<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Pianeta Terra: un declino immeritato (addio ai motori benzina e diesel?) | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Pianeta Terra: un declino immeritato (addio ai motori benzina e diesel?)

Si va bene, ma se riduci del 30% (cifra irrealistica a mio avviso) un 10% hai ridotto di un 3%, con costi enormi per la società ed i cittadini. Certo serve anche quello ma è inutile correre dietro (metafora azzeccata della nave) a i buchini, quando lo squarcio dell'iceberg sta facendo affondare la nave, anche perché i costi sono stratosferici ed i ritorni quasi nulli.

Per me la metafora della nave non è molto azzeccata; oggi tutto è estremamente interconnesso, le relazioni tra sistemi sono molto complesse. Viviamo in una società globale. Se va in crisi, per esempio, la produzione di semiconduttori o quella di vernici metallizzate (come fu per quest'ultima dopo Fukushima per la scarsità di un tipo di pigmento) va in crisi il settore automobilistico dall'altra parte del mondo...
Se produco accumulatori innovativi, mi servono per le auto, ma anche per i dispositivi elettronici portatili, etc etc...
Se investo sull'auto elettrica, investo anche sulla generazione e distribuzione diffusa, sugli accumuli diffusi, sulle smart grid, etc etc
Pensare che il mondo sia fatto per compartimenti stagni è una visione ottocentesca.
Pensare che si faccia e si limiti solo sull'elettrica, non corrisponde a realtà: nel campo degli edifici di nuova costruzione, per esempio, le tecnologie applicate da una decina di anni a questa parte hanno determinato risparmi energetici molto più sostanziosi rispetto ai progressi del settore automotive e ora sono obbligo di legge.
Pensare a ogni cambiamento come solo ad una spesa e la morte di qualcosa, senza pensare che è anche l'inizio di un altro paradigma di società che può dare nuove opportunità, secondo me vuol dire restare al palo.
Per me la metafora giusta non è quella di una nave, ma quella di una flotta, dove ogni nave è necessaria alla navigazione di tutta la flotta.
 
Si va bene, ma se riduci del 30% (cifra irrealistica a mio avviso) un 10% hai ridotto di un 3%, con costi enormi per la società ed i cittadini. Certo serve anche quello ma è inutile correre dietro (metafora azzeccata della nave) a i buchini, quando lo squarcio dell'iceberg sta facendo affondare la nave, anche perché i costi sono stratosferici ed i ritorni quasi nulli.

Io ricordo sempre che gli impegni presa dai paesi non vertono solo sul settore automobilistico, poi noi vediamo gli effetti su questo perché ci coinvolge direttamente e in un paese come il nostro in cui il tema ambientalistico è del tutto scomparso non esiste neanche informazione che ci permetta di capire cosa si vorrebbe fare e cosa si sta facendo su altri fronti.
Poi è evidente che a livello mondiale ci sono problemi a portare avanti piani ambientalisti condivisi visto che ogni paese tutela i propri interessi, e purtroppo sono proprio i paesi che inquinano di più ad essere ritrosi sul tema , ma liquidare tutto l'impegno in una lotta all'automobile mi sembra riduttivo, certo da noi appara così la cosa ma c'è sempre da ricordare quello che dicevo prima,il tema ambientale da noi da decenni è scomparso dal agenda nazionale quindi per molti aspetti i provvedimenti presi sono insufficienti, se portassimo la questione in agenda e la facessimo diventare prioritaria ,come dovrebbe essere per un paese come il nostro a mio avviso,vedremmo un impegno a 360 gradi
 
Mah, approcci del genere filosofico-catastrofistici sul destino del pianeta e della razza umana, oppure troppo manicheistici, questo sì, quello no, mi lasciano sempre un po' così, capisco lo sfogo con fine "catartico" ma la soluzione, quella giusta, non ce l' ha in tasca nessuno, siamo sinceri.
Io sarei per un approccio alla questione più pragmatico. L' idea di spegnere tutti i "fuochi" che permettono oggi alla nostra civiltà di funzionare potrebbe anche essere perseguibile, a patto però di cambiare il modello stesso di civiltà verso una che non necessiti di "fuochi".
E agitare lo spettro della "brutta fine, della morte sicura" serve poco: come esseri umani siamo abituati a rimuovere questo pensiero (altrimenti impazziremo): viviamo nella (e della contemporaneità) e il futuro che vorremmo è sempre una speranza mista all' illusione.
Analizzare e disporre delle risorse in campo in modo da gestirle in modo "sostenibile", quello sì: compito della politica, credo. Il problema è la "trasparenza" del processo: troppi interessi geopolitici ed economici.
Personalmente sono pessimista.
Inoltre parlare di fine del pianeta come se ne avessimo noi il controllo, che presunzione: quello non succederà almeno finché non sarà il sole a cambiare combustibile, quando dall' idrogeno passerà all'elio, e allora verrà il bello (o il brutto, dipende dai gusti).
Casomai a rischio c'è questo attuale stato naturale e biologico, ma chissà quante volte è già successo. Ma la Terra ha continuato il suo percorso imperterrita, e quello che ci sta sopra si è rigenerato, magari mutando ed adattandosi a nuove situazioni ed equilibri.
A rischio oggi c'è il "nostro mondo", non il mondo in senso assoluto.
La causa è la natura umana che si porta dentro il germe dell'autodistruzione coinvolgendo anche tutto ciò con cui interagisce: potremmo definirci "intelligenti" quanto vogliamo (o stupidamente presumiamo) ma basta guardare ai processi termodinamici, quelli reversibili sono solo teorici. Non si torna indietro.
 
