<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Museo Alfa Romeo: finalmente il TAR ha respinto il vergognoso ricorso contro il vincolo. | Page 223 | Il Forum di Quattroruote

Museo Alfa Romeo: finalmente il TAR ha respinto il vergognoso ricorso contro il vincolo.

In effetti questa cosa del doppione sa tanto di bufala orchestrata ad arte.

Cos'è un doppione?
Lo stesso modello replicato due volte?
O la stessa vettura, ma magari declinata in due versioni successive?

E nel caso delle auto da competizione, l'Alfetta 158 di Farina SI e quella di Fangio No (doppione?).

Siamo seri: questa cosa non sta in piedi neppure con il piedistallo.

Ed oltre ad essere di dubbia credibilità sul piano oggettivo, è soprattutto inaccettabile sul piano etico e culturale. Un pò come se gli Uffizi vendessero un Botticelli per rinfrescare le pareti.
Non fa nemmeno ridere.
 
key-one ha scritto:
Sono d'accordo , su un forum di auto , è giusto parlare di questioni inerenti l'argomento , fra le quali la mancata apertura del museo Alfa ci sta benissimo , anche perchè , visto il numero degli interventi e delle letture di questo topic , affascina molti .
La mia nota non certo inedita sui poteri forti non voleva essere un moralistico invito a pensare a cose più importanti , in qual caso il mio intervento da appassionato di auto sarebbe per primo censurabile, bensì un richiamo realistico e forse un po' cinico a non stupirsi più di tanto di come va il mondo.
Il mancato - e speriamo solo ritardato- museo di Arese è uno smacco non solo per gli alfisti e gli amanti delle belle auto , bensì per tutto il nostro sistema industriale e la nostra creatività artigianale .

Come non quotarti. ;)

Certo non ci stupiamo, ma possiamo ancora indignarci
 
pilota54 ha scritto:
Peraltro io stesso non sono molto distante dalla posizione, come dire, agnostica ed equidistante di Quattroruote. Se si deve vendere qualche doppione per investire sul museo stesso dobbiamo rassegnarci, è inutile stracciarsi le vesti. L'importante è che il museo sia salvo, ristrutturato, adeguato ai tempi e riaperto al più presto.

vecchioPilota sai quanto ti stimo, ma in questa non si può fare il "democristiano" :)

fiat ha ereditato una realtà come Arese, l'ha portata alla morte, ed ora, come scusa per non chiudere e disperdere il museo, (che per vincolo non può fare), vorrebbe pure venderne qualche pezzo per capitalizzare? Della serie: offrire ciò che non si ha per avere ciò che non spetta?

Nessun compromesso.
 
Gt_junior ha scritto:
Ma cos'è un doppione?

Nel mondo dell'automobile non esiste.

Infatti per le auto esiste in concetto di REPLICA, ma non di doppione.
Ogni auto ha un suo numero di telaio univoco.

Poi nel mondo delle auto non di serie, quali quelle in questione, ad ogni telaio esiste una storia e molte volte anche delle differenze tecniche.

Esattamente, il doppione non esiste, a maggior ragione nei modelli da corsa, quelli di cui stiamo parlando, che sono tutti esemplari unici perchè tra uno ed un altro, oltre al numero di telaio ci sono step evolutivi differenti, per non parlare della storia del singolo esemplare guidato in corsa da Nuvolari piuttosto che da Varzi o Ascari.
Prendiamo poi il caso della 33, che potrebbe essere uno dei "doppioni": la 33 campione del mondo nel 75 è differente rispetto a quella del 77 oltre che per il colore della livrea anche per le soluzioni tecniche. La 33 veniva proposta con 2 differenti soluzioni di telaio: tubolare o scatolato, da qui la denominazione in 33 SC 12 o TT 12, addirittura nel 1977 corsero anche col motore turbo. Su questo Giampi potrà ragguagliarci con i suoi stupendi racconti. C'è qualcuno in buona fede e dotato di intelligenza propria che possa sostenere che una 33 SC12 è doppione di una 33 TT12? O che 2 esemplari di P3 degli anni 30, auto su cui ha corso tra gli altri Nuvolari, e che vinse al Nurburgring sbaragliando le potentissime Mercedes e AutoUnion possano essere identici?

Infine vi invito a leggere questa citazione:
"Di queste una suggestiva collezione di 110 vetture - pezzi unici, da corsa, di produzione, prototipi e concept - che va dalla prima vettura A.L.F.A., la ?24 HP?, alle leggendarie vincitrici delle ?Mille Miglia? come la ?6C 1750 Gran Sport? di Tazio Nuvolari, dalle mitiche ?8C? carrozzate da Touring alla ?Alfetta 159? da Gran Premio, campione del Mondo di Formula 1 con Juan Manuel Fangio, dalla ?Giulietta?, vettura iconica degli anni ?50 alla ?33 TT 12? Sport Prototipi dei successivi anni ?70."

