Fine degli OT. Torniamo a parlare del museo e della vergogna fiat.
Uno dei capolavori del museo che fiat vuole cancellare:
L'alfa P3.
Tratto da Wikipedia
"Progettata da Vittorio Jano, fu esplicitamente studiata per i Gran Premi e fu l?evoluzione della P2. Contemporaneamente si tratta della prima vettura Alfa Romeo progettata già in origine come monoposto e la seconda in totale nella produzione della casa dopo la Tipo A. La caratteristica principale che la distingueva dalla vettura precedente era la possibilità di prendere parte a corse di lunga durata.
Era dotata di un motore a 8 cilindri in linea con un sistema di sovralimentazione. Aveva un peso di 680 kg, poco per le vetture dell?epoca. Il motivo era che il monoblocco non era in ghisa.
La P3 debuttò nel giugno del 1932. Vinse la prima gara con Tazio Nuvolari nello stesso anno. La stagione proseguì con altre sei vittorie, tra cui i più importanti gran Premi dell?epoca, vale a dire quelli d?Italia, di Francia e di Germania. L?altra guida era Rudolf Caracciola.
Nel 1933 il reparto che si occupava delle competizioni, l?Alfa Corse, entrò in crisi finanziaria. La partecipazione alle competizioni fu di conseguenza sospesa. Di questi anni è il cambiamento di nome del reparto che preparava e portava in gara le vetture da competizione, in Scuderia Ferrari. In quell?anno non partecipò alle prime 25 competizioni e riprese l?attività nelle competizioni in Agosto. Vinse 6 delle 11 corse , tra cui i Gran Premi di Italia e di Spagna.
Il cambio dei regolamenti del 1934 portarono alla possibilità di un aumento della cilindrata, che fu incrementata a 2900 cc. Louis Chiron vinse il Gran Premio di Francia ma le altre quattro competizioni maggiori del campionato europeo vennero dominate dalle Frecce d'argento (Mercedes e Auto Union) tedesche. Nel complesso la P3 vinse comunque 18 dei 35 Gran Premi programmati per quella stagione.
Il 1935 fu caratterizzato da una perdita di competitività a causa della superiorità delle automobili tedesche. Questo però non impedì alla P3 di conquistare un'ultima importante vittoria. La cilindrata del propulsore fu portata a 3,2 litri per il Gran Premio di Germania in cui Tazio Nuvolari accantonò la già utilizzata nuova vettura Bimotore per la "vecchia" P3 e conquistò una vittoria entrata nella leggenda, sotto lo sguardo di 300.000 spettatori tedeschi. In testa per la maggior parte della gara, fu superato dalla più potente Mercedes Benz W25 di Manfred von Brauchitsch a causa di una fermata ai box per una foratura di una gomma ma riuscì a superare all'ultimo giro l'avversario, anch'esso attardato da un problema analogo.
La versatilità e l?agilità della P3 permise alla vettura di vincere 16 dei 39 Gran Premi della stagione 1935. È considerata una tra le più riuscite auto da gara."
Da segnalare la vittoria al Nurburgring ottenuta da Nuvolari, contro ogni pronostico e che gli valse il soprannome "Der teufel".
Altra particolarità Nuvolari aveva fatto dipingere il motto "donne e motori, gioie e dolori" e la tartaruga donatagli da D'Annu