<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Precipitato A320 in Francia della Germanwings | Page 14 | Il Forum di Quattroruote

Precipitato A320 in Francia della Germanwings

renatom ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
U2511 ha scritto:
renatom ha scritto:
U2511 ha scritto:
renatom ha scritto:
Di una cosa sono invece certo: la copertina di un noto giornale italiano di oggi è indegna e il personaggio lo dirige ha dimostrato ancora una volta di essere un verme.
E dicci il peccatore a sto punto ...
sallusti.
Ho cercato ed ho trovato: concordo sull'indegnità di quella pagina.

Senza discolpa per nessuno, rilevo solo che ciascuno ha in casa le proprie pecore nere: chi Il Giornale, chi Der Spiegel.

no, spiegel é una cosa il giornale un altro, ma temo che tu non abbia capito il perché Sal ha scritto cosí...
io sono perfettamente d'accordo.

Personalmente, solo vederlo, quel titolo, mi ha fatto venire il voltastomaco e non mmi ha certo fatto venire voglia di approfondirne il contenuto.
Se poi, dici che è diverso, non so.

Comunque, mi pare che le due vicende abbiano poco in comune. L'unico tratto è quello di mettere a nudo una falla in un sistema.
In un caso parliamo di una consuetudine pericolosa che era un segreto di Pulcinella finché non è arrivato il cxxxx di turno che la ha evidenziata in modo così plateale.
Nell'altro caso, parliamo invece di un sistema che non è stato in grado di accorgersi della inattitudine psichica di un proprio componente al ruolo da svolgere.

Non so quale dei due sia più grave, ma, personalmente, propendo per la questione nostra che evidenzia il consueto livello di faciloneria generalizzato del sistema.

anche a me viene il voltastomaco quando leggo certi giornalisti ma mi sforzo di leggerle perché non é detto che abbiano torto. Ho sempre detto che la veritá non sta MAI da una parte sola.
Ció detto, Sal ha detto le stesse cose che ha detto l'altra giornalista...solo che lo ha detto senza edulcorare l'articolo ma andando direttamente al sodo perché questo, é il solo modo per farlo entrare nella zucca ai teutonici. Sará perché preferisco il politicamente scorretto al politicamente corretto, per me un cieco é un cieco non un non vedente.
Poi, personalmente sono anche stufo di questa presunta superioritá morale dei tedeschi nei nostri confronti e non solo. Dire che ( come hanno detto) che "solo un italiano poteva causare la catastrofe della Concordia" é di una gravitá estrema che necessitava di una pronta e dura risposta che non c'é stata perché i nostri baldi giornali si guardano bene di rendere pane per focaccia...giú la testa e taci. Ecco, nel caso dell'aereo della GW viste le gravissime colpe di tante istituzioni tedesche che stanno venendo a galla, hanno - spero - capito che devono scendere dal piedistallo ed essere un pó piú umili. Sal ha solo colto la palla al balzo per rinfacciarglielo.
Tutto questo non ha ovviamente nulla a che vedere col rispetto che bisogna portare per le vittime.
PS: inutile che dica che quando le critiche sono giuste, e ce ne hanno da fare, dobbiamo stare zitti.
 
Botto88 ha scritto:
Domanda: qualcuno sa per caso se la coppia pilota/co-pilota rimane fissa e vola sempre insieme? Oppure vengono scambiati spesso?
Sarebbe assolutamente pericoloso e controproducente far volare sempre due persone insieme.
I turni devono essere sempre vari anche nella composizione dell'equipaggio.
Inoltre si può chiedere di non volare con una persona con la quale non leghi (tipo con i rompicog***ni).
A me è capitato di volare spesso con gli stessi amici ma giusto perchè, da abitanti dello stesso posto, chiedevamo di fare i turni su Catania.
 
bumper morgan ha scritto:
renatom ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
U2511 ha scritto:
renatom ha scritto:
U2511 ha scritto:
renatom ha scritto:
Di una cosa sono invece certo: la copertina di un noto giornale italiano di oggi è indegna e il personaggio lo dirige ha dimostrato ancora una volta di essere un verme.
E dicci il peccatore a sto punto ...
sallusti.
Ho cercato ed ho trovato: concordo sull'indegnità di quella pagina.

