<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Niente risarcimenti per le stragi naziste | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Niente risarcimenti per le stragi naziste

holerGTA ha scritto:
Le bestialità gratuite fatte dai tedeschi non sono paragonabili a nessun gesto compiuto da italiani,

Ci sono bestie che mangiano wurstel und kartoffeln e bestie che mangiano spaghetti all'amatriciana.....
 
holerGTA ha scritto:
BelliCapelli3 ha scritto:
holerGTA ha scritto:
Non saranno certo i risarcimenti (e questo i tedeschi lo sanno) a far dimenticare le atroci crudeltà compiute e perpetrate in tutta Europa, ora la cosa si è un pò allentata, i miei nonni quando parlavano dei tedeschi parlavano di questi come un male assoluto dell'umanità, un vulnus che non si cancellerà mai, altro che spaghetti e mandolini, è gente da tenere molto in osservazione e da non lasciare mai da sola, la superiorità verso gli altri è nel loro dna.

Non dovremmo scordare anche altri dettagli. Sui libri di storia l'Italia risulta alleata di Hitler e perdente la guerra proprio a braccetto di costui. E i carri bestiame carichi di martiri destinati al camino di Auschwitz li facevamo partire dal cortile di casa nostra, con le nostre manine.

Quindi teniamoci in osservazione.

Le bestialità gratuite fatte dai tedeschi non sono paragonabili a nessun gesto compiuto da italiani, ricordati sempre che il cuore di un italiano non è d'acciaio, abbiamo mille difetti, siamo a volte anche codardi ma l'umanità e l'accoglienza ci distingue sempre , anche oggi, ovunque, portiamo sempre il grande cuore dell'Italia. Molti si vergognano del nostro dietro-front durante la 2.guerra mondiale, l'8 settembre è stata la data che ha risvegliato le coscienze della gente, ci siamo fermati prima del baratro in cui ci volevano portare Mussolini e Hitler. Allo stesso modo non dimentichiamo quanti a costo della propria vita hanno salvato migliaia di ebrei destinati ai lager. In Israele c'è una lista di connazionali che assieme a tanti altri italiani ha contrastato il regime, altrettanto non si può dire dei tedeschi (a parte i rari casi come Schindler).

se ci mettiamo a contare
" tu ne hai fatte cosi....."
" si, ma tu di piu' ",
non si va da nessuna parte.
Finite le guerre dei nobili, magari fatte dai cavalieri di terra e di cielo
( nella grande guerra )....
la guerra si e' dimostrata per quella immane bestialita' che e'....
Se poi le porcherie nostrane,
dalle guerre di colonie,
dalla guerra di Spagna,
dalla guerra dei Repubblichini,
sono inferiori a quelle dei Tedeschi, ben venga, ma non mi sembra il caso
di mettere a fare comparazioni su chi e' meno peggio.
P.s. per palati fini, anche l' Italia ha avuto il suo bel campo di concentramento
in Slovenia. ci teneva prigionieri Jugo subito dopo lo scoppio della II guerra M.
 
belpietro ha scritto:
key-one ha scritto:
La Germania ,dicevo, ha assunto un atteggiamento di silenzio

questa affermazione, perdonami, è del tutto gratuita e molto lontana dalla realtà.

E' forse esagerata sulla spinta della foga scrittoria :D , però contiene una parte di verità . La Germania non ha avuto , secondo molti osservatori e commentatori , l'ampiezza di dibattito pubblico , a volte sin eccessiva , che qui da noi ha sempre circondato i fatti e i misfatti della seconda guerra mondiale e del fascismo , i quali se hanno rotto le scatole e rischiato di stufare le giovani generazioni , hanno però sviscerato il problema in tutte le sue sfumature.
In Germania invece ,secondo molti commentatori, forse per una sorta di pudore e vergogna , non si è sviluppato un analogo dibattito e si è assistito piuttosto sin dal dopoguerra , accanto ad un sano desiderio di darsi da fare per ricostruire la nazione i cui risultati oggi si vedono e , come ho già scritto , fanno onore ai tedeschi -vedi per esempio considerato il titolo del nostro forum, la rinascita spettacolare e la tenuta nel tempo della loro industria automobilistica o la straordinaria qualità anche in termini di tutela dei lavoratori della loro economia sociale di mercato- un esagerato desiderio di dimenticare , di far cadere nell'oblio , di rimuovere i fatti e le colpe del periodo bellico e pre-bellico. Per questo il risarcimento alle vittime , avrebbe potuto rappresentare una riparazione e insieme aprire ad una archiviazione definitiva e positiva nella storia di quanto successo nella prima metà del secolo scorso- sin che la memoria dei vivi non è ancora del tutto dispersa dal trascorrere inesorabile del tempo-.Saluti
 
