<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> L'italiano ed il mondo finanziario | Il Forum di Quattroruote

L'italiano ed il mondo finanziario

ALGEPA

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Membro dello Staff
una doverosa premessa, non mastico molto di finanza e non mi ritengo un gran cultore dell'italiano, so solo che rispetto ad altre lingue la nostra restringe di parecchio l'utilizzo di un termine ad un significato abbastanza preciso, ora in merito alla questione delle banche fallite e di chi ha perso i soldi, per identificare queste persone si passa con facilità dal risparmiatore, all'investitore, all'obbligazionista,quindi per quando detto dell'italiano mi sembra che ci sia un poco di confusione ,e sempre per quando detto prima che non capisco molto di finanza non riesco a capire bene il corretto termine da utilizzare.
 
Se proprio vogliamo parlare di uso appropriato dell'italiano rispetto ai concetti, duole rilevare che in un forum automobilistico la stragrande maggioranza degli utenti parli di consumi espressi in km/litro :?

I km/litro indicano la percorrenza, i litri/100 km il consumo :!: :twisted:

Comprendo cha al distributore sia più semplice effettuare il calcolo
km percori : litri erogati

ma non è che fare
litri erogati : (km percorsi/100)
necessiti di una workstation dell'ultima generazione, oltretutto si può benissimo fare
litri erogati : km percorsi x 100

:rolleyes: scusate l'O.T.
 
U2511 ha scritto:
Se proprio vogliamo parlare di uso appropriato dell'italiano rispetto ai concetti, duole rilevare che in un forum automobilistico la stragrande maggioranza degli utenti parli di consumi espressi in km/litro :?

I km/litro indicano la percorrenza, i litri/100 km il consumo :!: :twisted:

Comprendo cha al distributore sia più semplice effettuare il calcolo
km percori : litri erogati

ma non è che fare
litri erogati : (km percorsi/100)
necessiti di una workstation dell'ultima generazione, oltretutto si può benissimo fare
litri erogati : km percorsi x 100

:rolleyes: scusate l'O.T.

Alzi la mano che esprime "naturalmente" la potenza in kW....
 
ALGEPA ha scritto:
per identificare queste persone si passa con facilità dal risparmiatore, all'investitore, all'obbligazionista,quindi per quando detto dell'italiano mi sembra che ci sia un poco di confusione ,e sempre per quando detto prima che non capisco molto di finanza non riesco a capire bene il corretto termine da utilizzare.
Tonando I.T.

Gli "Obbligazionisti" sono un sottoinsieme della categoria "risparmiatori".

In ordine temporale (a meno di finanza creativa), per prima cosa viene il risparmio, che puoi vederlo molto semplicemente come la differenza positva tra le entrate correnti e le uscite correnti in un dato periodo (correnti = ordinarie, come stipendi e bollette, per capirci)

Il risparmio, molto schematicamente, può assumere la forma del mai troppo lodato contante (quello che infastidisce le banche perché non ne hanno assolutamente il controllo), o dei depositi bancari (o postali).
Tali depositi possono essere "liberi" o "vincolati": liberi significa che poi movimentarli liberamente, vincolati che per un dato tempo sono "congelati", intoccabili (a meno di accettare delle penali). La remunerazione dei vincoli è ovviamente superiore a quella delle giacenze libere.

A questo punto il "risparmiatore" può decidere tra diverse opzioni per mettere a frutto il proprio risparmio. Può ad esempio acquistare obbligazioni, ovvero prestare denaro ad un terzo soggetto che si impegna a restituire entro una certa data il capitale ed inoltre a corrispondere interessi predeterminati o determinabili in base a certe variabili. Gli interessi possono essere corrisposti periodicamente (cedole, solitamente semestrali o annuali) oppure in unica soluzione alla scadenza dell'obbligazione.
Ma, come detto, le obbligazioni sono solo una delle possibili allocazioni del risparmio, intendendo per allocazione del risparmio la scelta di una modalità che, salvaguardando il capitale, garantisca un certo frutto.