Vediamo se qualcuno indovina chi l'ha scritta ;)
 
fpaol68 ha scritto:
...Infine vi invito a leggere questa citazione:
"Di queste una suggestiva collezione di 110 vetture - pezzi unici, da corsa, di produzione, prototipi e concept - che va dalla prima vettura A.L.F.A., la ?24 HP?, alle leggendarie vincitrici delle ?Mille Miglia? come la ?6C 1750 Gran Sport? di Tazio Nuvolari, dalle mitiche ?8C? carrozzate da Touring alla ?Alfetta 159? da Gran Premio, campione del Mondo di Formula 1 con Juan Manuel Fangio, dalla ?Giulietta?, vettura iconica degli anni ?50 alla ?33 TT 12? Sport Prototipi dei successivi anni ?70."

Vediamo se qualcuno indovina chi l'ha scritta ;)

:twisted:
 
Cito da un vecchio articolo del Corriere
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_gennaio_25/museo-alfa-arese-vincolo-181324283552.shtml

"Dal canto suo l'azienda torinese in questi mesi si è opposta con determinazione al vincolo. Se la decisione della Soprintendenza andasse verso la tutela delle auto e dell'edificio che le contiene, c'è la concreta possibilità di un ricorso che potrebbe essere doppio: al Tar e al ministero dei Beni culturali. Tra le novità da segnalare anche l'insediamento, giovedì scorso, del tavolo tecnico per la definizione di un nuovo accordo di programma sull'area. Dopo la bocciatura del Comune di Rho, il progetto precedente (che prevedeva la trasformazione di parte dell'area da industriale a commerciale e residenziale) è stato cancellato con un colpo di spugna. Si ricomincia da capo. «Tutto ciò non fa che agevolare il progetto Volkswagen - fa notare il sindaco di Arese -. Se la casa tedesca fosse pronta a rilevare l'area la destinazione d'uso sarebbe già quella giusta».

Ecco, mi rivolgo a chi di Voi sostiene la difendibilita dell'operato Fiat.

Vedete.
Cosa e' scritto?

È scritto che con il vincolo l'area del museo non è stata più cambiata di destinazione d'uso.

Ora vi dico, immagino con un po' di fantasia, quali potranno essere gli altri step per arrivare a vendere le auto (almeno l'80%) e tutta l'area che diventerà a servizio del centro commerciale.

1 STEP
Fare una ristrutturazione lieve lieve per permettere la riapertura del museo in occasione dell'EXPO.
Tutti saranno contenti e Fiat si sarà riappropriata del consenso collettivo degli appassionati e quindi anche le istituzioni si sentiranno libere di poter "riprendere il dialogo" con Fiat. Insomma tutti contenti.

2 STEP
Fiat ora avrà maggior consenso ed appoggio e già, tramite i suoi alleati stampa, inizierà ad iniettare il germe per un'eventuale trasferimento delle vetture presso altro sito. Magari qualche rivista o sito inizierà a fare dei sondaggi per rendere partecipe gli avversari (gli Alfisti intransigenti e clubs) su una scelta condivisa.
Si annuncia, ma senza controverifiche, che il primo classificato e' il museo Ferrari di Modena e secondo Il Museo dell'Automobile di Torino (lingotto)

3 STEP
Fiat, sempre tramite i suoi fedelissimi organi stampa, comunicherà che il luogo migliore, e' il museo di Torino, ma che qui non c'è posto per tutte le 247 vetture (250-3 doppioni venduti nel 2014) e che ve ne staranno circa una quarantina, a garantisce che saranno le più rappresentative, mentre nel museo Ferarri (tanto per dare parvenza di democraticità) troveranno posto circa 10 vetture più imparentate con il Cavallino.

4 STEP
Ora il vetusto Museo e' vuoto e può finalmente vendere l'area a chi ha aspettato tanto.
Via alle ruspe. Sdegno di soliti intransigenti retrogradi. Ma domani e' Lunedì e lo sdegno passa.

Ps : e il resto delle vetture? Vendute ovviamente.

Oggi 2013, intanto assistiamo pure tranquillamente ai preliminari.
Altro non possiamo fare.
 
Gt_junior ha scritto:
Cito da un vecchio articolo del Corriere
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_gennaio_25/museo-alfa-arese-vincolo-181324283552.shtml

"Dal canto suo l'azienda torinese in questi mesi si è opposta con determinazione al vincolo. Se la decisione della Soprintendenza andasse verso la tutela delle auto e dell'edificio che le contiene, c'è la concreta possibilità di un ricorso che potrebbe essere doppio: al Tar e al ministero dei Beni culturali. Tra le novità da segnalare anche l'insediamento, giovedì scorso, del tavolo tecnico per la definizione di un nuovo accordo di programma sull'area. Dopo la bocciatura del Comune di Rho, il progetto precedente (che prevedeva la trasformazione di parte dell'area da industriale a commerciale e residenziale) è stato cancellato con un colpo di spugna. Si ricomincia da capo. «Tutto ciò non fa che agevolare il progetto Volkswagen - fa notare il sindaco di Arese -. Se la casa tedesca fosse pronta a rilevare l'area la destinazione d'uso sarebbe già quella giusta».

Ecco, mi rivolgo a chi di Voi sostiene la difendibilita dell'operato Fiat.

