HenryChinaski ha scritto:
saturno_v ha scritto:
Praticamente stanno abbandonando sul campo un fetta di mercato che per FCA vale (dato 2015) oltre un quarto di milione di auto tra l'altro fatte con pianale e motori condivisi con altri modelli.
Dart e 200 (quest'ultima in particolare) sono complessivamente buone auto (oserei dire che a 200 e' ottima) ma il Tigershark non va
In casa avrebbero l'ottimo 4 cilindri 1750 turbo, ma non so quanto sarebbe spendibile in america.
E' abbastanza strano comunque, la 200 è una macchina praticamente nuova uscita l'anno scorso se non sbaglio ed è un ulteriore conferma che nel gruppo fca non ci sia alcuna pianificazione o piano.
La mia opinione personale è che le macchine del gruppo non abbiano nessuna specifica identità e non riescano a intercettare clienti che vogliono qualcosa di più che una macchina onesta, magari un americano in quel segmento prende una toyota ibrida o una prius...
Sinceramente pero' non conosco affatto la situazione di vendita in usa di queste due vetture, la dart mi pare che non venda molto, mentre sulla sorte della pur bella 200 non so nulla, come sono le vendite?
Anche in altri mercati pensiamo alla fiat Viaggio o alla Ottimo basate sullo stesso pianale della Dart(Giulietta), questi modelli non hanno incontrato nessun consenso e il problema che si pone è che siano delle auto oneste ma nulla di più e se ci mettiamo nel conto anche la Giulietta (ottima macchina senza nessuna specificità) che vende solo in Italia è evidente che non si possono fare sempre le nozze con i fichi secchi e che c'è un grosso problema di competenze ai vertici.
In brasile dove vendono residuati bellici erano leader del mercato, ma non hanno investito un soldo e anche li hanno perso quote consistenti di mercato.
In conclusone anche in europa fca ha usato la stessa stragegia, la Bravo, la Delta e la Punto ottime auto lasciaite morire, la Punto è stata anche leader di vendita.
Per non parlare della 159 affossata dallo stesso maglionato e la Giulietta cancellata.
In pratica anche da questa sponda del mondo hanno regalato alla concorrenza il segmento europeo più importante a livello commerciale.
Sembra una strategia ma ho già scritto troppo,è tuttavia evidente che ci sia più di qualcosa che non non quadra!
P.s. il Tigerstark era stato magnificato come un grande motore in Italia...
P.s.s.
Un A.D. artefice di un disastro di tali proporzioni in qualsiasi azienda sana sarebbe stato accompagnato alla porta con una dose massiccia di calci nel posteriore, Cialtronne invece viene pagato più di tutti gli A.d. del settore, forse volevano uno che combinasse disastri e lui li combina benissimo!
A mio avviso la tua è un'analisi abbastanza corretta e condivisibile in molti punti, però non mi trovo d'accordo con le tue forse affrettate conclusioni.
Alla fine della fiera la proprietà, quando valuta l'operato del top manager non deve esaminare più di tanto le sue scelte strategiche ma guardare i risultati.
E allora cerchiamo di esaminare i risultati ottenuti dall'AD forse più discusso del secolo in corso (in Italia, perché all'estero invece è piuttosto ammirato).
E' pervenuto al vertice del management Fiat nel mese di giugno 2004 e la prima cosa che ha dovuto fare è stata salvare Fiat dal fallimento. Come noto, GM rinunciò ad acquistare la quota rimanente (ne possedeva credo circa il 20%) proprio perché la vide sull'orlo del baratro. Marchionne allora ottenne 1.5 miliardi di euro di risarcimento, più 3 miliardi di "convertendo" dalle banche e salvò la Fiat.
Nei primi 5 anni della sua gestione uscirono, principalmente: la 159 e la Brera (già progettate in precedenza e purtroppo costosissime, infatti presto messe da parte ancorché valide), la nuova Y, la 500, la Mito, la Giulietta, la nuova Panda, la Croma, la Bravo II serie, la 16, la serie Abarth, la Qubo, la Maserati GranTurismo e un paio di Ferrari. Non molto in verità, ma dal 2008 si dovette fare i conti con la crisi e molti modelli furono rinviati/annullati per ragioni di quadratura economica.
Poi avvenne la fusione (per incorporazione) con Chrysler, anch'essa in grave crisi. Molti pensarono che da due aziende moribonde si potesse ottenere solo un funerale, invece dal 2010 al 2015 abbiamo assistito a un lento, sorprendente, ma costante rilancio dei due gruppi, con un aumento delle vendite e un ritorno agli utili.
Nuovi modelli, di parte italiana, dal 2011 ad oggi: Fiat Freemont, Fiat Viaggio, nuova Panda, 500L, 500X, Nuova Tipo, 124 spider, Alfa 4C, Alfa Giulia, Maserati Quattroporte e Ghibli, varie Ferrari, Lancia Thema e Flavia. A parte queste ultime due (i più grandi flop del maglionato, che poi infatti ha rinunciato a rimarchiare altro.....), tutte le altre sono state e sono dei buoni successi, e anche le nuovissime 124 spider e Giulia promettono bene.
A ciò si aggiunga un aumento esponenziale, negli ultimi 2 anni, della produzione di automobili in Italia, giunta ormai a circa 800.000 autoveicoli, e un altrettanto sorprendente incremento della mano d'opera, sempre in Italia, + l'indotto.
Lo sviluppo del gruppo, da quando lo stesso risulta "integrato" (FCA), ovvero negli ultimi 3 anni, è stato innegabile:
- Fatturato Fca 2013: 86,6 miliardi
- Fatturato Fca 2014: 96 miliardi
- Fatturato Fca 2015: 113 miliardi.
In particolare, il fatturato nell'ultimo esercizio, ovvero il 2015, è stato pari appunto alla bellezza di 113 miliardi di euro, con un forte incremento sul 2014 e oltre le previsioni degli analisti.
Per la prima volta il fatturato Fca-Cnh ha superato quello di ENI (prima azienda italiana da molti anni). L'utile "adjusted" è stato di circa 2 miliardi, non male.
Ora, come giustamente hai detto tu, l'AD risponde con il suo operato soprattutto agli azionisti, e gli azionisti non possono che essere soddisfatti di questi dati.
Pertanto io non vedo alcuna plausibile ragione per la quale gli Agnelli dovrebbero "accompagnare alla porta" il dr. Marchionne.
Detto tutto ciò, non intendo con questo "assolvere" in toto il "nostro" e dire che è il miglior manager automobilistico del mondo.
Appartengo invece anch'io a quella schiera di persone che ritengono SM un eccellente manager finanziario, ma non un "uomo di prodotto" e probabilmente ancora non un grande conoscitore delle dinamiche peculiari del settore automotive e della psicologia dell'universo motorizzato.
Alcuni suoi errori di strategia e di comunicazione sono evidenti a tutti, e non sto certo qui a replicarli, ma nel complesso il gruppo va bene (e dà lavoro a un crescente numeno di persone) ed è questo ciò che alla fine conta di più.
Aggiungo un link con qualche dato statistico 2015:
http://www.quattroruote.it/news/mercato/2016/01/27/gruppo_fca_consegne_stabili_ricavi_in_crescita_18_nel_2015.html