Senza discolpa per nessuno, rilevo solo che ciascuno ha in casa le proprie pecore nere: chi Il Giornale, chi Der Spiegel.

no, spiegel é una cosa il giornale un altro, ma temo che tu non abbia capito il perché Sal ha scritto cosí...
io sono perfettamente d'accordo.

Personalmente, solo vederlo, quel titolo, mi ha fatto venire il voltastomaco e non mmi ha certo fatto venire voglia di approfondirne il contenuto.
Se poi, dici che è diverso, non so.

Comunque, mi pare che le due vicende abbiano poco in comune. L'unico tratto è quello di mettere a nudo una falla in un sistema.
In un caso parliamo di una consuetudine pericolosa che era un segreto di Pulcinella finché non è arrivato il cxxxx di turno che la ha evidenziata in modo così plateale.
Nell'altro caso, parliamo invece di un sistema che non è stato in grado di accorgersi della inattitudine psichica di un proprio componente al ruolo da svolgere.

Non so quale dei due sia più grave, ma, personalmente, propendo per la questione nostra che evidenzia il consueto livello di faciloneria generalizzato del sistema.

anche a me viene il voltastomaco quando leggo certi giornalisti ma mi sforzo di leggerle perché non é detto che abbiano torto. Ho sempre detto che la veritá non sta MAI da una parte sola.
Ció detto, Sal ha detto le stesse cose che ha detto l'altra giornalista...solo che lo ha detto senza edulcorare l'articolo ma andando direttamente al sodo perché questo, é il solo modo per farlo entrare nella zucca ai teutonici. Sará perché preferisco il politicamente scorretto al politicamente corretto, per me un cieco é un cieco non un non vedente.
Poi, personalmente sono anche stufo di questa presunta superioritá morale dei tedeschi nei nostri confronti e non solo. Dire che ( come hanno detto) che "solo un italiano poteva causare la catastrofe della Concordia" é di una gravitá estrema che necessitava di una pronta e dura risposta che non c'é stata perché i nostri baldi giornali si guardano bene di rendere pane per focaccia...giú la testa e taci. Ecco, nel caso dell'aereo della GW viste le gravissime colpe di tante istituzioni tedesche che stanno venendo a galla, hanno - spero - capito che devono scendere dal piedistallo ed essere un pó piú umili. Sal ha solo colto la palla al balzo per rinfacciarglielo.
Tutto questo non ha ovviamente nulla a che vedere col rispetto che bisogna portare per le vittime.
PS: inutile che dica che quando le critiche sono giuste, e ce ne hanno da fare, dobbiamo stare zitti.

Se ci sono dei coglioni a Der Spiegel, non è che se scrive un pari grado italuano sciacallando un evento del genere guadagnamo in reputazione.

Ti immagini a cosa si presta una prima pagina così? Ecco, gli italiani...

Ii non sono Sallusti!
]
 
ALGEPA ha scritto:
&lt&lt Il fatto che siano stati trovati stracciati alcuni certificati di malattia molto recenti che dicono che non doveva lavorare, anche lo stesso giorno dell?incidente, sostengono la tesi che Lubitz avesse nascosto la sua malattia al suo datore di lavoro e ai suoi colleghi»

questo che mi vuole dimostrare? a me viene più facile pensare ad un altra cosa ...
io dico che noi nel nostro paese quando dice una cosa una nostro rappresentante statale il 99.99% delle volte pensiamo che ci vuole fregare, quando invece la situazione accade in terra straniera crediamo che li sono tutti buoni..e lo dice uno che si ritiene più che esterofilo ..abitante del mondo