a_gricolo ha scritto:
holerGTA ha scritto:
Le bestialità gratuite fatte dai tedeschi non sono paragonabili a nessun gesto compiuto da italiani,

Ci sono bestie che mangiano wurstel und kartoffeln e bestie che mangiano spaghetti all'amatriciana.....

Ci saranno stati anche quelli ma erano circoscritti, nell'esercito tedesco era invece la normalità per non parlare di Gestapo. Sono passati più di 60 anni e per fortuna la guerra in Europa è finita ma i tedeschi credono ancora di essere una razza superiore, la guerra adesso è economica e dettano legge ci piaccia o no.
 
holerGTA ha scritto:
BelliCapelli3 ha scritto:
holerGTA ha scritto:
Non saranno certo i risarcimenti (e questo i tedeschi lo sanno) a far dimenticare le atroci crudeltà compiute e perpetrate in tutta Europa, ora la cosa si è un pò allentata, i miei nonni quando parlavano dei tedeschi parlavano di questi come un male assoluto dell'umanità, un vulnus che non si cancellerà mai, altro che spaghetti e mandolini, è gente da tenere molto in osservazione e da non lasciare mai da sola, la superiorità verso gli altri è nel loro dna.

Non dovremmo scordare anche altri dettagli. Sui libri di storia l'Italia risulta alleata di Hitler e perdente la guerra proprio a braccetto di costui. E i carri bestiame carichi di martiri destinati al camino di Auschwitz li facevamo partire dal cortile di casa nostra, con le nostre manine.

Quindi teniamoci in osservazione.

Le bestialità gratuite fatte dai tedeschi non sono paragonabili a nessun gesto compiuto da italiani, ricordati sempre che il cuore di un italiano non è d'acciaio, abbiamo mille difetti, siamo a volte anche codardi ma l'umanità e l'accoglienza ci distingue sempre , anche oggi, ovunque, portiamo sempre il grande cuore dell'Italia. Molti si vergognano del nostro dietro-front durante la 2.guerra mondiale, l'8 settembre è stata la data che ha risvegliato le coscienze della gente, ci siamo fermati prima del baratro in cui ci volevano portare Mussolini e Hitler. Allo stesso modo non dimentichiamo quanti a costo della propria vita hanno salvato migliaia di ebrei destinati ai lager. In Israele c'è una lista di connazionali che assieme a tanti altri italiani ha contrastato il regime, altrettanto non si può dire dei tedeschi (a parte i rari casi come Schindler).

Queste sul "gran cuore degli italiani" sono generalizzazioni, che qualitativamente stanno sullo stesso piano rispetto a quelle su "quegli spietati assassini dei krauti", o di quei "cuori gelidi degli inglesi".

Anzi, non solo stanno esse sullo stesso piano, ma ci pongono anche chi non solo vi abbocca, ma poi è disponibile a ripeterle a papera per farne motivo di giudizio su altri popoli, partendo dalla propria superiorità. Sullo stesso identico piano dei tedeschi, che per arrivare alle loro malefatte, partirono dagli stessi giudizi generali su di un popolo. Chi crede a queste fesserie, senza alcun senso critico, è già pronto e cotto a puntino per applaudire in piazza il prossimo capoccione che gliele racconta da un balcone, riguardo ad un altro popolo x a caso.

