<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Pensi che il &#34;sistema Italia&#34; vada bene cosi' com'e'? | Il Forum di Quattroruote

Pensi che il &#34;sistema Italia&#34; vada bene cosi' com'e'?

Pensi che l'Italia, come paese, con questo Stato e questa gestione, vada bene cosi' com'e', o pensi che siamo in rotta verso la rovina, e l'orlo del baratro e' gia' bene in vista, eppure non frenano?
 
Io dico che stiamo scendendo rapidamente verso il fondo del pozzo...arrivati a quel punto, credo che invece di risalire, cominceremo a scavare.

L'ottimismo è il sale della vita (cit.) :D
 
Io penso che questo Paese abbia ancora molto da dire(potenzialità enormi insite nelle caratteristiche del popolo italiano), peccato che sia gestito in maniera pessima(sia a livello politico che amministrativo). Non penso che il baratro sia vicinissimo, semplicemente perché siamo comunque tra i Paesi più ricchi del mondo e un crollo in pochi anni è improbabile. Semplicemente, se molte cose non dovessero cambiare, andremo verso un lento declino...
 
Mi sembra che ci stiamo avvitando verso il basso.

Vedo un paese che non crede più nel suo futuro, tutti giocano in difesa preparandosi alla "botta".

Molti, se possono cercano di arraffare il possibile, fregandosene dell'interesse comune.

I giovani si trovano in una condizione veramente difficilissima, se mi laureassi adesso non avrei il minimo dubbio ad andarmene.

Vedo i prossimi anni ancora più difficili di quelli appena passati; questa manovra provocherà un ulteriore passo verso il basso

Le potenzialità per risalire ci sono, ma bisogna veramente mettere mano seriamente ad una riforma di tutto il sistema, ma purtroppo a chi dovrebbe deciderlo le cose vanno bene così, servirebbe qualche leader politico capace di guardare oltre le prossime elezioni, e che il paese si renda conto della sua condizione e gli dia retta,perché anche il cosiddetto paese mi sembra a volte miope nel non volere rinunciare ad alcune situazioni ormai insostenibili.
 
renatom ha scritto:
Mi sembra che ci stiamo avvitando verso il basso.

Vedo un paese che non crede più nel suo futuro, tutti giocano in difesa preparandosi alla "botta".

Molti, se possono cercano di arraffare il possibile, fregandosene dell'interesse comune.

I giovani si trovano in una condizione veramente difficilissima, se mi laureassi adesso non avrei il minimo dubbio ad andarmene.

Vedo i prossimi anni ancora più difficili di quelli appena passati; questa manovra provocherà un ulteriore passo verso il basso

Le potenzialità per risalire ci sono, ma bisogna veramente mettere mano seriamente ad una riforma di tutto il sistema, ma purtroppo a chi dovrebbe deciderlo le cose vanno bene così, servirebbe qualche leader politico capace di guardare oltre le prossime elezioni, e che il paese si renda conto della sua condizione e gli dia retta,perché anche il cosiddetto paese mi sembra a volte miope nel non volere rinunciare ad alcune situazioni ormai insostenibili.
Io dico l'esatto contrario.
Di leader ne è pieno il parlamento. Un momento di difficoltà come questo è terreno fertile per l'uomo forte di turno... ma la storia (anche recente) insegna... :rolleyes:

Piuttosto meglio una radicale riorganizzazione democratica di iniziativa popolare. Non intendo una rivoluzione violenta ma una maggiore partecipazione e fiato sul collo alla politica da parte dei votanti, una presa di coscienza radicale...
Per fortuna pare che questa sia la direzione...
 
L'Italia è un paese dalle mille risorse ma ha anche il brutto vizio di aspettare sempre l'ultimo momento per risolvere le sue beghe. Fa' parte del nostro DNA.
Spero che ci sia una "rivoluzione" prima che fisica, culturale.
 
jaccos ha scritto:
renatom ha scritto:
Mi sembra che ci stiamo avvitando verso il basso.

Vedo un paese che non crede più nel suo futuro, tutti giocano in difesa preparandosi alla "botta".

Molti, se possono cercano di arraffare il possibile, fregandosene dell'interesse comune.

I giovani si trovano in una condizione veramente difficilissima, se mi laureassi adesso non avrei il minimo dubbio ad andarmene.

