key-one ha scritto:La Germania ,dicevo, ha assunto un atteggiamento di silenzio
questa affermazione, perdonami, è del tutto gratuita e molto lontana dalla realtà.
key-one ha scritto:La Germania ,dicevo, ha assunto un atteggiamento di silenzio
holerGTA ha scritto:Le bestialità gratuite fatte dai tedeschi non sono paragonabili a nessun gesto compiuto da italiani,
holerGTA ha scritto:BelliCapelli3 ha scritto:holerGTA ha scritto:Non saranno certo i risarcimenti (e questo i tedeschi lo sanno) a far dimenticare le atroci crudeltà compiute e perpetrate in tutta Europa, ora la cosa si è un pò allentata, i miei nonni quando parlavano dei tedeschi parlavano di questi come un male assoluto dell'umanità, un vulnus che non si cancellerà mai, altro che spaghetti e mandolini, è gente da tenere molto in osservazione e da non lasciare mai da sola, la superiorità verso gli altri è nel loro dna.
Non dovremmo scordare anche altri dettagli. Sui libri di storia l'Italia risulta alleata di Hitler e perdente la guerra proprio a braccetto di costui. E i carri bestiame carichi di martiri destinati al camino di Auschwitz li facevamo partire dal cortile di casa nostra, con le nostre manine.
Quindi teniamoci in osservazione.
Le bestialità gratuite fatte dai tedeschi non sono paragonabili a nessun gesto compiuto da italiani, ricordati sempre che il cuore di un italiano non è d'acciaio, abbiamo mille difetti, siamo a volte anche codardi ma l'umanità e l'accoglienza ci distingue sempre , anche oggi, ovunque, portiamo sempre il grande cuore dell'Italia. Molti si vergognano del nostro dietro-front durante la 2.guerra mondiale, l'8 settembre è stata la data che ha risvegliato le coscienze della gente, ci siamo fermati prima del baratro in cui ci volevano portare Mussolini e Hitler. Allo stesso modo non dimentichiamo quanti a costo della propria vita hanno salvato migliaia di ebrei destinati ai lager. In Israele c'è una lista di connazionali che assieme a tanti altri italiani ha contrastato il regime, altrettanto non si può dire dei tedeschi (a parte i rari casi come Schindler).
belpietro ha scritto:key-one ha scritto:La Germania ,dicevo, ha assunto un atteggiamento di silenzio
questa affermazione, perdonami, è del tutto gratuita e molto lontana dalla realtà.
a_gricolo ha scritto:holerGTA ha scritto:Le bestialità gratuite fatte dai tedeschi non sono paragonabili a nessun gesto compiuto da italiani,
Ci sono bestie che mangiano wurstel und kartoffeln e bestie che mangiano spaghetti all'amatriciana.....
holerGTA ha scritto:BelliCapelli3 ha scritto:holerGTA ha scritto:Non saranno certo i risarcimenti (e questo i tedeschi lo sanno) a far dimenticare le atroci crudeltà compiute e perpetrate in tutta Europa, ora la cosa si è un pò allentata, i miei nonni quando parlavano dei tedeschi parlavano di questi come un male assoluto dell'umanità, un vulnus che non si cancellerà mai, altro che spaghetti e mandolini, è gente da tenere molto in osservazione e da non lasciare mai da sola, la superiorità verso gli altri è nel loro dna.
Non dovremmo scordare anche altri dettagli. Sui libri di storia l'Italia risulta alleata di Hitler e perdente la guerra proprio a braccetto di costui. E i carri bestiame carichi di martiri destinati al camino di Auschwitz li facevamo partire dal cortile di casa nostra, con le nostre manine.
Quindi teniamoci in osservazione.