Nel momento in cui si ritiene insoddisfacente il frutto (interesse) ottenibile da allocazioni relativamente (teoricamente) "sicure" del proprio risparmio, si entra nella categoria degli "investitori", ovvero dei soggetti che, consapevolmente, accettano un grado di rischio superiore nell'aspettativa di una maggiore remunerazione del capitale investito. Il proprio capitale, da risaprmio diventa "capitale di rischio", cioè capitale per il quale si accetta il rischio del suo azzeramento di fornte a scelte errate.

Un esempio di investimento è l'acquisto di un immobile da mettere a reddito: per quanto, nell'immaginario collettivo, l'immobile sia "per definizione sicuro", in realtà è soggetto a molteplici rischi: quello di non trovare un inquilino, quello dell'insolvenza dell'eventuale inquilino e/o dei danni da questi provocati, quello infine della svalutazione del capitale a seguito di una modifica degli strumenti urbanistici di zona.
Se l'investimento immobiliare rimane comunque, al netto di tutti i rischi sopra indicati, quello più "prudente e conservativo", l'investimento nel mercato azionario è probabilmente quello più rischioso, per non parlare dei mercati dei derivati e delle opzioni che sono speculazione e azzardo puri.

Quello che non è chiaro a molti, e che, da quanto si legge (e si immagina), era stato accuratamente sottaciuto ai risparmiatori di Etruria & C, è che il mercato delle obbligazioni, a seconda della loro tipologia e dell'emittente, possono risultare tanto strumento di allocazone del risparmio quanto leva di investimento ad elevatissimo rischio.
 
a_gricolo ha scritto:
U2511 ha scritto:
Se proprio vogliamo parlare di uso appropriato dell'italiano rispetto ai concetti, duole rilevare che in un forum automobilistico la stragrande maggioranza degli utenti parli di consumi espressi in km/litro :?

I km/litro indicano la percorrenza, i litri/100 km il consumo :!: :twisted:

Comprendo cha al distributore sia più semplice effettuare il calcolo
km percori : litri erogati

ma non è che fare
litri erogati : (km percorsi/100)
necessiti di una workstation dell'ultima generazione, oltretutto si può benissimo fare
litri erogati : km percorsi x 100

:rolleyes: scusate l'O.T.
Alzi la mano che esprime "naturalmente" la potenza in kW....
E' diverso: l'unità storicamente utilizzata nei motori a scoppio è il cv, così come nei consumi erano i litri/100 km. Il kW non ha soppiantato i cavalli vapore (lo farà quando passeremo alla propulsione elettrica), mentre per i consumi ha prevalso, perdonami, la sciatteria e l'idiosincrasia per l'artimetica :cry:
 
U2511 ha scritto:
per i consumi ha prevalso, perdonami, la sciatteria e l'idiosincrasia per l'artimetica :cry:

Non direi, molti (me compreso) trovano di più immediata comprensione i km/l rispetto ai l/100 km
 
bumper morgan ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
per quando detto prima che non capisco molto di finanza non riesco a capire bene il corretto termine da utilizzare.

Inc*lata direi che va benissimo.

agri...ma se tu avessi 100k ? da investire li investiresti tutti nella stessa obligazione? ci sono dei masochisti in giro.....

In questo momento, decidere di quale banca (o tipologia di fondo) fidarsi è più o meno come scegliere se darsi una martellata sulle palle con un martello da fabbro o una mazzetta da muratore....
 
a_gricolo ha scritto:
U2511 ha scritto:
per i consumi ha prevalso, perdonami, la sciatteria e l'idiosincrasia per l'artimetica :cry:
Non direi, molti (me compreso) trovano di più immediata comprensione i km/l rispetto ai l/100 km
Non contesto questo, ci mancherebbe, ma non sopporto veder definire consumo ciò che si chiama e che è percorrenza :!:
 
U2511 ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
per identificare queste persone si passa con facilità dal risparmiatore, all'investitore, all'obbligazionista,quindi per quando detto dell'italiano mi sembra che ci sia un poco di confusione ,e sempre per quando detto prima che non capisco molto di finanza non riesco a capire bene il corretto termine da utilizzare.
Tonando I.T.

