A che serve parlare di "prove dell'esistenza di una divinità"?
Dio non esiste, penso io. Dio esiste, penso un altro. Nessuno deve provare l'esistenza di Dio, men che meno qualcuno che non crede (a ciò che non si vede) deve provare la NON esistenza di qualcosa che non sia (per lui) tangibile. Sarebbe un errore concettuale.
Certo bisogna ammettere che anche chi, pur non vedendo Dio, in qualche modo lo riesca a percepire, possa crederci ma possa anche vivere (condizionato dai dettami della propria religione, spesso imposta dall'infanzia) sentendo chissà cosa, chissà chi.
Le religioni sono degli uomini (e delle donne), per gli uomini (e per le donne).
La situazione attuale, che ci vede puntino insignificante nell'infinito spazio (semmai è il concetto di infinito che risulta tutt'ora inspiegabile e spaventoso), dovrebbe farci pensare in modo chiaro a quel che rappresentiamo nell'universo. Per quanto piccini, si fa ognuno la propria parte, nel bene e nel male. Con, o senza amen.