<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Museo Alfa Romeo: finalmente il TAR ha respinto il vergognoso ricorso contro il vincolo. | Page 222 | Il Forum di Quattroruote

Museo Alfa Romeo: finalmente il TAR ha respinto il vergognoso ricorso contro il vincolo.

Ora passo a postare 3 foto inerenti le " classiche " LODGE o GOLDEN LODGE 2HL.

La foto 7508 e 7510 sono inerente la pubblicità che appariva normalmente sul periodico " il Quadrifoglio " degli anni '60 e su altri periodici.

La foto 7511 è un articolo - a cura dell' ALFA ROMEO - sulla funzione delle candele per auto . Da pubblicazione sempre a cura dell' ALFA anni '60.

Ciao. :D :thumbup:

Attached files /attachments/1706186=31105-DSCF7508- Pubblicit%c3%a0 dell /attachments/1706186=31103-DSCF7510 - Pubblicit%c3%a0 dell /attachments/1706186=31104-DSCF7511 - Articolo su funzione candele x auto- da pubblicazione ALFA.JPG
 
vecchioAlfista ha scritto:
pilota54 ha scritto:
Beh, la fonte non esiste e non può esistere perché queste sono illazioni che ogni tanto vengono fuori sulla base di quanto si legge, di quanto si interpreta, di quanto si "ritiene".

Ovvio che da parte mia, avendo anche una certa conoscenza, oggi, dello staff direzionale della rivista che ospita le nostre discussioni, non credo proprio ad alcun asservimento di Quattroruote al gruppo Fiat.

Ritengo peraltro comprensibile che la stessa rivista intanto riporti i fatti, e poi cerchi di mediare tra le frasi del governatore Maroni, la Fiat e gli scettici a oltranza, evidenziando ciò che c'è di positivo nell'azione dell'ex ministro (al quale occorre dare atto di essere stato uno dei pochi politici, al di là dei partiti, ad interessarsi seriamente dalla cosa).

Prima di emettere sentenze è sempre meglio essere cauti, trattandosi anche di una vicenda italiana che vede protagonista un gruppo automobilistico italiano.

Il tuo invito alla cautela è sacrosanto. E certo non è giusto mancare di rispetto alla rivista che ci occupa, che tutto è tranne che "prezzolata".

Ma al di là dei cattivi pensieri, certe posizioni non sono state all'altezza della testata giornalistica leader del settore (Ruoteclassiche compreso).

Quando si sostengono tesi come "è importante la collezione non il contenitore" e "vendere i doppioni potrebbe essere una soluzione", si prendono posizioni che lasciano sbigottiti, che sono nei fatti una difesa netta ed aziendalista in una vicenda in cui cuore e ragione non lasciano spazi di mediazione.

Perche in una vicenda come il Museo di Arese la mezzavia non c'è: o riapre nella sua sede storica, tutelando ed esaltando la collezione nel suo naturale alveo, o si mutila e muore.

Certo ciò non significa essere complici o servi. Ma quando si prendono posizioni culturalmente indifendibili, che sono eticamente distanti dai lettori e dal sentire comune, non ci si può aspettare applausi.
Semplicemente, la gente legge e si fa la sua (magari sbagliata) idea.

Questa è una opinione accettabile e rispettabile (la stavo scrivendo io abbastanza simile), quelle che ipotizzano giornalisti pagati o succubi o simili sono illazioni e maldicenze, almeno per quanto riguarda firme molto serie come quelle di QR. .
 
Peraltro io stesso non sono molto distante dalla posizione, come dire, agnostica ed equidistante di Quattroruote. Se si deve vendere qualche doppione per investire sul museo stesso dobbiamo rassegnarci, è inutile stracciarsi le vesti. L'importante è che il museo sia salvo, ristrutturato, adeguato ai tempi e riaperto al più presto.
 
Gt_junior ha scritto:
key-one ha scritto:
Gt_junior ha scritto:
BelliCapelli3 ha scritto:
Gt_junior ha scritto:
Da allora, la situazione è praticamente in stallo. Ma adesso, qualcosa si muove: "Abbiamo tenuto una serie di incontri per consentire lo sblocco del vincolo [...] In caso di una risposta positiva da Roma, la strada sarebbe in discesa: "Il Museo potrebbe aprire ben prima di Expo", ha concluso Maroni.

Questo e' il passaggio nel link
http://www.quattroruote.it/notizie/eventi/expo-2015-una-flotta-di-500l-e-uno-spiraglio-sul-museo-alfa-romeo

Le parole le lascio a voi.

Questo e' il mio pensiero : PPPRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Beh, direi un giudizio conciso, mirato e ficcante. :lol:

Molto interessante la tesi di Maroni - implicitamente sposata da chi la raccoglie e gira ai lettori senza batter ciglio.

Nonostante il museo sia stato chiuso *PRIMA* dell'imposizione del vincolo, per dichiarati motivi di manutenzione, e la stessa imposizione del vincolo abbia probabilmente subito una brusca accelerazione proprio *a causa* dell'improvvisa chiusura ( non a caso dall'una all'altra corre meno di una settimana ), per il Sig. Maroni - e Quattroruote non fiata - la causa e l'effetto curiosamente si invertono.

Va a finire che il museo sta chiuso *a causa* dell'imposizione del vincolo successivo.