È proprio questa la dimostrazione che, sui grandi numeri, non abbiamo un cazzo di quello che successe, e siamo pronti a replicarlo. Ci manca solo un altro capoccione, o un altro imbianchino, che montino su un balcone a raccontarci quanto sono idioti, chessò... i francesi... e giù applausi.
 
key-one ha scritto:
belpietro ha scritto:
key-one ha scritto:
La Germania ,dicevo, ha assunto un atteggiamento di silenzio

questa affermazione, perdonami, è del tutto gratuita e molto lontana dalla realtà.

E' forse esagerata sulla spinta della foga scrittoria :D , però contiene una parte di verità . La Germania non ha avuto , secondo molti osservatori e commentatori , l'ampiezza di dibattito pubblico , a volte sin eccessiva , che qui da noi ha sempre circondato i fatti e i misfatti della seconda guerra mondiale e del fascismo , i quali se hanno rotto le scatole e rischiato di stufare le giovani generazioni , hanno però sviscerato il problema in tutte le sue sfumature.
In Germania invece ,secondo molti commentatori, forse per una sorta di pudore e vergogna , non si è sviluppato un analogo dibattito e si è assistito piuttosto sin dal dopoguerra , accanto ad un sano desiderio di darsi da fare per ricostruire la nazione i cui risultati oggi si vedono e , come ho già scritto , fanno onore ai tedeschi -vedi per esempio considerato il titolo del nostro forum, la rinascita spettacolare e la tenuta nel tempo della loro industria automobilistica o la straordinaria qualità anche in termini di tutela dei lavoratori della loro economia sociale di mercato- un esagerato desiderio di dimenticare , di far cadere nell'oblio , di rimuovere i fatti e le colpe del periodo bellico e pre-bellico. Per questo il risarcimento alle vittime , avrebbe potuto rappresentare una riparazione e insieme aprire ad una archiviazione definitiva e positiva nella storia di quanto successo nella prima metà del secolo scorso- sin che la memoria dei vivi non è ancora del tutto dispersa dal trascorrere inesorabile del tempo-.Saluti

La grossa differenza fra I e D....( origine di tutto quanto seguira' )
e' che mentre da noi c'e' stata una sanguinosa guerra civile
( e appunto tutti gli strascichi a seguire ),
il popolo D, volente o nolente, ha aspettato unito l' arrivo dei vincitori da Est e da Ovest
 
BelliCapelli3 ha scritto:
holerGTA ha scritto:
BelliCapelli3 ha scritto:
holerGTA ha scritto:
Non saranno certo i risarcimenti (e questo i tedeschi lo sanno) a far dimenticare le atroci crudeltà compiute e perpetrate in tutta Europa, ora la cosa si è un pò allentata, i miei nonni quando parlavano dei tedeschi parlavano di questi come un male assoluto dell'umanità, un vulnus che non si cancellerà mai, altro che spaghetti e mandolini, è gente da tenere molto in osservazione e da non lasciare mai da sola, la superiorità verso gli altri è nel loro dna.

Non dovremmo scordare anche altri dettagli. Sui libri di storia l'Italia risulta alleata di Hitler e perdente la guerra proprio a braccetto di costui. E i carri bestiame carichi di martiri destinati al camino di Auschwitz li facevamo partire dal cortile di casa nostra, con le nostre manine.

Quindi teniamoci in osservazione.

Le bestialità gratuite fatte dai tedeschi non sono paragonabili a nessun gesto compiuto da italiani, ricordati sempre che il cuore di un italiano non è d'acciaio, abbiamo mille difetti, siamo a volte anche codardi ma l'umanità e l'accoglienza ci distingue sempre , anche oggi, ovunque, portiamo sempre il grande cuore dell'Italia. Molti si vergognano del nostro dietro-front durante la 2.guerra mondiale, l'8 settembre è stata la data che ha risvegliato le coscienze della gente, ci siamo fermati prima del baratro in cui ci volevano portare Mussolini e Hitler. Allo stesso modo non dimentichiamo quanti a costo della propria vita hanno salvato migliaia di ebrei destinati ai lager. In Israele c'è una lista di connazionali che assieme a tanti altri italiani ha contrastato il regime, altrettanto non si può dire dei tedeschi (a parte i rari casi come Schindler).

