<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Reputazione..... | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Reputazione.....

Secondo me hanno un metro di giudizio molto diverso quando si parla di auto inglesi.
Non solo per nazionalismo ma perchè mi sembra che considerino le vetture inglesi come dei prodotti artigianali a cui si perdonano facilmente le magagne.
Mentre se si parla di vetture estere ci vanno giù molto più pesanti,tolte le tedesche che vengono quasi sempre lodate per l'affidabilità non si salva nessuno.
Be direi che sono di parte e orgogliosi dei loro prodotti come noi lo siamo dei nostri. Poi comunque loro amano anche le ns auto nonostante quello che dicono e noi amiamo le loro :emoji_grin:
 
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nessuno nega dei problemi delle italiane di quegli anni in terra usa...ma le inglese erano dei colabrodi....
Si purtroppo hanno scontato le proteste sindacali e in alcuni casi anche dei veri e propri sabotaggi alle vetture in catena di montaggio.

Poi non dimentichiamo l’acquisto sconsiderato di lamiere (mi sembra sovietiche) di scarsissima qualità, con le quali hanno screditato la Lancia in GB e un’eccellente progetto qual’era l’Alfasud.... ruggine

EDIT Sul problema della ruggine delle auto di quel periodo ho letto un'altra interpretazione
Sembra che la corrosione non fosse dovuta alle lamiere di scarsa qualità, quanto al fatto che i frequenti e improvvisi fermi della linea di produzione, dovuti agli scontri sindacali, innescasse dei fenomeni di condensa nei bagni di elettroforesi delle carrozzerie e nella fase post-verniciatura che poi portavano alla corrosione delle carrozzerie.

Sarà pure così ma l'Alfasud (del 1974) di mio padre venne riverniciata interamente all'Alfa di Arese per un fortunato e fortuito contatto che ebbe mio padre con un dirigente Alfa ma dopo un paio d'anni la ruggine si fece rivedere...
 
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Beh....
Basta vedere la fine che han fatto tutti i loro marchi
( e ne avevan tanti, ma tanti di auto )
e anche a moto, appunto, non scherzavano

A me pare che la fine che hanno fatto non sia niente male, Jaguar Land Rover va molto bene, così come vanno bene Mini, Bentley, Rolls, Aston, Lotus, e Triumph per le moto. E ci sono ancora tanti piccoli costruttori di nicchia British-British attivi vivi e vegeti (Caterham, Bac, Ariel, Morgan, etc etc). In generale mi sembrano messi molto meglio che ai tempi del carrozzone British Leyland. Inoltre hanno i transplant dei costruttori esteri che sono industrialmente importanti, Sunderland per la Nissan, Swindon per Honda (che però probabilmente chiuderà causa Brexit)
Il fatto che tanti marchi siano passati a proprietà straniera non mi pare molto influente, allora anche Lamborghini, industrialmente parlando, non è mai andata bene come oggi (a livello di innovazione e design potremmo parlarne) dopo l'acquisto da parte di Audi, così come Fiat si è fusa con Chrysler. Così come Volvo va benissimo con la proprietà cinese. Il mondo dell'auto è globale, e lo sarà sempre di più (come il mondo della moda del resto).
L'incognita semmai è cosa succederà dopo la Brexit...
 
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Comunque, siamo sinceri: la 164 era forse messa meglio anche perché di altra categoria, ma la qualità costruttiva Alfa all'inizio degli anni '90 non era certo da riferimento.
Io ho ancora una 33 del '92, che è vero, era già un progetto vecchio ai tempi, ma a parte il motore eccellente e la linea elegante, la qualità della componentistica è imbarazzante. Di un economico quasi sovietico. Anzi, certi dettagli della Trabant (i fari anteriori per esempio per qualità del fascio luminoso) sono fatti meglio.
Una Golf del tempo era un altro pianeta, una Civic era l'iperspazio. E non è un'iperbole, non scherzo.
 
Volvo va benissimo con la proprietà cinese

I cinesi non sono stupidi, quando comprano un'azienda "di qualità" non vanno a metterci il becco nella gestione se sono consapevoli - e lo sono - di non essere in grado di migliorarla, ci mettono i soldi e, giustamente, si prendono gli utili. Lo fanno anche in altri settori: quando vengono qui e comprano un bar se lo gestiscono, ma se comprano una pasticceria ci lasciano il personale locale, perchè loro le pastine e le torte non le sanno fare, e lo sanno....

ma la qualità costruttiva Alfa all'inizio degli anni '90 non era certo da riferimento

Se non ricordo male, il controllo guasti chiamato Alfa Check era meglio noto come Alfa Ciuk, perchè dava più falsi allarmi di un ubriaco.....
 
