<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Pensioni d' oro e &#34; d' argento &#34;, tagli.... | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Pensioni d' oro e &#34; d' argento &#34;, tagli....

arizona77 ha scritto:
non Ti viene da pensare che potrebbe essere per non fare sprecare
20 anni di contributi INPS a chi comunque li ha versato, poi
per 1000 motivi non ha potuto continuare.....
Tipo licenziamento, tanto per dirne uno a caso.
Comunque li prende a 67 anni e in funzione di quanto versato

mi viene da pensare eccome e per quello mi girano vorticosamente, non vedo perchè debbp prendere la stessa pensione di chi ha versato la metà di me
 
chiaro_scuro ha scritto:
Eppure per essere giusti basta pagare la pensione con le regole di oggi.
Non vedo perchè si possono togliere i diritti da acquisire e non si possono toccare quelli acquisiti.
Tradotto perchè io dovrò andare in pensione, sicuramente decisamente ridotta, a 67 anni per pagare i debiti che mi ha lasciato quello che è andato in pensione a 50 anni?
I debiti sono di chi li fa ma, visto che è difficile dire quanti di quei debiti "sfrutto" anch'io, almeno facciamoli pagare a tutti.

Ciao.
Quoto anche gli spazi .... punti e virgole.
Il carro lo dobbiamo tirare tutti e dalla stessa parte; se a qualcuno non piace se ne farà una ragione.
 
ch4 ha scritto:
chiaro_scuro ha scritto:
Eppure per essere giusti basta pagare la pensione con le regole di oggi.
Non vedo perchè si possono togliere i diritti da acquisire e non si possono toccare quelli acquisiti.
Tradotto perchè io dovrò andare in pensione, sicuramente decisamente ridotta, a 67 anni per pagare i debiti che mi ha lasciato quello che è andato in pensione a 50 anni?
I debiti sono di chi li fa ma, visto che è difficile dire quanti di quei debiti "sfrutto" anch'io, almeno facciamoli pagare a tutti.

Ciao.
Il tuo discorso mi ricorda il detto "mal comune mezzo gaudio"credi forse che quelli che sono andati ora con 40 e passa anni di lavoro stiano rubando qualcosa? Non basta il blocco delle rivalutazioni a determinare un taglio progressivo del'importo?
Io sono andato in pensione con 39 anni e mezzo (sono del 51) mia moglie con 42 (è del 52) e da quando sono andato in pensione questa è calata da 2140 euro a 1960, nel frattempo ho aperto partita IVA (su richiesta della mia ex azienda ed ho continuato a lavorare per altri tre anni versando altri bei contributi all'INPS di cui non vedrò mai un ritorno ed ora si parla di ritoccare ancora pensioni appena decenti come fossero d'oro.
Io sono certo che ciascuno di noi potrebbe proporre alcune idee per recuperare in modo equo i soldi senza toccare le pensioni. Ne propongo due ad esempio:
-Equiparare i vitalizi dei nostri politici a normali pensioni (calcolate col sistema più favorevole) ed adeguare quindi la somma a quella che spetterebbe in un caso analogo ad un normale cittadino
- Verificare se all'interno delle pubbliche amministrazioni ai livelli corrispondano le effettive funzioni . Ad es. se i generali sono in numero triplo rispetto al numero di brigate, divisioni o C.A. è evidente che vi sia un esubero risolvibile con un demansionamento per tutti i soprannumero.
Non capisco come tanti abbocchino alle provocazioni di una casta che illustra come sia giusto ed inevitabile la contrazione dei diritti dei cittadini fomentando le divisioni (art 18, pensioni "d'oro" ecc) senza minimamente toccare i loro privilegi (vitalizi, immunità ecc). Le guerre tra poveri non servono ai poveri, ma solo ai potenti che li calpestano

Nessuno si sogna di dire che stai rubando, hai goduto delle regole all'epoca in vigore.
Oggi quelle regole non sono più sostenibili e come le cambiano a chi dopo quasi 38 anni di contributi ancora è al lavoro (come il sottoscritto) le possono cambiare anche a chi il lavoro l'ha già lasciato.
Non ci trovo nulla di scandaloso o ingiusto. Certo poi serve anche altro per rimettere in carreggiata questo sgangherato paese.
 
