<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Pensioni d' oro e &#34; d' argento &#34;, tagli.... | Il Forum di Quattroruote

Pensioni d' oro e &#34; d' argento &#34;, tagli....

.....ormai ( quasi ) sicuri.
http://www.theblazonedpress.it/website/2014/08/19/pensioni-doro-un-miliardo-dai-3500-euro-netti-per-sostenere-esodati-e-cassintegrati/161911?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=pensioni-doro-un-miliardo-dai-3500-euro-netti-per-sostenere-esodati-e-cassintegrati
Vedremo....l' asticella pare fissata, ma potrebbe scendere ancora.
 
Eppure per essere giusti basta pagare la pensione con le regole di oggi.
Non vedo perchè si possono togliere i diritti da acquisire e non si possono toccare quelli acquisiti.
Tradotto perchè io dovrò andare in pensione, sicuramente decisamente ridotta, a 67 anni per pagare i debiti che mi ha lasciato quello che è andato in pensione a 50 anni?
I debiti sono di chi li fa ma, visto che è difficile dire quanti di quei debiti "sfrutto" anch'io, almeno facciamoli pagare a tutti.

Ciao.
 
Basta chiamare
( siamo nel paese di Azzeccagarbugli )
" contributo di solidarieta' x anni " e si supera il totem dei diritti acquisiti.....
Specie di quelli che son andati in pensione a meno di 40 anni di eta',
per i regali di quei tempi ( felici) che furono.
 
piu' che altro "una indennita' di disoccupazione da restituire a rate una volta andati in pensione"

che senso ha ?

:evil: :evil: :evil:
 
Se e' una possibilita' in piu'.....
nel senso di alternativa, perche' no :?:
Perdi il lavoro a qualche anno dalla pensione.....
 
dalla rete: . . . oltre 21 milioni di pensioni gestite dall?Inps. I pensionati che fanno capo all?istituto nazionale di previdenza sono invece 15.757.626, perché in diversi casi sono pagate più pensioni alla stessa persona. A fronte di una spesa complessiva lorda di 265,9 miliardi di euro . . .
 
chiaro_scuro ha scritto:
Eppure per essere giusti basta pagare la pensione con le regole di oggi.
Non vedo perchè si possono togliere i diritti da acquisire e non si possono toccare quelli acquisiti.
Tradotto perchè io dovrò andare in pensione, sicuramente decisamente ridotta, a 67 anni per pagare i debiti che mi ha lasciato quello che è andato in pensione a 50 anni?
I debiti sono di chi li fa ma, visto che è difficile dire quanti di quei debiti "sfrutto" anch'io, almeno facciamoli pagare a tutti.

Ciao.
Il tuo discorso mi ricorda il detto "mal comune mezzo gaudio"credi forse che quelli che sono andati ora con 40 e passa anni di lavoro stiano rubando qualcosa? Non basta il blocco delle rivalutazioni a determinare un taglio progressivo del'importo?
Io sono andato in pensione con 39 anni e mezzo (sono del 51) mia moglie con 42 (è del 52) e da quando sono andato in pensione questa è calata da 2140 euro a 1960, nel frattempo ho aperto partita IVA (su richiesta della mia ex azienda ed ho continuato a lavorare per altri tre anni versando altri bei contributi all'INPS di cui non vedrò mai un ritorno ed ora si parla di ritoccare ancora pensioni appena decenti come fossero d'oro.
Io sono certo che ciascuno di noi potrebbe proporre alcune idee per recuperare in modo equo i soldi senza toccare le pensioni. Ne propongo due ad esempio:
-Equiparare i vitalizi dei nostri politici a normali pensioni (calcolate col sistema più favorevole) ed adeguare quindi la somma a quella che spetterebbe in un caso analogo ad un normale cittadino
- Verificare se all'interno delle pubbliche amministrazioni ai livelli corrispondano le effettive funzioni . Ad es. se i generali sono in numero triplo rispetto al numero di brigate, divisioni o C.A. è evidente che vi sia un esubero risolvibile con un demansionamento per tutti i soprannumero.
Non capisco come tanti abbocchino alle provocazioni di una casta che illustra come sia giusto ed inevitabile la contrazione dei diritti dei cittadini fomentando le divisioni (art 18, pensioni "d'oro" ecc) senza minimamente toccare i loro privilegi (vitalizi, immunità ecc). Le guerre tra poveri non servono ai poveri, ma solo ai potenti che li calpestano
 
