprattutto priva di contenuto tecnico, va bene la Tipo fatta in Turchia, ma la Fiat dovrebbe competere con i migliori come faceva una volta non allinearsi verso il basso o il bassissimo e comunque competere alla pari con gli altri marchi.
In questi anni si sono persi tutti i treni che si potevano perdere, il low cost, l'ibrido le sw, l'utilitaria, si è perso il brasile tutto questo perchè ci sono stati pochissimi investimenti.
Ora spolpato tutto, sono rimaste solo due galline dalle uova d'oro Jepp e Ferrari che tuttavia non bastano da sole.
I giochi finanziari che hanno salvato il gruppo fino adesso ho la vaga impressione che si stiano rivoltando contro e non so fino a quando gli azionisti saranno disposti a credere a fasulli piani industriali di Marchionne, fatto sta che le azioni fca hanno iniziato a perdere valore.
Sono scettico sul futuro del gruppo, anche perchè quando si dice che si puo' sopravvivere solo con la fusione con Gm solo questo è un grande segnale di allarme.
Quello che vedo io, che non sono nessuno è una pochezza tecnica e listini svuotati a fronte di un piano industriale che annuncia millemila modelli che non arrivano mai.
Che dire speriamo nella Giulia ma non credo che da sola riuscirà riportare a casa molti soldi.
Quello che proprio non capisco e trovo scandaloso e avere cassato la Punto semento di mercato che ha storicamente, sempre salvato la baracca.
Ciao!