ilSagittario ha scritto:
ch4 ha scritto:
chiaro_scuro ha scritto:
Il tuo discorso mi ricorda il detto "mal comune mezzo gaudio"credi forse che quelli che sono andati ora con 40 e passa anni di lavoro stiano rubando qualcosa? Non basta il blocco delle rivalutazioni a determinare un taglio progressivo del'importo?
Io sono andato in pensione con 39 anni e mezzo (sono del 51) mia moglie con 42 (è del 52) e da quando sono andato in pensione questa è calata da 2140 euro a 1960, nel frattempo ho aperto partita IVA (su richiesta della mia ex azienda ed ho continuato a lavorare per altri tre anni versando altri bei contributi all'INPS di cui non vedrò mai un ritorno ed ora si parla di ritoccare ancora pensioni appena decenti come fossero d'oro.
Io sono certo che ciascuno di noi potrebbe proporre alcune idee per recuperare in modo equo i soldi senza toccare le pensioni. Ne propongo due ad esempio:
-Equiparare i vitalizi dei nostri politici a normali pensioni (calcolate col sistema più favorevole) ed adeguare quindi la somma a quella che spetterebbe in un caso analogo ad un normale cittadino
- Verificare se all'interno delle pubbliche amministrazioni ai livelli corrispondano le effettive funzioni . Ad es. se i generali sono in numero triplo rispetto al numero di brigate, divisioni o C.A. è evidente che vi sia un esubero risolvibile con un demansionamento per tutti i soprannumero.
Non capisco come tanti abbocchino alle provocazioni di una casta che illustra come sia giusto ed inevitabile la contrazione dei diritti dei cittadini fomentando le divisioni (art 18, pensioni "d'oro" ecc) senza minimamente toccare i loro privilegi (vitalizi, immunità ecc). Le guerre tra poveri non servono ai poveri, ma solo ai potenti che li calpestano

Nessuno si sogna di dire che stai rubando, hai goduto delle regole all'epoca in vigore.
Oggi quelle regole non sono più sostenibili e come le cambiano a chi dopo quasi 38 anni di contributi ancora è al lavoro (come il sottoscritto) le possono cambiare anche a chi il lavoro l'ha già lasciato.
Non ci trovo nulla di scandaloso o ingiusto. Certo poi serve anche altro per rimettere in carreggiata questo sgangherato paese.
Non credo che si possa dire che sto rubando, anche perchè, come già detto, la pensione in tre anni mi è già calata di quasi 200 euro ed i contributi che ho versato poi da lavoratore autonomo non mi daranno alcun reddito aggiuntivo.
Quello che volevo sottolineare è che questa è una guerra tra poveri e che chi solleva questi polveroni fa balenare un'idea di giustizia scaricando le òoro inefficienze e ruberie su chi le pensioni se le è sudate con 40 anni di contributi.
Avete forse sentito parlare di riduzione dei vitalizi ai parlamentari o di commisurarli ai versamenti effettuati?
Ed inoltre sempre parlando di equità quante sono le pensioni sociali elargite a persone che non hanno mai versato una lira e spesso erano anche evasori totali.
Oppure è forse equità fissare un numero minimo di anni di contributi per arrivare a percepire una pensione pur se commisurata ai contributi? Non è forse un modo di far pagare le pensioni (anche le vostre future) agli extracomunitari che difficilmente raggiungeranno tali traguardi.
Ci sono tanti aspetti da valutare, cercate di considerare tutti gli aspetti e pensate comunque che le pensioni spesso e volentieri (anche nel mio caso) sono utilizzate anche per sostenere economicamente i figli e che bisogna cercare di inquadrare le cose in un'ottica più generale e non solo in base al proprio interesse particolare o forse credete che ridurre le pensioni ridarà slancio all'economia ? e poi fino a che punto tra aumento delle aliquote regionali, blocco delle indicizzazioni e "contributi di solidarietà finirà questa decurtazione delle pensioni se in tre anni soli ho già perso quasi il 10%?
 
ch4 ha scritto:
Quello che volevo sottolineare è che questa è una guerra tra poveri e che chi solleva questi polveroni fa balenare un'idea di giustizia scaricando le òoro inefficienze e ruberie su chi le pensioni se le è sudate con 40 anni di contributi.
Che problema c'è ad accettare la pensione calcolata con il sistema contributivo se hai versato 40 anni di contributi?
Il vero problema è di quelli, politici o meno, che prendono una pensione non commisurata ai contributi versati.

Ciao.
 
chiaro_scuro ha scritto:
ch4 ha scritto:
Quello che volevo sottolineare è che questa è una guerra tra poveri e che chi solleva questi polveroni fa balenare un'idea di giustizia scaricando le òoro inefficienze e ruberie su chi le pensioni se le è sudate con 40 anni di contributi.
Che problema c'è ad accettare la pensione calcolata con il sistema contributivo se hai versato 40 anni di contributi?
Il vero problema è di quelli, politici o meno, che prendono una pensione non commisurata ai contributi versati.