Un po' come dire che un sequestrato si trova in tale condizione *a causa* del blocco dei beni della famiglia disposto della magistratura. Non fa una piega: infatti i sequestrati li sequestra la magistratura, mica l'Anonima Sequestri. Ed il Museo l'ha chiuso il Ministero, mica La Fiat. Mi chiedo dove fossimo con la testa fino ad ora, per non arrivarci da soli. Meno male che Maroni e Quattroruote fanno un poco di chiarezza a noi che tiriamo sempre affrettati giudizi.

Bello che Quattroruote - CHE SA - raccolga e riporti - senza fiatare - certe inesattezze che non esito ad individuare come falsi storici del tutto evidenti.

Altrettanto bello che il vero motivo dell'imposizione del vincolo - la pretesa di Fiat di vendere dei pezzi storici, almeno tre - un lettore di Quattroruote debba andarselo a cercare su un'altra rivista. Quattroruote si è scordata di menzionarlo.



Ah! Bene!

C'è qualche Alfista fuori da naftalina! :)

Forza su, qui si tratta di far sentire la VOCE DEI LETTORI, coloro che quando leggono, ricordano.
E' importante essere nel coro, non solo come dominanti, ma anche come bemolli e diesis, minime e semiminime, diminuite ed eccedenti.

Insomma, INC********* per :
- come la stampa trasmette le notizie, per quelle che non da;
- il fatto che esiste davvero un SISTEMA Di POTERI FORTI che passano sopra a tutto, con arroganza;
- che nonostante l'essere lettori, la nostra voce non vale, ma i nostri soldi si;


Che esistano i poteri forti e si comportino con arroganza si può notare da aspetti anche un filo più importanti della mancata apertura del museo Alfa Romeo . Basti pensare alle spartizioni di posti di prestigio e potere nel pubblico come nel privato , per citare un solo aspetto , di fresco salito sugli altari delle cronache per il caso della buona uscita milionaria di un rampollo della casta - politica in questo caso e non finanziaria e quindi già subordinata -dei molti sulle quali le lobbies comandano e impongono le loro leggi .

Detto questo , da appassionato di auto anch'io sono un po' incacchiato che il museo Alfa sia chiuso , a differenza di quelli Mercedes Benz , Bmw , Porsche , i quali invece appaiono tirati a lucido e aggiornati , locati in contenitori firmati dalle archi-star dell'appariscente stile contemporaneo . Di conseguenza mai tale aziende si sognerebbero di privarsi di alcuni modelli di prestigio , seppur doppi , magari per venderli ad amici o servant di varia importanza .

Certo se i musei delle marche premium tedesche sono il fiore all'occhiello di una politica industriale al momento vincente , la storia di Arese e del suo museo non può che essere il simbolo di un'Italia in fase di forzata deindustrializzazione , dove si lasciano agonizzare marchi importanti come -appunto- Lancia e Alfa Romeo e dove soprattutto l'auto è considerata come un oggetto degno non di ammirazione e studio , ma come un arnese simbolo di male e meritevole solo di pregiudizi e tassazioni punitive.



INDUBBIAMENTE ci sono cose realmente importanti oltre ad un museo, ma dato il topic su cui ho scritto ho fatto relazione solo a questo evento stufecente, per certi aspetti (poi magari mi spiegherò meglio) e vergognoso sicuramente per tutti gli aspetti.


Sono d'accordo , su un forum di auto , è giusto parlare di questioni inerenti l'argomento , fra le quali la mancata apertura del museo Alfa ci sta benissimo , anche perchè , visto il numero degli interventi e delle letture di questo topic , affascina molti .
La mia nota non certo inedita sui poteri forti non voleva essere un moralistico invito a pensare a cose più importanti , in qual caso il mio intervento da appassionato di auto sarebbe per primo censurabile, bensì un richiamo realistico e forse un po' cinico a non stupirsi più di tanto di come va il mondo.
Il mancato - e speriamo solo ritardato- museo di Arese è uno smacco non solo per gli alfisti e gli amanti delle belle auto , bensì per tutto il nostro sistema industriale e la nostra creatività artigianale .

Attached files /attachments/1706204=31109-Visita Guidata al MUSEO STORICO ALFA ROMEO_24 01 10_024.JPG
 
vecchioAlfista ha scritto:
pilota54 ha scritto:
Beh, la fonte non esiste e non può esistere perché queste sono illazioni che ogni tanto vengono fuori sulla base di quanto si legge, di quanto si interpreta, di quanto si "ritiene".

Ovvio che da parte mia, avendo anche una certa conoscenza, oggi, dello staff direzionale della rivista che ospita le nostre discussioni, non credo proprio ad alcun asservimento di Quattroruote al gruppo Fiat.

Ritengo peraltro comprensibile che la stessa rivista intanto riporti i fatti, e poi cerchi di mediare tra le frasi del governatore Maroni, la Fiat e gli scettici a oltranza, evidenziando ciò che c'è di positivo nell'azione dell'ex ministro (al quale occorre dare atto di essere stato uno dei pochi politici, al di là dei partiti, ad interessarsi seriamente dalla cosa).

Prima di emettere sentenze è sempre meglio essere cauti, trattandosi anche di una vicenda italiana che vede protagonista un gruppo automobilistico italiano.

Il tuo invito alla cautela è sacrosanto. E certo non è giusto mancare di rispetto alla rivista che ci occupa, che tutto è tranne che "prezzolata".

Ma al di là dei cattivi pensieri, certe posizioni non sono state all'altezza della testata giornalistica leader del settore (Ruoteclassiche compreso).