Queste sul "gran cuore degli italiani" sono generalizzazioni, che qualitativamente stanno sullo stesso piano rispetto a quelle su "quegli spietati assassini dei krauti", o di quei "cuori gelidi degli inglesi".

Anzi, non solo stanno esse sullo stesso piano, ma ci pongono anche chi ci abbocca e le ripete. Chi crede a queste fesserie, senza alcun senso critico, è già pronto e cotto a puntino per applaudire in piazza il prossimo capoccione che gliele racconta da un balcone, riguardo ad un altro popolo x a caso.

È proprio questa la dimostrazione che, sui grandi numeri, non abbiamo un cazzo di quello che successe, e siamo pronti a replicarlo. Ci manca solo un altro capoccione, o un altro imbianchino, che montino su un balcone a raccontarci quanto sono idioti, chessò... i francesi... e giù applausi.

oggi ci sono le TIVVI
 
key-one ha scritto:
belpietro ha scritto:
key-one ha scritto:
La Germania ,dicevo, ha assunto un atteggiamento di silenzio

questa affermazione, perdonami, è del tutto gratuita e molto lontana dalla realtà.

E' forse esagerata sulla spinta della foga scrittoria :D , però contiene una parte di verità . La Germania non ha avuto , secondo molti osservatori e commentatori , l'ampiezza di dibattito pubblico , a volte sin eccessiva , che qui da noi ha sempre circondato i fatti e i misfatti della seconda guerra mondiale e del fascismo , i quali se hanno rotto le scatole e rischiato di stufare le giovani generazioni , hanno però sviscerato il problema in tutte le sue sfumature.
In Germania invece ,secondo molti commentatori, forse per una sorta di pudore e vergogna , non si è sviluppato un analogo dibattito e si è assistito piuttosto sin dal dopoguerra , accanto ad un sano desiderio di darsi da fare per ricostruire la nazione i cui risultati oggi si vedono e , come ho già scritto , fanno onore ai tedeschi -vedi per esempio considerato il titolo del nostro forum, la rinascita spettacolare e la tenuta nel tempo della loro industria automobilistica o la straordinaria qualità anche in termini di tutela dei lavoratori della loro economia sociale di mercato- un esagerato desiderio di dimenticare , di far cadere nell'oblio , di rimuovere i fatti e le colpe del periodo bellico e pre-bellico. Per questo il risarcimento alle vittime , avrebbe potuto rappresentare una riparazione e insieme aprire ad una archiviazione definitiva e positiva nella storia di quanto successo nella prima metà del secolo scorso- sin che la memoria dei vivi non è ancora del tutto dispersa dal trascorrere inesorabile del tempo-.Saluti
Tu capisci il tedesco? Conosci la Germania talmente bene per poter fare discorsi del genere? Non mi sembra proprio. Ciò che dici, che i tedeschi si sono dati da fare nel ricostruire il paese per dimenticare, è vero se parliamo dei primi anni del dopoguerra. Dagli anni 60 in poi la Germania ha cominicato a fare i conti con il suo passato come nessun'altra nazione. Perché anche in questo i tedeschi sono molto tedeschi: ci vanno fino in fondo.
Essendo tedesco ti posso garantire che ancora per la mia generazione (sono del 77) la storia rimane un peso che ci impedisce di sentirci "liberi" quando parliamo della nostra nazionalità. Siamo cresciuti con la consapevolezza che i nostri nonni hanno combinato le atrocità più gravi della storia umana.
Siamo stati confrontati fin da piccoli con il passato, abbiamo fatto gite scolastiche nei lager e sono venuti sopravissuti nelle scuole a parlarne con noi. Ancora oggi per tanti tedeschi è difficile accettarsi "tedeschi". Quando vengo chiesto da dove vengo, preferisco rispondere " da Berlino" invece che "dalla Germania".
Non lo scrivo per lamentarmi, ma perché è la realtà come l'ho conosciuta io. Ma so che attualmente in Italia è tanto di moda accusare i tedeschi di tutto e di più.
 
key-one ha scritto:
BelliCapelli3 ha scritto:
holerGTA ha scritto:
Non saranno certo i risarcimenti (e questo i tedeschi lo sanno) a far dimenticare le atroci crudeltà compiute e perpetrate in tutta Europa, ora la cosa si è un pò allentata, i miei nonni quando parlavano dei tedeschi parlavano di questi come un male assoluto dell'umanità, un vulnus che non si cancellerà mai, altro che spaghetti e mandolini, è gente da tenere molto in osservazione e da non lasciare mai da sola, la superiorità verso gli altri è nel loro dna.

