<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> ma alla Cgil non | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

ma alla Cgil non

Pik39 ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Pik39 ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Mah, nessuno si aspettava tanti NO, a mio avviso il sindacato ha perso fino ad un certo punto.
Marchionne ormai sarà costretto a dare il via libera agli investimenti promessi ma ci penserà bene prima di forzare la mano sulle parti più controverse dell'accordo(si pensi ai turni di 10 ore, alla questione della rappresentanza e via dicendo). Dubito inoltre vorrà intraprendere ulteriori scontri simili in futuro visto che l'esito è tutt'altro che scontato e che la FIOM ha dimostrato di non essere certo una sparuta minoranza.
E' andata proprio come doveva andare per il bene di tutti(a mio avviso), vittoria del si ma risicata.

Anche io mi auguro - per la pax sociale - che si comporti con prudenza ed oculatezza nei rapporti col personale, ma è indubbio che il risultato è stato favorevole alla linea da lui portata avanti ed avrebbe tutte le prerogative per procedere in questo senso. Come dicevano i nostri nonni, "vicino non conta". :D
Vicino conta eccome invece... Marchionne adesso darà il via libera agli investimenti, adeguerà la capacità produttiva, effettuerà investimenti sugli impianti.
Se volesse poi forzare troppo la mano su alcuni punti dell'accordo, o introdurne di nuovi, dovrà comunque fare i conti con il sindacato che ha dimostrato di pesare parecchio. Uno sciopero che costringe l'azienda a tenere fermi gli impianti per un'intera giornata inciderebbe terribilmente sulla produttività tanto cara(giustamente) a Sergio... E stai tranquillo che se un lavoratore su due non lavora Mirafiori si ferma. Ma possiamo stare tranquilli, Marchionne tutto ciò lo sa benissimo, e in futuro cercherà di essere più dialogante.
Saluti

Scusami, ma siamo su lunghezze d'onda diverse: nessuno può impedire ad un'azienda di chiudere una realtà e trasferirla altrove se non giudica più remunerativa la situazione in opera. Il dato di fatto è che il potere contrattuale dei lavoratori è stato ridotto drasticamente perchè questi hanno tutto l'interesse a conservare il posto di lavoro, mentre alla controparte sono stati offerti incentivi e mano d'opera a prezzi contenuti per il trasferimento degli stabilimenti in Europa (Serbia) od in America (Canada). Quindi, come vedi, la decisione finale è in mano alla Fiat che ha detto chiaramente per bocca dell'AD che MIrafiori così come è strutturata, non è remunerativa.
Già, ma una volta effettuati pesanti investimenti sugli impianti e aver portato avanti l'aumento della capacità produttiva chiudere lo stabilimento e spostare tutto diventa molto meno conveniente.

Marchionne adesso pensi ad investire, ha avuto il si dei lavoratori e non può tirarsi indietro. Se tra un paio di anni le cose andranno come devono andare ci avranno guadagnato tutti(pure noi come italiani), se invece deciderà di intraprendere ulteriori e DANNOSI scontri frontali se la vedrà con il sindacato.
Saluti
 
considerando il casino che si sta facendo su questa vicenda, non oso immaginare quando chiuderà termini imerese
 
belpietro ha scritto:
sulla seconda è tutto ancora da vedere.
uno se lo può augurare

I piani aziendali servono a cercare una rotta diversa. Non è detto di trovarla ma se le parti in causa credono al progetto (è questo il caso??) il risultato di solito lo si conquista.
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Pik39 ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Pik39 ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Mah, nessuno si aspettava tanti NO, a mio avviso il sindacato ha perso fino ad un certo punto.
Marchionne ormai sarà costretto a dare il via libera agli investimenti promessi ma ci penserà bene prima di forzare la mano sulle parti più controverse dell'accordo(si pensi ai turni di 10 ore, alla questione della rappresentanza e via dicendo). Dubito inoltre vorrà intraprendere ulteriori scontri simili in futuro visto che l'esito è tutt'altro che scontato e che la FIOM ha dimostrato di non essere certo una sparuta minoranza.
E' andata proprio come doveva andare per il bene di tutti(a mio avviso), vittoria del si ma risicata.