Quando si sostengono tesi come "è importante la collezione non il contenitore" e "vendere i doppioni potrebbe essere una soluzione", si prendono posizioni che lasciano sbigottiti, che sono nei fatti una difesa netta ed aziendalista in una vicenda in cui cuore e ragione non lasciano spazi di mediazione.

Perche in una vicenda come il Museo di Arese la mezzavia non c'è: o riapre nella sua sede storica, tutelando ed esaltando la collezione nel suo naturale alveo, o si mutila e muore.

Certo ciò non significa essere complici o servi. Ma quando si prendono posizioni culturalmente indifendibili, che sono eticamente distanti dai lettori e dal sentire comune, non ci si può aspettare applausi.
Semplicemente, la gente legge e si fa la sua (magari sbagliata) idea.

Proprio così, ti ringrazio di aver citato gli articoli di Ruoteclassiche (credo di un anno fa o giù di li) e di aver spiegato meglio anche il mio pensiero.
 
pilota54 ha scritto:
Peraltro io stesso non sono molto distante dalla posizione, come dire, agnostica ed equidistante di Quattroruote. Se si deve vendere qualche doppione per investire sul museo stesso dobbiamo rassegnarci, è inutile stracciarsi le vesti. L'importante è che il museo sia salvo, ristrutturato, adeguato ai tempi e riaperto al più presto.

Senti, le strutture attuali sono state per anni trascurate, ma rappresentano la testmonianza di un'architettura che in Italia annoverava parecchie firme importanti.

Se vai a vedere le sedi della case tedesche, tutte hanno conservato la parte "vecchia", a testimoniare la radice da cui tutto è nato e vi hanno costruito adiacente le nuove strutture "adeguate ai tempi". Chiaro?

Veniamo alla questione dei doppioni.

Il ricorso di Fiat contro il vincolo (motivo di apertura di questo topic, te lo ricordo) citava pressapoco così (in rete se vuoi trovi tutto) :
Tranne qualche esemplare, il resto della collezione e' di bassa rilevanza storica. Ti risulta? Vorrei avere una tua risposta di conferma in merito.

Ora se oggi Fiat vuole vendere i doppioni, ( tutto da dimostrare che trattasi di veri doppioni, perché il concetto di doppione per i BBAA e in genere e' molto preciso) , probabilmente vuole vendere quelli di cui citava nella sua condroduzione al vincolo, ossia quelli di valore, per fare un po' di cassa e stato alle sue dichiarazioni aprire il museo esponendo vetture di scarsa rilevanza storica.

In questo modo, per quanto dichiarato da Fiat, essa ritiene di investire nella ristrutturazione pesante dell'edificio, cosa che giustificherebbe la sua azione di togliere il vincolo, per mostrare al pubblico cose di scarsa rilevanza storica.

Mi pare che a Fiat e ad altri manchi il concetto di "causa-effetto", oltre a soffrire di dubbie amnesie.

Poi viene la parte più fastidiosa.
Io se devo ricolorare la mia casa non posso farlo, se non di colore bianco o gialli no, perché la mia casa e' sotto tutela del parco del Sile, oltre a non poter neppure modificare una forometria esterna. È questo ci sta, nel rispetto della tutela del luogo dove vivo.
Al contrario Fiat può far intervenire il politico di turno, per far eliminare o modificare, questo non lo so, il vincolo deI BBAA perché poverina a lei non comoda e non può fare quello che vuole su cose sue.

Anch'io non posso fare ciò che voglio su cose mie, questo e' il limite, ma anche il fondamento del vivere comune in democrazia.
 
pilota54 ha scritto:
Beh, la fonte non esiste e non può esistere perché queste sono illazioni che ogni tanto vengono fuori sulla base di quanto si legge, di quanto si interpreta, di quanto si "ritiene".

Ovvio che da parte mia, avendo anche una certa conoscenza, oggi, dello staff direzionale della rivista che ospita le nostre discussioni, non credo proprio ad alcun asservimento di Quattroruote al gruppo Fiat.

Ritengo peraltro comprensibile che la stessa rivista intanto riporti i fatti, e poi cerchi di mediare tra le frasi del governatore Maroni, la Fiat e gli scettici a oltranza, evidenziando ciò che c'è di positivo nell'azione dell'ex ministro (al quale occorre dare atto di essere stato uno dei pochi politici, al di là dei partiti, ad interessarsi seriamente dalla cosa).

Prima di emettere sentenze è sempre meglio essere cauti, trattandosi anche di una vicenda italiana che vede protagonista un gruppo automobilistico italiano.

Ciao pilota. Capisco lo spirito della tua difesa, ma l'argomento é debolissimo.

Qua non abbiamo illazioni, interpretazioni o indiscrezioni.

Abbiamo un dato di fatto ( Fiat vuole vendere dei pezzi del museo ), ovvero una notizia, che un'altra testata giornalistica professionista ( no blogghetto o forum ) pubblica nero su bianco, e Quattroruote invece NO.

Ora delle due l'una: o uno dei due soggetti pubblica il falso, o l'altro censura il vero.
Tertium non datur, ed in effetti non risulta che gli uffici legali del Lingotto, solitamente così zelanti, stiano agendo in alcun modo per smentire, o per denunciare falso o diffamazione.