Non dovremmo scordare anche altri dettagli. Sui libri di storia l'Italia risulta alleata di Hitler e perdente la guerra proprio a braccetto di costui. E i carri bestiame carichi di martiri destinati al camino di Auschwitz li facevamo partire dal cortile di casa nostra, con le nostre manine.

Quindi teniamoci in osservazione.

Questo è vero , però come ho già scritto nella risposta a Ilopan , l'italia ha largamente -qualcuno dice anche troppo, che ha stufato- elaborato nel lunghissimo dopoguerra le sue errate alleanze , il suo folle ingresso in guerra con le scarpe cartonate e gli autoblindo di tolla , le sue tardive e poco convinte leggi razziali , la sua connivenza e i suoi silenzi. Il dibattito sulla resistenza , tanto articolato da suscitatere , accanto a studi seri e ricerche storiografiche,non solo motti di fastidio , ma pure barzellette, la contrapposizione persistente e a volte drammatica tra fascisti ed antifascisti , le associazioni partigiane , le commemorazioni , le feste di liberazione e le ricorrenze, tutto insomma fuorchè silenzio e rimozione. La Germania , come ho scritto sopra , no, anche per mancanza di oppositori tutti trucidati , a differenza di quelli italiani mandati al confino e molti diventati politici e persino presidenti della Repubblica. La Germania ,dicevo, ha assunto un atteggiamento di silenzio , di volere dimenticare e rimuovere che mostra un problema non completamente superato ,non dico nelle tentazioni dittatoriali al momento lontane dalla storia e dall'economia , ma forse in un senso di superiorità e troppa sicumera.

PS : l'Italia non molti anni fa ha pagato i suoi debiti di guerra con la Libia , restituendo pure, con dispiacere dei romani e degli amanti dell'arte, l'obelisco di Axum. Saluti

Andare a fare dei distinguo sulla reazione e capacità di elaborazione diversa di popoli diversi è un esercizio complicato key, di cui - non essendo storico o antropologo - non mi sento all'altezza. Ma mi guarderei con una certa circospezione anche dalle verità "acclarate" dagli storici o dagli antropologi a pieno diritto.

Da non esperto, a grandi linee posso registrare che il popolo tedesco è meno individualista, più facilmente si organizza ed allinea intorno alla propria guida, mentre quello italiano è più individualista, e quindi più spesso si polarizza e spacca in "pro e contro".

Entrambi gli atteggiamenti hanno, a seconda del periodo storico e di chi tiene il timone, pregi e difetti. Gli italiani rischiano di spaccarsi e polarizzarsi in fazioni opposte anche quando guidati da un luminare De Gasperi, i tedeschi invece rischiano di fare gruppo ed allinearsi anche se a guidarli si presenta l'anticristo in persona, basta che abbia carisma. Ma ci sono altri popoli che hanno l'animus dei tedeschi, ad esempio i giapponesi, che hanno la stessa capacità di "allineamento" intorno ad un leader.

Ma queste sono osservazioni che vanno fatte con il dovuto distacco ed umiltà: tentare di Individuare il bene o il male assoluto in queste vaghe predisposizioni culturali per me è esercizio arduo e piuttosto pericoloso, anche se si è antropologi. A pretendere di giudicare altri popoli, senza magari conoscere nemmeno il proprio, si fa presto a trasformarsi in carnefici a propria volta.