ch4 ha scritto:
chiaro_scuro ha scritto:
Eppure per essere giusti basta pagare la pensione con le regole di oggi.
Non vedo perchè si possono togliere i diritti da acquisire e non si possono toccare quelli acquisiti.
Tradotto perchè io dovrò andare in pensione, sicuramente decisamente ridotta, a 67 anni per pagare i debiti che mi ha lasciato quello che è andato in pensione a 50 anni?
I debiti sono di chi li fa ma, visto che è difficile dire quanti di quei debiti "sfrutto" anch'io, almeno facciamoli pagare a tutti.

Ciao.
Il tuo discorso mi ricorda il detto "mal comune mezzo gaudio"credi forse che quelli che sono andati ora con 40 e passa anni di lavoro stiano rubando qualcosa? Non basta il blocco delle rivalutazioni a determinare un taglio progressivo del'importo?
Io sono andato in pensione con 39 anni e mezzo (sono del 51) mia moglie con 42 (è del 52) e da quando sono andato in pensione questa è calata da 2140 euro a 1960, nel frattempo ho aperto partita IVA (su richiesta della mia ex azienda ed ho continuato a lavorare per altri tre anni versando altri bei contributi all'INPS di cui non vedrò mai un ritorno ed ora si parla di ritoccare ancora pensioni appena decenti come fossero d'oro.
Io sono certo che ciascuno di noi potrebbe proporre alcune idee per recuperare in modo equo i soldi senza toccare le pensioni. Ne propongo due ad esempio:
-Equiparare i vitalizi dei nostri politici a normali pensioni (calcolate col sistema più favorevole) ed adeguare quindi la somma a quella che spetterebbe in un caso analogo ad un normale cittadino
- Verificare se all'interno delle pubbliche amministrazioni ai livelli corrispondano le effettive funzioni . Ad es. se i generali sono in numero triplo rispetto al numero di brigate, divisioni o C.A. è evidente che vi sia un esubero risolvibile con un demansionamento per tutti i soprannumero.
Non capisco come tanti abbocchino alle provocazioni di una casta che illustra come sia giusto ed inevitabile la contrazione dei diritti dei cittadini fomentando le divisioni (art 18, pensioni "d'oro" ecc) senza minimamente toccare i loro privilegi (vitalizi, immunità ecc). Le guerre tra poveri non servono ai poveri, ma solo ai potenti che li calpestano

senza dare ragione all' uno o all'altro, spiegatemi perche' ci sono
2 livelli, A e B, di diritti acquisiti.
Uno, A, e' quello di cui tutti sapete,
mentre il secondo,..... il B, che tocca pochi....per cui poco importanti
ai fini elettorali.......E arrivo al dunque, il B:
Fino a pochi anni fa, chi aveva 20 anni di contributi veniva
pensionato a 65 anni, oggi:
i 20 anni sono rimasti, ma l' asticella per l' andata in pensione,
e' stata spostata a 67 :evil:
 
arizona77 ha scritto:
ch4 ha scritto:
chiaro_scuro ha scritto:
Eppure per essere giusti basta pagare la pensione con le regole di oggi.
Non vedo perchè si possono togliere i diritti da acquisire e non si possono toccare quelli acquisiti.
Tradotto perchè io dovrò andare in pensione, sicuramente decisamente ridotta, a 67 anni per pagare i debiti che mi ha lasciato quello che è andato in pensione a 50 anni?
I debiti sono di chi li fa ma, visto che è difficile dire quanti di quei debiti "sfrutto" anch'io, almeno facciamoli pagare a tutti.