Vedete.
Cosa e' scritto?

È scritto che con il vincolo l'area del museo non è stata più cambiata di destinazione d'uso.

Ora vi dico io quali saranno gli altri step per arrivare a vendere le auto (almeno l'80%) e tutta l'area che diventerà a servizio del centro commerciale.

1 STEP
Fare una ristrutturazione lieve lieve per permettere la riapertura del museo in occasione dell'EXPO.
Tutti saranno contenti e Fiat si sarà riappropriata del consenso collettivo degli appassionati e quindi anche le istituzioni si sentiranno libere di poter "riprendere il dialogo" con Fiat. Insomma tutti contenti.

2 STEP
Fiat ora avrà maggior consenso ed appoggio e già, tramite i suoi alleati stampa, inizierà ad iniettare il germe per un'eventuale trasferimento delle vetture presso altro sito. Magari qualche rivista o sito inizierà a fare dei sondaggi per rendere partecipe gli avversari (gli Alfisti intransigenti e clubs) su una scelta condivisa.
Si annuncia, ma senza controverifiche, che il primo classificato e' il museo Ferrari di Modena e secondo Il Museo dell'Automobile di Torino (lingotto)

3 STEP
Fiat, sempre tramite i suoi fedelissimi organi stampa, comunicherà che il luogo migliore, e' il museo di Torino, ma che qui non c'è posto per tutte le 247 vetture (250-3 doppioni venduti nel 2014) e che ve ne staranno circa una quarantina, a garantisce che saranno le più rappresentative, mentre nel museo Ferarri (tanto per dare parvenza di democraticità) troveranno posto circa 10 vetture più imparentate con il Cavallino.

4 STEP
Ora il vetusto Museo e' vuoto e può finalmente vendere l'area a chi ha aspettato tanto.
Via alle ruspe. Sdegno di soliti intransigenti retrogradi. Ma domani e' Lunedì e lo sdegno passa.

Ps : e il resto delle vetture? Vendute ovviamente.

Oggi 2013, intanto assistiamo pure tranquillamente ai preliminari.
Altro non possiamo fare.

Confesso che avevo in mente una roadmap molto simile, ma mi sembrava eccessivo scriverlo. siamo proprio malpensanti.
 
BelliCapelli3 ha scritto:
Gt_junior ha scritto:
Cito da un vecchio articolo del Corriere
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_gennaio_25/museo-alfa-arese-vincolo-181324283552.shtml

"Dal canto suo l'azienda torinese in questi mesi si è opposta con determinazione al vincolo. Se la decisione della Soprintendenza andasse verso la tutela delle auto e dell'edificio che le contiene, c'è la concreta possibilità di un ricorso che potrebbe essere doppio: al Tar e al ministero dei Beni culturali. Tra le novità da segnalare anche l'insediamento, giovedì scorso, del tavolo tecnico per la definizione di un nuovo accordo di programma sull'area. Dopo la bocciatura del Comune di Rho, il progetto precedente (che prevedeva la trasformazione di parte dell'area da industriale a commerciale e residenziale) è stato cancellato con un colpo di spugna. Si ricomincia da capo. «Tutto ciò non fa che agevolare il progetto Volkswagen - fa notare il sindaco di Arese -. Se la casa tedesca fosse pronta a rilevare l'area la destinazione d'uso sarebbe già quella giusta».

Ecco, mi rivolgo a chi di Voi sostiene la difendibilita dell'operato Fiat.

Vedete.
Cosa e' scritto?

È scritto che con il vincolo l'area del museo non è stata più cambiata di destinazione d'uso.

Ora vi dico io quali saranno gli altri step per arrivare a vendere le auto (almeno l'80%) e tutta l'area che diventerà a servizio del centro commerciale.

1 STEP
Fare una ristrutturazione lieve lieve per permettere la riapertura del museo in occasione dell'EXPO.
Tutti saranno contenti e Fiat si sarà riappropriata del consenso collettivo degli appassionati e quindi anche le istituzioni si sentiranno libere di poter "riprendere il dialogo" con Fiat. Insomma tutti contenti.

2 STEP
Fiat ora avrà maggior consenso ed appoggio e già, tramite i suoi alleati stampa, inizierà ad iniettare il germe per un'eventuale trasferimento delle vetture presso altro sito. Magari qualche rivista o sito inizierà a fare dei sondaggi per rendere partecipe gli avversari (gli Alfisti intransigenti e clubs) su una scelta condivisa.
Si annuncia, ma senza controverifiche, che il primo classificato e' il museo Ferrari di Modena e secondo Il Museo dell'Automobile di Torino (lingotto)

3 STEP
Fiat, sempre tramite i suoi fedelissimi organi stampa, comunicherà che il luogo migliore, e' il museo di Torino, ma che qui non c'è posto per tutte le 247 vetture (250-3 doppioni venduti nel 2014) e che ve ne staranno circa una quarantina, a garantisce che saranno le più rappresentative, mentre nel museo Ferarri (tanto per dare parvenza di democraticità) troveranno posto circa 10 vetture più imparentate con il Cavallino.