Anche l'elaborazione di quanto è accaduto in Italia, in realtà mi pare più frutto della contrapposizione di fazioni opposte. La fazione che discende dalla resistenza ha ben rielaborato l'accaduto, in tutte le salse, cogliendovi anche l'occasione per nascondere e minimizzare le proprie marachelle. L'altra fazione, quella discendente dai nostrani "malfattori", francamente non mi pare abbia rielaborato proprio un tubo: entrambe le fazioni mi paiono in effetti ferme e fossilizzate sulle posizioni di illo tempore. Poi chiariamoci: 6 milioni di morti sono difficili da elaborare.

Quanto al pagamento dell'indennizzo, non ci capisco molto. Credo che una simile richiesta vada instradata su dei precisi canoni di diritto internazionale universalmente accettati, che a quanto pare qui sono stati trascurati, con delle forzature e dei giri di diritto piuttosto irrituali, fatto che l'Aja ha esplicitamente segnalato. Vederci uno "schiaffo" pare altrettanto una forzatura.

Io credo che le colpe dei padri non ricadano sui figli, e credo che un pagamento, a distanza di 60 anni, non chiarisca alcunchè. Ti posso assicurare, per esperienza personale, che ogni tedesco, in cuor suo, se vuole interrogarsi sulla storia, ha già un fardello pesante da gestire, ed un risarcimento non lo appesantirebbe.

Quanto al risarcimento alla Libia, io lo catalogo nell'archivio "piaggeria verso un dittatore che ha in mano il tuo rubinetto del gas", più che in quello dei "buoni esempi di diritto internazionale e fratellanza consapevole fra popoli".
 
pittiplatsch ha scritto:
key-one ha scritto:
belpietro ha scritto:
key-one ha scritto:
La Germania ,dicevo, ha assunto un atteggiamento di silenzio

questa affermazione, perdonami, è del tutto gratuita e molto lontana dalla realtà.

E' forse esagerata sulla spinta della foga scrittoria :D , però contiene una parte di verità . La Germania non ha avuto , secondo molti osservatori e commentatori , l'ampiezza di dibattito pubblico , a volte sin eccessiva , che qui da noi ha sempre circondato i fatti e i misfatti della seconda guerra mondiale e del fascismo , i quali se hanno rotto le scatole e rischiato di stufare le giovani generazioni , hanno però sviscerato il problema in tutte le sue sfumature.
In Germania invece ,secondo molti commentatori, forse per una sorta di pudore e vergogna , non si è sviluppato un analogo dibattito e si è assistito piuttosto sin dal dopoguerra , accanto ad un sano desiderio di darsi da fare per ricostruire la nazione i cui risultati oggi si vedono e , come ho già scritto , fanno onore ai tedeschi -vedi per esempio considerato il titolo del nostro forum, la rinascita spettacolare e la tenuta nel tempo della loro industria automobilistica o la straordinaria qualità anche in termini di tutela dei lavoratori della loro economia sociale di mercato- un esagerato desiderio di dimenticare , di far cadere nell'oblio , di rimuovere i fatti e le colpe del periodo bellico e pre-bellico. Per questo il risarcimento alle vittime , avrebbe potuto rappresentare una riparazione e insieme aprire ad una archiviazione definitiva e positiva nella storia di quanto successo nella prima metà del secolo scorso- sin che la memoria dei vivi non è ancora del tutto dispersa dal trascorrere inesorabile del tempo-.Saluti
Tu capisci il tedesco? Conosci la Germania talmente bene per poter fare discorsi del genere? Non mi sembra proprio. Ciò che dici, che i tedeschi si sono dati da fare nel ricostruire il paese per dimenticare, è vero se parliamo dei primi anni del dopoguerra. Dagli anni 60 in poi la Germania ha cominicato a fare i conti con il suo passato come nessun'altra nazione. Perché anche in questo i tedeschi sono molto tedeschi: ci vanno fino in fondo.
Essendo tedesco ti posso garantire che ancora per la mia generazione (sono del 77) la storia rimane un peso che ci impedisce di sentirci "liberi" quando parliamo della nostra nazionalità. Siamo cresciuti con la consapevolezza che i nostri nonni hanno combinato le atrocità più gravi della storia umana.
Siamo stati confrontati fin da piccoli con il passato, abbiamo fatto gite scolastiche nei lager e sono venuti sopravissuti nelle scuole a parlarne con noi. Ancora oggi per tanti tedeschi è difficile accettarsi "tedeschi". Quando vengo chiesto da dove vengo, preferisco rispondere " da Berlino" invece che "dalla Germania".
Non lo scrivo per lamentarmi, ma perché è la realtà come l'ho conosciuta io. Ma so che attualmente in Italia è tanto di moda accusare i tedeschi di tutto e di più.