Anche io mi auguro - per la pax sociale - che si comporti con prudenza ed oculatezza nei rapporti col personale, ma è indubbio che il risultato è stato favorevole alla linea da lui portata avanti ed avrebbe tutte le prerogative per procedere in questo senso. Come dicevano i nostri nonni, "vicino non conta". :D
Vicino conta eccome invece... Marchionne adesso darà il via libera agli investimenti, adeguerà la capacità produttiva, effettuerà investimenti sugli impianti.
Se volesse poi forzare troppo la mano su alcuni punti dell'accordo, o introdurne di nuovi, dovrà comunque fare i conti con il sindacato che ha dimostrato di pesare parecchio. Uno sciopero che costringe l'azienda a tenere fermi gli impianti per un'intera giornata inciderebbe terribilmente sulla produttività tanto cara(giustamente) a Sergio... E stai tranquillo che se un lavoratore su due non lavora Mirafiori si ferma. Ma possiamo stare tranquilli, Marchionne tutto ciò lo sa benissimo, e in futuro cercherà di essere più dialogante.
Saluti

Scusami, ma siamo su lunghezze d'onda diverse: nessuno può impedire ad un'azienda di chiudere una realtà e trasferirla altrove se non giudica più remunerativa la situazione in opera. Il dato di fatto è che il potere contrattuale dei lavoratori è stato ridotto drasticamente perchè questi hanno tutto l'interesse a conservare il posto di lavoro, mentre alla controparte sono stati offerti incentivi e mano d'opera a prezzi contenuti per il trasferimento degli stabilimenti in Europa (Serbia) od in America (Canada). Quindi, come vedi, la decisione finale è in mano alla Fiat che ha detto chiaramente per bocca dell'AD che MIrafiori così come è strutturata, non è remunerativa.
Già, ma una volta effettuati pesanti investimenti sugli impianti e aver portato avanti l'aumento della capacità produttiva chiudere lo stabilimento e spostare tutto diventa molto meno conveniente.

Marchionne adesso pensi ad investire, ha avuto il si dei lavoratori e non può tirarsi indietro. Se tra un paio di anni le cose andranno come devono andare ci avranno guadagnato tutti(pure noi come italiani), se invece deciderà di intraprendere ulteriori e DANNOSI scontri frontali se la vedrà con il sindacato.
Saluti
Comunque, a titolo di cronaca, il mio parere era di positività sull'accordo. Speravo però che il risultato fosse equilibrato e che i sindacati non soccombessero, e così è andata. Se tutte le forze in campo trarranno insegnamento da questa vicenda si potrà lavorare per rendere più produttive le aziende e più remunerativo il lavoro in un'ottica di dialogo e non di scontro. E' quello che serve all'Italia.
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Pik39 ha scritto:
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Pik39 ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Mah, nessuno si aspettava tanti NO, a mio avviso il sindacato ha perso fino ad un certo punto.
Marchionne ormai sarà costretto a dare il via libera agli investimenti promessi ma ci penserà bene prima di forzare la mano sulle parti più controverse dell'accordo(si pensi ai turni di 10 ore, alla questione della rappresentanza e via dicendo). Dubito inoltre vorrà intraprendere ulteriori scontri simili in futuro visto che l'esito è tutt'altro che scontato e che la FIOM ha dimostrato di non essere certo una sparuta minoranza.
E' andata proprio come doveva andare per il bene di tutti(a mio avviso), vittoria del si ma risicata.

Anche io mi auguro - per la pax sociale - che si comporti con prudenza ed oculatezza nei rapporti col personale, ma è indubbio che il risultato è stato favorevole alla linea da lui portata avanti ed avrebbe tutte le prerogative per procedere in questo senso. Come dicevano i nostri nonni, "vicino non conta". :D
Vicino conta eccome invece... Marchionne adesso darà il via libera agli investimenti, adeguerà la capacità produttiva, effettuerà investimenti sugli impianti.
Se volesse poi forzare troppo la mano su alcuni punti dell'accordo, o introdurne di nuovi, dovrà comunque fare i conti con il sindacato che ha dimostrato di pesare parecchio. Uno sciopero che costringe l'azienda a tenere fermi gli impianti per un'intera giornata inciderebbe terribilmente sulla produttività tanto cara(giustamente) a Sergio... E stai tranquillo che se un lavoratore su due non lavora Mirafiori si ferma. Ma possiamo stare tranquilli, Marchionne tutto ciò lo sa benissimo, e in futuro cercherà di essere più dialogante.
Saluti