4 STEP
Ora il vetusto Museo e' vuoto e può finalmente vendere l'area a chi ha aspettato tanto.
Via alle ruspe. Sdegno di soliti intransigenti retrogradi. Ma domani e' Lunedì e lo sdegno passa.

Ps : e il resto delle vetture? Vendute ovviamente.

Oggi 2013, intanto assistiamo pure tranquillamente ai preliminari.
Altro non possiamo fare.

Confesso che avevo in mente una roadmap molto simile, ma mi sembrava eccessivo scriverlo. siamo proprio malpensanti.

Va beh dai!
Ci ho messo un po' di fantasia.

Aspettiamo l'apertura di sto museo nel 2015 e poi facciano quello che vogliono.
I muri di gomma sono irritanti, ma sinceramente vogliono tenermi la mia irritazione per cose più importanti.

Saluti a tutti
 
fpaol68 ha scritto:
Gt_junior ha scritto:
Ma cos'è un doppione?

Nel mondo dell'automobile non esiste.

Infatti per le auto esiste in concetto di REPLICA, ma non di doppione.
Ogni auto ha un suo numero di telaio univoco.

Poi nel mondo delle auto non di serie, quali quelle in questione, ad ogni telaio esiste una storia e molte volte anche delle differenze tecniche.

Esattamente, il doppione non esiste, a maggior ragione nei modelli da corsa, quelli di cui stiamo parlando, che sono tutti esemplari unici perchè tra uno ed un altro, oltre al numero di telaio ci sono step evolutivi differenti, per non parlare della storia del singolo esemplare guidato in corsa da Nuvolari piuttosto che da Varzi o Ascari.
Prendiamo poi il caso della 33, che potrebbe essere uno dei "doppioni": la 33 campione del mondo nel 75 è differente rispetto a quella del 77 oltre che per il colore della livrea anche per le soluzioni tecniche. La 33 veniva proposta con 2 differenti soluzioni di telaio: tubolare o scatolato, da qui la denominazione in 33 SC 12 o TT 12, addirittura nel 1977 corsero anche col motore turbo. Su questo Giampi potrà ragguagliarci con i suoi stupendi racconti. C'è qualcuno in buona fede e dotato di intelligenza propria che possa sostenere che una 33 SC12 è doppione di una 33 TT12? O che 2 esemplari di P3 degli anni 30, auto su cui ha corso tra gli altri Nuvolari, e che vinse al Nurburgring sbaragliando le potentissime Mercedes e AutoUnion possano essere identici?

Infine vi invito a leggere questa citazione:
"Di queste una suggestiva collezione di 110 vetture - pezzi unici, da corsa, di produzione, prototipi e concept - che va dalla prima vettura A.L.F.A., la ?24 HP?, alle leggendarie vincitrici delle ?Mille Miglia? come la ?6C 1750 Gran Sport? di Tazio Nuvolari, dalle mitiche ?8C? carrozzate da Touring alla ?Alfetta 159? da Gran Premio, campione del Mondo di Formula 1 con Juan Manuel Fangio, dalla ?Giulietta?, vettura iconica degli anni ?50 alla ?33 TT 12? Sport Prototipi dei successivi anni ?70."

Vediamo se qualcuno indovina chi l'ha scritta ;)

Ciao FRA. :D

Grazie per l' invito. Vedrò cosa posso ricavare circa per segnalare qualcosa di queste plurivittoriose auto.

Un caro saluto. :D :thumbup:
 
Gt_junior ha scritto:
pilota54 ha scritto:
Gt_junior ha scritto:
pilota54 ha scritto:
Peraltro io stesso non sono molto distante dalla posizione, come dire, agnostica ed equidistante di Quattroruote. Se si deve vendere qualche doppione per investire sul museo stesso dobbiamo rassegnarci, è inutile stracciarsi le vesti. L'importante è che il museo sia salvo, ristrutturato, adeguato ai tempi e riaperto al più presto.

Senti, le strutture attuali sono state per anni trascurate, ma rappresentano la testmonianza di un'architettura che in Italia annoverava parecchie firme importanti.

Se vai a vedere le sedi della case tedesche, tutte hanno conservato la parte "vecchia", a testimoniare la radice da cui tutto è nato e vi hanno costruito adiacente le nuove strutture "adeguate ai tempi". Chiaro?

Veniamo alla questione dei doppioni.

Il ricorso di Fiat contro il vincolo (motivo di apertura di questo topic, te lo ricordo) citava pressapoco così (in rete se vuoi trovi tutto) :
Tranne qualche esemplare, il resto della collezione e' di bassa rilevanza storica. Ti risulta? Vorrei avere una tua risposta di conferma in merito.

Ora se oggi Fiat vuole vendere i doppioni, ( tutto da dimostrare che trattasi di veri doppioni, perché il concetto di doppione per i BBAA e in genere e' molto preciso) , probabilmente vuole vendere quelli di cui citava nella sua condroduzione al vincolo, ossia quelli di valore, per fare un po' di cassa e stato alle sue dichiarazioni aprire il museo esponendo vetture di scarsa rilevanza storica.

