<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Ma il Sud.....Peggio della Grecia | Page 6 | Il Forum di Quattroruote

Ma il Sud.....Peggio della Grecia

Trotto@81 ha scritto:
La questione italiana non centra con l'euro, ma i prezzi fissi per le due macro-aree (stessa moneta) ha svantaggiato il Meridione, proprio come la moneta unica ha reso l'Italia intera il Meridione d'Europa.
Se un litro di latte prodotto in Italia costa 1,15?, mentre quello tedesco 0,80?, è normale che il consumatore italiano preferisca il secondo, distruggendo così lavoro nel proprio Paese. Tutto ciò non è opinabile, inutile fare i saltimbanco.

C'è poco da saltimbancare... per il latte si spende una frazione di ciò che se ne va per il telefono. A me, italiano quanto te e come chiunque scelga quello tedesco per 35 centesimi, interessa bere latte italiano e lo pago quel che costa senza aprire becco e senza andare a cercare o a chiedere se c'è latte che costa meno. Forse perché da bambino ho munto delle mucche a mano, ne ho bevuto il latte fresco e so di cosa si parla? Forse perché cerco di lavorare bene e mi interessa che i lavori ben fatti vengano pagati il giusto, tutti? Se ci spostiamo più a est troveremo latte a 0,50... quindi compriamo quello perché costa meno e diamo dei ladri ai nostri allevatori? Allora sì che ci meritiamo tutto quello che abbiamo. Peraltro bisognerebbe andare ad indagare quanto viene pagato al produttore, che poi sarebbe la causa prima della sparizione (viene pagato meno del costo...) del latte italiano. Il consumatore oggi non sceglie, beve quello che gli danno da bere e si interessa attivamente di un ventesimo di ciò che lambisce la sua vita. Andasse a vedere come viene prodotto il latte a 0,80 forse (forse...) cambierebbe idea. Se non ci va, si merita il latte che compra. Come è sempre stato, peraltro.
La moneta di minor valore alla lunga si rivela essere equivalente alla cassa integrazione per il disoccupato. In itaglia (non) funziona così: molti rifiutano il lavoro perché tanto i soldi li prendono lo stesso e in più hanno del tempo libero, magari per qualche lavoretto nero. In Germania al secondo lavoro che rifiuti te la tolgono. E allora col tempo libero ti ci potrai pulire il cù.
Non è la moneta bivalente di per sé che salverà il Sud, è l'uso che se ne farà... e qui non siamo capaci, ad usarla.
 
trinacrio ha scritto:
angelo0 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Trotto@81 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
e io di lavoro ( in genere )
Per quello dicevo che ci sara' sempre meno bisogno ( in assoluto ) di lavoratori.
Lo sviluppo tecnologico porterà ad un aumento di produttività, che vuol dire che un operaio a parità di salario potrà lavorare meno, o guadagnare di più lavorando le stesse ore.
Il mondo dove tutto funziona senza l'uomo è pura fantascienza.
Da precedenti topic registro che i giovani sono diventati fannulloni dopo l'inizio della crisi, oppure di imprenditori che ancora si adirano se qualche ragazzo gli chiede quanto poco prenderà per il lavoro che dovrà svolgere.

Ma in che film hai visto che un padr....datore di lavoro che
ti fa lavorare meno alla stessa paga di quando lavoravi di piu' :shock: :?: :shock:
Qui sono daccordo con trotto.forse non hai capito bene e cosa si rivolgesse Trotto.Un miglioramento del posto di lavoro nella sua tecnologia,tecnicamente puo portare ad un sviluppoo produttivo e di conseguenza a meno lavoro fisico, ma, piu produzione.

E anche meno personale, o no?
..Puo succedere,tutto dipende di quale serietá sia il datore di lavoro. ma per questo esistono accordi e leggi.
 
:rolleyes:
angelo0 ha scritto:
trinacrio ha scritto:
angelo0 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Trotto@81 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
e io di lavoro ( in genere )
Per quello dicevo che ci sara' sempre meno bisogno ( in assoluto ) di lavoratori.
Lo sviluppo tecnologico porterà ad un aumento di produttività, che vuol dire che un operaio a parità di salario potrà lavorare meno, o guadagnare di più lavorando le stesse ore.
Il mondo dove tutto funziona senza l'uomo è pura fantascienza.
Da precedenti topic registro che i giovani sono diventati fannulloni dopo l'inizio della crisi, oppure di imprenditori che ancora si adirano se qualche ragazzo gli chiede quanto poco prenderà per il lavoro che dovrà svolgere.