Gli "Obbligazionisti" sono un sottoinsieme della categoria "risparmiatori".

In ordine temporale (a meno di finanza creativa), per prima cosa viene il risparmio, che puoi vederlo molto semplicemente come la differenza positva tra le entrate correnti e le uscite correnti in un dato periodo (correnti = ordinarie, come stipendi e bollette, per capirci)

Il risparmio, molto schematicamente, può assumere la forma del mai troppo lodato contante (quello che infastidisce le banche perché non ne hanno assolutamente il controllo), o dei depositi bancari (o postali).
Tali depositi possono essere "liberi" o "vincolati": liberi significa che poi movimentarli liberamente, vincolati che per un dato tempo sono "congelati", intoccabili (a meno di accettare delle penali). La remunerazione dei vincoli è ovviamente superiore a quella delle giacenze libere.

A questo punto il "risparmiatore" può decidere tra diverse opzioni per mettere a frutto il proprio risparmio. Può ad esempio acquistare obbligazioni, ovvero prestare denaro ad un terzo soggetto che si impegna a restituire entro una certa data il capitale ed inoltre a corrispondere interessi predeterminati o determinabili in base a certe variabili. Gli interessi possono essere corrisposti periodicamente (cedole, solitamente semestrali o annuali) oppure in unica soluzione alla scadenza dell'obbligazione.
Ma, come detto, le obbligazioni sono solo una delle possibili allocazioni del risparmio, intendendo per allocazione del risparmio la scelta di una modalità che, salvaguardando il capitale, garantisca un certo frutto.

Nel momento in cui si ritiene insoddisfacente il frutto (interesse) ottenibile da allocazioni relativamente (teoricamente) "sicure" del proprio risparmio, si entra nella categoria degli "investitori", ovvero dei soggetti che, consapevolmente, accettano un grado di rischio superiore nell'aspettativa di una maggiore remunerazione del capitale investito. Il proprio capitale, da risaprmio diventa "capitale di rischio", cioè capitale per il quale si accetta il rischio del suo azzeramento di fornte a scelte errate.

Un esempio di investimento è l'acquisto di un immobile da mettere a reddito: per quanto, nell'immaginario collettivo, l'immobile sia "per definizione sicuro", in realtà è soggetto a molteplici rischi: quello di non trovare un inquilino, quello dell'insolvenza dell'eventuale inquilino e/o dei danni da questi provocati, quello infine della svalutazione del capitale a seguito di una modifica degli strumenti urbanistici di zona.
Se l'investimento immobiliare rimane comunque, al netto di tutti i rischi sopra indicati, quello più "prudente e conservativo", l'investimento nel mercato azionario è probabilmente quello più rischioso, per non parlare dei mercati dei derivati e delle opzioni che sono speculazione e azzardo puri.

Quello che non è chiaro a molti, e che, da quanto si legge (e si immagina), era stato accuratamente sottaciuto ai risparmiatori di Etruria & C, è che il mercato delle obbligazioni, a seconda della loro tipologia e dell'emittente, possono risultare tanto strumento di allocazone del risparmio quanto leva di investimento ad elevatissimo rischio.

grazie mille per la risposta chiara ed esaustiva.
 
a_gricolo ha scritto:
In questo momento, decidere di quale banca (o tipologia di fondo) fidarsi è più o meno come scegliere se darsi una martellata sulle palle con un martello da fabbro o una mazzetta da muratore....
Anche perché il Fondo Interbancario Tutela Depositi (quello che copre i famosi 100.000 euro a cranio) ... non ha più fondi :?

La notizia è "ufficiale" da poco, ma nei gruppi chiusi se ne parlava da circa un paio d'anni
http://it.reuters.com/news/article/businessNews/idITKCN0XW0YY
 
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