Sì, il modo di viaggiare dovrebbe cambiare.
Però prima di questo sarei più propenso ad avere qualche decennio di adattamento, con l'auto elettrica dedicata all'uso a medio raggio, soprattutto cittadino/intercomunale, che è la sua vocazione (decelerazioni di ricarica, soste frequenti a semafori ecc...), e lasciando le vetture a motore termico per la tratte lunghe.
Chi può permettersi 2 o più auto raramente le compra identiche. Più spesso una è quella "di servizio", l'altra è quella usata per spostamenti più lunghi e per viaggi e vacanze. Non conosco nessuno con due wagon in casa, per capirci, a meno che non si tratti della vecchia "prima auto" diventata seconda per anzianità.
Un uso di 10-40 km al giorno è molto più compatibile con l'auto elettrica ed implica anche brevi ricariche o maggiori intervalli di tempo.
Personalmente non credo alla favoletta dell'auto elettrica che non cambia le nostre abitudini, proposta da Tesla. Piazzare una enorme batteria per far fronte ai consumi di un grosso veicolo energivoro (così come qualsiasi ammiraglia o grosso SUV) non è un'innovazione, è solo sostituire un motore con l'altro, mantenendo gli stessi limiti. Invece del serbatoio da 80 litri a servizio di un V8 c'è una grossa batteria.
L'ideale generale per me rimane un uso di auto elettrica nel breve-medio raggio non servito da mezzi pubbblici, e l'uso del trasporto pubblico nei percorsi lunghi. Al netto del solito discorso basato sulle esigenze personali (Ma io faccio il rappresentante...ma io ecc....), con il quale non si verrebbe mai a capo di nulla.
Sul discorso degli esemplari (Leaf, ecc...) venduti in perdita, credo sia più sensazionalismo che altro. Si sapeva già dal lancio, era stato sicuramente programmato.
Così come in Toyota è stato ampiamente programmato di tenere basso il prezzo delle prime ibride, nell'ottica di ottenere la diffusione del sistema che abbiamo oggi.
Che è ben diverso dal mettere in vendita un modello che dovrebbe fare grandi numeri e invece si rivela un flop commerciale, il cui costo di progetto e produzione si riversa a posteriori sugli esemplari venduti. Che è un pò quello che accade con le segmento D generaliste, o come è accaduto con le Smart a livello europeo. Dati che ormai sono storia.