Scusami, ma siamo su lunghezze d'onda diverse: nessuno può impedire ad un'azienda di chiudere una realtà e trasferirla altrove se non giudica più remunerativa la situazione in opera. Il dato di fatto è che il potere contrattuale dei lavoratori è stato ridotto drasticamente perchè questi hanno tutto l'interesse a conservare il posto di lavoro, mentre alla controparte sono stati offerti incentivi e mano d'opera a prezzi contenuti per il trasferimento degli stabilimenti in Europa (Serbia) od in America (Canada). Quindi, come vedi, la decisione finale è in mano alla Fiat che ha detto chiaramente per bocca dell'AD che MIrafiori così come è strutturata, non è remunerativa.

Già, ma una volta effettuati pesanti investimenti sugli impianti e aver portato avanti l'aumento della capacità produttiva chiudere lo stabilimento e spostare tutto diventa molto meno conveniente.

Saluti

Ho l'impressione che se la Fiom e la CGIL gli mette i bastoni fra le ruote, Marchionne ci penserà due volte prima di fare qualsiasi investimento.
Non credi che questa eventualità sia stata presa in esame?
 
A differenza tua avrei preferito un risultato netto che sgombrasse il campo da dubbi.
Il Sindacato comunque non avrebbe mai perso dato che sia il SI che il NO erano sostenuti/avversati dai sindacati. Il fatto che il SI fosse anche appoggiato dall'azienda è una contingenza data dalla firma dell'accordo che in quanto tale è frutto di accordi tra parti opposte.
 
Pik39 ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Pik39 ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Pik39 ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Mah, nessuno si aspettava tanti NO, a mio avviso il sindacato ha perso fino ad un certo punto.
Marchionne ormai sarà costretto a dare il via libera agli investimenti promessi ma ci penserà bene prima di forzare la mano sulle parti più controverse dell'accordo(si pensi ai turni di 10 ore, alla questione della rappresentanza e via dicendo). Dubito inoltre vorrà intraprendere ulteriori scontri simili in futuro visto che l'esito è tutt'altro che scontato e che la FIOM ha dimostrato di non essere certo una sparuta minoranza.
E' andata proprio come doveva andare per il bene di tutti(a mio avviso), vittoria del si ma risicata.

Anche io mi auguro - per la pax sociale - che si comporti con prudenza ed oculatezza nei rapporti col personale, ma è indubbio che il risultato è stato favorevole alla linea da lui portata avanti ed avrebbe tutte le prerogative per procedere in questo senso. Come dicevano i nostri nonni, "vicino non conta". :D
Vicino conta eccome invece... Marchionne adesso darà il via libera agli investimenti, adeguerà la capacità produttiva, effettuerà investimenti sugli impianti.
Se volesse poi forzare troppo la mano su alcuni punti dell'accordo, o introdurne di nuovi, dovrà comunque fare i conti con il sindacato che ha dimostrato di pesare parecchio. Uno sciopero che costringe l'azienda a tenere fermi gli impianti per un'intera giornata inciderebbe terribilmente sulla produttività tanto cara(giustamente) a Sergio... E stai tranquillo che se un lavoratore su due non lavora Mirafiori si ferma. Ma possiamo stare tranquilli, Marchionne tutto ciò lo sa benissimo, e in futuro cercherà di essere più dialogante.
Saluti

Scusami, ma siamo su lunghezze d'onda diverse: nessuno può impedire ad un'azienda di chiudere una realtà e trasferirla altrove se non giudica più remunerativa la situazione in opera. Il dato di fatto è che il potere contrattuale dei lavoratori è stato ridotto drasticamente perchè questi hanno tutto l'interesse a conservare il posto di lavoro, mentre alla controparte sono stati offerti incentivi e mano d'opera a prezzi contenuti per il trasferimento degli stabilimenti in Europa (Serbia) od in America (Canada). Quindi, come vedi, la decisione finale è in mano alla Fiat che ha detto chiaramente per bocca dell'AD che MIrafiori così come è strutturata, non è remunerativa.