Le bestialità gratuite fatte dai tedeschi non sono paragonabili a nessun gesto compiuto da italiani, ricordati sempre che il cuore di un italiano non è d'acciaio, abbiamo mille difetti, siamo a volte anche codardi ma l'umanità e l'accoglienza ci distingue sempre , anche oggi, ovunque, portiamo sempre il grande cuore dell'Italia. Molti si vergognano del nostro dietro-front durante la 2.guerra mondiale, l'8 settembre è stata la data che ha risvegliato le coscienze della gente, ci siamo fermati prima del baratro in cui ci volevano portare Mussolini e Hitler. Allo stesso modo non dimentichiamo quanti a costo della propria vita hanno salvato migliaia di ebrei destinati ai lager. In Israele c'è una lista di connazionali che assieme a tanti altri italiani ha contrastato il regime, altrettanto non si può dire dei tedeschi (a parte i rari casi come Schindler).
key-one ha scritto:belpietro ha scritto:key-one ha scritto:La Germania ,dicevo, ha assunto un atteggiamento di silenzio
questa affermazione, perdonami, è del tutto gratuita e molto lontana dalla realtà.
E' forse esagerata sulla spinta della foga scrittoria, però contiene una parte di verità . La Germania non ha avuto , secondo molti osservatori e commentatori , l'ampiezza di dibattito pubblico , a volte sin eccessiva , che qui da noi ha sempre circondato i fatti e i misfatti della seconda guerra mondiale e del fascismo , i quali se hanno rotto le scatole e rischiato di stufare le giovani generazioni , hanno però sviscerato il problema in tutte le sue sfumature.
In Germania invece ,secondo molti commentatori, forse per una sorta di pudore e vergogna , non si è sviluppato un analogo dibattito e si è assistito piuttosto sin dal dopoguerra , accanto ad un sano desiderio di darsi da fare per ricostruire la nazione i cui risultati oggi si vedono e , come ho già scritto , fanno onore ai tedeschi -vedi per esempio considerato il titolo del nostro forum, la rinascita spettacolare e la tenuta nel tempo della loro industria automobilistica o la straordinaria qualità anche in termini di tutela dei lavoratori della loro economia sociale di mercato- un esagerato desiderio di dimenticare , di far cadere nell'oblio , di rimuovere i fatti e le colpe del periodo bellico e pre-bellico. Per questo il risarcimento alle vittime , avrebbe potuto rappresentare una riparazione e insieme aprire ad una archiviazione definitiva e positiva nella storia di quanto successo nella prima metà del secolo scorso- sin che la memoria dei vivi non è ancora del tutto dispersa dal trascorrere inesorabile del tempo-.Saluti
BelliCapelli3 ha scritto:holerGTA ha scritto:BelliCapelli3 ha scritto:holerGTA ha scritto:Non saranno certo i risarcimenti (e questo i tedeschi lo sanno) a far dimenticare le atroci crudeltà compiute e perpetrate in tutta Europa, ora la cosa si è un pò allentata, i miei nonni quando parlavano dei tedeschi parlavano di questi come un male assoluto dell'umanità, un vulnus che non si cancellerà mai, altro che spaghetti e mandolini, è gente da tenere molto in osservazione e da non lasciare mai da sola, la superiorità verso gli altri è nel loro dna.
Non dovremmo scordare anche altri dettagli. Sui libri di storia l'Italia risulta alleata di Hitler e perdente la guerra proprio a braccetto di costui. E i carri bestiame carichi di martiri destinati al camino di Auschwitz li facevamo partire dal cortile di casa nostra, con le nostre manine.
Quindi teniamoci in osservazione.
Le bestialità gratuite fatte dai tedeschi non sono paragonabili a nessun gesto compiuto da italiani, ricordati sempre che il cuore di un italiano non è d'acciaio, abbiamo mille difetti, siamo a volte anche codardi ma l'umanità e l'accoglienza ci distingue sempre , anche oggi, ovunque, portiamo sempre il grande cuore dell'Italia. Molti si vergognano del nostro dietro-front durante la 2.guerra mondiale, l'8 settembre è stata la data che ha risvegliato le coscienze della gente, ci siamo fermati prima del baratro in cui ci volevano portare Mussolini e Hitler. Allo stesso modo non dimentichiamo quanti a costo della propria vita hanno salvato migliaia di ebrei destinati ai lager. In Israele c'è una lista di connazionali che assieme a tanti altri italiani ha contrastato il regime, altrettanto non si può dire dei tedeschi (a parte i rari casi come Schindler).
Queste sul "gran cuore degli italiani" sono generalizzazioni, che qualitativamente stanno sullo stesso piano rispetto a quelle su "quegli spietati assassini dei krauti", o di quei "cuori gelidi degli inglesi".