Ma in che film hai visto che un padr....datore di lavoro che
ti fa lavorare meno alla stessa paga di quando lavoravi di piu' :shock: :?: :shock:
Qui sono daccordo con trotto.forse non hai capito bene e cosa si rivolgesse Trotto.Un miglioramento del posto di lavoro nella sua tecnologia,tecnicamente puo portare ad un sviluppoo produttivo e di conseguenza a meno lavoro fisico, ma, piu produzione.

E anche meno personale, o no?
..Puo succedere,tutto dipende di quale serietá sia il datore di lavoro. ma per questo esistono accordi e leggi.

Ottimista irriducibile

Smlle
 
Grattaballe ha scritto:
C'è poco da saltimbancare... per il latte si spende una frazione di ciò che se ne va per il telefono. A me, italiano quanto te e come chiunque scelga quello tedesco per 35 centesimi, interessa bere latte italiano e lo pago quel che costa senza aprire becco e senza andare a cercare o a chiedere se c'è latte che costa meno. Forse perché da bambino ho munto delle mucche a mano, ne ho bevuto il latte fresco e so di cosa si parla? Forse perché cerco di lavorare bene e mi interessa che i lavori ben fatti vengano pagati il giusto, tutti? Se ci spostiamo più a est troveremo latte a 0,50... quindi compriamo quello perché costa meno e diamo dei ladri ai nostri allevatori? Allora sì che ci meritiamo tutto quello che abbiamo. Peraltro bisognerebbe andare ad indagare quanto viene pagato al produttore, che poi sarebbe la causa prima della sparizione (viene pagato meno del costo...) del latte italiano. Il consumatore oggi non sceglie, beve quello che gli danno da bere e si interessa attivamente di un ventesimo di ciò che lambisce la sua vita. Andasse a vedere come viene prodotto il latte a 0,80 forse (forse...) cambierebbe idea. Se non ci va, si merita il latte che compra. Come è sempre stato, peraltro.
La moneta di minor valore alla lunga si rivela essere equivalente alla cassa integrazione per il disoccupato. In itaglia (non) funziona così: molti rifiutano il lavoro perché tanto i soldi li prendono lo stesso e in più hanno del tempo libero, magari per qualche lavoretto nero. In Germania al secondo lavoro che rifiuti te la tolgono. E allora col tempo libero ti ci potrai pulire il cù.
Non è la moneta bivalente di per sé che salverà il Sud, è l'uso che se ne farà... e qui non siamo capaci, ad usarla.
Tu sei sicuro che il latte tedesco sia peggiore del nostro, se non migliore?
Che tu scelga latte italiano è un bene, lo stesso faccio io, ma non è la regola. La gente compra il prodotto più economico o con il miglior rapporto qualità prezzo.
La Germania ha iniziato il suo percorso di industrializzazione qualche secolo prima di noi, normale che riescano a garantire prezzi migliori, che non vuol dire prodotto peggiore.
Il mercato segue la regola della domanda e dell'offerta, fin dai tempi del baratto. Se non capiamo questo andremo a sbattere quanto prima, e ci faremo davvero male.
 
arizona77 ha scritto:
Ma in che film hai visto che un padr....datore di lavoro che
ti fa lavorare meno alla stessa paga di quando lavoravi di piu' :shock: :?: :shock:
Non l'avrò visto direttamente, visto che non ero ancora nato, ma il capitalismo vero ha funzionato per qualche decennio. Per esempio negli USA, dal 1890 al 1920 salario reale e produttività crescono di pari passo. Dal 1920 in poi la produttività cresce meno del salario reale, con in mezzo una crisi finanziaria e una guerra mondiale, poi dal 46 al 70 crescono bene o male ancora di pari passo - c'è voluta una guerra per sistemare un po' le cose, e dagli anni 70 la produttività ha preso il volo, ma i salari reali hanno iniziato a stagnare, fino ad arrivare ai giorni nostri. Fonte: Rick Wolf from Historical Statistics of US.
Come vedi quello che per te è fantascienza è stata realtà.
 