Io ricordo sempre che gli impegni presa dai paesi non vertono solo sul settore automobilistico, poi noi vediamo gli effetti su questo perché ci coinvolge direttamente e in un paese come il nostro in cui il tema ambientalistico è del tutto scomparso non esiste neanche informazione che ci permetta di capire cosa si vorrebbe fare e cosa si sta facendo su altri fronti.

Ricordo solo un dato, di cui probabilmente non si parla abbastanza (e i mass media hanno enormi colpe secondo me)

Edificio in classe G: (la maggior parte del patrimonio edilizio esistente) consumo di energia oltre 160 KWh/mq anno

Edificio in classe A: consumo di energia minore di 30 KWh/mq anno

Casa passiva: consumo di energia minore di 15 KWh/mq anno

Sono risparmi enormi
 
Ricordo solo un dato, di cui probabilmente non si parla abbastanza (e i mass media hanno enormi colpe secondo me)

Edificio in classe G: (la maggior parte del patrimonio edilizio esistente) consumo di energia oltre 160 KWh/mq anno

Edificio in classe A: consumo di energia minore di 30 KWh/mq anno

Casa passiva: consumo di energia minore di 15 KWh/mq anno

Sono risparmi enormi
Pubblicità subliminare del 110% :p:D:eek::rolleyes:
 
Pubblicità subliminare del 110% :p:D:eek::rolleyes:

Beh si anche di me medesimo in effetti visto che sistemo edifici all'uopo :D :D :D

Però per me questa è stata la vera rivoluzione di questi anni, scherzi a parte. E' una cosa che mi appassiona da progettista anche perché è troppo intelligente per non farla (e forse perché sono cresciuto in una vecchia, grande casa piena di spifferi)
 
Ricordo solo un dato, di cui probabilmente non si parla abbastanza (e i mass media hanno enormi colpe secondo me)

Edificio in classe G: (la maggior parte del patrimonio edilizio esistente) consumo di energia oltre 160 KWh/mq anno

Edificio in classe A: consumo di energia minore di 30 KWh/mq anno

Casa passiva: consumo di energia minore di 15 KWh/mq anno

Come dicevamo e come anche tu hai sottolineato gli interventi non sono solo mitati al settore automobilistico ma vertono su diversi campi.
Però io capisco anché chi nel nostro paese vede gli interventi solo al settore automobilistico perché ti assicuro che in Italia negli ultimi 20 anni si parla solo di politiche economiche e di sicurezza ,tutto il resto è praticamente scomparso dagli interessi del paese, oltretutto senza pensare che ormai come tu stesso hai scritto tutti i temi sono intrecciati a livello mondiale e connessi uno al altro ,compresi i 2 a cui facevo riferimento
 
Come dicevamo e come anche tu hai sottolineato gli interventi non sono solo mitati al settore automobilistico ma vertono su diversi campi.
Però io capisco anché chi nel nostro paese vede gli interventi solo al settore automobilistico perché ti assicuro che in Italia negli ultimi 20 anni si parla solo di politiche economiche e di sicurezza ,tutto il resto è praticamente scomparso dagli interessi del paese, oltretutto senza pensare che ormai come tu stesso hai scritto tutti i temi sono intrecciati a livello mondiale e connessi uno al altro ,compresi i 2 a cui facevo riferimento

E' un peccato che di queste cose non si parli di più, e quando se ne parla se ne parla solo a livello di risparmio economico (che pure è importante, ci mancherebbe). Per esempio è un peccato che certe conoscenze siano condivise più che altro dagli addetti ai lavori, e da chi è direttamente interessato a fare un intervento del genere... ci sono tante soluzioni anche tecnicamente affascinanti per ridurre i consumi energetici degli edifici. Sarebbe bello se fossero divulgate di più al grande pubblico (mi ricordo che anni fa c'era una trasmissione molto carina mi pare di Rai3 in proposito, ma andava in onda ovviamente ad orari assurdi di notte)
 
A questo punto devo affermare (sì, devo, e ricordo, è un esempio, i numeri citati non hanno la pretesa di essere veritieri) che l'auto ecologica è quella a combustione interna.