I cinesi non sono stupidi, quando comprano un'azienda "di qualità" non vanno a metterci il becco nella gestione se sono consapevoli - e lo sono - di non essere in grado di migliorarla, ci mettono i soldi e, giustamente, si prendono gli utili. Lo fanno anche in altri settori: quando vengono qui e comprano un bar se lo gestiscono, ma se comprano una pasticceria ci lasciano il personale locale, perchè loro le pastine e le torte non le sanno fare, e lo sanno....

E così dovrebbe essere sempre... acquisti un marchio, ma ne mantieni l'identità, e dandogli stabilità finanziaria permetti di svilupparne i punti forti.

Se non ricordo male, il controllo guasti chiamato Alfa Check era meglio noto come Alfa Ciuk, perchè dava più falsi allarmi di ubriaco.....

Non era solo una questione di controllo qualità, ma anche di auto fatta in economia, in puro stile Fiat dei tempi.
 
a proposito di reputazione è noto che le moto inglesi degli anni 60-70 perdessero grandi quantità di olio sempre e comunque e non per questo persero il loro fascino, ma i clienti poi si rivolsero alle giapponesi che erano estremamente più affidabili, performati e non perdevano assolutamente olio.

Gli inglesi hanno la memoria corta ed è facile e scontato fare battute sugli stereotipi sulla produzione italiana di automobili.
La storia della Mini è nota ma non è mai ricordata. Prima che venisse prodotta anche in Italia dalla defunta Innocenti, la Mini era scarsa sia per la meccanica che per le finiture. I ns tecnici (e operai) la resero più performate, affidabile e con finiture più accurate.
Sulla memoria corta, credevo che fossimo solo noi Italiani quelli che ce l'hanno, visti vari precedenti. Sulla Mini, il più grande difetto è stato quello di progettare il cambio nella coppa dell'olio. Solamente l'idea di Dante Giacosa di tenere separati, nella disposizione trasversale, Motore e Cambio, è stata rivoluzionaria. Vedi le auto di oggi TA (O alcune MR): Sono tutte così!
 
Assolutamente.
Però a questo punto bisognerebbe citare l'Audi TT col cambio S tronic a cui mancavano le prime due marce sistemato praticamente a costo zero.
Visto che hanno la bacchetta magica e i difetti più grandi sono spesso riconducibili a pezzi difettosi che costano mezza sterlina non temano le vetture italiane.
La TT era a cambio manuale. Edd, al posto del rivetto, ha messo nel selettore una combinazione di dado e bullone al posto del rivetto.
 
Sulla memoria corta, credevo che fossimo solo noi Italiani quelli che ce l'hanno, visti vari precedenti. Sulla Mini, il più grande difetto è stato quello di progettare il cambio nella coppa dell'olio. Solamente l'idea di Dante Giacosa di tenere separati, nella disposizione trasversale, Motore è Cambio è stata rivoluzionaria. Vedi le auto di oggi TA: Sono tutte così!

Ma la Mini di Issigonis è stata molto più rivoluzionaria. Anzi è l'auto che ha rivoluzionato il modo di progettare le compatte moderne, e una delle più geniali del '900.
Non c'è niente di rivoluzionario nel tenere separati motore e cambio, elementi che sono normalmente separati, nella disposizione trasversale: è semplicemente una questione di spazio.
La Mini era molto compatta, ed anche stretta, e l'imperativo era guadagnare spazio. La soluzione di Issigonis mi pare più ingegnosa, ed era praticamente obbligata. Il vano motore delle Mini è piccolissimo, non è quello di una 127 o di una 128. Senza nulla togliere a Dante Giacosa che è stato un grandissimo progettista e ha fatto la storia della Fiat.
Fra l'altro, ne ho possedute diverse di Mini classiche, e il cambio andava proprio bene, era preciso, piacevole e rapido negli innesti. Molto molto meglio della 33 per esempio:). Ed è una componente che sulle Mini non dà problemi particolari.
 
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Ma la Mini di Issigonis è stata molto più rivoluzionaria. Anzi è l'auto che ha rivoluzionato il modo di progettare le compatte moderne, e una delle più geniali del '900.
Non c'è niente di rivoluzionario nel tenere separati motore e cambio, elementi che sono normalmente separati, nella disposizione trasversale: è semplicemente una questione di spazio.
La Mini era molto compatta, ed anche stretta, e l'imperativo era guadagnare spazio. La soluzione di Issigonis mi pare più ingegnosa, ed era praticamente obbligata. Il vano motore delle Mini è piccolissimo, non è quello di una 127 o di una 128. Senza nulla togliere a Dante Giacosa che è stato un grandissimo progettista.
Fra l'altro, ne ho possedute diverse di Mini classiche, e il cambio andava proprio bene, era preciso, piacevole e rapido negli innesti. Molto molto meglio della 33 per esempio:). Ed è una componente che sulle Mini non dà problemi particolari.
E pensare che è stata fonte di ispirazione per la Honda che poi aveva prodotto questa: https://it.wikipedia.org/wiki/Honda_N360
 