Mi pare che la situazione sia abbastanza eloquente, e non lasci tanto spazio ad illazioni o interpretazioni.
 
pilota54 ha scritto:
Peraltro io stesso non sono molto distante dalla posizione, come dire, agnostica ed equidistante di Quattroruote. Se si deve vendere qualche doppione per investire sul museo stesso dobbiamo rassegnarci, è inutile stracciarsi le vesti. L'importante è che il museo sia salvo, ristrutturato, adeguato ai tempi e riaperto al più presto.

La qualità di doppione , se non dispiace, la lascerei stimare ad un terzo super partes.

A quanto pare infatti il proprietario, nel ricorso contro il vincolo, si sbattezzava in ogni sede per sostenere lo scarso valore di tutta la collezione, il cui valore storico, fatta eccezione per due o tre pezzi, sarebbe stato poco rilevante, e formato di doppioni "in gran parte" ( pressappoco, vado a memoria, ma il testo si trova) .

In questo senso non pare l'attore più titolato a valutare serenamente la fondatezza del vincolo, né - strumentalmente - il valore dello stesso patrimonio di cui é interessato a disfarsi a tranci, essendo con ciò in conclamato conflitto d'interessi.
 
BelliCapelli3 ha scritto:
pilota54 ha scritto:
Peraltro io stesso non sono molto distante dalla posizione, come dire, agnostica ed equidistante di Quattroruote. Se si deve vendere qualche doppione per investire sul museo stesso dobbiamo rassegnarci, è inutile stracciarsi le vesti. L'importante è che il museo sia salvo, ristrutturato, adeguato ai tempi e riaperto al più presto.

La qualità di doppione , se non dispiace, la lascerei stimare ad un terzo super partes.

A quanto pare infatti il proprietario, nel ricorso contro il vincolo, si sbattezzava in ogni sede per sostenere lo scarso valore di tutta la collezione, il cui valore storico, fatta eccezione per due o tre pezzi, sarebbe stato poco rilevante, e formato di doppioni "in gran parte" ( pressappoco, vado a memoria, ma il testo si trova) .

In questo senso non pare l'attore più titolato a valutare serenamente la fondatezza del vincolo, né - strumentalmente - il valore dello stesso patrimonio di cui é interessato a disfarsi a tranci, essendo con ciò in conclamato conflitto d'interessi.

Concordo!

In questa vicenda non c'e' nulla di logico....per non dire altro.
Un caso che grida vergogna.

Per il resto e' un'anno e mezzo che non acquisto la rivista 4R e finché non cambierà linea editoriale non vedrà piu' i miei soldi.
E se tra gli acquirenti (non i lettori) togli tutti gli Alfisti....è una bella fetta.
 
Gt_junior ha scritto:
Concordo!

In questa vicenda non c'e' nulla di logico....per non dire altro.
Un caso che grida vergogna.

Per il resto e' un'anno e mezzo che non acquisto la rivista 4R e finché non cambierà linea editoriale non vedrà piu' i miei soldi.
E se tra gli acquirenti (non i lettori) togli tutti gli Alfisti....è una bella fetta.

Ciao Gt. Possiamo anche smettere tutti di comprare un giornale o una rivista, ma non ha moltissimo senso. Bisogna sempre ricordare che, come per un'emittente televisiva, i veri clienti sono gli inserzionisti. I fruitori del servizio servono "solo" a rendere più appetibile lo spazio pubblicitario, ( i loro soldi sono così poco determinanti che, ricordiamolo, in ambito televisivo non pagano nemmeno il prezzo del biglietto, e la loro funzione la svolgono ugualmente ) . Spazio pubblicitario che viene venduto a prezzi che nessun lettore può pagare, nemmeno costituendosi in comitato insieme ad altri lettori. Il problema è ben più di fondo.

Quanto al museo esiste un altro profilo secondo me poco chiaro e che, chiarificato, potrebbe dischiudere nuove letture. Ovvero: non so da dove esca la stima degli 1.5 milioni che citava transaxle nella pagina precedente. In ogni caso, a fronte di 2 o tre pezzi venduti, è chiaro che l'ordine di grandezza sarà quello di qualche milione. E i conti tornano poco.

Poche decine di pagine fa si parlava di costi di ristrutturazione del museo per svariate decine di milioni ( mi pare tu avessi idee precise in merito ).

Se è vero questo, è credibile pensare che Fiat investa queste decine e decine di milioni, e poi gli manchino all'appello questi ultimi 1 - 2 milioni, per dare il via ai lavori?

C'è qualcosa che palesemente non torna. A partire dai numeri: dei milioni necessari per un progetto, di quelli ricavati dalla vendita di pezzi, dei pezzi da vendere, la scelta è ampia, fate voi. Ce ne sarebbe abbastanza per una bella inchiesta giornalistica. Ma ci vorrebbe un giornale non ricollegabile all'orbita Stampa - Corriere - e che comunque non incassasse milioni in pubblicità. insomma, non italiano.
 
BelliCapelli3 ha scritto:
Gt_junior ha scritto:
Concordo!

In questa vicenda non c'e' nulla di logico....per non dire altro.
Un caso che grida vergogna.

Per il resto e' un'anno e mezzo che non acquisto la rivista 4R e finché non cambierà linea editoriale non vedrà piu' i miei soldi.
E se tra gli acquirenti (non i lettori) togli tutti gli Alfisti....è una bella fetta.