Già, ma una volta effettuati pesanti investimenti sugli impianti e aver portato avanti l'aumento della capacità produttiva chiudere lo stabilimento e spostare tutto diventa molto meno conveniente.

Saluti

Ho l'impressione che se la Fiom e la CGIL gli mette i bastoni fra le ruote, Marchionne ci penserà due volte prima di fare qualsiasi investimento.
Non credi che questa eventualità sia stata presa in esame?
Certo. Speriamo non facciano scemenze in questa fase, sarebbe assurdo. Anche perchè le ultime dichiarazioni di Marchionne mi sembrano già più dialoganti.
 
G5 ha scritto:
A differenza tua avrei preferito un risultato netto che sgombrasse il campo da dubbi.
Il Sindacato comunque non avrebbe mai perso dato che sia il SI che il NO erano sostenuti/avversati dai sindacati. Il fatto che il SI fosse anche appoggiato dall'azienda è una contingenza data dalla firma dell'accordo che in quanto tale è frutto di accordi tra parti opposte.
tuttavia, in democrazia, basta il 50%+ 1; se ne devono fare unaragione
 
Io tifavo per il no. Non è tanto QUESTO accordo il problema è quello che verrà. La vittoria del si era scontatissima, perchè chi vota, soprattutto in età avanzata, non pensa a sè stesso e alle proprie idee, ma pensa alla famiglia cui deve dare da mangiare, ai figli che devono andare a scuola, ai soldi che mancano la terza settimana. Se una persona armata vi chiede il portafoglio, cosa fate? pensate che non è giusto fare i soldi come fa lui, oppure glielo date dando la priorità alla vostra vita? trovare un lavoro ad una certa età, oggi come oggi, è molto difficile, quindi meglio tenersi stretto quello che si ha, per il quieto vivere. Poi, diciamola tutta, l'accordi proposto da Marchionne non è troppo svantaggioso per i lavoratori, anzi, è più che onesto, ma io ho molta paura per i futuri accordi che esuleranno dal cnl. Mettiamo che una ditta minacci di delocalizzare a meno che gli operai non si riducano il salario da 1200 a 1000? al mese: anche questo, come le pause, esula dal cnl. E magari per voi 200? nn sono niente, ma per uno che ha famiglia e magri è anche l'unico stipendio in casa, quei soldi fanno la differenza eccome: io vedo gente che guarda le differenze di prezzo di pochi centesimi al supermercato. Marchionne ha creato un precedente pericolosissimo per i diritti dei lavoratori. Ora, (non) mi aspetteri da governo di annullare i cnl, ma di mettere dei minimi salariali imprescindibili per ogni categoria, dei giorni di ferie minimi, e delle norme che regolino il licenziamento, sennò finiamo nel terzo mondo.
 
E se invece questo "nuovo" assetto favorisse futuri accordi dove le parti si ritrovano un po' più vicine al tavolo delle decisioni e dei dividendi?
Fare il processo alle intenzioni non ha senso. Si deve lottare su cose concrete non su ideologie unte e bisunte.
Dobbiamo farci carico delle nuove realtà e comprendere che un posto di lavoro è più importante di un concetto retrivo.
Sono anni che diciamo che tutti dobbiamo fare un passo indietro (per farne due avanti) perché così è insostenibile. Questo è uno dei primi passi concreti che la società ha deciso di provare a fare.
 
