maillaux02 ha scritto:
Se vuole posso farle un riassuntino ,che servirà anche a me come pro-memoria:
1)è dimostrato che la pena di morte , anche per delitti particolarmente ripugnanti, non serve a diminuire il numero di tali reati.Lo dicono le statistiche e lo dice la logica : la violenza chiama altra violenza e chi è disposto ad uccidere ,o lo fa per raptus incontrollabili ,non si fa certo frenare dal pericolo,anzi. Molti assassini ,avendo pure tendenze suicide, sono anzi "attizzati "dalla possibilità di venire puniti con la morte. I famosi ,e ampiamente descritti dalla letteratura criminologica,omicidi spinti da senso di colpa e desiderio di punizione.
FALSO
"E' dimostrato" da chi? Quando? Con quali dati statistici? Raccolti dove e come?
La logica dice che un assassino recidivo condannato a morte non uccidera' mai piu' nessuno.
La maggioranza di questi "studi" (virgolette d'obbligo) sono compiuti negli Stati Uniti da gruppi politicamente schierati, e dunque non imparziali, su casistica americana di condanne a morte spesso comminate per fare carriera a criminali che han fatto scalpore. Pene spesso annullate, o eseguite ad anni o addirittura, come in un noto caso recente, decenni dai crimini commessi, perdendo qualsiasi valenza dissuasiva ed educativa (per gli altri).
Pene decise una volta ogni cento che andrebbero comminate.
Certo, applicata cosi' la pena di morte e' inutile. Anzi, direi anche controproducente.
2) Cina , Iran , Arabia Saudita se anche l'Europa come alcuni incivili vorrebbero ripristinasse la pena di morte sarebbe in buona compagnia e ,invece di essere ad esempio per quei pochi stati liberali che ancora mantengono questo retaggio medioevale,si equiparerebbe a quei regimi antidemocratici ,fondamentalisti e dittatoriali e in ogni caso rozzi e violenti che in qualche caso minacciano pure, alcuni anche con bombe atomiche e terrorismo ,la pace mondiale. Tutto ciò senza migliorare di un centimetro la tranquillità interna e l'ordine pubblico ,anzi aggravando il pericolo di rimanere vittime di delitti.
FALSO
Metti sullo stesso piano dittature efferate e democrazie civili nel tentativo di confondere le idee facendo passare il MODO ERRATO di applicare lo strumento come errore dello strumento stesso. Un volgare gioco delle tre carte dialettico.
Come dire che una pistola in mano a un delinquente e una in mano a un poliziotto sono parimenti esecrabili strumenti di morte (e naturalmente e' pieno di anime belle buoniste che la pensano a questo modo... tranne quando vengono rapinate!).
Il tuo ragionamento sull'aumento dei crimini prodotto dalla pena di morte e' capzioso e convoluto, privo di qualsivoglia riscontro nella realta', se non nelle elaborazioni autoreferenziali di oppositori della pena di morte come strumento di sicurezza. Viceversa, e' immediato e dimostrato che numerosissimi criminali violenti e recidivi poi rimessi in liberta' hanno ucciso nuovamente, cosa che non sarebbe mai potuta accadere se fossero stati giustiziati quando andava fatto.
E' altrettanto dimostrabile che per un caso di psicotico che cerca l'effetto punizione (sempre che esista davvero e non sia un prodotto di Hollywood), esistono mille assassini comuni cui si sarebbe potuto impedire di nuocere ancora.
3)La verità è solo quella dei dati scientifici sull'argomento ,vale a dire che dove la pena di morte è applicata ,lungi dal ridurre gli omicidi e le violenze ,le fa drasticamente aumentare e soprattutto che nelle aree come la nostra dove è stata bandita da decenni , la probabilità di rimanere vittima di un omicidio è enormemente inferiore a quella delle aree -vedi Usa- dove è prevista da altrettanti anni.
FALSO
Non si possono accettare come "scientifici" dati che mettono in uno stesso minestrone tutti gli Stati Uniti, ma rientrano semmai nella categoria dei "luoghi comuni", visto che, tanto per dirne una, nella maggioranza degli Stati dell'unione NON vige la pena di morte (che vige solo in pochi stati).
Si tratta invece di "fattoidi" strutturati ad arte per dare, esattamente come le tue considerazioni faziose e deliberatamente fuorvianti, una falsa visione della realta'.
Ci tengo a precisare che io NON SONO un sostenitore "a priori" della pena di morte, ma certamente mi oppongo a questo genere di crassa propaganda che spaccia per "ricerca scientifica" una congerie di architetture teoretiche autoreferenziali prive di qualsiasi fondamento.
Da sempre sostengo che, se bisogna criticare qualcosa, e' bene farlo per i motivi che veramente meritano critica. Altrimenti, non si rende un buon servizio e si perde di qualsiasi credibilita'.
In poche parole, si e' rifiutato a priori uno strumento a causa di come viene usato in alcuni stati all'estremo del buonismo da un lato, e dell'incivilta' dall'altro, invece di arrivare a configurarne un uso razionale, civile e a tutela della societa' stessa (come peraltro avviene in alcune nazioni).