Ciao Gt. Possiamo anche smettere tutti di comprare un giornale o una rivista, ma non ha moltissimo senso. Bisogna sempre ricordare che, come per un'emittente televisiva, i veri clienti sono gli inserzionisti. I fruitori del servizio servono "solo" a rendere più appetibile lo spazio pubblicitario, ( i loro soldi sono così poco determinanti che, ricordiamolo, in ambito televisivo non pagano nemmeno il prezzo del biglietto, e la loro funzione la svolgono ugualmente ) . Spazio pubblicitario che viene venduto a prezzi che nessun lettore può pagare, nemmeno costituendosi in comitato insieme ad altri lettori. Il problema è ben più di fondo.

Quanto al museo esiste un altro profilo secondo me poco chiaro e che, chiarificato, potrebbe dischiudere nuove letture. Ovvero: non so da dove esca la stima degli 1.5 milioni che citava transaxle nella pagina precedente. In ogni caso, a fronte di 2 o tre pezzi venduti, è chiaro che l'ordine di grandezza sarà quello di qualche milione. E i conti tornano poco.

Poche decine di pagine fa si parlava di costi di ristrutturazione del museo per svariate decine di milioni ( mi pare tu avessi idee precise in merito ).

Se è vero questo, è credibile pensare che Fiat investa queste decine e decine di milioni, e poi gli manchino all'appello questi ultimi 1 - 2 milioni, per dare il via ai lavori?

C'è qualcosa che palesemente non torna. A partire dai numeri: dei milioni necessari per un progetto, di quelli ricavati dalla vendita di pezzi, dei pezzi da vendere, la scelta è ampia, fate voi. Ce ne sarebbe abbastanza per una bella inchiesta giornalistica. Ma ci vorrebbe un giornale non ricollegabile all'orbita Stampa - Corriere - e che comunque non incassasse milioni in pubblicità. insomma, non italiano.

Indubbiamente il contributo economico dei lettori e' poca cosa, ma è altrettanto vero che le Case automobilistiche con il loro indotto pubblicitario e' stimolato dalla tiratura che ha la rivista.

In merito a quello che non torna, sono contento che anche tu nutrì i miei stessi dubbi. Dubbi che verrebbero a chiunque, dotato di correttezza intellettuale, avesse seguito la vicenda dagli albori.

SI,
I conti non tornano per nulla.
Durante uno dei miei tanti confronti con il Direttore, stimai, e poi ne feci un piccolo approfondimento proprio in questo topic (penso in Aprile 2013), che una eventuale ristrutturazione CONSERVATIVA potesse costare intorno ai 3.500 euro/mq (quindi senza strafare e rimettere in esercizio il museo, intorno ai 25mil di euro).
Addirittura il Direttore sosteneva cifre superiori ai 100mil, ma evidentemente per un intervento di ben altra entità.
 
Gt_junior ha scritto:
pilota54 ha scritto:
Peraltro io stesso non sono molto distante dalla posizione, come dire, agnostica ed equidistante di Quattroruote. Se si deve vendere qualche doppione per investire sul museo stesso dobbiamo rassegnarci, è inutile stracciarsi le vesti. L'importante è che il museo sia salvo, ristrutturato, adeguato ai tempi e riaperto al più presto.

Senti, le strutture attuali sono state per anni trascurate, ma rappresentano la testmonianza di un'architettura che in Italia annoverava parecchie firme importanti.

Se vai a vedere le sedi della case tedesche, tutte hanno conservato la parte "vecchia", a testimoniare la radice da cui tutto è nato e vi hanno costruito adiacente le nuove strutture "adeguate ai tempi". Chiaro?

Veniamo alla questione dei doppioni.

Il ricorso di Fiat contro il vincolo (motivo di apertura di questo topic, te lo ricordo) citava pressapoco così (in rete se vuoi trovi tutto) :
Tranne qualche esemplare, il resto della collezione e' di bassa rilevanza storica. Ti risulta? Vorrei avere una tua risposta di conferma in merito.

Ora se oggi Fiat vuole vendere i doppioni, ( tutto da dimostrare che trattasi di veri doppioni, perché il concetto di doppione per i BBAA e in genere e' molto preciso) , probabilmente vuole vendere quelli di cui citava nella sua condroduzione al vincolo, ossia quelli di valore, per fare un po' di cassa e stato alle sue dichiarazioni aprire il museo esponendo vetture di scarsa rilevanza storica.

In questo modo, per quanto dichiarato da Fiat, essa ritiene di investire nella ristrutturazione pesante dell'edificio, cosa che giustificherebbe la sua azione di togliere il vincolo, per mostrare al pubblico cose di scarsa rilevanza storica.

Mi pare che a Fiat e ad altri manchi il concetto di "causa-effetto", oltre a soffrire di dubbie amnesie.

Poi viene la parte più fastidiosa.
Io se devo ricolorare la mia casa non posso farlo, se non di colore bianco o gialli no, perché la mia casa e' sotto tutela del parco del Sile, oltre a non poter neppure modificare una forometria esterna. È questo ci sta, nel rispetto della tutela del luogo dove vivo.
Al contrario Fiat può far intervenire il politico di turno, per far eliminare o modificare, questo non lo so, il vincolo deI BBAA perché poverina a lei non comoda e non può fare quello che vuole su cose sue.

Anch'io non posso fare ciò che voglio su cose mie, questo e' il limite, ma anche il fondamento del vivere comune in democrazia.

Rispondo essendo stato chiamato in causa.