arizona77 ha scritto:
:rolleyes:
angelo0 ha scritto:
trinacrio ha scritto:
angelo0 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Trotto@81 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
e io di lavoro ( in genere )
Per quello dicevo che ci sara' sempre meno bisogno ( in assoluto ) di lavoratori.
Lo sviluppo tecnologico porterà ad un aumento di produttività, che vuol dire che un operaio a parità di salario potrà lavorare meno, o guadagnare di più lavorando le stesse ore.
Il mondo dove tutto funziona senza l'uomo è pura fantascienza.
Da precedenti topic registro che i giovani sono diventati fannulloni dopo l'inizio della crisi, oppure di imprenditori che ancora si adirano se qualche ragazzo gli chiede quanto poco prenderà per il lavoro che dovrà svolgere.

Ma in che film hai visto che un padr....datore di lavoro che
ti fa lavorare meno alla stessa paga di quando lavoravi di piu' :shock: :?: :shock:
Qui sono daccordo con trotto.forse non hai capito bene e cosa si rivolgesse Trotto.Un miglioramento del posto di lavoro nella sua tecnologia,tecnicamente puo portare ad un sviluppoo produttivo e di conseguenza a meno lavoro fisico, ma, piu produzione.

E anche meno personale, o no?
..Puo succedere,tutto dipende di quale serietá sia il datore di lavoro. ma per questo esistono accordi e leggi.

Ottimista irriducibile

Smlle
non conosco altri metodi....45 anni di lavoro tutti all estero.Se poi in Italia in tutto ci vuole la lupara,non posso farci niente. Io voglio credere sempre, che l Italia sia una nazione civile,nonostante tanti problemi.
 
vonkrosigk ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
vonkrosigk ha scritto:
spero che il concetto sia chiaro.

Il concetto è chiarissimo. Però permettimi un'osservazione; a metà anni '80 facevo lo studente di belle speranze alle superiori, ed un mio professore ci rompeva gli zebedei ogni giorno dicendoci "ricordatevi che nel 1993 (se ricordo bene la data) verranno aperte le frontiere, o vi prendete un titolo di studio valido, o vi troverete in concorrenza con molte persone a basso titolo di studio di tutta Europa".
Questo per dirti che è versissimo che il muratore dal sud Italia non può andare ad helsinki o a Berlino o a Copenaghen; ma l'ingegnere o il tecnico specializzato del sud Italia ci vanno senza problemi, ed alla grande.
Quindi è un problema di moneta o di bassa scolarizzazione?

a parte che le frontiere si sono aperte un po prima.... i prodotti made in china erano sui nostri scaffali già dagli anni '70! e dall'est-europa oggi vengono ancora muratori e badanti per più del 90%, non ingegneri o medici.

A parte che stiamo parlando di persone, quindi pure io parlavo di libera circolazione delle persone, non delle merci, e quele frontiere sono state proprio aperte nel '93 ed era a quello che si riferiva il mio professore, hai proprio risposto alla mia affermazione; con le frontiere aperte dall'est europa arrivano un sacco di lavoraori a basso titolo di studio, quindi il muratore calabrese che vorrebbe andare ad helsinki si trova il posto già occupato dal muratore bulgaro, rumeno, serbo. Ma non se li trova solo ad Helsinki, se li trova anche a Milano, Firenze, Roma e Reggio Calabria.

comunque.....forse non hai capito il problema.... l'Ingegnere calabrese ad helsinki NON ci dovrebbe andare proprio!!!!
è la perdita di competitività che ti causa la moneta forte a farti emigrare!!!!!!!!!!!!! Questo è il concetto che deve essere chiaro!
l'esempio degli USA e della germania-est è lampante!
oltre al fatto che, come riportavo nel commento non mio, se la lira era moneta forte per il suditalia figuriamoci l'euro!

Ma tu pensi che con la lira gli ingegneri non emigravano all'estero? Comunque mettiamo pure che un ingegnere non debba emigrare ( e sarebbe meglio). Guarda che una multinazionale od uno studio ingegneristico aprono al nord italia invece che a Reggio Calabria non è un problema di moneta, ma di sistema paese. Se Bosch fa tutti i common rail in Puglia non è che li fa li perchè l'aria del basso adriatico fa bene ai componenti, li fa li perchè li ha trovato le condizioni ideali per aprire un'unità produttiva; se smette di farli li e li sposta altrove è lo stesso discorso. Se i prduttori di auto preferiscono aprire fabbriche in Inghilterra, Francia, Spagna e non in Italia non è un problema di moneta, perchè la sterlina è più forte dell'euro, e Francia e Spagna hanno l'euro come l'Italia. I problemi stanno altrove.
 