Caro Algepa, a proposito di questa menata del certificato medico di astensione dal lavoro, voglio, compilandone diversi ogni giorno (medico di Famiglia....), precisare un "piccolo particolare" assolutamente dirimente la questione, almeno da noi.
Non appena, e ridico non appena, clicco su "invia" l'atto arriva immediatamente nel database dell'Inps, che lo trasmette in tempo reale alla aziende e/o a qualsivoglia datore di lavoro (anche a quelli che hanno altri enti previdenziali..), per cui E' IMPOSSIBILE da parte del lavoratore eliminare il suddetto certificato, tenendone così gli altri all'oscuro.
O devo pensare che la grande Lufthansa attenda ancora la consegna del cartaceo??
Vabbè...la faccenda ha molti punti pochissimo chiari e, suppongo, destinati a restare tali...
Saluti
 
Caro Procida, il flusso telematico arriva all'Inps... e lì si ferma.

Dopodiché il lavoratore trasmette all'azienda la ricevuta (cartacea) con il numero di protocollo e l'azienda da questo sito

http://www.inps.it/portale/default.aspx?iiDServizio=140

si scarica il certificato che consegna al consulente del lavoro (poi in realtà fa tutto il consulente). Certificato telematico per modo di dire...o, diciamo, solo a metà.
Saluti.
 
U2511 ha scritto:
Caro Procida, il flusso telematico arriva all'Inps... e lì si ferma.

Dopodiché il lavoratore trasmette all'azienda la ricevuta (cartacea) con il numero di protocollo e l'azienda da questo sito

http://www.inps.it/portale/default.aspx?iiDServizio=140

si scarica il certificato che consegna al consulente del lavoro (poi in realtà fa tutto il consulente). Certificato telematico per modo di dire...o, diciamo, solo a metà.
Saluti.

Vero, visto che il lavoratore è tenuto a trasmettere in azienda obbligatoriamente solo il numero di protocollo, per consentire al datore di lavoro lo scarico del certificato dal sito (anche se c'è ancora chi pretende pure il cartaceo...).
Però, a parte questi aspetti, che tra l'altro potrebbero essere differenti in Germania, la cosa che lascia perplessi è proprio la presenza del certificato, che ovviamente viene rilasciato dal medico solo su richiesta del paziente, non certo spontaneamente.....
Quindi il Lubiz dovrebbe averlo richiesto per poi andare ugualmente al lavoro....
Mah...., saluti
 
robgiorda ha scritto:
Botto88 ha scritto:
Domanda: qualcuno sa per caso se la coppia pilota/co-pilota rimane fissa e vola sempre insieme? Oppure vengono scambiati spesso?
Sarebbe assolutamente pericoloso e controproducente far volare sempre due persone insieme.
I turni devono essere sempre vari anche nella composizione dell'equipaggio.
Inoltre si può chiedere di non volare con una persona con la quale non leghi (tipo con i rompicog***ni).
A me è capitato di volare spesso con gli stessi amici ma giusto perchè, da abitanti dello stesso posto, chiedevamo di fare i turni su Catania.

Ok, grazie. Pensavo che i colleghi che passano ore di volo insieme, avrebbero potuto notare comportamenti strani o sospetti. Evidentemente era bravo a nascondere o era totalmente schizofrenico. Probabilmente non sapremo mai cosa avesse in testa.
 
procida ha scritto:
Vero, visto che il lavoratore è tenuto a trasmettere in azienda obbligatoriamente solo il numero di protocollo, per consentire al datore di lavoro lo scarico del certificato dal sito (anche se c'è ancora chi pretende pure il cartaceo...).
Però, a parte questi aspetti, che tra l'altro potrebbero essere differenti in Germania, la cosa che lascia perplessi è proprio la presenza del certificato, che ovviamente viene rilasciato dal medico solo su richiesta del paziente, non certo spontaneamente.....
Quindi il Lubiz dovrebbe averlo richiesto per poi andare ugualmente al lavoro....
Mah...., saluti

Caro Procida, ieri verso le 16.30 scrivevo
maddeche! ha scritto:
Ma un certificato medico strappato chi lo conserva, scusate ?
Cioé... ti fanno un certificato medico nel quale si dice "Egregio signor pincopallino, siccome tu sei pazzo non devi più pilotare aerei", tu lo strappi e poi... lo metti via ?