- Il museo di Arese ho avuto il piacere di visitarlo 2 volte con un noto club di alfisti nazionale (facendo anche decine di foto (autorizzate). Quindi so bene cosa c'è dentro e come era tenuto fino alla mia seconda visita (circa 6 anni fa). A mio parere, al momento in cui l'ho visitato si trovava in buone condizioni, quindi su ciò sono d'accordo con te, anche sul fatto di lasciare invariate le parti di interesse architettonico-storico-artistico (penso che lo sarebbe anche Vittorio Sgarbi :D ).

- Sulla rilevanza storica dei modelli no, non concordo con Fiat perché la maggioranza sono modelli che hanno fatto la storia del marchio, non so però se ci siano dei "doppioni", che in tal caso sarebbero anche vendibili.

- Per quanto riguarda il resto, chiaro che le singole sotto-questioni siano difficili da interpretare e valutare e comunque passano sopra la nostra testa (e anche quella di riviste come Quattroruote) perché si tratta del governatore Maroni che sta trattando direttamente con Fiat Automobiles SPA, senza mediazioni.

A tal proposito potrei citare una fonte che ritengo "neutrale" come l'ag. di stampa ASCA:

07 Novembre 2013 - 15:01
(ASCA) - Milano, 7 nov - Le trattative per la riapertura al pubblico del museo storico dell'Alfa Romeno di Arese sono ''alla stretta finale'', tanto che ''una soluzione arrivera' entro fine mese''. L'annuncio e' del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. ''Stiamo lavorando in collaborazione con Fiat - ha detto il governatore lombardo nel corso della cerimona di presentazione dell'accordo Fiat-Expo 2015 - per mettere a disposizione di tutti il mitico museo Alfa di Arese. Ci sono ancora alcune criticita' burocratiche che stiamo risolvendo e la settimana prossima incontrero' il ministro Massimo Bray. Spero di poter annunciare entro la fine di novembre che tutti i problemi sono risolti. Cosi' - ha detto ancora Maroni - anche questo straordinario patrimonio di storia e di cultura, sara' messo a disposizione, ben prima di Expo, dei tanti appassionati delle auto del Biscione''. fcz/cam

- Vorrei infine precisare che essendo appassionato (nonché studioso, nel mio piccolo) del marchio Alfa Romeo fin dall'età di 3-4 anni (l'Alfa tra l'altro ha fatto parte della mia tesi di laurea in Economia) e avendo anche posseduto 7 vetture del biscione, spero quanto tutti Voi che il museo sia riaperto al più presto e che ci rimangano dentro tutte le magnifiche vetture che ci sono sempre state. Se poi mancheranno 2-3 doppioni pazienza, non ne farei un dramma.
 
Gt_junior ha scritto:
Indubbiamente il contributo economico dei lettori e' poca cosa, ma è altrettanto vero che le Case automobilistiche con il loro indotto pubblicitario e' stimolato dalla tiratura che ha la rivista.

In merito a quello che non torna, sono contento che anche tu nutrì i miei stessi dubbi. Dubbi che verrebbero a chiunque, dotato di correttezza intellettuale, avesse seguito la vicenda dagli albori.

SI,
I conti non tornano per nulla.
Durante uno dei miei tanti confronti con il Direttore, stimai, e poi ne feci un piccolo approfondimento proprio in questo topic (penso in Aprile 2013), che una eventuale ristrutturazione CONSERVATIVA potesse costare intorno ai 3.500 euro/mq (quindi senza strafare e rimettere in esercizio il museo, intorno ai 25mil di euro).
Addirittura il Direttore sosteneva cifre superiori ai 100mil, ma evidentemente per un intervento di ben altra entità.

Ecco. Quindi é come se ci raccontassimo che ( migliore delle ipotesi ) Fiat Group avrebbe stanziato un budget di 23,5 mln per il recupero.... ma non riesce a racimolare l'ultimo mln e mezzo per arrivare a 25 e far partire i lavori. Motivo per cui svende due o tre pezzi... giusto i doppioni.

Perché non trova un milione e mezzo.

Un po' come dire che stanziamo ? 23,50 per andarci a mangiare pizza & birra con gli amici, ma all'ultimo momento mettiamo in vendita la casa di famiglia perché ci mancava l'ultimo euro e mezzo per pagare i funghi champignon sopra la pizza.

A questo punto dovrebbero essere già tutti piegati in due dalle risate. Almeno quelli che hanno presente quanto costano sciocchezze tipo uno spot televisivo, una sponsorizzazione sportiva, un pacchetto azionario Rcs. Roba che Fiat spende quotidianamente.
 
pilota54 ha scritto:
Gt_junior ha scritto:
pilota54 ha scritto:
Peraltro io stesso non sono molto distante dalla posizione, come dire, agnostica ed equidistante di Quattroruote. Se si deve vendere qualche doppione per investire sul museo stesso dobbiamo rassegnarci, è inutile stracciarsi le vesti. L'importante è che il museo sia salvo, ristrutturato, adeguato ai tempi e riaperto al più presto.

Senti, le strutture attuali sono state per anni trascurate, ma rappresentano la testmonianza di un'architettura che in Italia annoverava parecchie firme importanti.

Se vai a vedere le sedi della case tedesche, tutte hanno conservato la parte "vecchia", a testimoniare la radice da cui tutto è nato e vi hanno costruito adiacente le nuove strutture "adeguate ai tempi". Chiaro?

Veniamo alla questione dei doppioni.

Il ricorso di Fiat contro il vincolo (motivo di apertura di questo topic, te lo ricordo) citava pressapoco così (in rete se vuoi trovi tutto) :
Tranne qualche esemplare, il resto della collezione e' di bassa rilevanza storica. Ti risulta? Vorrei avere una tua risposta di conferma in merito.