Anzi, non solo stanno esse sullo stesso piano, ma ci pongono anche chi ci abbocca e le ripete. Chi crede a queste fesserie, senza alcun senso critico, è già pronto e cotto a puntino per applaudire in piazza il prossimo capoccione che gliele racconta da un balcone, riguardo ad un altro popolo x a caso.
È proprio questa la dimostrazione che, sui grandi numeri, non abbiamo un cazzo di quello che successe, e siamo pronti a replicarlo. Ci manca solo un altro capoccione, o un altro imbianchino, che montino su un balcone a raccontarci quanto sono idioti, chessò... i francesi... e giù applausi.
Tu capisci il tedesco? Conosci la Germania talmente bene per poter fare discorsi del genere? Non mi sembra proprio. Ciò che dici, che i tedeschi si sono dati da fare nel ricostruire il paese per dimenticare, è vero se parliamo dei primi anni del dopoguerra. Dagli anni 60 in poi la Germania ha cominicato a fare i conti con il suo passato come nessun'altra nazione. Perché anche in questo i tedeschi sono molto tedeschi: ci vanno fino in fondo.key-one ha scritto:belpietro ha scritto:key-one ha scritto:La Germania ,dicevo, ha assunto un atteggiamento di silenzio
questa affermazione, perdonami, è del tutto gratuita e molto lontana dalla realtà.
E' forse esagerata sulla spinta della foga scrittoria, però contiene una parte di verità . La Germania non ha avuto , secondo molti osservatori e commentatori , l'ampiezza di dibattito pubblico , a volte sin eccessiva , che qui da noi ha sempre circondato i fatti e i misfatti della seconda guerra mondiale e del fascismo , i quali se hanno rotto le scatole e rischiato di stufare le giovani generazioni , hanno però sviscerato il problema in tutte le sue sfumature.
In Germania invece ,secondo molti commentatori, forse per una sorta di pudore e vergogna , non si è sviluppato un analogo dibattito e si è assistito piuttosto sin dal dopoguerra , accanto ad un sano desiderio di darsi da fare per ricostruire la nazione i cui risultati oggi si vedono e , come ho già scritto , fanno onore ai tedeschi -vedi per esempio considerato il titolo del nostro forum, la rinascita spettacolare e la tenuta nel tempo della loro industria automobilistica o la straordinaria qualità anche in termini di tutela dei lavoratori della loro economia sociale di mercato- un esagerato desiderio di dimenticare , di far cadere nell'oblio , di rimuovere i fatti e le colpe del periodo bellico e pre-bellico. Per questo il risarcimento alle vittime , avrebbe potuto rappresentare una riparazione e insieme aprire ad una archiviazione definitiva e positiva nella storia di quanto successo nella prima metà del secolo scorso- sin che la memoria dei vivi non è ancora del tutto dispersa dal trascorrere inesorabile del tempo-.Saluti
key-one ha scritto:BelliCapelli3 ha scritto:holerGTA ha scritto:Non saranno certo i risarcimenti (e questo i tedeschi lo sanno) a far dimenticare le atroci crudeltà compiute e perpetrate in tutta Europa, ora la cosa si è un pò allentata, i miei nonni quando parlavano dei tedeschi parlavano di questi come un male assoluto dell'umanità, un vulnus che non si cancellerà mai, altro che spaghetti e mandolini, è gente da tenere molto in osservazione e da non lasciare mai da sola, la superiorità verso gli altri è nel loro dna.
Non dovremmo scordare anche altri dettagli. Sui libri di storia l'Italia risulta alleata di Hitler e perdente la guerra proprio a braccetto di costui. E i carri bestiame carichi di martiri destinati al camino di Auschwitz li facevamo partire dal cortile di casa nostra, con le nostre manine.
Quindi teniamoci in osservazione.