Non lo butti nel cesso ? Nella carta straccia ? Nel cassonetto della differenziata ? non ne fai coriandoli ?
Che te lo tieni a fare, per ricordo ?
e dunque, chiedo scusa a tutti per l'auto-citazione, ma volevo sentire altri pareri oltre quello dell'amico ALGEPA.
Non é una stranezza abbastanza curiosa ?
 
arizona77 ha scritto:
AugustoGiovane ha scritto:
L'Italia se è un paese di parassiti, allora l'italiano è un parassita.
L'italiano nel suo indole corrompe, per qualsiasi cosa ha l'amico.
Signori, invece di mandare i vostri figli a spasso per mondo, chiedetevi voi per primi fino ad oggi se avete chiesto un favorino per saltare la fila.
Ecco, l'italiano è un parassita.
Dai e ridai, ora non se ne può più.
Colpa del governo? No no, al governo c'è un italiano ed è nato e cresciuto come te. Se tu sei un ladro, un parassita e un corruttore, lui meglio di te non è sicuro.

.....con " specializzazione " a trovare colpe, sempre negli altri

E si troppo comodo fare di tutta l'erba un fascio, ma non è così.
C'è il parassita che spalleggia il sistema e c'è chi ci prova nel suo piccolo a combatterlo.
Io non faccio parte di quelli che tradiscono per 80 monete turandosi il naso e sputandosi nella coscienza.
Non ci vuole molto a capire l'entità dei danni che fà una certa categoria perchè su questo è basata la democrazia.
La disonestà non è nel dna come qualunquisticamente qualcuno vuol far credere, ma nel sistema, diversamente non si spiegherebbe, lo ripeto, la civiltà degli italiani che va a vivere in altri paesi (civili).
 
arizona77 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
U2511 ha scritto:
Vorrei inoltre condividere questo articolo di Gramellini sa La Stampa, che mi pare meritevole di riflessione

La Germania che si scopre imperfetta

Il dettaglio dell?assenza di picchiata, che ha evitato il diffondersi del panico da morte certa fra i passeggeri, è forse quello che più di ogni altro fa sorgere il pensiero secondo cui «solo un tedesco» poteva arrivare a tanto. È un pensiero carico di pregiudizi, che gronda i peggiori stereotipi del Novecento, ma è della stessa stoffa di quello che tutti nel mondo hanno avuto di fronte al capitano Schettino: «Solo un italiano». Ed è altrettanto vero.

Nel nostro Paese sopravvive una formazione involontaria al pressappochismo e alle soluzioni facili - il caso Concordia lo ha esposto globalmente in forma epica.

Allo stesso modo la Germania è chiamata oggi a interrogarsi sul punto di rottura di un sistema sociale strutturato sull?esclusione dell?imprevisto dal novero dei possibili. Non è previsto che un treno deragli, e infatti i treni non deragliano, non è previsto che i sistemi di riscaldamento delle stazioni si rompano, e infatti non si rompono, non è previsto che uno studente di bassa resa scolastica possa a un certo punto rivelarsi un genio, e infatti non andrà al ginnasio perché resterà confinato nelle scuole tecniche, non è previsto che un ministro copi una tesi di dottorato, e infatti non lo fa, e se lo fa non solo si dimette, ma si disintegra nel nulla (che fine ha fatto Karl Theodor von Guttenberg, promessa della politica tedesca, possibile che per lui il futuro si sia chiuso per sempre e che non vi sia neanche una remota possibilità di riscatto?).