Ciao.
Il tuo discorso mi ricorda il detto "mal comune mezzo gaudio"credi forse che quelli che sono andati ora con 40 e passa anni di lavoro stiano rubando qualcosa? Non basta il blocco delle rivalutazioni a determinare un taglio progressivo del'importo?
Io sono andato in pensione con 39 anni e mezzo (sono del 51) mia moglie con 42 (è del 52) e da quando sono andato in pensione questa è calata da 2140 euro a 1960, nel frattempo ho aperto partita IVA (su richiesta della mia ex azienda ed ho continuato a lavorare per altri tre anni versando altri bei contributi all'INPS di cui non vedrò mai un ritorno ed ora si parla di ritoccare ancora pensioni appena decenti come fossero d'oro.
Io sono certo che ciascuno di noi potrebbe proporre alcune idee per recuperare in modo equo i soldi senza toccare le pensioni. Ne propongo due ad esempio:
-Equiparare i vitalizi dei nostri politici a normali pensioni (calcolate col sistema più favorevole) ed adeguare quindi la somma a quella che spetterebbe in un caso analogo ad un normale cittadino
- Verificare se all'interno delle pubbliche amministrazioni ai livelli corrispondano le effettive funzioni . Ad es. se i generali sono in numero triplo rispetto al numero di brigate, divisioni o C.A. è evidente che vi sia un esubero risolvibile con un demansionamento per tutti i soprannumero.
Non capisco come tanti abbocchino alle provocazioni di una casta che illustra come sia giusto ed inevitabile la contrazione dei diritti dei cittadini fomentando le divisioni (art 18, pensioni "d'oro" ecc) senza minimamente toccare i loro privilegi (vitalizi, immunità ecc). Le guerre tra poveri non servono ai poveri, ma solo ai potenti che li calpestano

senza dare ragione all' uno o all'altro, spiegatemi perche' ci sono
2 livelli, A e B, di diritti acquisiti.
Uno, A, e' quello di cui tutti sapete,
mentre il secondo,..... il B, che tocca pochi....per cui poco importanti
ai fini elettorali.......E arrivo al dunque, il B:
Fino a pochi anni fa, chi aveva 20 anni di contributi veniva
pensionato a 65 anni, oggi:
i 20 anni sono rimasti, ma l' asticella per l' andata in pensione,
e' stata spostata a 67 :evil:

20 anni? 40 anni vorresti dire
 
Garantire pensioni "alte" stimola anche a dichiarare tutti i redditi. Meno l'importo delle pensioni è legato al reddito, più si incentiva l'evasione: perchè dovrei dichiarare tutto se poi avrò circa la stessa pensione che se dichiarassi la metà? Sono d'accordo che una parte dei contributi di chi guadagna di più vada a sostenere le pensioni più basse, ma così riducono le pensioni di chi ha onestamente fatto il proprio dovere di contribuente. Per pagare le pensioni sociali agli evasori totali...
 
ch4 ha scritto:
chiaro_scuro ha scritto:
Eppure per essere giusti basta pagare la pensione con le regole di oggi.
Non vedo perchè si possono togliere i diritti da acquisire e non si possono toccare quelli acquisiti.
Tradotto perchè io dovrò andare in pensione, sicuramente decisamente ridotta, a 67 anni per pagare i debiti che mi ha lasciato quello che è andato in pensione a 50 anni?
I debiti sono di chi li fa ma, visto che è difficile dire quanti di quei debiti "sfrutto" anch'io, almeno facciamoli pagare a tutti.