Vedo i prossimi anni ancora più difficili di quelli appena passati; questa manovra provocherà un ulteriore passo verso il basso

Le potenzialità per risalire ci sono, ma bisogna veramente mettere mano seriamente ad una riforma di tutto il sistema, ma purtroppo a chi dovrebbe deciderlo le cose vanno bene così, servirebbe qualche leader politico capace di guardare oltre le prossime elezioni, e che il paese si renda conto della sua condizione e gli dia retta,perché anche il cosiddetto paese mi sembra a volte miope nel non volere rinunciare ad alcune situazioni ormai insostenibili.
Io dico l'esatto contrario.
Di leader ne è pieno il parlamento. Un momento di difficoltà come questo è terreno fertile per l'uomo forte di turno... ma la storia (anche recente) insegna... :rolleyes:

Piuttosto meglio una radicale riorganizzazione democratica di iniziativa popolare. Non intendo una rivoluzione violenta ma una maggiore partecipazione e fiato sul collo alla politica da parte dei votanti, una presa di coscienza radicale...

Con leader non intendo uomo forte, ma leader carismatici tipo quelli che hanno guidato la ricostruzione post bellica in alcuni paesi europei tra cui il nostro.

Ti dico che sono abbastanza scettico sulla possibilità del sistema politico di autoriformarsi dalla base: come vedi tutti i giorni la stragrande maggioranza dei "peones" della politica pensa solo al proprio beneficio del momento (lo stipendio, l'indennità, il vitalizio etc.)
Ciò detto, se fosse come dici tu, sarebbe meglio, ma ci credo poco.

Al momento sono abbastanza sul pessimista; la discesa non è ancora finita.

EDIT: per farti capire, sono talmente contro la personalizzazione della politica che, come regola, non voterò mai per un partito che ha il nome del leader nel simbolo.
 
Siamo sul Titanic, abbiamo urtato l'iceberg già da qualche tempo e l'orchestrina, finiti gli spartiti, sta suonando a braccio. Ma l'importante è BALLARE!!!
 
Siamo immobili da troppo tempo. Nel frattempo gli altri Paesi hanno fatto passi da gigante.
Non possiamo andare avanti a lungo. Prima o poi salterà tutto.
 
renatom ha scritto:
jaccos ha scritto:
renatom ha scritto:
Mi sembra che ci stiamo avvitando verso il basso.

Vedo un paese che non crede più nel suo futuro, tutti giocano in difesa preparandosi alla "botta".

Molti, se possono cercano di arraffare il possibile, fregandosene dell'interesse comune.

I giovani si trovano in una condizione veramente difficilissima, se mi laureassi adesso non avrei il minimo dubbio ad andarmene.

Vedo i prossimi anni ancora più difficili di quelli appena passati; questa manovra provocherà un ulteriore passo verso il basso

Le potenzialità per risalire ci sono, ma bisogna veramente mettere mano seriamente ad una riforma di tutto il sistema, ma purtroppo a chi dovrebbe deciderlo le cose vanno bene così, servirebbe qualche leader politico capace di guardare oltre le prossime elezioni, e che il paese si renda conto della sua condizione e gli dia retta,perché anche il cosiddetto paese mi sembra a volte miope nel non volere rinunciare ad alcune situazioni ormai insostenibili.
Io dico l'esatto contrario.
Di leader ne è pieno il parlamento. Un momento di difficoltà come questo è terreno fertile per l'uomo forte di turno... ma la storia (anche recente) insegna... :rolleyes:

Piuttosto meglio una radicale riorganizzazione democratica di iniziativa popolare. Non intendo una rivoluzione violenta ma una maggiore partecipazione e fiato sul collo alla politica da parte dei votanti, una presa di coscienza radicale...

Con leader non intendo uomo forte, ma leader carismatici tipo quelli che hanno guidato la ricostruzione post bellica in alcuni paesi europei tra cui il nostro.

Ti dico che sono abbastanza scettico sulla possibilità del sistema politico di autoriformarsi dalla base: come vedi tutti i giorni la stragrande maggioranza dei "peones" della politica pensa solo al proprio beneficio del momento (lo stipendio, l'indennità, il vitalizio etc.)
Ciò detto, se fosse come dici tu, sarebbe meglio, ma ci credo poco.

Al momento sono abbastanza sul pessimista; la discesa non è ancora finita.