Ciao.
Il problema è, come ho già spiegato prima, che la pensione non solo non è stata rivalutata in base all'inflazione, ma in soli tre anni è già scesa di circa 180 euro e, visto il potere contrattuale pari a zero dei pensionati, ogni ulteriore taglio sarà definitivo ed irreversibile. Credo che sia miopia accettare le motivazioni pretestuose delle argomentazioni a favore dei tagli alle pensioni come se fossero improntate a creare maggiore equità. Non credere che anche la mia generazione o quella subito dopo non abbiano pagato un prezzo con le varie riforme delle pensioni passando ad es dai 34 anni 6 mesi e 1 giorno ai 40 anni miei o ai 42 di mia moglie eppure non mi è mai balenato in mente che fosse giusto decurtare le pensioni di chi andò prima di me, è la vita.
Vorrei infine farti notare che non è nemmeno corretto il ragionamento prendi quanto hai versato in quanto nessuno può garantirmi per quanti anni mi "godrò" la pensione, e neppure se il lavoratore che ha versato per decine di anni vedrà mai la agognata pensione, pensa in quanti muoino prima.
Credo che occorra ragionare come per le assicurazioni, paghiamo un premio tutti senza certezza di avere un ritorno certo.
 
ch4 ha scritto:
chiaro_scuro ha scritto:
ch4 ha scritto:
Quello che volevo sottolineare è che questa è una guerra tra poveri e che chi solleva questi polveroni fa balenare un'idea di giustizia scaricando le òoro inefficienze e ruberie su chi le pensioni se le è sudate con 40 anni di contributi.
Che problema c'è ad accettare la pensione calcolata con il sistema contributivo se hai versato 40 anni di contributi?
Il vero problema è di quelli, politici o meno, che prendono una pensione non commisurata ai contributi versati.

Ciao.
Il problema è, come ho già spiegato prima, che la pensione non solo non è stata rivalutata in base all'inflazione, ma in soli tre anni è già scesa di circa 180 euro e, visto il potere contrattuale pari a zero dei pensionati, ogni ulteriore taglio sarà definitivo ed irreversibile. Credo che sia miopia accettare le motivazioni pretestuose delle argomentazioni a favore dei tagli alle pensioni come se fossero improntate a creare maggiore equità. Non credere che anche la mia generazione o quella subito dopo non abbiano pagato un prezzo con le varie riforme delle pensioni passando ad es dai 34 anni 6 mesi e 1 giorno ai 40 anni miei o ai 42 di mia moglie eppure non mi è mai balenato in mente che fosse giusto decurtare le pensioni di chi andò prima di me, è la vita.
Vorrei infine farti notare che non è nemmeno corretto il ragionamento prendi quanto hai versato in quanto nessuno può garantirmi per quanti anni mi "godrò" la pensione, e neppure se il lavoratore che ha versato per decine di anni vedrà mai la agognata pensione, pensa in quanti muoino prima.
Credo che occorra ragionare come per le assicurazioni, paghiamo un premio tutti senza certezza di avere un ritorno certo.

E' la vita cosa? Ma quante babypensioni sono state elargite allegramente senza ne capo ne coda? Tanto chissenefrega paga l'INPS quasi fosse un oceano inesauribile. E invece l'INPS è solo una vasca più togli e più si svuota e se non riempi si prosciuga e l'INPS oggi è già in negativo.
 
economyrunner ha scritto:
ch4 ha scritto:
chiaro_scuro ha scritto:
ch4 ha scritto:
Quello che volevo sottolineare è che questa è una guerra tra poveri e che chi solleva questi polveroni fa balenare un'idea di giustizia scaricando le òoro inefficienze e ruberie su chi le pensioni se le è sudate con 40 anni di contributi.
Che problema c'è ad accettare la pensione calcolata con il sistema contributivo se hai versato 40 anni di contributi?
Il vero problema è di quelli, politici o meno, che prendono una pensione non commisurata ai contributi versati.