In questo modo, per quanto dichiarato da Fiat, essa ritiene di investire nella ristrutturazione pesante dell'edificio, cosa che giustificherebbe la sua azione di togliere il vincolo, per mostrare al pubblico cose di scarsa rilevanza storica.

Mi pare che a Fiat e ad altri manchi il concetto di "causa-effetto", oltre a soffrire di dubbie amnesie.

Poi viene la parte più fastidiosa.
Io se devo ricolorare la mia casa non posso farlo, se non di colore bianco o gialli no, perché la mia casa e' sotto tutela del parco del Sile, oltre a non poter neppure modificare una forometria esterna. È questo ci sta, nel rispetto della tutela del luogo dove vivo.
Al contrario Fiat può far intervenire il politico di turno, per far eliminare o modificare, questo non lo so, il vincolo deI BBAA perché poverina a lei non comoda e non può fare quello che vuole su cose sue.

Anch'io non posso fare ciò che voglio su cose mie, questo e' il limite, ma anche il fondamento del vivere comune in democrazia.

Rispondo essendo stato chiamato in causa.

- Il museo di Arese ho avuto il piacere di visitarlo 2 volte con un noto club di alfisti nazionale (facendo anche decine di foto (autorizzate). Quindi so bene cosa c'è dentro e come era tenuto fino alla mia seconda visita (circa 6 anni fa). A mio parere, al momento in cui l'ho visitato si trovava in buone condizioni, quindi su ciò sono d'accordo con te, anche sul fatto di lasciare invariate le parti di interesse architettonico-storico-artistico (penso che lo sarebbe anche Vittorio Sgarbi :D ).

- Sulla rilevanza storica dei modelli no, non concordo con Fiat perché la maggioranza sono modelli che hanno fatto la storia del marchio, non so però se ci siano dei "doppioni", che in tal caso sarebbero anche vendibili.

- Per quanto riguarda il resto, chiaro che le singole sotto-questioni siano difficili da interpretare e valutare e comunque passano sopra la nostra testa (e anche quella di riviste come Quattroruote) perché si tratta del governatore Maroni che sta trattando direttamente con Fiat Automobiles SPA, senza mediazioni.

A tal proposito potrei citare una fonte che ritengo "neutrale" come l'ag. di stampa ASCA:

07 Novembre 2013 - 15:01
(ASCA) - Milano, 7 nov - Le trattative per la riapertura al pubblico del museo storico dell'Alfa Romeno di Arese sono ''alla stretta finale'', tanto che ''una soluzione arrivera' entro fine mese''. L'annuncio e' del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. ''Stiamo lavorando in collaborazione con Fiat - ha detto il governatore lombardo nel corso della cerimona di presentazione dell'accordo Fiat-Expo 2015 - per mettere a disposizione di tutti il mitico museo Alfa di Arese. Ci sono ancora alcune criticita' burocratiche che stiamo risolvendo e la settimana prossima incontrero' il ministro Massimo Bray. Spero di poter annunciare entro la fine di novembre che tutti i problemi sono risolti. Cosi' - ha detto ancora Maroni - anche questo straordinario patrimonio di storia e di cultura, sara' messo a disposizione, ben prima di Expo, dei tanti appassionati delle auto del Biscione''. fcz/cam

- Vorrei infine precisare che essendo appassionato (nonché studioso, nel mio piccolo) del marchio Alfa Romeo fin dall'età di 3-4 anni (l'Alfa tra l'altro ha fatto parte della mia tesi di laurea in Economia) e avendo anche posseduto 7 vetture del biscione, spero quanto tutti Voi che il museo sia riaperto al più presto e che ci rimangano dentro tutte le magnifiche vetture che ci sono sempre state. Se poi mancheranno 2-3 doppioni pazienza, non ne farei un dramma.

Allora vediamo se mi segui nel discorso.

Quanto potranno valere 2 o 3 delle vetture, che tu chiami doppioni?
Mettiamo 2mil euro cadauno, fanno 6 mil euro.

Ora vuoi farci credere, che Fiat stia facendo tutto sto casino (ricorso al vincolo, chiusura per tre anni del museo, scomodare un vice-ministro per far togliere il vincolo di un istituto dello Stato) per vedere al suo orizzonte un ricavo da 6mil euro lordi (tasse..., spese legali e spese varie..)

Non dirmi che credi che il vincolo impedisse una ristrutturazione!!!! O che impedisse l'apertura del museo?

Inoltre Fiat avrebbe potuto fare solo ricorso sullo svincolo delle 2 o 3 vetture doppione. Giusto ?

Allora che mi dici?

Dico: aspettiamo di vedere come andrà a finire e poi facciamo i nostri "ultimate" (come dicono gli inglesi) commenti.
Credo che comunque l'interessamento del governatore Maroni (ripeto, al di là del suo colore politico che non mi interessa, del resto io sono siciliano....) sia già qualcosa di positivo.
 
pilota54 ha scritto:
Dico: aspettiamo di vedere come andrà a finire e poi facciamo i nostri "ultimate" (come dicono gli inglesi) commenti.
Credo che comunque l'interessamento del governatore Maroni (ripeto, al di là del suo colore politico che non mi interessa, del resto io sono siciliano....) sia già qualcosa di positivo.