Ciao.
Il tuo discorso mi ricorda il detto "mal comune mezzo gaudio"credi forse che quelli che sono andati ora con 40 e passa anni di lavoro stiano rubando qualcosa? Non basta il blocco delle rivalutazioni a determinare un taglio progressivo del'importo?
Io sono andato in pensione con 39 anni e mezzo (sono del 51) mia moglie con 42 (è del 52) e da quando sono andato in pensione questa è calata da 2140 euro a 1960, nel frattempo ho aperto partita IVA (su richiesta della mia ex azienda ed ho continuato a lavorare per altri tre anni versando altri bei contributi all'INPS di cui non vedrò mai un ritorno ed ora si parla di ritoccare ancora pensioni appena decenti come fossero d'oro.
Io sono certo che ciascuno di noi potrebbe proporre alcune idee per recuperare in modo equo i soldi senza toccare le pensioni. Ne propongo due ad esempio:
-Equiparare i vitalizi dei nostri politici a normali pensioni (calcolate col sistema più favorevole) ed adeguare quindi la somma a quella che spetterebbe in un caso analogo ad un normale cittadino
- Verificare se all'interno delle pubbliche amministrazioni ai livelli corrispondano le effettive funzioni . Ad es. se i generali sono in numero triplo rispetto al numero di brigate, divisioni o C.A. è evidente che vi sia un esubero risolvibile con un demansionamento per tutti i soprannumero.
Non capisco come tanti abbocchino alle provocazioni di una casta che illustra come sia giusto ed inevitabile la contrazione dei diritti dei cittadini fomentando le divisioni (art 18, pensioni "d'oro" ecc) senza minimamente toccare i loro privilegi (vitalizi, immunità ecc). Le guerre tra poveri non servono ai poveri, ma solo ai potenti che li calpestano
La soluzione è semplice: pagare le pensioni con le regole attuali a tutti (se da un lato parliamo di diritti acquisiti perchè dall'altro non parliamo di diritti negati?) e per chi è già in pensione e non può/non vuole tornare al lavoro, la pensione sarà erogata in base ai contributi versati o, se tropo bassa, verrà erogata quella minima.
Ovviamente il mio discorso vale per tutti e, a maggior ragione, per le "caste".

Semplicemente non vogliono togliere niente a chi ha versato i giusti contributi ma non voglio dare niente di più a chi prende una pensione non commisurata a quanto versato. Voglio essere "buono" nel non chiedere indietro le somme ingiustamente percepite ;)

Ciao.
 
economyrunner ha scritto:
arizona77 ha scritto:
ch4 ha scritto:
chiaro_scuro ha scritto:
Eppure per essere giusti basta pagare la pensione con le regole di oggi.
Non vedo perchè si possono togliere i diritti da acquisire e non si possono toccare quelli acquisiti.
Tradotto perchè io dovrò andare in pensione, sicuramente decisamente ridotta, a 67 anni per pagare i debiti che mi ha lasciato quello che è andato in pensione a 50 anni?
I debiti sono di chi li fa ma, visto che è difficile dire quanti di quei debiti "sfrutto" anch'io, almeno facciamoli pagare a tutti.

Ciao.
Il tuo discorso mi ricorda il detto "mal comune mezzo gaudio"credi forse che quelli che sono andati ora con 40 e passa anni di lavoro stiano rubando qualcosa? Non basta il blocco delle rivalutazioni a determinare un taglio progressivo del'importo?
Io sono andato in pensione con 39 anni e mezzo (sono del 51) mia moglie con 42 (è del 52) e da quando sono andato in pensione questa è calata da 2140 euro a 1960, nel frattempo ho aperto partita IVA (su richiesta della mia ex azienda ed ho continuato a lavorare per altri tre anni versando altri bei contributi all'INPS di cui non vedrò mai un ritorno ed ora si parla di ritoccare ancora pensioni appena decenti come fossero d'oro.
Io sono certo che ciascuno di noi potrebbe proporre alcune idee per recuperare in modo equo i soldi senza toccare le pensioni. Ne propongo due ad esempio:
-Equiparare i vitalizi dei nostri politici a normali pensioni (calcolate col sistema più favorevole) ed adeguare quindi la somma a quella che spetterebbe in un caso analogo ad un normale cittadino
- Verificare se all'interno delle pubbliche amministrazioni ai livelli corrispondano le effettive funzioni . Ad es. se i generali sono in numero triplo rispetto al numero di brigate, divisioni o C.A. è evidente che vi sia un esubero risolvibile con un demansionamento per tutti i soprannumero.
Non capisco come tanti abbocchino alle provocazioni di una casta che illustra come sia giusto ed inevitabile la contrazione dei diritti dei cittadini fomentando le divisioni (art 18, pensioni "d'oro" ecc) senza minimamente toccare i loro privilegi (vitalizi, immunità ecc). Le guerre tra poveri non servono ai poveri, ma solo ai potenti che li calpestano

senza dare ragione all' uno o all'altro, spiegatemi perche' ci sono
2 livelli, A e B, di diritti acquisiti.
Uno, A, e' quello di cui tutti sapete,
mentre il secondo,..... il B, che tocca pochi....per cui poco importanti
ai fini elettorali.......E arrivo al dunque, il B:
Fino a pochi anni fa, chi aveva 20 anni di contributi veniva
pensionato a 65 anni, oggi:
i 20 anni sono rimasti, ma l' asticella per l' andata in pensione,
e' stata spostata a 67 :evil:

