I raduni abbiamo scoperto essere un momento umano irripetibile ma dopo tanti ai quali ho partecipato noto che sono troppo brevi.
Quello che ci renderebbe appagati, almeno nel mio caso, sarebbe la possibilita' di parlare con ciascuno proprio camminando in compagnia su una strada di campagna.
Tutte le parole che leggiamo sono parte di noi e la nostra storia ha un valore che puo' essere condiviso e non si smette mai d'imparare.
Questa sera ho scritto con Gianko e Nama, due persone " profonde " e so che quella passeggiata campagnola sarebbe un piacere per l'anima.
Raccontarsi le proprie esperienze, le aspettative, i dolori, le delusioni mentre si e' nella natura ci insegnerebbe l'arte della conoscenza.
Potersi togliere la maschera e mostrarsi per cio' che si e', con la debolezza che si riflette nello specchio sembrando forza, passo dopo passo essere consci che la persona che ti sta accanto e' un amico che forse non darebbe la vita per te ma farebbe di tutto per aiutarti anche se ti consoce davvero da poco e ti legge solamente.
In un film mi ha colpito la frase che " il cuore e' il muscolo piu' forte che possediamo ".
Eppure, nell'ipotesi che sia vero, e' proprio il cuore che rende deboli e forti nello stesso tempo, ci consente di superare delusioni ma ci lascia stremati.
Il cuote batte miliardi di volte nella nostra vita e ad ogni battito vinciamo la battaglia per la vita e non ce ne rendiamo conto.
L'amico alla mia sinistra pensa come me, mi comprende, mi sorride e so che posso confidargli cio' che mi pesa da tempo, forse la sua storia e' simile alla mia o lo sara' nel tempo e, quando sara' l'ora che uno dei due se ne andra', ci saranno ricordi sbiaditi ma l'immagine restera' per sempre.
Ancora due passi dai.
E poi torniamo indietro dagli altri.