Quoto. Questa uscita sul fatto che i tedeschi non hanno rielaborato mi pare l'ennesima generalizzazione di cui riempirsi la bocca. Lo sa Dio cosa significa avere il sangue ancora sporco di nazisti a stretto giro di un paio di generazioni, magari fra le foto di famiglia dei nonni. Non vedo altrettanta umiltà e vergogna in Italia per ascendenti di simile caratura. In Italia "siamo tutti buoni e se volemo tutti bbene".... finchè un rom puzzolente non ci fotte l'autoradio, allora so' cazzi per tutti, e i forcaioli trovano anche rappresentanza politica in parlamento.
 
in Italia si parla per sentito dire il piu' delle volte:
" il mito di Italiani brava gente "
tiene....( per ignoranza soprattutto )
anche dopo la scoperta dei gas in Africa,
delle impiccagioni senza troppi scrupoli in Libia da parte di Graziani,
del campo di concentramento in Slovenia.....
 
pittiplatsch ha scritto:
key-one ha scritto:
belpietro ha scritto:
key-one ha scritto:
La Germania ,dicevo, ha assunto un atteggiamento di silenzio

questa affermazione, perdonami, è del tutto gratuita e molto lontana dalla realtà.

E' forse esagerata sulla spinta della foga scrittoria :D , però contiene una parte di verità . La Germania non ha avuto , secondo molti osservatori e commentatori , l'ampiezza di dibattito pubblico , a volte sin eccessiva , che qui da noi ha sempre circondato i fatti e i misfatti della seconda guerra mondiale e del fascismo , i quali se hanno rotto le scatole e rischiato di stufare le giovani generazioni , hanno però sviscerato il problema in tutte le sue sfumature.
In Germania invece ,secondo molti commentatori, forse per una sorta di pudore e vergogna , non si è sviluppato un analogo dibattito e si è assistito piuttosto sin dal dopoguerra , accanto ad un sano desiderio di darsi da fare per ricostruire la nazione i cui risultati oggi si vedono e , come ho già scritto , fanno onore ai tedeschi -vedi per esempio considerato il titolo del nostro forum, la rinascita spettacolare e la tenuta nel tempo della loro industria automobilistica o la straordinaria qualità anche in termini di tutela dei lavoratori della loro economia sociale di mercato- un esagerato desiderio di dimenticare , di far cadere nell'oblio , di rimuovere i fatti e le colpe del periodo bellico e pre-bellico. Per questo il risarcimento alle vittime , avrebbe potuto rappresentare una riparazione e insieme aprire ad una archiviazione definitiva e positiva nella storia di quanto successo nella prima metà del secolo scorso- sin che la memoria dei vivi non è ancora del tutto dispersa dal trascorrere inesorabile del tempo-.Saluti
Tu capisci il tedesco? Conosci la Germania talmente bene per poter fare discorsi del genere? Non mi sembra proprio. Ciò che dici, che i tedeschi si sono dati da fare nel ricostruire il paese per dimenticare, è vero se parliamo dei primi anni del dopoguerra. Dagli anni 60 in poi la Germania ha cominicato a fare i conti con il suo passato come nessun'altra nazione. Perché anche in questo i tedeschi sono molto tedeschi: ci vanno fino in fondo.
Essendo tedesco ti posso garantire che ancora per la mia generazione (sono del 77) la storia rimane un peso che ci impedisce di sentirci "liberi" quando parliamo della nostra nazionalità. Siamo cresciuti con la consapevolezza che i nostri nonni hanno combinato le atrocità più gravi della storia umana.
Siamo stati confrontati fin da piccoli con il passato, abbiamo fatto gite scolastiche nei lager e sono venuti sopravissuti nelle scuole a parlarne con noi. Ancora oggi per tanti tedeschi è difficile accettarsi "tedeschi". Quando vengo chiesto da dove vengo, preferisco rispondere " da Berlino" invece che "dalla Germania".
Non lo scrivo per lamentarmi, ma perché è la realtà come l'ho conosciuta io. Ma so che attualmente in Italia è tanto di moda accusare i tedeschi di tutto e di più.