Trotto@81 ha scritto:
Grattaballe ha scritto:
C'è poco da saltimbancare... per il latte si spende una frazione di ciò che se ne va per il telefono. A me, italiano quanto te e come chiunque scelga quello tedesco per 35 centesimi, interessa bere latte italiano e lo pago quel che costa senza aprire becco e senza andare a cercare o a chiedere se c'è latte che costa meno. Forse perché da bambino ho munto delle mucche a mano, ne ho bevuto il latte fresco e so di cosa si parla? Forse perché cerco di lavorare bene e mi interessa che i lavori ben fatti vengano pagati il giusto, tutti? Se ci spostiamo più a est troveremo latte a 0,50... quindi compriamo quello perché costa meno e diamo dei ladri ai nostri allevatori? Allora sì che ci meritiamo tutto quello che abbiamo. Peraltro bisognerebbe andare ad indagare quanto viene pagato al produttore, che poi sarebbe la causa prima della sparizione (viene pagato meno del costo...) del latte italiano. Il consumatore oggi non sceglie, beve quello che gli danno da bere e si interessa attivamente di un ventesimo di ciò che lambisce la sua vita. Andasse a vedere come viene prodotto il latte a 0,80 forse (forse...) cambierebbe idea. Se non ci va, si merita il latte che compra. Come è sempre stato, peraltro.
La moneta di minor valore alla lunga si rivela essere equivalente alla cassa integrazione per il disoccupato. In itaglia (non) funziona così: molti rifiutano il lavoro perché tanto i soldi li prendono lo stesso e in più hanno del tempo libero, magari per qualche lavoretto nero. In Germania al secondo lavoro che rifiuti te la tolgono. E allora col tempo libero ti ci potrai pulire il cù.
Non è la moneta bivalente di per sé che salverà il Sud, è l'uso che se ne farà... e qui non siamo capaci, ad usarla.
Tu sei sicuro che il latte tedesco sia peggiore del nostro, se non migliore?
Che tu scelga latte italiano è un bene, lo stesso faccio io, ma non è la regola. La gente compra il prodotto più economico o con il miglior rapporto qualità prezzo.
La Germania ha iniziato il suo percorso di industrializzazione qualche secolo prima di noi, normale che riescano a garantire prezzi migliori, che non vuol dire prodotto peggiore.
Il mercato segue la regola della domanda e dell'offerta, fin dai tempi del baratto. Se non capiamo questo andremo a sbattere quanto prima, e ci faremo davvero male.

E' giusto... ma dovremmo essere noi a governare il mercato, non viceversa. Il mercato è una bestia senza coscienza, che si autoalimenta. Seguendolo ad occhi chiusi ci faremmo un male ancora peggiore, forse definitivo.
 
Grattaballe ha scritto:
C'è poco da saltimbancare... per il latte si spende una frazione di ciò che se ne va per il telefono. A me, italiano quanto te e come chiunque scelga quello tedesco per 35 centesimi, interessa bere latte italiano e lo pago quel che costa senza aprire becco e senza andare a cercare o a chiedere se c'è latte che costa meno. Forse perché da bambino ho munto delle mucche a mano, ne ho bevuto il latte fresco e so di cosa si parla? Forse perché cerco di lavorare bene e mi interessa che i lavori ben fatti vengano pagati il giusto, tutti?

Quello che rompe, per il latte fresco così come molti altri prodotti "della campagna", è sapere che, alla stalla, viene pagato 0,35 ?/l e poi, sullo scaffale te lo ritrovi a 1,60 ? che, francamente, mi sembra un prezzo veramente eccessivo. Credo che abbia pochi eguali in altri paesi.
Come al solito si perde tutto nella "filiera", il consumatore paga caro e il produttore non prende niente.
 
renatom ha scritto:
Grattaballe ha scritto:
C'è poco da saltimbancare... per il latte si spende una frazione di ciò che se ne va per il telefono. A me, italiano quanto te e come chiunque scelga quello tedesco per 35 centesimi, interessa bere latte italiano e lo pago quel che costa senza aprire becco e senza andare a cercare o a chiedere se c'è latte che costa meno. Forse perché da bambino ho munto delle mucche a mano, ne ho bevuto il latte fresco e so di cosa si parla? Forse perché cerco di lavorare bene e mi interessa che i lavori ben fatti vengano pagati il giusto, tutti?

