<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> L'ira dei vescovi... | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

L'ira dei vescovi...

PanDemonio ha scritto:
maddeche! ha scritto:
Per favore, Cristiano, mi mostri esattamente dove trovi questa tanto declamata "ira dei vescovi" ?
Per tua comodità ti predispongo il link all'articolo

http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/Europarlamento-liberta-di-genere-per-i-bambini.aspx

Un pò di obiettività, alle volte, non guasterebbe mica.
Per obiettività, invito tutti a valutare se possa essere definito un articolo "iroso".
Articolo sbagliato. Quello cui si riferiva il lancio ANSA era probabilmente questo:

http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/implacabile-verbo-del-gender.aspx

"L?implacabile verbo del «genere» detta legge anche sui bambini

Chi non concorderebbe sulla necessità di «rafforzare i diritti delle donne disabili, migranti, appartenenti a minoranze etniche»? O non chiederebbe rigore nel «proteggere le donne dalla violenza»? Oppure obietterebbe se si chiedono «adeguati congedi parentali»? Come spesso accade nei documenti più roboanti (e pletorici) del Parlamento europeo, si pretende di dire una parola nobile su un nugolo di grandi questioni creando un consenso vasto attorno ad auspici difficilmente contestabili, per poi arrivare al dunque. E il dunque, nel caso della «Strategia per la parità di genere 2015» adottata ieri, è l?ennesima, stucchevole riproposizione del verbo gender del quale si chiede agli Stati membri l?adozione senza ulteriori tentennamenti attraverso scelte legislative e politiche.

Ma stavolta non c?è solo l?abituale sequela di slogan sul dovere di uniformare i diversi modelli di relazione affettiva sotto la medesima categoria di "famiglia", e dunque di "matrimono". In un impeto di accecamento ideologico, la «Strategia» scambia la costruzione della personalità dei bambini per una pericolosa forma di stereotipo da abbattere prima che sia troppo tardi, mettendo in guardia dal considerare la «diversità di genere nell?infanzia» come una forma patologica. Detto altrimenti: i bimbi siano liberi di scegliersi il genere che preferiscono. Sbaragliata anche questa soglia di buon senso, a quali altre radiose frontiere intende condurci l?arroganza ideologica di un gruppone di europarlamentari e la miopia di tanti loro colleghi?"


e questo un pò iroso lo è... :rolleyes:
Naturalmente potrebbe essere l'inverso, l'articolo al quale facevano riferimento era quello e non questo.
So che anche tu hai il dubbio.
Ma per rispetto della tua e altrui intelligenza non inizio uno sciocco "ho ragione io e ti sbagli tu", e accetto dandoti ragione.

Davvero lo trovi iroso ?
Ma soprattutto... perché ANSA dovrebbe intitolare un pezzo "L'ira dei vescovi" se a scrivere é un giornalista, e non un vescovo ? E anche fosse un giornalista vescovo, sarebbe opportuno ricordare che ciascun vescovo é libero di esprimere le proprie opinioni, anche in totale contrasto con la maggioranza dei suoi simili.

Perciò é comunque una forzatura, un'ingiustizia, affermare che si tratti dell'ira DEI VESCOVI. Hai giustamente osservato che é sbagliato generalizzare, ed é proprio per questo che contesto il titolo di ANSA, che pare voler proprio scatenare le contestazioni e istigare al conflitto, anziché informare e favorire un costruttivo confronto.

Mi sbaglio ?
 
U2511 ha scritto:
Ti dico solo che la prima scuola che l'ha avuto in carico, ha accettato due moduli su undici, ed è una scuola comunale.
Non è una risposta. O meglio, è una "non risposta" che non dice nulla che possa contribuire alla discussione.

Qui ci sono le linee guida del progetto, e qui invece ci sono le schede degli 11 moduli. Mi dici, tu che c'eri, quali sono quelli che non sono stati accettati? E magari anche perché?