20 anni? 40 anni vorresti dire

20.....e' il minimo per andare in pensione.
 
arizona77 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
arizona77 ha scritto:
ch4 ha scritto:
chiaro_scuro ha scritto:
Eppure per essere giusti basta pagare la pensione con le regole di oggi.
Non vedo perchè si possono togliere i diritti da acquisire e non si possono toccare quelli acquisiti.
Tradotto perchè io dovrò andare in pensione, sicuramente decisamente ridotta, a 67 anni per pagare i debiti che mi ha lasciato quello che è andato in pensione a 50 anni?
I debiti sono di chi li fa ma, visto che è difficile dire quanti di quei debiti "sfrutto" anch'io, almeno facciamoli pagare a tutti.

Ciao.
Il tuo discorso mi ricorda il detto "mal comune mezzo gaudio"credi forse che quelli che sono andati ora con 40 e passa anni di lavoro stiano rubando qualcosa? Non basta il blocco delle rivalutazioni a determinare un taglio progressivo del'importo?
Io sono andato in pensione con 39 anni e mezzo (sono del 51) mia moglie con 42 (è del 52) e da quando sono andato in pensione questa è calata da 2140 euro a 1960, nel frattempo ho aperto partita IVA (su richiesta della mia ex azienda ed ho continuato a lavorare per altri tre anni versando altri bei contributi all'INPS di cui non vedrò mai un ritorno ed ora si parla di ritoccare ancora pensioni appena decenti come fossero d'oro.
Io sono certo che ciascuno di noi potrebbe proporre alcune idee per recuperare in modo equo i soldi senza toccare le pensioni. Ne propongo due ad esempio:
-Equiparare i vitalizi dei nostri politici a normali pensioni (calcolate col sistema più favorevole) ed adeguare quindi la somma a quella che spetterebbe in un caso analogo ad un normale cittadino
- Verificare se all'interno delle pubbliche amministrazioni ai livelli corrispondano le effettive funzioni . Ad es. se i generali sono in numero triplo rispetto al numero di brigate, divisioni o C.A. è evidente che vi sia un esubero risolvibile con un demansionamento per tutti i soprannumero.
Non capisco come tanti abbocchino alle provocazioni di una casta che illustra come sia giusto ed inevitabile la contrazione dei diritti dei cittadini fomentando le divisioni (art 18, pensioni "d'oro" ecc) senza minimamente toccare i loro privilegi (vitalizi, immunità ecc). Le guerre tra poveri non servono ai poveri, ma solo ai potenti che li calpestano

senza dare ragione all' uno o all'altro, spiegatemi perche' ci sono
2 livelli, A e B, di diritti acquisiti.
Uno, A, e' quello di cui tutti sapete,
mentre il secondo,..... il B, che tocca pochi....per cui poco importanti
ai fini elettorali.......E arrivo al dunque, il B:
Fino a pochi anni fa, chi aveva 20 anni di contributi veniva
pensionato a 65 anni, oggi:
i 20 anni sono rimasti, ma l' asticella per l' andata in pensione,
e' stata spostata a 67 :evil:

20 anni? 40 anni vorresti dire

20.....e' il minimo per andare in pensione.
Si i requisiti sono quelli ma mediamente dovremmo avere tutti 40 anni di contributi versati.
Che senso ha?
Allora mettiamo 30 anni di contributi minimi e stop a prescindere dal fatto che io possa aver iniziato a lavorare a 20 anni o a 35.
 
non Ti viene da pensare che potrebbe essere per non fare sprecare
20 anni di contributi INPS a chi comunque li ha versato, poi
per 1000 motivi non ha potuto continuare.....
Tipo licenziamento, tanto per dirne uno a caso.
Comunque li prende a 67 anni e in funzione di quanto versato
 
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