fpaol68
0
vecchioAlfista ha scritto:pilota54 ha scritto:alfalele ha scritto:Vendere dei pezzi per finanziare il museo? ridicoli..
Li comprerebbe "una fondazione per la valorizzazione dei musei legati alla storia industriale della regione", quindi potrebbero uscire dalla porta e rientrare dalla finestra.
Comunque sul numero di gennaio c'è il servizio completo di QR.
Staremo a vedere cosa succederà. Di positivo c'è che si vuole sfruttare l'occasione dell'Expo per la riapertura al pubblico.
Cioè?
Parliamo di tutto il lotto, (e quindi fiat che cede l'intero asset) o dei soli famosi "doppioni"?
Perché altrimenti, sempre di "intaccamento" della collezione si tratta (forse è qui il riferimento alla flessibilità invocata dall'ex Ministro)
Che poi i doppioni vadano a finire in un garage privato od in un sedicente museo ad hoc, poca differenza fa: la collezione verrebbe intaccata e privata di alcuni dei suoi pezzi.
Senza considerare che è tutto da capire di quali pezzi si stia parlando. Di un Alfetta 159, di una Villa D'este, di una Giulia GT o di un modello minore? E chi lo decide? Fiat? I privati benefattori pronti a finanziare un museo dell'industria lombarda?
NO!
Se è così, sarebbe una pezza peggiore del buco.
La collezione è una, il museo uno ed Arese la sua casa.
Se i privati vogliono (e personalmente ne sarei contento) finanziare la cosa, si propongano come sponsor in favore dei torinesi, invece di creare sedicenti nuovi musei, nel quale i modelli Alfa finirebbero lì, decontestualizzati dal loro alveo naturale.
Senza considerare che - e spero di non essere l'unico a pensarlo - pare veramente ASSURDO che un gruppo automobilistico internazionale debba andare ad elemosinare qualche milione di euro, per tenere aperto un asset che, in qualsiasi altra industria dell'auto al mondo, sarebbe considerato strategico in funzione dell'immagine di marca (specie di una marca come Alfa Romeo!)
Quoto tutto compreso le virgole e la punteggiatura anche quella che non hai messo!!!
L'ultima considerazione è' semplicemente da incorniciare da pubblicare in ogni dove e stampare nella pietra a futura memoria.
Non sei l'unico a pensarlo siamo in migliaia!