EdoMC ha scritto:
Io tifavo per il no. Non è tanto QUESTO accordo il problema è quello che verrà. La vittoria del si era scontatissima, perchè chi vota, soprattutto in età avanzata, non pensa a sè stesso e alle proprie idee, ma pensa alla famiglia cui deve dare da mangiare, ai figli che devono andare a scuola, ai soldi che mancano la terza settimana. Se una persona armata vi chiede il portafoglio, cosa fate? pensate che non è giusto fare i soldi come fa lui, oppure glielo date dando la priorità alla vostra vita? trovare un lavoro ad una certa età, oggi come oggi, è molto difficile, quindi meglio tenersi stretto quello che si ha, per il quieto vivere. Poi, diciamola tutta, l'accordi proposto da Marchionne non è troppo svantaggioso per i lavoratori, anzi, è più che onesto, ma io ho molta paura per i futuri accordi che esuleranno dal cnl. Mettiamo che una ditta minacci di delocalizzare a meno che gli operai non si riducano il salario da 1200 a 1000? al mese: anche questo, come le pause, esula dal cnl. E magari per voi 200? nn sono niente, ma per uno che ha famiglia e magri è anche l'unico stipendio in casa, quei soldi fanno la differenza eccome: io vedo gente che guarda le differenze di prezzo di pochi centesimi al supermercato. Marchionne ha creato un precedente pericolosissimo per i diritti dei lavoratori. Ora, (non) mi aspetteri da governo di annullare i cnl, ma di mettere dei minimi salariali imprescindibili per ogni categoria, dei giorni di ferie minimi, e delle norme che regolino il licenziamento, sennò finiamo nel terzo mondo.
Quoto e sottoscrivo, la penso allo stesso identico modo.
 
G5 ha scritto:
E se invece questo "nuovo" assetto favorisse futuri accordi dove le parti si ritrovano un po' più vicine al tavolo delle decisioni e dei dividendi?
Fare il processo alle intenzioni non ha senso. Si deve lottare su cose concrete non su ideologie unte e bisunte.
Dobbiamo farci carico delle nuove realtà e comprendere che un posto di lavoro è più importante di un concetto retrivo.
Sono anni che diciamo che tutti dobbiamo fare un passo indietro (per farne due avanti) perché così è insostenibile. Questo è uno dei primi passi concreti che la società ha deciso di provare a fare.
C'è una piccola (in senso ironico) differenza: ora l'opinione pubblica è li con gli occhi puntati e marchionne non può abusare del suo potere, ma quando sarà uso comune verranno anniente le garanzie, sarà tutto in mano al datore di lavoro. Alla faccia dei diritti.
L'unico che può fare qualcosa è lo stato. Ma se questo è l'andazzo, buonanotte ai suonatori... :rolleyes:
 
EdoMC ha scritto:
Io tifavo per il no. Non è tanto QUESTO accordo il problema è quello che verrà. La vittoria del si era scontatissima, perchè chi vota, soprattutto in età avanzata, non pensa a sè stesso e alle proprie idee, ma pensa alla famiglia cui deve dare da mangiare, ai figli che devono andare a scuola, ai soldi che mancano la terza settimana. Se una persona armata vi chiede il portafoglio, cosa fate? pensate che non è giusto fare i soldi come fa lui, oppure glielo date dando la priorità alla vostra vita? trovare un lavoro ad una certa età, oggi come oggi, è molto difficile, quindi meglio tenersi stretto quello che si ha, per il quieto vivere. Poi, diciamola tutta, l'accordi proposto da Marchionne non è troppo svantaggioso per i lavoratori, anzi, è più che onesto, ma io ho molta paura per i futuri accordi che esuleranno dal cnl. Mettiamo che una ditta minacci di delocalizzare a meno che gli operai non si riducano il salario da 1200 a 1000? al mese: anche questo, come le pause, esula dal cnl. E magari per voi 200? nn sono niente, ma per uno che ha famiglia e magri è anche l'unico stipendio in casa, quei soldi fanno la differenza eccome: io vedo gente che guarda le differenze di prezzo di pochi centesimi al supermercato. Marchionne ha creato un precedente pericolosissimo per i diritti dei lavoratori. Ora, (non) mi aspetteri da governo di annullare i cnl, ma di mettere dei minimi salariali imprescindibili per ogni categoria, dei giorni di ferie minimi, e delle norme che regolino il licenziamento, sennò finiamo nel terzo mondo.

