<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Museo Alfa Romeo: finalmente il TAR ha respinto il vergognoso ricorso contro il vincolo. | Page 231 | Il Forum di Quattroruote

Museo Alfa Romeo: finalmente il TAR ha respinto il vergognoso ricorso contro il vincolo.

http://www.asca.it/news-Expo_2015__Maroni__istituire_fondazione_per_Museo_Alfa_Romeo_di_Arese-1348783-ECO.html

Attenzione attenzione gli sviluppi paiono essere clamorosi, fiat sarebbe pronta a vendere tutta la collezione ed il museo ad una fondazione!!!
 
fpaol68 ha scritto:
http://www.asca.it/news-Expo_2015__Maroni__istituire_fondazione_per_Museo_Alfa_Romeo_di_Arese-1348783-ECO.html

Attenzione attenzione gli sviluppi paiono essere clamorosi, fiat sarebbe pronta a vendere tutta la collezione ed il museo ad una fondazione!!!

La formulazione di quello che posti è inintellegibile, a seconda di come la si rivolti, insensata: invece che chiarire dubbi vecchi, ne pone di nuovi. Ragionando, tento di capire anche io.

Un bene riconosciuto culturale, e come tale tutelato e vincolato, può tranquillamente essere venduto. Occorre sì l'intervento del ministero, ma questo non deve far altro che verificare che il bene vada in buone mani, ed autorizzare la compravendita, ed il vincolo graverà anche sul nuovo acquirente del bene. Da precisare che usualmente un museo ed il suo contenuto, non è un bene, ma un'universalità di beni. Ovvero una collezione di beni distinti, ma tutti riconducibili ad unità. Quindi, in vista di acquirenti plurimi, come la cordata ipotizzata, penso siano escluse ipotesi di "spezzatino", tipo 2 auto tizio, 3 auto a caio, lo stabile a Sempronio.

Togliere il vincolo, come si è già chiesto, mi pare impensabile: implicherebbe un ripensamento del ministero, che implicitamente dovrebbe ammettere un errore di valutazione, e rifiutare il valore culturale appena dichiarato. Insensato in testa a Fiat, a maggior ragione in testa ad un nuovo acquirente, solamente in quanto questo lo ponga come condizione pregiudiziale. Tra l'altro, potesse cadere il vincolo, allora cadrebbe anche l'obbligo di chiedere l'autorizzazione per la vendita, cosa che ora si sta invece facendo. O sussistono entrambi, oppure decadono entrambi.

Gli imprenditori parlano di "elasticità" del vincolo. Mi consta che tutt'ora le auto della collezione siano regolarmente autorizzate a viaggiare per l'italia in occasione di gare e manifestazioni... e ciò, nonostante il museo sia tenuto arbitrariamente chiuso, ed il proprietario richiedente si sottragga all'obbligo della pubblica fruibilità, risultando quindi in qualche modo inadempiente. Quindi non vedo dove debba andare a parare la paventata " maggiore elasticità". Cosa ci devono fare con ste macchine?

Insomma, non riesco a vedere un senso logico.

A meno che la trattativa con Bray recentemente strombazzata per la rimozione del vincolo, non sia andata nell'unico modo in cui poteva andare ( cioè che un vincolo non si toglie ),ed il governatore non stia inventando un terzo soggetto inesistente per millantare un'ipotesi di salvataggio ancora più rosea di quella in mano a Fiat, e così gonfiare ulteriormente le presunte colpe del ministero che, inflessibile, ha detto no già qualche tempo. Una cosa del tipo "Potevo salvare il museo, avevo persino trovato una cordata di imprenditori, ma capitolo dinnanzi alla burocrazia miope, che se ne deve assumere la responsabilità".

E' un fatto che dalla trattativa recentemente strombazzata non si abbiano esiti.
 
BelliCapelli3 ha scritto:
fpaol68 ha scritto:
http://www.asca.it/news-Expo_2015__Maroni__istituire_fondazione_per_Museo_Alfa_Romeo_di_Arese-1348783-ECO.html

Attenzione attenzione gli sviluppi paiono essere clamorosi, fiat sarebbe pronta a vendere tutta la collezione ed il museo ad una fondazione!!!