Quello che rompe, per il latte fresco così come molti altri prodotti "della campagna", è sapere che, alla stalla, viene pagato 0,35 ?/l e poi, sullo scaffale te lo ritrovi a 1,60 ? che, francamente, mi sembra un prezzo veramente eccessivo. Credo che abbia pochi eguali in altri paesi.
Come al solito si perde tutto nella "filiera", il consumatore paga caro e il produttore non prende niente.

Per l'appunto... il latte italiano non sparisce perché costa troppo comprarlo ma perché non conviene più produrlo. Sono due situazioni ben diverse e la seconda ha dato il via a una sequela di comportamenti poco etici (sovrasfruttamento del bestiame, contaminazione del prodotto, accesso non dovuto a finanziamenti per aprire/chiudere le stalle, le stesse quote latte, ecc. ) che hanno segnato pesantemente la produzione. E tutto perché non si vuole pagare il giusto ciò che ancora lo vale. E tutto per vedere 16 marchi diversi di latte sugli scaffali, per ammaliare l'occhio spento del consumatore oramai assuefatto alla grandeur. Come ho messo in firma e mai come oggi oltre che sempre più: troppa scelta = nessuna scelta. ;)
 
renatom ha scritto:
Grattaballe ha scritto:
C'è poco da saltimbancare... per il latte si spende una frazione di ciò che se ne va per il telefono. A me, italiano quanto te e come chiunque scelga quello tedesco per 35 centesimi, interessa bere latte italiano e lo pago quel che costa senza aprire becco e senza andare a cercare o a chiedere se c'è latte che costa meno. Forse perché da bambino ho munto delle mucche a mano, ne ho bevuto il latte fresco e so di cosa si parla? Forse perché cerco di lavorare bene e mi interessa che i lavori ben fatti vengano pagati il giusto, tutti?

Quello che rompe, per il latte fresco così come molti altri prodotti "della campagna", è sapere che, alla stalla, viene pagato 0,35 ?/l e poi, sullo scaffale te lo ritrovi a 1,60 ? che, francamente, mi sembra un prezzo veramente eccessivo. Credo che abbia pochi eguali in altri paesi.
Come al solito si perde tutto nella "filiera", il consumatore paga caro e il produttore non prende niente.

Non è un caso che l'UE abbia imposto le quote e tutta una serie di condizioni per monopolizzare il controllo sulla produzione.
Bisogna tornare alla produzione sostenibile e al consumo di prodotti a km zero. Comprerei volentieri latte direttamente dall'allevatore anche a ? 1,00 al lt.
 
economyrunner ha scritto:
renatom ha scritto:
Grattaballe ha scritto:
C'è poco da saltimbancare... per il latte si spende una frazione di ciò che se ne va per il telefono. A me, italiano quanto te e come chiunque scelga quello tedesco per 35 centesimi, interessa bere latte italiano e lo pago quel che costa senza aprire becco e senza andare a cercare o a chiedere se c'è latte che costa meno. Forse perché da bambino ho munto delle mucche a mano, ne ho bevuto il latte fresco e so di cosa si parla? Forse perché cerco di lavorare bene e mi interessa che i lavori ben fatti vengano pagati il giusto, tutti?

Quello che rompe, per il latte fresco così come molti altri prodotti "della campagna", è sapere che, alla stalla, viene pagato 0,35 ?/l e poi, sullo scaffale te lo ritrovi a 1,60 ? che, francamente, mi sembra un prezzo veramente eccessivo. Credo che abbia pochi eguali in altri paesi.
Come al solito si perde tutto nella "filiera", il consumatore paga caro e il produttore non prende niente.

Non è un caso che l'UE abbia imposto le quote e tutta una serie di condizioni per monopolizzare il controllo sulla produzione.
Bisogna tornare alla produzione sostenibile e al consumo di prodotti a km zero. Comprerei volentieri latte direttamente dall'allevatore anche a ? 1,00 al lt.

