Il concetto è quello della zampa del gatto che, quando scivola, oltre ad estrarre le unghie allarga istintivamente i polpastrelli per aumentare l'area di contatto. Una gomma un pò sgonfia in frenata si schiaccia ed aumenta pur di poco la sua impronta, quindi gli spazi si possono ridurre: inoltre, ma questo vale per gomme parecchio sgonfie, il principio si applica anche ai fondi morbidi come neve fresca o sabbia quando è il semplice peso del veicolo a schiacciare il pneumatico, ma direi che si tratti di condizioni abbastanza limite. Per quanto riguarda le condizioni normali, quindi asfalto liscio o sconnesso, la regola dovrebbe esser quella di viaggiare il più possibile vicini alla pressione prescritta (che è valutata in sede di progetto) e, nel caso ci si distacchi da quei valori, lo si faccia eventualmente sovragonfiando di qualche decimo di bar, condizione peraltro spesso prevista proprio dai manuali in caso di marcia autostradale e/o a pieno carico. Sovragonfiando si rischia meno il surriscaldamento della gomma, il detallonamento e, comunque, la spalla del pneumatico si deforma di meno sia in frenata che quando si sterza soprattutto bruscamente.
C'è da dire anche un'altra cosa: cerchi grandi con gomme di sezione molto ribassata lasciano alle gomme un compito sempre più gravoso per garantire un buon comportamento stradale, soprattutto in mezzi con schemi sospensivi semplici: è un motivo in più per non discostarsi eccessivamente dai parametri di fabbrica.