E pensare che è stata fonte di ispirazione per la Honda che poi aveva prodotto questa: https://it.wikipedia.org/wiki/Honda_N360

La Mini è stata fonte d'ispirazione per tutti, è la nonna di tutte le compatte.
Forse la N360 è stata poi fonte di ispirazione per la A112; )
Nel caso delle Honda, era il motore ad essere molto speciale, anche sulle prime;): 87 cv/l sulla N360, e 100 cv/l sulla N360TS, bicilindrico tutto in alluminio monoalbero in testa con distribuzione comandata da catena.
 
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A me pare che la fine che hanno fatto non sia niente male, Jaguar Land Rover va molto bene, così come vanno bene Mini, Bentley, Rolls, Aston, Lotus, e Triumph per le moto. E ci sono ancora tanti piccoli costruttori di nicchia British-British attivi vivi e vegeti (Caterham, Bac, Ariel, Morgan, etc etc). In generale mi sembrano messi molto meglio che ai tempi del carrozzone British Leyland. Inoltre hanno i transplant dei costruttori esteri che sono industrialmente importanti, Sunderland per la Nissan, Swindon per Honda (che però probabilmente chiuderà causa Brexit)
Il fatto che tanti marchi siano passati a proprietà straniera non mi pare
molto influente, allora anche Lamborghini, industrialmente parlando, non è mai andata bene come oggi (a livello di innovazione e design potremmo parlarne) dopo l'acquisto da parte di Audi, così come Fiat si è fusa con Chrysler. Così come Volvo va benissimo con la proprietà cinese. Il mondo dell'auto è globale, e lo sarà sempre di più (come il mondo della moda del resto).
L'incognita semmai è cosa succederà dopo la Brexit...


La fine degli " originali "
Per tutti
Rolls a BMW
Bentley a VW
E persino ad un fondo come Aston Martin
 
I pregiudizi innescati da queste trasmissioni rientrano in un discorso più ampio, le trasmissioni automobilistiche "social" sono nate negli USA (patria delle "libertà" di modifica), gli inglesi sono stati bravi ad "europeizzarle", ma sempre approfittando del vantaggio globale della lingua (più utenza = più budget e trasmissioni migliori, anche per questo le alternative non anglofone fanno mediamente pena e negli anni gli stessi programmi UK hanno avuto la tendenza a spostarsi anche solo temporaneamente in america, vedi WD). Siamo quindi noi a doverci adeguare ai lori costumi e punti di vista in ambito automobilistico. La morale è che i pregiudizi altrui, anche se partiti da basi reali, saranno sempre difficili da scardinare: mezzo mondo sentirà le battute sulle auto italiane (e spesso anche le francesi), mai la controparte nostrana; ricordate anche solo la puntata di Top Gear attraverso l'italia quanti pregiudizi aveva sparato? (es. che la polizia italiana non lavora di domenica, ecc..).
L'eventuale risposta sarebbero programmi da esportare di qualità ma come detto si parte da una situazione di svantaggio, di fatto siamo capaci solo di vendere serie TV sulla malavita, il che fa riflettere...
 
I pregiudizi innescati da queste trasmissioni rientrano in un discorso più ampio, le trasmissioni automobilistiche "social" sono nate negli USA (patria delle "libertà" di modifica), gli inglesi sono stati bravi ad "europeizzarle", ma sempre approfittando del vantaggio globale della lingua (più utenza = più budget e trasmissioni migliori, anche per questo le alternative non anglofone fanno mediamente pena e negli anni gli stessi programmi UK hanno avuto la tendenza a spostarsi anche solo temporaneamente in america, vedi WD). Siamo quindi noi a doverci adeguare ai lori costumi e punti di vista in ambito automobilistico. La morale è che i
pregiudizi altrui, anche se partiti da basi reali, saranno sempre difficili da scardinare: mezzo mondo sentirà le battute sulle auto italiane (e spesso anche le francesi), mai la controparte nostrana; ricordate anche solo la puntata di Top Gear attraverso l'italia quanti pregiudizi aveva sparato? (es. che la polizia italiana non lavora di domenica, ecc..).
L'eventuale risposta sarebbero programmi da esportare di qualità ma come detto si parte da una situazione di svantaggio, di fatto siamo capaci solo di vendere serie TV sulla malavita, il che fa riflettere...


A parte
( Finito il breve periodo del Neorealismo )
-il famoso melodramma
o
-il bel canto
non e' che siamo tanto famosi all' Estero
in
" Arti varie "
 
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