La società ha le maglie strette, il controllo degli individui gli uni sugli altri è serratissimo (provate a parcheggiare in divieto, prima del vigile arriverà un comune cittadino a segnalare l?infrazione), il numero delle regole non scritte è praticamente infinito, può capitare di sentirsi sussurrare con astio, passeggiando su una strada qualunque, di tenere la destra, per evitare ingorghi di passanti, e pazienza che non c?è nessuno, è una buona regola per quando le persone arriveranno. Ogni minuto di ogni giorno è assorbito dall?esigenza di evitare che accadano fatti inaspettati, fuori controllo, sbavature rispetto al perfetto disegno immaginato. Fino al punto in cui poi una cosa succede e tutto, ma proprio tutto, si spezza, come dimostrano le allucinate dichiarazioni delle autorità tedesche dopo la rivelazione: «non è nel nostro Dna», ha dichiarato il portavoce di Lufthansa, «un incubo neanche lontanamente ipotizzabile», «incredibile che una cosa del genere si sia verificata nella nostra azienda», «ogni aspetto della formazione del nostro sistema è stato verificato», fino a un annaspante: «al momento non ci sono le condizioni per fare un?autocritica».

Ora, è evidente che la Germania non è solo questo, così come l?Italia non è popolata da affossatori di navi con manie di grandezza. Ma arriva un giorno in cui bisogna avere la forza di dire a se stessi: «noi siamo anche questo», e farci i conti come se il proprio lato-ombra fosse l?unico dato a disposizione. Perché anche nell?Airbus di Germanwings c?è stato un capitano De Falco ? quello che intimò a Schettino di salire a bordo. Il comandante dell?A320 si è attaccato alla porta e ha cercato di sfondarla, verosimilmente imprecando come fece l?italiano. Ma non è servito: capita spesso infatti, nei Paesi che formano grandi caratteri, che un solo uomo sia sufficiente per trascinare tutti gli altri all?inferno.

bell'articolo

......scritto da un Italiano pero'

sei razzista? :hunf:
 
U2511 ha scritto:
renatom ha scritto:
U2511 ha scritto:
renatom ha scritto:
Di una cosa sono invece certo: la copertina di un noto giornale italiano di oggi è indegna e il personaggio lo dirige ha dimostrato ancora una volta di essere un verme.
E dicci il peccatore a sto punto ...
sallusti.
Ho cercato ed ho trovato: concordo sull'indegnità di quella pagina.

Senza discolpa per nessuno, rilevo solo che ciascuno ha in casa le proprie pecore nere: chi Il Giornale, chi Der Spiegel.

Si condivido, che differenza dall'articolo di Sforza a quello di propagandino pelato.
 
economyrunner ha scritto:
arizona77 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
U2511 ha scritto:
Vorrei inoltre condividere questo articolo di Gramellini sa La Stampa, che mi pare meritevole di riflessione

La Germania che si scopre imperfetta

Il dettaglio dell?assenza di picchiata, che ha evitato il diffondersi del panico da morte certa fra i passeggeri, è forse quello che più di ogni altro fa sorgere il pensiero secondo cui «solo un tedesco» poteva arrivare a tanto. È un pensiero carico di pregiudizi, che gronda i peggiori stereotipi del Novecento, ma è della stessa stoffa di quello che tutti nel mondo hanno avuto di fronte al capitano Schettino: «Solo un italiano». Ed è altrettanto vero.

Nel nostro Paese sopravvive una formazione involontaria al pressappochismo e alle soluzioni facili - il caso Concordia lo ha esposto globalmente in forma epica.

