key-one ha scritto:
BelliCapelli3 ha scritto:
holerGTA ha scritto:
Non saranno certo i risarcimenti (e questo i tedeschi lo sanno) a far dimenticare le atroci crudeltà compiute e perpetrate in tutta Europa, ora la cosa si è un pò allentata, i miei nonni quando parlavano dei tedeschi parlavano di questi come un male assoluto dell'umanità, un vulnus che non si cancellerà mai, altro che spaghetti e mandolini, è gente da tenere molto in osservazione e da non lasciare mai da sola, la superiorità verso gli altri è nel loro dna.
Non dovremmo scordare anche altri dettagli. Sui libri di storia l'Italia risulta alleata di Hitler e perdente la guerra proprio a braccetto di costui. E i carri bestiame carichi di martiri destinati al camino di Auschwitz li facevamo partire dal cortile di casa nostra, con le nostre manine.
Quindi teniamoci in osservazione.
Questo è vero , però come ho già scritto nella risposta a Ilopan , l'italia ha largamente -qualcuno dice anche troppo, che ha stufato- elaborato nel lunghissimo dopoguerra le sue errate alleanze , il suo folle ingresso in guerra con le scarpe cartonate e gli autoblindo di tolla , le sue tardive e poco convinte leggi razziali , la sua connivenza e i suoi silenzi. Il dibattito sulla resistenza , tanto articolato da suscitatere , accanto a studi seri e ricerche storiografiche,non solo motti di fastidio , ma pure barzellette, la contrapposizione persistente e a volte drammatica tra fascisti ed antifascisti , le associazioni partigiane , le commemorazioni , le feste di liberazione e le ricorrenze, tutto insomma fuorchè silenzio e rimozione. La Germania , come ho scritto sopra , no, anche per mancanza di oppositori tutti trucidati , a differenza di quelli italiani mandati al confino e molti diventati politici e persino presidenti della Repubblica. La Germania ,dicevo, ha assunto un atteggiamento di silenzio , di volere dimenticare e rimuovere che mostra un problema non completamente superato ,non dico nelle tentazioni dittatoriali al momento lontane dalla storia e dall'economia , ma forse in un senso di superiorità e troppa sicumera.
PS : l'Italia non molti anni fa ha pagato i suoi debiti di guerra con la Libia , restituendo pure, con dispiacere dei romani e degli amanti dell'arte, l'obelisco di Axum. Saluti
Andare a fare dei distinguo sulla reazione e capacità di elaborazione diversa di popoli diversi è un esercizio complicato key, di cui - non essendo storico o antropologo - non mi sento all'altezza. Ma mi guarderei con una certa circospezione anche dalle verità "acclarate" dagli storici o dagli antropologi a pieno diritto.
Da non esperto, a grandi linee posso registrare che il popolo tedesco è meno individualista, più facilmente si organizza ed allinea intorno alla propria guida, mentre quello italiano è più individualista, e quindi più spesso si polarizza e spacca in "pro e contro".
Entrambi gli atteggiamenti hanno, a seconda del periodo storico e di chi tiene il timone, pregi e difetti. Gli italiani rischiano di spaccarsi e polarizzarsi in fazioni opposte anche quando guidati da un luminare De Gasperi, i tedeschi invece rischiano di fare gruppo ed allinearsi anche se a guidarli si presenta l'anticristo in persona, basta che abbia carisma. Ma ci sono altri popoli che hanno l'animus dei tedeschi, ad esempio i giapponesi, che hanno la stessa capacità di "allineamento" intorno ad un leader.
Ma queste sono osservazioni che vanno fatte con il dovuto distacco ed umiltà: tentare di Individuare il bene o il male assoluto in queste vaghe predisposizioni culturali per me è esercizio arduo e piuttosto pericoloso, anche se si è antropologi. A pretendere di giudicare altri popoli, senza magari conoscere nemmeno il proprio, si fa presto a trasformarsi in carnefici a propria volta.
Anche l'elaborazione di quanto è accaduto in Italia, in realtà mi pare più frutto della contrapposizione di fazioni opposte. La fazione che discende dalla resistenza ha ben rielaborato l'accaduto, in tutte le salse, cogliendovi anche l'occasione per nascondere e minimizzare le proprie marachelle. L'altra fazione, quella discendente dai nostrani "malfattori", francamente non mi pare abbia rielaborato proprio un tubo: entrambe le fazioni mi paiono in effetti ferme e fossilizzate sulle posizioni di illo tempore. Poi chiariamoci: 6 milioni di morti sono difficili da elaborare.
Quanto al pagamento dell'indennizzo, non ci capisco molto. Credo che una simile richiesta vada instradata su dei precisi canoni di diritto internazionale universalmente accettati, che a quanto pare qui sono stati trascurati, con delle forzature e dei giri di diritto piuttosto irrituali, fatto che l'Aja ha esplicitamente segnalato. Vederci uno "schiaffo" pare altrettanto una forzatura.
Io credo che le colpe dei padri non ricadano sui figli, e credo che un pagamento, a distanza di 60 anni, non chiarisca alcunchè. Ti posso assicurare, per esperienza personale, che ogni tedesco, in cuor suo, se vuole interrogarsi sulla storia, ha già un fardello pesante da gestire, ed un risarcimento non lo appesantirebbe.
Quanto al risarcimento alla Libia, io lo catalogo nell'archivio "piaggeria verso un dittatore che ha in mano il tuo rubinetto del gas", più che in quello dei "buoni esempi di diritto internazionale e fratellanza consapevole fra popoli".