Questo è vero , però come ho già scritto nella risposta a Ilopan , l'italia ha largamente -qualcuno dice anche troppo, che ha stufato- elaborato nel lunghissimo dopoguerra le sue errate alleanze , il suo folle ingresso in guerra con le scarpe cartonate e gli autoblindo di tolla , le sue tardive e poco convinte leggi razziali , la sua connivenza e i suoi silenzi. Il dibattito sulla resistenza , tanto articolato da suscitatere , accanto a studi seri e ricerche storiografiche,non solo motti di fastidio , ma pure barzellette, la contrapposizione persistente e a volte drammatica tra fascisti ed antifascisti , le associazioni partigiane , le commemorazioni , le feste di liberazione e le ricorrenze, tutto insomma fuorchè silenzio e rimozione. La Germania , come ho scritto sopra , no, anche per mancanza di oppositori tutti trucidati , a differenza di quelli italiani mandati al confino e molti diventati politici e persino presidenti della Repubblica. La Germania ,dicevo, ha assunto un atteggiamento di silenzio , di volere dimenticare e rimuovere che mostra un problema non completamente superato ,non dico nelle tentazioni dittatoriali al momento lontane dalla storia e dall'economia , ma forse in un senso di superiorità e troppa sicumera.
PS : l'Italia non molti anni fa ha pagato i suoi debiti di guerra con la Libia , restituendo pure, con dispiacere dei romani e degli amanti dell'arte, l'obelisco di Axum. Saluti
pittiplatsch ha scritto:Tu capisci il tedesco? Conosci la Germania talmente bene per poter fare discorsi del genere? Non mi sembra proprio. Ciò che dici, che i tedeschi si sono dati da fare nel ricostruire il paese per dimenticare, è vero se parliamo dei primi anni del dopoguerra. Dagli anni 60 in poi la Germania ha cominicato a fare i conti con il suo passato come nessun'altra nazione. Perché anche in questo i tedeschi sono molto tedeschi: ci vanno fino in fondo.key-one ha scritto:belpietro ha scritto:key-one ha scritto:La Germania ,dicevo, ha assunto un atteggiamento di silenzio
questa affermazione, perdonami, è del tutto gratuita e molto lontana dalla realtà.
E' forse esagerata sulla spinta della foga scrittoria, però contiene una parte di verità . La Germania non ha avuto , secondo molti osservatori e commentatori , l'ampiezza di dibattito pubblico , a volte sin eccessiva , che qui da noi ha sempre circondato i fatti e i misfatti della seconda guerra mondiale e del fascismo , i quali se hanno rotto le scatole e rischiato di stufare le giovani generazioni , hanno però sviscerato il problema in tutte le sue sfumature.
In Germania invece ,secondo molti commentatori, forse per una sorta di pudore e vergogna , non si è sviluppato un analogo dibattito e si è assistito piuttosto sin dal dopoguerra , accanto ad un sano desiderio di darsi da fare per ricostruire la nazione i cui risultati oggi si vedono e , come ho già scritto , fanno onore ai tedeschi -vedi per esempio considerato il titolo del nostro forum, la rinascita spettacolare e la tenuta nel tempo della loro industria automobilistica o la straordinaria qualità anche in termini di tutela dei lavoratori della loro economia sociale di mercato- un esagerato desiderio di dimenticare , di far cadere nell'oblio , di rimuovere i fatti e le colpe del periodo bellico e pre-bellico. Per questo il risarcimento alle vittime , avrebbe potuto rappresentare una riparazione e insieme aprire ad una archiviazione definitiva e positiva nella storia di quanto successo nella prima metà del secolo scorso- sin che la memoria dei vivi non è ancora del tutto dispersa dal trascorrere inesorabile del tempo-.Saluti
Essendo tedesco ti posso garantire che ancora per la mia generazione (sono del 77) la storia rimane un peso che ci impedisce di sentirci "liberi" quando parliamo della nostra nazionalità. Siamo cresciuti con la consapevolezza che i nostri nonni hanno combinato le atrocità più gravi della storia umana.
Siamo stati confrontati fin da piccoli con il passato, abbiamo fatto gite scolastiche nei lager e sono venuti sopravissuti nelle scuole a parlarne con noi. Ancora oggi per tanti tedeschi è difficile accettarsi "tedeschi". Quando vengo chiesto da dove vengo, preferisco rispondere " da Berlino" invece che "dalla Germania".