...io aggiungerei l'auto che arriva a fine vita utile, non quella che viene rottamata quando potrebbe rimanere in servizio per altrettanto tempo. Indipendentemente da cosa "brucia" per far girare le ruote.
 
Beh si anche di me medesimo in effetti visto che sistemo edifici all'uopo :D :D :D

Però per me questa è stata la vera rivoluzione di questi anni, scherzi a parte. E' una cosa che mi appassiona da progettista anche perché è troppo intelligente per non farla (e forse perché sono cresciuto in una vecchia, grande casa piena di spifferi)
pure io....però sulla mia i beni culturali dicono che no, non la posso modificare....alla faccia dell'ecologia....
 
pure io....però sulla mia i beni culturali dicono che no, non la posso modificare....alla faccia dell'ecologia....

Dipende da che modifche, ovviamente, visto che sarà un edificio sottoposto a vincolo... sappi che su un edificio vincolato invece potresti avere dei vantaggi, per esempio di avere il superbonus 110% per la sostituzione dei soli infissi
 
Dipende da che modifche, ovviamente, visto che sarà un edificio sottoposto a vincolo... sappi che su un edificio vincolato invece potresti avere dei vantaggi, per esempio di avere il superbonus 110% per la sostituzione dei soli infissi
la richiesta era esattamente per quelli, ci hanno detto che no, degli infissi moderni non sarebbero adatti a un convento benedettino del 1400 e quindi nisba...deve restare come è (avrei voluto dirgli che nemmeno delle finestre col vetro lo erano ma litigarci più del necessario non mi andava)....figurati...per mettere l'ascensore alla seconda scala abbiamo dovuto attendere che l'appartamento del terzo piano fosse affittato da un disabile e comunque barcamenarci per 3 anni con la burocrazia...e intanto prendere un montascale cingolato che ha danneggiato tutti gli scalini in pietra che abbiamo dovuto rifare (identici agli originali)...
 
la richiesta era esattamente per quelli, ci hanno detto che no, degli infissi moderni non sarebbero adatti a un convento benedettino del 1400 e quindi nisba...deve restare come è (avrei voluto dirgli che nemmeno delle finestre col vetro lo erano ma litigarci più del necessario non mi andava)....figurati...per mettere l'ascensore alla seconda scala abbiamo dovuto attendere che l'appartamento del terzo piano fosse affittato da un disabile e comunque barcamenarci per 3 anni con la burocrazia...e intanto prendere un montascale cingolato che ha danneggiato tutti gli scalini in pietra che abbiamo dovuto rifare (identici agli originali)...
Cosa intendi per infissi moderni? non credo che per infissi in legno di profilo adeguato dovrebbero esserci troppi problemi. In genere negli edifici storici si vieta il PVC e l'alluminio (direi a ragione)
 
Cosa intendi per infissi moderni? non credo che per infissi in legno di profilo adeguato dovrebbero esserci troppi problemi. In genere negli edifici storici si vieta il PVC e l'alluminio (direi a ragione)
legno era legno, secondo loro di profilo troppo spesso rispetto agli originali, più sottili non ne abbiamo trovate, ci è stato setto che strutturalmente non reggerebbero il peso del triplo vetro, purtroppo i beni culturali possono fare un po' come vogliono e ogni tanto decisamente male....quando abbiamo ritinteggiato la facciata hanno definito il colore (un giallo scuro) senza tener conto dello sporco..in una zona coperta era decisamente un giallo più chiaro, il classico giallo milano, che io e i proprietari avremmo preferito, poi nel rifacimento sono stati trovati sotto un primo strato degli affreschi di artista "conosciuto" e quindi niente più giallo per fortuna...abbiamo potuto lasciare quelli a vista una volta restaurati e protetti...in ogni caso direi che siamo un po'OT..chiuderei qua..
 
legno era legno, secondo loro di profilo troppo spesso rispetto agli originali, più sottili non ne abbiamo trovate, ci è stato setto che strutturalmente non reggerebbero il peso del triplo vetro, purtroppo i beni culturali possono fare un po' come vogliono e ogni tanto decisamente male....quando abbiamo ritinteggiato la facciata hanno definito il colore (un giallo scuro) senza tener conto dello sporco..in una zona coperta era decisamente un giallo più chiaro, il classico giallo milano, che io e i proprietari avremmo preferito, poi nel rifacimento sono stati trovati sotto un primo strato degli affreschi di artista "conosciuto" e quindi niente più giallo per fortuna...abbiamo potuto lasciare quelli a vista una volta restaurati e protetti...in ogni caso direi che siamo un po'OT..chiuderei qua..

Che il profilo potesse essere troppo spesso l'immaginavo... non sono scelte facili, quando si tratta di un edificio storico con elementi di pregio, migliorarlo dal punto di vista energetico/sismico etc non è sicuramente semplice, penso che sia da mettere in conto una complessità progettuale superiore alla media... E' come restaurare un'auto d'epoca di pregio in un certo senso.
 

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