Allo stesso modo la Germania è chiamata oggi a interrogarsi sul punto di rottura di un sistema sociale strutturato sull?esclusione dell?imprevisto dal novero dei possibili. Non è previsto che un treno deragli, e infatti i treni non deragliano, non è previsto che i sistemi di riscaldamento delle stazioni si rompano, e infatti non si rompono, non è previsto che uno studente di bassa resa scolastica possa a un certo punto rivelarsi un genio, e infatti non andrà al ginnasio perché resterà confinato nelle scuole tecniche, non è previsto che un ministro copi una tesi di dottorato, e infatti non lo fa, e se lo fa non solo si dimette, ma si disintegra nel nulla (che fine ha fatto Karl Theodor von Guttenberg, promessa della politica tedesca, possibile che per lui il futuro si sia chiuso per sempre e che non vi sia neanche una remota possibilità di riscatto?).

La società ha le maglie strette, il controllo degli individui gli uni sugli altri è serratissimo (provate a parcheggiare in divieto, prima del vigile arriverà un comune cittadino a segnalare l?infrazione), il numero delle regole non scritte è praticamente infinito, può capitare di sentirsi sussurrare con astio, passeggiando su una strada qualunque, di tenere la destra, per evitare ingorghi di passanti, e pazienza che non c?è nessuno, è una buona regola per quando le persone arriveranno. Ogni minuto di ogni giorno è assorbito dall?esigenza di evitare che accadano fatti inaspettati, fuori controllo, sbavature rispetto al perfetto disegno immaginato. Fino al punto in cui poi una cosa succede e tutto, ma proprio tutto, si spezza, come dimostrano le allucinate dichiarazioni delle autorità tedesche dopo la rivelazione: «non è nel nostro Dna», ha dichiarato il portavoce di Lufthansa, «un incubo neanche lontanamente ipotizzabile», «incredibile che una cosa del genere si sia verificata nella nostra azienda», «ogni aspetto della formazione del nostro sistema è stato verificato», fino a un annaspante: «al momento non ci sono le condizioni per fare un?autocritica».

Ora, è evidente che la Germania non è solo questo, così come l?Italia non è popolata da affossatori di navi con manie di grandezza. Ma arriva un giorno in cui bisogna avere la forza di dire a se stessi: «noi siamo anche questo», e farci i conti come se il proprio lato-ombra fosse l?unico dato a disposizione. Perché anche nell?Airbus di Germanwings c?è stato un capitano De Falco ? quello che intimò a Schettino di salire a bordo. Il comandante dell?A320 si è attaccato alla porta e ha cercato di sfondarla, verosimilmente imprecando come fece l?italiano. Ma non è servito: capita spesso infatti, nei Paesi che formano grandi caratteri, che un solo uomo sia sufficiente per trascinare tutti gli altri all?inferno.

bell'articolo

......scritto da un Italiano pero'

sei razzista? :hunf:

:shock: :?:
Veramente il razzista mi sembra l' autore dell' articolo.
Della serie:
" Noi facciamo schifo ma loro non sono da meno "
 
arizona77 ha scritto:
Piu' o meno tutti parlano di follia....
o almeno di momenti di follia.
E la mia era una semplice domanda sull' argomento:
" un folle che sa di esserlo e cerca di nasconderlo :?: "

A oggi parrebbe proprio di sì, avrebbe detto alla fidanzata "mi ricorderanno di sicuro". Comunque la pista terroristica sarebbe tutt'altro che da scartare, questo come cellula dormiente sarebbe stato perfetto. Poco casino (non è che sono terroristi solo quelli che gridano allah akhbar, eh...) e risultato oltre le più rosee attese. :?
Come minimo premeditato, se fossero vere le parole della ragazza.
Gran brutta storia, comunque la si guardi.
 
B-O-DISEL ha scritto:
e se .......

https://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=0RcG_Hv7kG8

Saluti

Mille e una potrebbero essere le verità.... :!: :!:

Ma credo questa rimarrà nell'aere come altre verità che stiamo ancora aspettando... 8) 8) 8)

(ndr.)

https://www.youtube.com/watch?v=s37epuh_Sw4
 

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