Ora se oggi Fiat vuole vendere i doppioni, ( tutto da dimostrare che trattasi di veri doppioni, perché il concetto di doppione per i BBAA e in genere e' molto preciso) , probabilmente vuole vendere quelli di cui citava nella sua condroduzione al vincolo, ossia quelli di valore, per fare un po' di cassa e stato alle sue dichiarazioni aprire il museo esponendo vetture di scarsa rilevanza storica.

In questo modo, per quanto dichiarato da Fiat, essa ritiene di investire nella ristrutturazione pesante dell'edificio, cosa che giustificherebbe la sua azione di togliere il vincolo, per mostrare al pubblico cose di scarsa rilevanza storica.

Mi pare che a Fiat e ad altri manchi il concetto di "causa-effetto", oltre a soffrire di dubbie amnesie.

Poi viene la parte più fastidiosa.
Io se devo ricolorare la mia casa non posso farlo, se non di colore bianco o gialli no, perché la mia casa e' sotto tutela del parco del Sile, oltre a non poter neppure modificare una forometria esterna. È questo ci sta, nel rispetto della tutela del luogo dove vivo.
Al contrario Fiat può far intervenire il politico di turno, per far eliminare o modificare, questo non lo so, il vincolo deI BBAA perché poverina a lei non comoda e non può fare quello che vuole su cose sue.

Anch'io non posso fare ciò che voglio su cose mie, questo e' il limite, ma anche il fondamento del vivere comune in democrazia.

Rispondo essendo stato chiamato in causa.

- Il museo di Arese ho avuto il piacere di visitarlo 2 volte con un noto club di alfisti nazionale (facendo anche decine di foto (autorizzate). Quindi so bene cosa c'è dentro e come era tenuto fino alla mia seconda visita (circa 6 anni fa). A mio parere, al momento in cui l'ho visitato si trovava in buone condizioni, quindi su ciò sono d'accordo con te, anche sul fatto di lasciare invariate le parti di interesse architettonico-storico-artistico (penso che lo sarebbe anche Vittorio Sgarbi :D ).

- Sulla rilevanza storica dei modelli no, non concordo con Fiat perché la maggioranza sono modelli che hanno fatto la storia del marchio, non so però se ci siano dei "doppioni", che in tal caso sarebbero anche vendibili.

- Per quanto riguarda il resto, chiaro che le singole sotto-questioni siano difficili da interpretare e valutare e comunque passano sopra la nostra testa (e anche quella di riviste come Quattroruote) perché si tratta del governatore Maroni che sta trattando direttamente con Fiat Automobiles SPA, senza mediazioni.

A tal proposito potrei citare una fonte che ritengo "neutrale" come l'ag. di stampa ASCA:

07 Novembre 2013 - 15:01
(ASCA) - Milano, 7 nov - Le trattative per la riapertura al pubblico del museo storico dell'Alfa Romeno di Arese sono ''alla stretta finale'', tanto che ''una soluzione arrivera' entro fine mese''. L'annuncio e' del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. ''Stiamo lavorando in collaborazione con Fiat - ha detto il governatore lombardo nel corso della cerimona di presentazione dell'accordo Fiat-Expo 2015 - per mettere a disposizione di tutti il mitico museo Alfa di Arese. Ci sono ancora alcune criticita' burocratiche che stiamo risolvendo e la settimana prossima incontrero' il ministro Massimo Bray. Spero di poter annunciare entro la fine di novembre che tutti i problemi sono risolti. Cosi' - ha detto ancora Maroni - anche questo straordinario patrimonio di storia e di cultura, sara' messo a disposizione, ben prima di Expo, dei tanti appassionati delle auto del Biscione''. fcz/cam

- Vorrei infine precisare che essendo appassionato (nonché studioso, nel mio piccolo) del marchio Alfa Romeo fin dall'età di 3-4 anni (l'Alfa tra l'altro ha fatto parte della mia tesi di laurea in Economia) e avendo anche posseduto 7 vetture del biscione, spero quanto tutti Voi che il museo sia riaperto al più presto e che ci rimangano dentro tutte le magnifiche vetture che ci sono sempre state. Se poi mancheranno 2-3 doppioni pazienza, non ne farei un dramma.

Allora vediamo se mi segui nel discorso.

Quanto potranno valere 2 o 3 delle vetture, che tu chiami doppioni?
Mettiamo 2mil euro cadauno, fanno 6 mil euro.

Ora vuoi farci credere, che Fiat stia facendo tutto sto casino (ricorso al vincolo, chiusura per tre anni del museo, scomodare un vice-ministro per far togliere il vincolo di un istituto dello Stato) per vedere al suo orizzonte un ricavo da 6mil euro lordi (tasse..., spese legali e spese varie..)

Non dirmi che credi che il vincolo impedisse una ristrutturazione!!!! O che impedisse l'apertura del museo?

Inoltre Fiat avrebbe potuto fare solo ricorso sullo svincolo delle 2 o 3 vetture doppione. Giusto ?

Allora che mi dici?
 
pilota54 ha scritto:
Gt_junior ha scritto:
pilota54 ha scritto:
Peraltro io stesso non sono molto distante dalla posizione, come dire, agnostica ed equidistante di Quattroruote. Se si deve vendere qualche doppione per investire sul museo stesso dobbiamo rassegnarci, è inutile stracciarsi le vesti. L'importante è che il museo sia salvo, ristrutturato, adeguato ai tempi e riaperto al più presto.