Senz'altro Pilota, noi non possiamo che aspettare la definizione della vicenda.

Ma rimanere inermi no. Perchè "dopo" sarà troppo tardi, ed allora l'unica cosa che possiamo (e dobbiamo) fare è tenere alta l'attenzione.
Con la speranza che i media ed internet ci diano una mano.

Dopotutto, se la voce degli apassionati (e delle Istituzioni) non si fosse levata a suo tempo, il museo sarebbe già stato bello che smantellato
 
pilota54 ha scritto:
Gt_junior ha scritto:
pilota54 ha scritto:
Gt_junior ha scritto:
pilota54 ha scritto:
Peraltro io stesso non sono molto distante dalla posizione, come dire, agnostica ed equidistante di Quattroruote. Se si deve vendere qualche doppione per investire sul museo stesso dobbiamo rassegnarci, è inutile stracciarsi le vesti. L'importante è che il museo sia salvo, ristrutturato, adeguato ai tempi e riaperto al più presto.

Senti, le strutture attuali sono state per anni trascurate, ma rappresentano la testmonianza di un'architettura che in Italia annoverava parecchie firme importanti.

Se vai a vedere le sedi della case tedesche, tutte hanno conservato la parte "vecchia", a testimoniare la radice da cui tutto è nato e vi hanno costruito adiacente le nuove strutture "adeguate ai tempi". Chiaro?

Veniamo alla questione dei doppioni.

Il ricorso di Fiat contro il vincolo (motivo di apertura di questo topic, te lo ricordo) citava pressapoco così (in rete se vuoi trovi tutto) :
Tranne qualche esemplare, il resto della collezione e' di bassa rilevanza storica. Ti risulta? Vorrei avere una tua risposta di conferma in merito.

Ora se oggi Fiat vuole vendere i doppioni, ( tutto da dimostrare che trattasi di veri doppioni, perché il concetto di doppione per i BBAA e in genere e' molto preciso) , probabilmente vuole vendere quelli di cui citava nella sua condroduzione al vincolo, ossia quelli di valore, per fare un po' di cassa e stato alle sue dichiarazioni aprire il museo esponendo vetture di scarsa rilevanza storica.

In questo modo, per quanto dichiarato da Fiat, essa ritiene di investire nella ristrutturazione pesante dell'edificio, cosa che giustificherebbe la sua azione di togliere il vincolo, per mostrare al pubblico cose di scarsa rilevanza storica.

Mi pare che a Fiat e ad altri manchi il concetto di "causa-effetto", oltre a soffrire di dubbie amnesie.

Poi viene la parte più fastidiosa.
Io se devo ricolorare la mia casa non posso farlo, se non di colore bianco o gialli no, perché la mia casa e' sotto tutela del parco del Sile, oltre a non poter neppure modificare una forometria esterna. È questo ci sta, nel rispetto della tutela del luogo dove vivo.
Al contrario Fiat può far intervenire il politico di turno, per far eliminare o modificare, questo non lo so, il vincolo deI BBAA perché poverina a lei non comoda e non può fare quello che vuole su cose sue.

Anch'io non posso fare ciò che voglio su cose mie, questo e' il limite, ma anche il fondamento del vivere comune in democrazia.

Rispondo essendo stato chiamato in causa.

- Il museo di Arese ho avuto il piacere di visitarlo 2 volte con un noto club di alfisti nazionale (facendo anche decine di foto (autorizzate). Quindi so bene cosa c'è dentro e come era tenuto fino alla mia seconda visita (circa 6 anni fa). A mio parere, al momento in cui l'ho visitato si trovava in buone condizioni, quindi su ciò sono d'accordo con te, anche sul fatto di lasciare invariate le parti di interesse architettonico-storico-artistico (penso che lo sarebbe anche Vittorio Sgarbi :D ).

- Sulla rilevanza storica dei modelli no, non concordo con Fiat perché la maggioranza sono modelli che hanno fatto la storia del marchio, non so però se ci siano dei "doppioni", che in tal caso sarebbero anche vendibili.

- Per quanto riguarda il resto, chiaro che le singole sotto-questioni siano difficili da interpretare e valutare e comunque passano sopra la nostra testa (e anche quella di riviste come Quattroruote) perché si tratta del governatore Maroni che sta trattando direttamente con Fiat Automobiles SPA, senza mediazioni.