Anch'io....ma i soldi glieli voglio dare in mano...direttamente! ;)
 
angelo0 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
:rolleyes:
angelo0 ha scritto:
trinacrio ha scritto:
angelo0 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Trotto@81 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
e io di lavoro ( in genere )
Per quello dicevo che ci sara' sempre meno bisogno ( in assoluto ) di lavoratori.
Lo sviluppo tecnologico porterà ad un aumento di produttività, che vuol dire che un operaio a parità di salario potrà lavorare meno, o guadagnare di più lavorando le stesse ore.
Il mondo dove tutto funziona senza l'uomo è pura fantascienza.
Da precedenti topic registro che i giovani sono diventati fannulloni dopo l'inizio della crisi, oppure di imprenditori che ancora si adirano se qualche ragazzo gli chiede quanto poco prenderà per il lavoro che dovrà svolgere.

Ma in che film hai visto che un padr....datore di lavoro che
ti fa lavorare meno alla stessa paga di quando lavoravi di piu' :shock: :?: :shock:
Qui sono daccordo con trotto.forse non hai capito bene e cosa si rivolgesse Trotto.Un miglioramento del posto di lavoro nella sua tecnologia,tecnicamente puo portare ad un sviluppoo produttivo e di conseguenza a meno lavoro fisico, ma, piu produzione.

E anche meno personale, o no?
..Puo succedere,tutto dipende di quale serietá sia il datore di lavoro. ma per questo esistono accordi e leggi.

Ottimista irriducibile

Smlle
non conosco altri metodi....45 anni di lavoro tutti all estero.Se poi in Italia in tutto ci vuole la lupara,non posso farci niente. Io voglio credere sempre, che l Italia sia una nazione civile,nonostante tanti problemi.

Allora devo confermare
 
economyrunner ha scritto:
renatom ha scritto:
Grattaballe ha scritto:
C'è poco da saltimbancare... per il latte si spende una frazione di ciò che se ne va per il telefono. A me, italiano quanto te e come chiunque scelga quello tedesco per 35 centesimi, interessa bere latte italiano e lo pago quel che costa senza aprire becco e senza andare a cercare o a chiedere se c'è latte che costa meno. Forse perché da bambino ho munto delle mucche a mano, ne ho bevuto il latte fresco e so di cosa si parla? Forse perché cerco di lavorare bene e mi interessa che i lavori ben fatti vengano pagati il giusto, tutti?

Quello che rompe, per il latte fresco così come molti altri prodotti "della campagna", è sapere che, alla stalla, viene pagato 0,35 ?/l e poi, sullo scaffale te lo ritrovi a 1,60 ? che, francamente, mi sembra un prezzo veramente eccessivo. Credo che abbia pochi eguali in altri paesi.
Come al solito si perde tutto nella "filiera", il consumatore paga caro e il produttore non prende niente.

Non è un caso che l'UE abbia imposto le quote e tutta una serie di condizioni per monopolizzare il controllo sulla produzione.
Bisogna tornare alla produzione sostenibile e al consumo di prodotti a km zero. Comprerei volentieri latte direttamente dall'allevatore anche a ? 1,00 al lt.

Non so da voi.
Qua quando mi succede alle fiere di trovare agresti. chevendono
Costa di più che allo Iper
 
arizona77 ha scritto:
Non so da voi.
Qua quando mi succede alle fiere di trovare agresti. chevendono
Costa di più che allo Iper

Non c'ho mai fatto caso, però all'ultimo dell'anno ebbi un accesa discussione con uno degli invitati proprio sul latte; io peroravo la causa dei prodotti ( e quindi, nello specifico, del latte) locali, ed uno mi salta su dicendo che non capisco nulla, che il latte è sempre uguale, che quello locale costa il 20% in più di quello della coop; faccio presente che il locale è appunto locale, e quindi deriva talvolta da allevamenti piccoli e/o in zone alpestri, quello della coop chissà da dove viene; ma questi convinto, il latte è sempre uguale, su quello locale ci fanno la cresta ed è solo per questo che costa di più.
Io rimango delle mie idee, e forse il motivo è lo stesso nel tuo caso: il latte iper chissà da dove viene, il locale sai da dove viene; o forse ci mangiano semplicemente sopra
 
Back
Alto