EDIT: per farti capire, sono talmente contro la personalizzazione della politica che, come regola, non voterò mai per un partito che ha il nome del leader nel simbolo.
Il fatto è che si in passato queste iniziative non sono andate un gran che bene, ma hanno comunque fatto progredire la democrazia.
In ogni caso oggi è completamente diverso, abbiamo un vantaggio enorme che si chiama internet... e infatti lo vogliono imbavagliare.... ;)
 
jaccos ha scritto:
[
Il fatto è che si in passato queste iniziative non sono andate un gran che bene, ma hanno comunque fatto progredire la democrazia.
In ogni caso oggi è completamente diverso, abbiamo un vantaggio enorme che si chiama internet... e infatti lo vogliono imbavagliare.... ;)

A cosa ti riferisci?
 
renatom ha scritto:
jaccos ha scritto:
[
Il fatto è che si in passato queste iniziative non sono andate un gran che bene, ma hanno comunque fatto progredire la democrazia.
In ogni caso oggi è completamente diverso, abbiamo un vantaggio enorme che si chiama internet... e infatti lo vogliono imbavagliare.... ;)

A cosa ti riferisci?
Si pardon.
intendo le iniziative popolari, dalla rivoluzione americana, agli anni 60, alle rivoluzioni arabe (è ancora da vedere su queste cmq)...
 
La situazione è molto più grave di quanto vogliono farci sapere, la cartina di tornasole è la tassazione delle rendite finanziarie, quando un governo di destra adotta un tale provvedimento, consapevole del prezzo politico che ne conseguirà, esprime una sofferenza economica davvero seria.In sintesi mette mano ai risparmi delle famiglie, ed azzerare in pratica il già poco interesse percepito sui titoli di stato, compiendo un operazione peggiore di quanto fece ai suoi tempi il Sig.Amato prelevando nella notte fra il 9 e il 10 luglio 1992,direttamente dai c.c. correnti, sono sicuro che qualcuno di voi si ricorderà. :evil: :rolleyes: Mi auguro di sbagliarmi, ma se andate a vedere cosa venne fatto dal governo Argentino questo tipo di manovra non si discosta molto........................

da http://www.cubasia.it/?p=2208#more-2208

Argentina ? Italia. La stessa storia ?
December 11th, 2009 · 10 Comments · Società

Spesso si sente dire: ?Faremo la fine dell?Argentina?. Io c?ero li e so bene perchè l?Argentina è fallita. Qui molti pensano che a noi non accadrà, ma vi voglio raccontare una storia. Una storia da brivido per quanti raccapriccianti singolari elementi di somiglianza ci sono e poi ne trarrete da soli le conseguenze.

Argentina. 1989. Il paese, ricchissimo di risorse naturali e con potenzialità enormi, esce dalla dittatura dei militari. Il nuovo presidente è Menem. Occorre mettere su un?economia con regole ferre, occorre una pianificazione che porterebbe il paese ad essere il numero 1 del Sud America e sicuramente al passo dell?Europa. Ricordiamo che l?Argentina è stata forse la nazione più ricca fino alla prima guerra mondiale perchè mai toccata da una guerra. Ma siccome di Statistici non ce ne sono il governo per far soldi e rilanciare l?economia privatizza i gioielli di famiglia. Telefonia, compagnie petrolifere, la posta. Si vendono tutto e mano a mano che vendono l?economia del paese cresce al tasso dell?8% annuo. Nel 1996 il pesos era 1 ad 1 con il dollaro e gli argentini non si erano mai sentiti cosi ricchi. Andare all?estero con questo cambio era lo sport nazionale. Io ero li ed i voli per andare in europa non si contavano. L?Alitalia aveva 7 voli settimanali per Bs.Aires. Ma si poteva andare anche con tantissime altre compagnie aeree. Arrivava gente d?affari da tutto il mondo per lucrare in Argentina.

Italia. 1989. Questa è la fotografia dell?Italia del 1989 cosi come la vede l?Eurispe. E? un paese già in fase di decadenza. Passato il Boom economico, senza programmazione, c?è già chi si sta arricchendo alla grande e chi povero era e povero rimane. Che cosa era successo ? Era successo che al governo era passato Bettino Craxi. Craxi aveva fatto scendere l?inflazione italiana dal 16% al 4%, e l?Italia era schizzata al quinto posto nei paesi industrializzati, ma questo era una vittoria di Pirro. Il debito italiano era più che raddoppiato in pochi anni e si metteva una pesantissima ipoteca sul futuro dell?Italia. Stava succedendo quello che è successo a Dubai. Con i debiti si finanziavano cattedrali nel deserto. L?economia cresce, ma poi arriva il conto da pagare. Ed il conto arriverà poi con tangentopoli. Ma andiamo con ordine.

1997. L?Argentina ormai aveva o stava vendendo tutto quello che aveva. Una classe politica incapace e corrotta che aveva già esportato capitali all?estero si godeva lo spettacolo di quello che sarebbe successo da li a pochi anni. Per supplire al debito pubblico che incombe si emettono titoli di stato ad un interesse folle.