A tal proposito potrei citare una fonte che ritengo "neutrale" come l'ag. di stampa ASCA:

07 Novembre 2013 - 15:01
(ASCA) - Milano, 7 nov - Le trattative per la riapertura al pubblico del museo storico dell'Alfa Romeno di Arese sono ''alla stretta finale'', tanto che ''una soluzione arrivera' entro fine mese''. L'annuncio e' del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. ''Stiamo lavorando in collaborazione con Fiat - ha detto il governatore lombardo nel corso della cerimona di presentazione dell'accordo Fiat-Expo 2015 - per mettere a disposizione di tutti il mitico museo Alfa di Arese. Ci sono ancora alcune criticita' burocratiche che stiamo risolvendo e la settimana prossima incontrero' il ministro Massimo Bray. Spero di poter annunciare entro la fine di novembre che tutti i problemi sono risolti. Cosi' - ha detto ancora Maroni - anche questo straordinario patrimonio di storia e di cultura, sara' messo a disposizione, ben prima di Expo, dei tanti appassionati delle auto del Biscione''. fcz/cam

- Vorrei infine precisare che essendo appassionato (nonché studioso, nel mio piccolo) del marchio Alfa Romeo fin dall'età di 3-4 anni (l'Alfa tra l'altro ha fatto parte della mia tesi di laurea in Economia) e avendo anche posseduto 7 vetture del biscione, spero quanto tutti Voi che il museo sia riaperto al più presto e che ci rimangano dentro tutte le magnifiche vetture che ci sono sempre state. Se poi mancheranno 2-3 doppioni pazienza, non ne farei un dramma.

Allora vediamo se mi segui nel discorso.

Quanto potranno valere 2 o 3 delle vetture, che tu chiami doppioni?
Mettiamo 2mil euro cadauno, fanno 6 mil euro.

Ora vuoi farci credere, che Fiat stia facendo tutto sto casino (ricorso al vincolo, chiusura per tre anni del museo, scomodare un vice-ministro per far togliere il vincolo di un istituto dello Stato) per vedere al suo orizzonte un ricavo da 6mil euro lordi (tasse..., spese legali e spese varie..)

Non dirmi che credi che il vincolo impedisse una ristrutturazione!!!! O che impedisse l'apertura del museo?

Inoltre Fiat avrebbe potuto fare solo ricorso sullo svincolo delle 2 o 3 vetture doppione. Giusto ?

Allora che mi dici?

Dico: aspettiamo di vedere come andrà a finire e poi facciamo i nostri "ultimate" (come dicono gli inglesi) commenti.
Credo che comunque l'interessamento del governatore Maroni (ripeto, al di là del suo colore politico che non mi interessa, del resto io sono siciliano....) sia già qualcosa di positivo.

Passo e chiudo, non trovo stimolante il dialogo con chi fa finta di non capire.
Scusami, nulla di personale, ovviamente. Ma se non ti irrita il concetto che si modifichino le leggi per il capriccio di qualcuno (azienda o chicchessia), non posso farci nulla e neppure sprecare tempo a rispiegare.
 
pilota54 ha scritto:
Dico: aspettiamo di vedere come andrà a finire e poi facciamo i nostri "ultimate" (come dicono gli inglesi) commenti.
Credo che comunque l'interessamento del governatore Maroni (ripeto, al di là del suo colore politico che non mi interessa, del resto io sono siciliano....) sia già qualcosa di positivo.

Pilota, non si può sempre sospendere - o chiedere di sospendere - il giudizio fino alla fine dello svolgimento dei fatti, specie quando si tratta di fatti che, ove vadano a compimento, sarebbero irreversibili.

Fossero fatti singoli e male inquadrabili nel comportamento generale, tali da necessitare un'osservazione più approfondita per capire, allora si. Ma qui si tratta di fatti piuttosto chiari ed "ennesimi", nel senso che sono sviluppo di una storia lunga, che presenta ampi e numerosi precedenti, sempre di connotazione negativa.

Non siamo alle prime battute della storia: rendiamoci conto che il museo non doveva nemmeno chiudere. Invece è stato chiuso, per ritorsione contro il vincolo, invocato dagli stessi dipendenti, e con una menzogna. ( lavori di manutenzione che non solo non sono mai stati fatti, ma per cui non è mai stata chiesta l'autorizzazione necessaria ).

L'apertura di credito non può durare in eterno. Con tutto il rispetto, smettiamo di raccontarci favole: come andrà a finire non lo sappiamo per certo, fatto sta che le cose come si sono lette sin qui già puzzano di fregnaccia lontano un kilometro, e non da ieri.

Questa storia é una vergogna dall'inizio alla fine, inclusa la barzelletta dei "doppioni", che poi, in quanto tali, qualcuno dovrebbe spiegarci anche come mai valgano ugualmente milioni di euro. Forse perché il loro valore non sta (sol)tanto nella scheda tecnica, quanto anche nella storia specifica del singolo esemplare, a maggior ragione importante in ambito storico museale.

Se ad esempio ipotizzassimo due esemplari simili, uno condotto da Ascari, l'altro da Nuvolari, secondo te quale sarebbe il "doppione" di cui disfarsi senza remore? Perché mentre tu qui sei forse tentato di considerare le due vetture come due mito, una in versione progressive e l'altra in versione distinctive, là fuori temo ci siano invece collezionisti disposti a farsi a pezzi e pagare milioni per avere proprio quella di Ascari, invece di quella di Nuvolari. Come fa un museo a non tenerne conto? Di cosa stiamo parlando?

Insomma, a te davvero torna tutto limpido, trasparente e giustificabile?
 