Purtroppo no, non capisco il tedesco e della Germnia ho visto solo la Baviera e la splendida valle del Reno con le sue città medioevali , sino sù (proprio a)Noriberga. Ho letto , però Thomas Mann e il suo splendido Doctor Faustus , in cui si parla proprio di quello di cui qui stiamo discutendo , ho letto pure Einrich Boll e anche questo scrittore descrive l'anima germanica e pure i suoi problemi con il nazismo . Ho studiato la filosofia tedesca , Kant , Hegel , Husserl , Kirkegaard , Marx e Freud , Horkeimer , Marcuse e la scuola di Francoforte , amo molto la cultura tedesca , Holderlin , ho letto quasi tutto Hans Kung ,geniale teologo/filosofo contemporaneo di Tubinga e molto di più avrei voluto capire e conoscere e domani magari lo farò di questo splendido popolo e lasua cultura.
Proprio perchè amo molto la cultura tedesca e il suo popolo forse -come tu dici- pretendo troppo e non valuto a sufficienza ciò che tu invece mi rammenti , che dagli anni '60 in poi la parte più colta e sensibile della Germania si è impegnata invece a "fare i conti con il suo passato" , anche per merito della scuola e persino delle visite ai luoghi terribili della tragedia.
Allora perchè -invece- attaccare gli italiani come traditori , voltagabbana , maccaroni , imprecisi , quando non ladri e truffatori ? Perchè le copertine spaghetti e pistola e i luoghi comuni sugli italiani tutti come il Comandante della costa concordia ? Perchè la sfiducia sulla capacità dell'italia , che tanto contribuisce al successo dell'industria tedesca , vedi componentistica italiana per le auto tanto per rimanere in tema 4r e che tanto ha contribuito negli anni '50 , '60 e '70 con la sua mano d'opera emigrata su in Germania a lavorare nelle vostre fabbriche ? Perchè l'atteggiamento di superiorità ?
Credo che in Italia non sia particolarmente di moda accusare i tedeschi di tutto , spero però che non sia per contro di moda in Germania sciorinare i soliti luoghi comuni sugli italiani .
In ogni caso sono interventi come il tuo , che meriterebbe risposte più approfondite e puntuali di quanto io sia in grado almeno ora su due piedi di dare , che , per profondità , sensibilità e sincerità , mi rendono orgoglioso non solo di essere europeo , ma anche di scrivere su un forum che , pur trarttando di auto , consente un dialogo così interessante e umanamente profondo sulla storia e la politica e la psicologia dei popoli. Ciao e grazie.
 
arizona77 ha scritto:
in Italia si parla per sentito dire il piu' delle volte:
" il mito di Italiani brava gente "
tiene....( per ignoranza soprattutto )
anche dopo la scoperta dei gas in Africa,
delle impiccagioni senza troppi scrupoli in Libia da parte di Graziani,
del campo di concentramento in Slovenia.....
Un campo di concentramento era situato anche in Friuli a Gonars
 
Corazon Habanero ha scritto:
arizona77 ha scritto:
in Italia si parla per sentito dire il piu' delle volte:
" il mito di Italiani brava gente "
tiene....( per ignoranza soprattutto )
anche dopo la scoperta dei gas in Africa,
delle impiccagioni senza troppi scrupoli in Libia da parte di Graziani,
del campo di concentramento in Slovenia.....
Un campo di concentramento era situato anche in Friuli a Gonars

Uno a Bolzano, ospitò anche Mike Bongiorno.
 
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