Ciao.
Il problema è, come ho già spiegato prima, che la pensione non solo non è stata rivalutata in base all'inflazione, ma in soli tre anni è già scesa di circa 180 euro e, visto il potere contrattuale pari a zero dei pensionati, ogni ulteriore taglio sarà definitivo ed irreversibile. Credo che sia miopia accettare le motivazioni pretestuose delle argomentazioni a favore dei tagli alle pensioni come se fossero improntate a creare maggiore equità. Non credere che anche la mia generazione o quella subito dopo non abbiano pagato un prezzo con le varie riforme delle pensioni passando ad es dai 34 anni 6 mesi e 1 giorno ai 40 anni miei o ai 42 di mia moglie eppure non mi è mai balenato in mente che fosse giusto decurtare le pensioni di chi andò prima di me, è la vita.
Vorrei infine farti notare che non è nemmeno corretto il ragionamento prendi quanto hai versato in quanto nessuno può garantirmi per quanti anni mi "godrò" la pensione, e neppure se il lavoratore che ha versato per decine di anni vedrà mai la agognata pensione, pensa in quanti muoino prima.
Credo che occorra ragionare come per le assicurazioni, paghiamo un premio tutti senza certezza di avere un ritorno certo.

E' la vita cosa? Ma quante babypensioni sono state elargite allegramente senza ne capo ne coda? Tanto chissenefrega paga l'INPS quasi fosse un oceano inesauribile. E invece l'INPS è solo una vasca più togli e più si svuota e se non riempi si prosciuga e l'INPS oggi è già in negativo.
Se l'Inps è in negativo, mi fido di quanto affermi anche se fino a poco tempo fa non era così, è dovuto al fatto che debbono venire corrisposte pensioni sociali a chi non ha mai versato nulla anzichè attingere ai fondi di tutti, rendite di capitali comprese, se i fondi destinati alle pensioni venissero utilizzati solo per queste e la cassa integrazione non vi sarebbero certo problemi.
 
l' INPS ha assorbito pure l' ente dei dirigenti
(in perdita ),
l' Inpdap.....pure in perdita....
Una specie di salvadanaio
 
Resta infine il fatto che una volta che si è calcolato una pensione è sbagliato ed ingiusto dopo poco tempo andare ad applicare regole nuove non in vigore al momento. Se così si facesse provo ad ipotizzare in quali altri ambiti si potrebbero applicare gli stessi principi:
es. 1 tutti gli acquisti fatti ancora con l'IVA al 20% debbono venire ricalcolati e si dovrà versare l'IVA mancante per equità con gli acquirenti successivi
es 2 Coloro che hanno installato impianti fotovoltaici con gli incentivi massimi ora non più in vigore dovranno vedersi ridurre il prezzo di acquisto dell'energia immessa in rete per equità con i nuovi impianti.
es 3 In occasione dei rinnovi dei CCNL siamo abituati ormai da anni a vedere colpiti i pochi neo assunti che si vedono ridurre, a parità di mansioni e di orari, gli emolumenti che invece vengono conservati ai vecchi assunti. Per ragioni di equità proviamo ad indovinare se si pareggerebbe all'alto o al ribasso.
es 4 Non so per quanti anni in busta paga si è versato il contributo Gescal (mi pare che si chiamasse così) per le case popolari, alcuni le hanno avute e la stragrande maggioranza no, per ragioni di equità allora chi ne ha goduto dovrebbe rimborsare i soldi versati a fondo perduto dalla stragrande maggioranza.

Si potrebbero pensare tanti altri esempi, quello che importa comunque è il concetto che uno Stato degno di questo nome deve mantenere fede ai patti sottoscritti con i cittadini ed il trattamento pensionistico è uno di questi e che coloro (politici) che cercano di distogliere l'attenzione dalle proprie responsabilità e di fomentare l'invidia sociale non solo mistificano, ma contribuiscono ad aumentare il clima di sfiducia nei confronti delle istituzioni tutte.
 
ch4 ha scritto:
Resta infine il fatto che una volta che si è calcolato una pensione è sbagliato ed ingiusto dopo poco tempo andare ad applicare regole nuove non in vigore al momento. Se così si facesse provo ad ipotizzare in quali altri ambiti si potrebbero applicare gli stessi principi:
es. 1 tutti gli acquisti fatti ancora con l'IVA al 20% debbono venire ricalcolati e si dovrà versare l'IVA mancante per equità con gli acquirenti successivi
es 2 Coloro che hanno installato impianti fotovoltaici con gli incentivi massimi ora non più in vigore dovranno vedersi ridurre il prezzo di acquisto dell'energia immessa in rete per equità con i nuovi impianti.
es 3 In occasione dei rinnovi dei CCNL siamo abituati ormai da anni a vedere colpiti i pochi neo assunti che si vedono ridurre, a parità di mansioni e di orari, gli emolumenti che invece vengono conservati ai vecchi assunti. Per ragioni di equità proviamo ad indovinare se si pareggerebbe all'alto o al ribasso.
es 4 Non so per quanti anni in busta paga si è versato il contributo Gescal (mi pare che si chiamasse così) per le case popolari, alcuni le hanno avute e la stragrande maggioranza no, per ragioni di equità allora chi ne ha goduto dovrebbe rimborsare i soldi versati a fondo perduto dalla stragrande maggioranza.