Non lo scrivo per lamentarmi, ma perché è la realtà come l'ho conosciuta io. Ma so che attualmente in Italia è tanto di moda accusare i tedeschi di tutto e di più.
pittiplatsch ha scritto:Tu capisci il tedesco? Conosci la Germania talmente bene per poter fare discorsi del genere? Non mi sembra proprio. Ciò che dici, che i tedeschi si sono dati da fare nel ricostruire il paese per dimenticare, è vero se parliamo dei primi anni del dopoguerra. Dagli anni 60 in poi la Germania ha cominicato a fare i conti con il suo passato come nessun'altra nazione. Perché anche in questo i tedeschi sono molto tedeschi: ci vanno fino in fondo.key-one ha scritto:belpietro ha scritto:key-one ha scritto:La Germania ,dicevo, ha assunto un atteggiamento di silenzio
questa affermazione, perdonami, è del tutto gratuita e molto lontana dalla realtà.
E' forse esagerata sulla spinta della foga scrittoria, però contiene una parte di verità . La Germania non ha avuto , secondo molti osservatori e commentatori , l'ampiezza di dibattito pubblico , a volte sin eccessiva , che qui da noi ha sempre circondato i fatti e i misfatti della seconda guerra mondiale e del fascismo , i quali se hanno rotto le scatole e rischiato di stufare le giovani generazioni , hanno però sviscerato il problema in tutte le sue sfumature.
In Germania invece ,secondo molti commentatori, forse per una sorta di pudore e vergogna , non si è sviluppato un analogo dibattito e si è assistito piuttosto sin dal dopoguerra , accanto ad un sano desiderio di darsi da fare per ricostruire la nazione i cui risultati oggi si vedono e , come ho già scritto , fanno onore ai tedeschi -vedi per esempio considerato il titolo del nostro forum, la rinascita spettacolare e la tenuta nel tempo della loro industria automobilistica o la straordinaria qualità anche in termini di tutela dei lavoratori della loro economia sociale di mercato- un esagerato desiderio di dimenticare , di far cadere nell'oblio , di rimuovere i fatti e le colpe del periodo bellico e pre-bellico. Per questo il risarcimento alle vittime , avrebbe potuto rappresentare una riparazione e insieme aprire ad una archiviazione definitiva e positiva nella storia di quanto successo nella prima metà del secolo scorso- sin che la memoria dei vivi non è ancora del tutto dispersa dal trascorrere inesorabile del tempo-.Saluti
Essendo tedesco ti posso garantire che ancora per la mia generazione (sono del 77) la storia rimane un peso che ci impedisce di sentirci "liberi" quando parliamo della nostra nazionalità. Siamo cresciuti con la consapevolezza che i nostri nonni hanno combinato le atrocità più gravi della storia umana.
Siamo stati confrontati fin da piccoli con il passato, abbiamo fatto gite scolastiche nei lager e sono venuti sopravissuti nelle scuole a parlarne con noi. Ancora oggi per tanti tedeschi è difficile accettarsi "tedeschi". Quando vengo chiesto da dove vengo, preferisco rispondere " da Berlino" invece che "dalla Germania".
Non lo scrivo per lamentarmi, ma perché è la realtà come l'ho conosciuta io. Ma so che attualmente in Italia è tanto di moda accusare i tedeschi di tutto e di più.
Un campo di concentramento era situato anche in Friuli a Gonarsarizona77 ha scritto:in Italia si parla per sentito dire il piu' delle volte:
" il mito di Italiani brava gente "
tiene....( per ignoranza soprattutto )
anche dopo la scoperta dei gas in Africa,
delle impiccagioni senza troppi scrupoli in Libia da parte di Graziani,
del campo di concentramento in Slovenia.....
Corazon Habanero ha scritto:Un campo di concentramento era situato anche in Friuli a Gonarsarizona77 ha scritto:in Italia si parla per sentito dire il piu' delle volte:
" il mito di Italiani brava gente "
tiene....( per ignoranza soprattutto )
anche dopo la scoperta dei gas in Africa,
delle impiccagioni senza troppi scrupoli in Libia da parte di Graziani,
del campo di concentramento in Slovenia.....
agricolo - 1 giorno fa
Carloantonio70 - 7 ore fa
quicktake - 3 anni fa
Suby01 - 11 mesi fa