Mi casca a fagiuolo un esempio tipico di auto gemelle, così frequente proprio nella formula iridata. Questa é l'auto storica con il valore più alto mai pagato: 22 mln di euro per la Mercedes di Fangio, con cui questo vinse un po' di tutto.

auto-moto.virgilio.it/auto/news/la...nduta-a-22-milioni-di-euro-foto-storiche.html

Come quasi tutte le auto da competizione, esiste una vettura gemella, che in squadra arrivava spesso seconda.

Qualcuno se la sente di definire la seconda "un doppione" senza valore storico, di cui liberarsi, ed in tal caso si sentirebbe di fare una stima, casomai il pilota fosse stato il compagno di squadra Piero Taruffi o, che so, uno stirling Moss?

Se quella del mitico Fangio vale 22 mln, che dite, quella di Taruffi, a 22 mila euro in comode rate tasso 0 + invernali omaggio, me la ammollano? Tanto é un doppione, non vale nulla. Giusto?

Naturalmente sto farneticando intenzionalmente per illustrare la risibilità della tesi "doppione". Mi auguro che se ne siano accorti tutti a colpo d'occhio, ma metto l'avviso ugualmente, chè qua si legge un po' di tutto.
 
BelliCapelli3 ha scritto:
pilota54 ha scritto:
Dico: aspettiamo di vedere come andrà a finire e poi facciamo i nostri "ultimate" (come dicono gli inglesi) commenti.
Credo che comunque l'interessamento del governatore Maroni (ripeto, al di là del suo colore politico che non mi interessa, del resto io sono siciliano....) sia già qualcosa di positivo.

Pilota, non si può sempre sospendere - o chiedere di sospendere - il giudizio fino alla fine dello svolgimento dei fatti, specie quando si tratta di fatti che, ove vadano a compimento, sarebbero irreversibili.

Fossero fatti singoli e male inquadrabili nel comportamento generale, tali da necessitare un'osservazione più approfondita per capire, allora si. Ma qui si tratta di fatti piuttosto chiari ed "ennesimi", nel senso che sono sviluppo di una storia lunga, che presenta ampi e numerosi precedenti, sempre di connotazione negativa.

Non siamo alle prime battute della storia: rendiamoci conto che il museo non doveva nemmeno chiudere. Invece è stato chiuso, per ritorsione contro il vincolo, invocato dagli stessi dipendenti, e con una menzogna. ( lavori di manutenzione che non solo non sono mai stati fatti, ma per cui non è mai stata chiesta l'autorizzazione necessaria ).

L'apertura di credito non può durare in eterno. Con tutto il rispetto, smettiamo di raccontarci favole: come andrà a finire non lo sappiamo per certo, fatto sta che le cose come si sono lette sin qui già puzzano di fregnaccia lontano un kilometro, e non da ieri.

Questa storia é una vergogna dall'inizio alla fine, inclusa la barzelletta dei "doppioni", che poi, in quanto tali, qualcuno dovrebbe spiegarci anche come mai valgano ugualmente milioni di euro. Forse perché il loro valore non sta (sol)tanto nella scheda tecnica, quanto anche nella storia specifica del singolo esemplare, a maggior ragione importante in ambito storico museale.

Se ad esempio ipotizzassimo due esemplari simili, uno condotto da Ascari, l'altro da Nuvolari, secondo te quale sarebbe il "doppione" di cui disfarsi senza remore? Perché mentre tu qui sei forse tentato di considerare le due vetture come due mito, una in versione progressive e l'altra in versione distinctive, là fuori temo ci siano invece collezionisti disposti a farsi a pezzi e pagare milioni per avere proprio quella di Ascari, invece di quella di Nuvolari. Come fa un museo a non tenerne conto? Di cosa stiamo parlando?

Insomma, a te davvero torna tutto limpido, trasparente e giustificabile?

Hai perfettamente centrato il punto: l'atteggiamento aspettiamo, stiamo a vedere, hanno promesso che ecc ha portato negli anni:

- azzeramento della gamma Alfa Romeo
- azzeramento delle vendite
- azzeramento della occupazione ad Arese
- smantellamento completo dello stabilimento produttivo
- chiusura e smantellamento del centro stile Alfa Romeo
- chiusura immotivata del Museo

Vogliamo ancora credere agli impegni ed alle promesse della fiat?
Avevano promesso di rilanciare l'Alfa mantenendo l'occupazione ad Arese
Avevano promesso di non chiudere lo stabilimento per trasformarlo in un centro di studio e sviluppo per l'auto elettrica con tanto di protocollo di intesa con la Regione Lombardia
Avevano promesso il mantenimento del centro stile con tutti i dipendenti
Ora stanno promettendo il rilancio del Museo purchè gli sia consentito vendere 2 3 "doppioni" perchè poverini non hanno contante, quando in realtà questa manfrina serve solo a scardinare il vincolo per poter vendere tutta la collezione e smantellare il museo.

Chiedo: c'è ancora qualcuno in buona fede e che ragiona col proprio cervello disposto a dare credito a questi soggetti qua?
 
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