Giuste le tue considerazioni da tenere di conto perchè fotografano la realtà in cui si sono venuti a trovare i dipendenti Fiat interessati, la scelta "sofferta" di alcuni per conservare il posto di lavoro e le eventuali future ripercussioni sul mercato del lavoro. Ma a fronte di una scelta ragionata c'è un considerevole numero di addetti che è stato per un convinto NO incondizionato. Mi chiedo se avesse vinto questa ultima quale sarebbe stata la situazione dei lavoratori con una Mirafiori chiusa o trasferita all'estero. Oppure sono sempre convinti che Marchionne sarebbe venuto a più miti pretese? Credo che questo risultato abbia impedito una conclusione negativa che avrebbe interessato i circa 5000 dipendenti Fiat ed un indotto dalla quantificazione numerica indefinita ma comunque considerevole. A questo punto è auspicabile che il Governo - con un accordo con le parti sociali - intervenga per stabilire delle soglie sotto le quali non scendere in materia di contratti.
 
jaccos ha scritto:
G5 ha scritto:
E se invece questo "nuovo" assetto favorisse futuri accordi dove le parti si ritrovano un po' più vicine al tavolo delle decisioni e dei dividendi?
Fare il processo alle intenzioni non ha senso. Si deve lottare su cose concrete non su ideologie unte e bisunte.
Dobbiamo farci carico delle nuove realtà e comprendere che un posto di lavoro è più importante di un concetto retrivo.
Sono anni che diciamo che tutti dobbiamo fare un passo indietro (per farne due avanti) perché così è insostenibile. Questo è uno dei primi passi concreti che la società ha deciso di provare a fare.
C'è una piccola (in senso ironico) differenza: ora l'opinione pubblica è li con gli occhi puntati e marchionne non può abusare del suo potere, ma quando sarà uso comune verranno anniente le garanzie, sarà tutto in mano al datore di lavoro. Alla faccia dei diritti.
L'unico che può fare qualcosa è lo stato. Ma se questo è l'andazzo, buonanotte ai suonatori... :rolleyes:

Leggendo i punti dell'accordo non trovo alcuna violazione ai diritti (per quanto se ne dica) e non vedo un solo motivo per cui ciò debba avvenire in seguito.
Una revisione degli stipendi, è una lesione del diritto? Oppure un fatto che può non piacere?
Vorrei che si iniziasse a pesare le cose per quel che sono e non per quel che vorremmo che fossero.
Capire quali sono i diritti prima di dire che sono stati lesi, ma soprattutto vorrei al primo punto in agenda i doveri. Nessuno mette in agenda i doveri neanche quando gli operai boicottano o vanno in malattia senza essere malati o fanno pause ben oltre il tempo contrattuale.
 
G5 ha scritto:
jaccos ha scritto:
G5 ha scritto:
E se invece questo "nuovo" assetto favorisse futuri accordi dove le parti si ritrovano un po' più vicine al tavolo delle decisioni e dei dividendi?
Fare il processo alle intenzioni non ha senso. Si deve lottare su cose concrete non su ideologie unte e bisunte.
Dobbiamo farci carico delle nuove realtà e comprendere che un posto di lavoro è più importante di un concetto retrivo.
Sono anni che diciamo che tutti dobbiamo fare un passo indietro (per farne due avanti) perché così è insostenibile. Questo è uno dei primi passi concreti che la società ha deciso di provare a fare.
C'è una piccola (in senso ironico) differenza: ora l'opinione pubblica è li con gli occhi puntati e marchionne non può abusare del suo potere, ma quando sarà uso comune verranno anniente le garanzie, sarà tutto in mano al datore di lavoro. Alla faccia dei diritti.
L'unico che può fare qualcosa è lo stato. Ma se questo è l'andazzo, buonanotte ai suonatori... :rolleyes:

Leggendo i punti dell'accordo non trovo alcuna violazione ai diritti (per quanto se ne dica) e non vedo un solo motivo per cui ciò debba avvenire in seguito.
Una revisione degli stipendi, è una lesione del diritto? Oppure un fatto che può non piacere?
Vorrei che si iniziasse a pesare le cose per quel che sono e non per quel che vorremmo che fossero.
Capire quali sono i diritti prima di dire che sono stati lesi, ma soprattutto vorrei al primo punto in agenda i doveri. Nessuno mette in agenda i doveri neanche quando gli operai boicottano o vanno in malattia senza essere malati o fanno pause ben oltre il tempo contrattuale.
Se così fosse che motivo avevano di fare a meno del ccnl?
 

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