La formulazione di quello che posti è inintellegibile, a seconda di come la si rivolti, insensata: invece che chiarire dubbi vecchi, ne pone di nuovi. Ragionando, tento di capire anche io.

Un bene riconosciuto culturale, e come tale tutelato e vincolato, può tranquillamente essere venduto. Occorre sì l'intervento del ministero, ma questo non deve far altro che verificare che il bene vada in buone mani, ed autorizzare la compravendita, ed il vincolo graverà anche sul nuovo acquirente del bene. Da precisare che usualmente un museo ed il suo contenuto, non è un bene, ma un'universalità di beni. Ovvero una collezione di beni distinti, ma tutti riconducibili ad unità. Quindi, in vista di acquirenti plurimi, come la cordata ipotizzata, penso siano escluse ipotesi di "spezzatino", tipo 2 auto tizio, 3 auto a caio, lo stabile a Sempronio.

Togliere il vincolo, come si è già chiesto, mi pare impensabile: implicherebbe un ripensamento del ministero, che implicitamente dovrebbe ammettere un errore di valutazione, e rifiutare il valore culturale appena dichiarato. Insensato in testa a Fiat, a maggior ragione in testa ad un nuovo acquirente, solamente in quanto questo lo ponga come condizione pregiudiziale. Tra l'altro, potesse cadere il vincolo, allora cadrebbe anche l'obbligo di chiedere l'autorizzazione per la vendita, cosa che ora si sta invece facendo. O sussistono entrambi, oppure decadono entrambi.

Gli imprenditori parlano di "elasticità" del vincolo. Mi consta che tutt'ora le auto della collezione siano regolarmente autorizzate a viaggiare per l'italia in occasione di gare e manifestazioni... e ciò, nonostante il museo sia tenuto arbitrariamente chiuso, ed il proprietario richiedente si sottragga all'obbligo della pubblica fruibilità, risultando quindi in qualche modo inadempiente. Quindi non vedo dove debba andare a parare la paventata " maggiore elasticità". Cosa ci devono fare con ste macchine?

Insomma, non riesco a vedere un senso logico.

A meno che la trattativa con Bray recentemente strombazzata per la rimozione del vincolo, non sia andata nell'unico modo in cui poteva andare ( cioè che un vincolo non si toglie ),ed il governatore non stia inventando un terzo soggetto inesistente per millantare un'ipotesi di salvataggio ancora più rosea di quella in mano a Fiat, e così gonfiare ulteriormente le presunte colpe del ministero che, inflessibile, ha detto no già qualche tempo. Una cosa del tipo "Potevo salvare il museo, avevo persino trovato una cordata di imprenditori, ma capitolo dinnanzi alla burocrazia miope, che se ne deve assumere la responsabilità".

E' un fatto che dalla trattativa recentemente strombazzata non si abbiano esiti.
Inecceoibile!
Parlare di elasticità del vincolo è un controsenso.
L'ipotesi della vendita del Museo da parte degli attuali proprietari dimostra la correttezza di quello che qui dentro alcuni hanno sempre sostenuto.
L'intenzione della proprietà è sempre stata quella di far cassa smembrando il contenuto e cedendo chissà a chi i pezzi pregiati della collezione.
Per fortuna che alcuni hanno pensato di salvare il salvabile con l'apposizione del vincolo, altrimenti oggi saremmo qui a parlare delle macerie.
 
http://www.quattroruote.it/notizie/eventi/museo-alfa-romeo-il-nuovo-progetto-della-fiat-e-la-promessa-di-maroni?comeFrom=forum_QRT

Attendo di leggere il numero di gennaio della rivista che ci ospita.
 
Kren2 ha scritto:
http://www.quattroruote.it/notizie/eventi/museo-alfa-romeo-il-nuovo-progetto-della-fiat-e-la-promessa-di-maroni?comeFrom=forum_QRT

Attendo di leggere il numero di gennaio della rivista che ci ospita.
Stampa libera italiana sempre a PiGrecoMezzi.....
 
Da come l'articolo viene anticipato, credo non si possano non rilevare alcuni dettagli interessanti.

Ad esempio come, fra le parti in causa, pare ne venga intervistata solo una, quella politica, che quasi per definizione ha interesse alla visibilità, accumulando già da tempo interviste su dichiarazioni, parlando molto ma senza dare alcuna informazione.