Senti, le strutture attuali sono state per anni trascurate, ma rappresentano la testmonianza di un'architettura che in Italia annoverava parecchie firme importanti.

Se vai a vedere le sedi della case tedesche, tutte hanno conservato la parte "vecchia", a testimoniare la radice da cui tutto è nato e vi hanno costruito adiacente le nuove strutture "adeguate ai tempi". Chiaro?

Veniamo alla questione dei doppioni.

Il ricorso di Fiat contro il vincolo (motivo di apertura di questo topic, te lo ricordo) citava pressapoco così (in rete se vuoi trovi tutto) :
Tranne qualche esemplare, il resto della collezione e' di bassa rilevanza storica. Ti risulta? Vorrei avere una tua risposta di conferma in merito.

Ora se oggi Fiat vuole vendere i doppioni, ( tutto da dimostrare che trattasi di veri doppioni, perché il concetto di doppione per i BBAA e in genere e' molto preciso) , probabilmente vuole vendere quelli di cui citava nella sua condroduzione al vincolo, ossia quelli di valore, per fare un po' di cassa e stato alle sue dichiarazioni aprire il museo esponendo vetture di scarsa rilevanza storica.

In questo modo, per quanto dichiarato da Fiat, essa ritiene di investire nella ristrutturazione pesante dell'edificio, cosa che giustificherebbe la sua azione di togliere il vincolo, per mostrare al pubblico cose di scarsa rilevanza storica.

Mi pare che a Fiat e ad altri manchi il concetto di "causa-effetto", oltre a soffrire di dubbie amnesie.

Poi viene la parte più fastidiosa.
Io se devo ricolorare la mia casa non posso farlo, se non di colore bianco o gialli no, perché la mia casa e' sotto tutela del parco del Sile, oltre a non poter neppure modificare una forometria esterna. È questo ci sta, nel rispetto della tutela del luogo dove vivo.
Al contrario Fiat può far intervenire il politico di turno, per far eliminare o modificare, questo non lo so, il vincolo deI BBAA perché poverina a lei non comoda e non può fare quello che vuole su cose sue.

Anch'io non posso fare ciò che voglio su cose mie, questo e' il limite, ma anche il fondamento del vivere comune in democrazia.

Rispondo essendo stato chiamato in causa.

- Il museo di Arese ho avuto il piacere di visitarlo 2 volte con un noto club di alfisti nazionale (facendo anche decine di foto (autorizzate). Quindi so bene cosa c'è dentro e come era tenuto fino alla mia seconda visita (circa 6 anni fa). A mio parere, al momento in cui l'ho visitato si trovava in buone condizioni, quindi su ciò sono d'accordo con te, anche sul fatto di lasciare invariate le parti di interesse architettonico-storico-artistico (penso che lo sarebbe anche Vittorio Sgarbi :D ).

- Sulla rilevanza storica dei modelli no, non concordo con Fiat perché la maggioranza sono modelli che hanno fatto la storia del marchio, non so però se ci siano dei "doppioni", che in tal caso sarebbero anche vendibili.

- Per quanto riguarda il resto, chiaro che le singole sotto-questioni siano difficili da interpretare e valutare e comunque passano sopra la nostra testa (e anche quella di riviste come Quattroruote) perché si tratta del governatore Maroni che sta trattando direttamente con Fiat Automobiles SPA, senza mediazioni.

A tal proposito potrei citare una fonte che ritengo "neutrale" come l'ag. di stampa ASCA:

07 Novembre 2013 - 15:01
(ASCA) - Milano, 7 nov - Le trattative per la riapertura al pubblico del museo storico dell'Alfa Romeno di Arese sono ''alla stretta finale'', tanto che ''una soluzione arrivera' entro fine mese''. L'annuncio e' del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. ''Stiamo lavorando in collaborazione con Fiat - ha detto il governatore lombardo nel corso della cerimona di presentazione dell'accordo Fiat-Expo 2015 - per mettere a disposizione di tutti il mitico museo Alfa di Arese. Ci sono ancora alcune criticita' burocratiche che stiamo risolvendo e la settimana prossima incontrero' il ministro Massimo Bray. Spero di poter annunciare entro la fine di novembre che tutti i problemi sono risolti. Cosi' - ha detto ancora Maroni - anche questo straordinario patrimonio di storia e di cultura, sara' messo a disposizione, ben prima di Expo, dei tanti appassionati delle auto del Biscione''. fcz/cam

- Vorrei infine precisare che essendo appassionato (nonché studioso, nel mio piccolo) del marchio Alfa Romeo fin dall'età di 3-4 anni (l'Alfa tra l'altro ha fatto parte della mia tesi di laurea in Economia) e avendo anche posseduto 7 vetture del biscione, spero quanto tutti Voi che il museo sia riaperto al più presto e che ci rimangano dentro tutte le magnifiche vetture che ci sono sempre state. Se poi mancheranno 2-3 doppioni pazienza, non ne farei un dramma.

Ma cos'è un doppione?

Nel mondo dell'automobile non esiste.

Infatti per le auto esiste in concetto di REPLICA, ma non di doppione.
Ogni auto ha un suo numero di telaio univoco.

Poi nel mondo delle auto non di serie, quali quelle in questione, ad ogni telaio esiste una storia e molte volte anche delle differenze tecniche.
 
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