Si potrebbero pensare tanti altri esempi, quello che importa comunque è il concetto che uno Stato degno di questo nome deve mantenere fede ai patti sottoscritti con i cittadini ed il trattamento pensionistico è uno di questi e che coloro (politici) che cercano di distogliere l'attenzione dalle proprie responsabilità e di fomentare l'invidia sociale non solo mistificano, ma contribuiscono ad aumentare il clima di sfiducia nei confronti delle istituzioni tutte.
Per le pensioni si dovrebbe fare almeno come si fa con l'IVA: dal cambio delle regole in poi tutti la prendono con le stesse regole nuove.

Detto gli incentivi al fotovoltaico mi hanno fatto sempre schifo: non si può dare un incentivo così sostanzioso da diventare una rendita. E' come se dessero l'incentivo per l'acquisto delle auto tale per cui la somma spesa per pagare le rate del finanziamento sia pari o inferiore a quella dell'incentivo.

Ti sembra giusto che uno Stato mantenga i patti con una parte di cittadini facendone pagare l'onere ad un'altra parte dei cittadini? E non sto parlando dei servizi minimi e sociali.

Ciao.
 
chiaro_scuro ha scritto:
ch4 ha scritto:
Resta infine il fatto che una volta che si è calcolato una pensione è sbagliato ed ingiusto dopo poco tempo andare ad applicare regole nuove non in vigore al momento. Se così si facesse provo ad ipotizzare in quali altri ambiti si potrebbero applicare gli stessi principi:
es. 1 tutti gli acquisti fatti ancora con l'IVA al 20% debbono venire ricalcolati e si dovrà versare l'IVA mancante per equità con gli acquirenti successivi
es 2 Coloro che hanno installato impianti fotovoltaici con gli incentivi massimi ora non più in vigore dovranno vedersi ridurre il prezzo di acquisto dell'energia immessa in rete per equità con i nuovi impianti.
es 3 In occasione dei rinnovi dei CCNL siamo abituati ormai da anni a vedere colpiti i pochi neo assunti che si vedono ridurre, a parità di mansioni e di orari, gli emolumenti che invece vengono conservati ai vecchi assunti. Per ragioni di equità proviamo ad indovinare se si pareggerebbe all'alto o al ribasso.
es 4 Non so per quanti anni in busta paga si è versato il contributo Gescal (mi pare che si chiamasse così) per le case popolari, alcuni le hanno avute e la stragrande maggioranza no, per ragioni di equità allora chi ne ha goduto dovrebbe rimborsare i soldi versati a fondo perduto dalla stragrande maggioranza.

Si potrebbero pensare tanti altri esempi, quello che importa comunque è il concetto che uno Stato degno di questo nome deve mantenere fede ai patti sottoscritti con i cittadini ed il trattamento pensionistico è uno di questi e che coloro (politici) che cercano di distogliere l'attenzione dalle proprie responsabilità e di fomentare l'invidia sociale non solo mistificano, ma contribuiscono ad aumentare il clima di sfiducia nei confronti delle istituzioni tutte.
Per le pensioni si dovrebbe fare almeno come si fa con l'IVA: dal cambio delle regole in poi tutti la prendono con le stesse regole nuove.

Detto gli incentivi al fotovoltaico mi hanno fatto sempre schifo: non si può dare un incentivo così sostanzioso da diventare una rendita. E' come se dessero l'incentivo per l'acquisto delle auto tale per cui la somma spesa per pagare le rate del finanziamento sia pari o inferiore a quella dell'incentivo.

Ti sembra giusto che uno Stato mantenga i patti con una parte di cittadini facendone pagare l'onere ad un'altra parte dei cittadini? E non sto parlando dei servizi minimi e sociali.

Ciao.
Mi pare giusto che lo Stato rispetti i patti e chi ha stipulato un contratto per il fotovoltaico lo ha fatto sulla base della normativa in vigore all'epoca, come pure chi è andato in quiescenza lo ha fatto in base alle normative vigenti e spesso non è neppure stata una scelta bensì un'imposizione. Il fatto che una parte di cittadini paghi per l'altra è alla base di qualsiasi sistema pensionistico, assicurativo ed è alla base stessa di un qualsiasi sistema sociale.
 

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