1997. Il governo d?Alema prima ristruttura e poi vende a debito e per pochi soldi Telecom. Lo stato ha bisogno di soldi, il debito pubblico aumentato a dismisura negli ultimi dieci anni grazie al connubio tra politica ed imprenditori venuto alla luce con tangentopoli è incontenibile. Occorrerebbe anche qui una programmazione e scelte impopolari, ma ci sono politici, non statisti al governo e la decisione che si prese fu come per l?Argentina: vendiamo. E cosi, pagati dai soldi degli italiani saranno vendute a debito nei prossimi dieci anni le ferrovie, le autostrade, il comparto informatico, la compagnia di bandiera, e come per l?Argentina, unico altro paese al mondo, LE POSTE. L?economia si riprende, ma l?inflazione aumenta di brutto. Per questo, come l?Argentina aveva adottato il dollaro, l?Italia decide di cambiare moneta ed si appresta ad adottare l?Euro.

1998. L?Argentina è un paese diviso in due. Una parte della popolazione ha beneficiato della ?finta? ricchezza prodotta dalle vendite, l?altra invece vive al limite della sopravvivenza. In alcune zone della città di sera è meglio non andare. Telecom Italia ha investito molto in Argentina e ne stagodendo i frutti. I guadagni però se li porta via in Europa, non lascia niente li. Il costo del lavoro è tra i più bassi al mondo. 1,2 dollari l?ora. L?Italia farà la stessa cosa con i contratti a progetto. Un altro grave errore cercare di competere sul costo del lavoro con la Cina.

2000. La crisi. Lo stato Argentino non paga più gli interessi sulle obbligazioni emesse. E? il default, la bancarotta. Per salvare il salvabile lo stato argentino nasconde tutte le sue ricchezze ai creditori. Non paga più le cedole e dichiara nulli tutti i contratti emessi. Inoltre una legge dello Stato dice che chiunque voglia fare causa lo deve fare in Argentina entro un anno, altrimenti non ha diritto a nulla. Per questo comportamento l?Argentina è fuori dai mercati internazionali. Ma cosa succede alla gente ?

Successe questo, io ero li e ve lo posso dire. I dirigenti di tutte le società furono immediatamente licenziati. Agli statali non fu più pagato lo stipendio. Le aziende private dall?oggi al domani decurtarono del 90% lo stipendio ai dipendenti. Molti persero il lavoro. Le banche chiusero e chi aveva i soldi in banca li perse. Dopo dettero al massimo 15.000$ a persona, anche se li avevi depositato molto di più. I bancomat erogavano al massimo 250$ al mese. I pensionati non venivano più pagati. Si fermarono i treni e gli autobus. La gente non aveva ne soldi, ne di che mangiare.

Si iniziarono a prendere d?assalto i supermercati per mangiare , come sta accandendo in Italia. Le mamme non avevano da che dare da mangiare ai figli, per questo spontaneamente si si organizzavano mense. Si riprese l?abitudine del mercato, ma senza soldi, si barattavano le cose. Invece di moneta giravano dei buoni, detti patagone. Esattamente come in Italia si fece con i mini-assegni.

Il governo argentino per riprendersi svalutò e tolse la parità con il dollaro. Fu una mazzata per chi aveva venduto da poco le proprietà ed un manna per chi aveva mutui o prestiti. 100.000 dollari di mutuo erano diventati 10.000$ di colpo. Il prezzo delle proprietà immobiliari crollò. Ancora oggi con 40-80k euro vi comprate un mega appartemento in centro BS.AS. . Vi fù un periodo di forte insicurezza. Cosi come sta succedendo adesso in Italia. La sera non solo non si passava in alcuni quartieri, ma neanche ci si fermava al semaforo per paura di essere rapinati.

La storia di questi due paesi ha molti punti di contatto, ma secondo me la caratteristica che più li accomuna è una sola: una classe politica dirigente incapace, corrotta che ha completamente scordato i valori costituzionali a cui si ispirarono i padri fondatori.

Senza onestà e correttezza non c?è futuro.
 
EVOLVO ha scritto:
La situazione è molto più grave di quanto vogliono farci sapere, la cartina di tornasole è la tassazione delle rendite finanziarie, quando un governo di destra adotta un tale provvedimento, consapevole del prezzo politico che ne conseguirà, esprime una sofferenza economica davvero seria..

Come ho scritto non vedo per niente bene la situazione, ma l'aumento della tassazione delle rendite finanziarie al 20% è una delle poche cose giuste che hanno fatto.

D'altronde è così dappertutto e, in generale, uno spostamento della tassazione verso le rendite è, secondo me. doverosa.

D'altronde siamo sempre al 20%, se pensi a quanto è la tassazione sui redditi da lòavoro...
 
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