L'altra parte - la più in causa di tutte -ovvero FIAT, che durante tutta la vicenda ha curato di agire al di fuori dei radar, quasi in segreto, e senza mai rilasciare alcuna dichiarazione alla stampa, anche in questo caso pare lasciata in pace. Non concede intervista? non dichiara nulla?

Mi auspico che ciò non sia una precisa strategia di comunicazione di Fiat, ovvero parlare sì, ma solo sotto copertura, attraverso una "ricostruzione" di stampa, che finirebbe per trasformarsi in un mezzo rumor - mezzo sondaggio d'opinione, per poi rilevarne le reazioni sul forum e sul blog. ( Ormai strategia consolidata dalla vicenda della ventilata Ypsilon HF, dove la rivista si comporta dichiaratamente come un fornitore di sondaggi ).

Sono proprio curioso di leggere questo articolo. ;)

P.s. il ministero é stato sentito?
 
..."flessibilità"....

se penso che il messaggio del Maroni verte tutto su questa parola, mi chiedo: cosa significa?
Cosa si cela dietro alla stessa?

Flessibilità nel merito e nella sostanza del vincolo? Flessibilità nella gestione e/o cessione dei singoli modelli? Permesso di venderne una parte?

Molto molto molto inquietante...
 
Mah...

Un museo, con showroom, pista prova, e mercatino, per vendere cosa? Mito e Giulietta...?

Una cosa contraria alla logica "normale", figurarsi alla logica fiadt...

Va tutta la mia solidarietà alla Redazione.
Deve essere veramente duro di questi tempi per La rivista italiana di auto, trovare da parlare di auto italiane. Purtroppo, vista la penuria di ingredienti, per fare il brodo restano solo tanta acqua calda e tante balle.

sz
 
alfalele ha scritto:
Vendere dei pezzi per finanziare il museo? ridicoli..

Li comprerebbe "una fondazione per la valorizzazione dei musei legati alla storia industriale della regione", quindi potrebbero uscire dalla porta e rientrare dalla finestra.
Comunque sul numero di gennaio c'è il servizio completo di QR.

Staremo a vedere cosa succederà. Di positivo c'è che si vuole sfruttare l'occasione dell'Expo per la riapertura al pubblico.
 
pilota54 ha scritto:
alfalele ha scritto:
Vendere dei pezzi per finanziare il museo? ridicoli..

Li comprerebbe "una fondazione per la valorizzazione dei musei legati alla storia industriale della regione", quindi potrebbero uscire dalla porta e rientrare dalla finestra.
Comunque sul numero di gennaio c'è il servizio completo di QR.

Staremo a vedere cosa succederà. Di positivo c'è che si vuole sfruttare l'occasione dell'Expo per la riapertura al pubblico.

Cioè?

Parliamo di tutto il lotto, (e quindi fiat che cede l'intero asset) o dei soli famosi "doppioni"?

Perché altrimenti, sempre di "intaccamento" della collezione si tratta (forse è qui il riferimento alla flessibilità invocata dall'ex Ministro)

Che poi i doppioni vadano a finire in un garage privato od in un sedicente museo ad hoc, poca differenza fa: la collezione verrebbe intaccata e privata di alcuni dei suoi pezzi.

Senza considerare che è tutto da capire di quali pezzi si stia parlando. Di un Alfetta 159, di una Villa D'este, di una Giulia GT o di un modello minore? E chi lo decide? Fiat? I privati benefattori pronti a finanziare un museo dell'industria lombarda?

NO!
Se è così, sarebbe una pezza peggiore del buco.

La collezione è una, il museo uno ed Arese la sua casa.

Se i privati vogliono (e personalmente ne sarei contento) finanziare la cosa, si propongano come sponsor in favore dei torinesi, invece di creare sedicenti nuovi musei, nel quale i modelli Alfa finirebbero lì, decontestualizzati dal loro alveo naturale.

Senza considerare che - e spero di non essere l'unico a pensarlo - pare veramente ASSURDO che un gruppo automobilistico internazionale debba andare ad elemosinare qualche milione di euro, per tenere aperto un asset che, in qualsiasi altra industria dell'auto al mondo, sarebbe considerato strategico in funzione dell'immagine di marca (specie di una marca come Alfa Romeo!)
 
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