Capitolo 2 del materiale di documentazione:
"Per un pedagogia "transformative gender"

"È necessario riconoscere gli stereotipi nei quali bambini e bambine sono ingabbiati e problematizzarli per contrastarne l'adesione ..."
A tre anni????
Nel resto del capitolo, con abbondanza di riferimenti bibliografici e parole semplici, viene spiegato come e perché si reputi necessario sia contrastare l'adesione ACRITICA (la parola l'ho aggiunta io, ma nel testo il significato è chiaramente quello) agli stereotipi di genere, sia promuovere il pensiero libero e creativo (che non significa assolutamente stravolgere la personalità o la sessualità del bambino, ma al contrario favorirne la coscienza e la consapevolezza) e perché l'età prescolare sia la più giusta per farlo, mentre i bambini sono più ricettivi e attenti e quando gli influssi esterni non hanno ancora pregiudicato la possibilità di ampliare i loro schemi di ragionamento. Qual'è la critica che gli è stata mossa, a parte l'astrusità del nome mutuata dall'OMS?

Come vedi, no. Ancora non ho sentito/letto nulla di convincente sui pericoli del giocare a travestirsi e a scambiarsi i ruoli, o dello spiegare che le differenze tra maschi e femmine iniziano e finiscono con quelle dei genitali, e poco più.
 
maddeche! ha scritto:
Naturalmente potrebbe essere l'inverso, l'articolo al quale facevano riferimento era quello e non questo.
So che anche tu hai il dubbio.
No, no, nessun dubbio. Ho letto il lancio quando era ancora raggiungibile dal link del bucolico, e citava precise frasi dell'articolo in questione come "è l?ennesima, stucchevole riproposizione del verbo gender" o "impeto di accecamento ideologico", ed è proprio grazie a questi stralci che ho ritrovato l'articolo su Avvenire.

Davvero lo trovi iroso ?
Un pò. "stucchevole" "accecamento ideologico" "arroganza ideologica" e "miopia" non mi sembrano proprio sussurri d'amore...

Ma soprattutto... perché ANSA dovrebbe intitolare un pezzo "L'ira dei vescovi" se a scrivere é un giornalista, e non un vescovo ?
Perché Avvenire è anche noto come "il giornale dei Vescovi" in quanto di proprietà della CEI per il 75%?

Imho, sì. Ma in buona fede. ;)

Per penitenza dovrai fare una settimana di cura disintossicante. A base di piscio di cammello. 8) :D
 
Non fa nulla.
In questa sede è troppo complicato e al limite del regolamento cercare di spiegare perché sotto a questo progetto ci sta l'ideologia gender che, ripeto, si voleva introdurre di soppiatto, senza informare le famiglie (l'informazione è arrivata DOPO che qualcuno per puro caso ha messo le mani sul materiale). Il problema di base è politico (quindi non ammesso qui), D'altra parte chi si astiene dal voto ha sempre torto (io per primo).
Il gioco è solo un grimaldello. Per fortuna e con gran scorno della giunta comunale (che rappresenta non più del 22% degli elettori, causa appunto astensione), è stato sostanzialmente accantonato. Ed i bimbi sono rimasti liberi di fare i bambini senza "problematizzare" il proprio genere.
Buona notte

P.S. La differenza di genere non è una cosa sconcia e non si limita solo alla differenza nei genitali. Rispetto l'uno per l'altro non vuol dire azzerare le differenze né tantomeno asserire che il genere sia una scelta.
È questo invece l'obiettivo reale di chi voleva questa cosa: in ogni caso le convenzioni recepite dall'Italia prevedono che questi aspetti educativi siano di competenza esclusiva della famiglia. Nota che perfino la Susanna Tamaro, non certo una clericale e, incidentalmente, lesbo dichiarata, si era espressa in modo fortemente contrario a questa operazione.
 
U2511 ha scritto:
Non fa nulla.
Mah, se lo dici tu...

In questa sede è troppo complicato e al limite del regolamento cercare di spiegare perché sotto a questo progetto ci sta l'ideologia gender che, ripeto, si voleva introdurre di soppiatto, senza informare le famiglie (l'informazione è arrivata DOPO che qualcuno per puro caso ha messo le mani sul materiale). Il problema di base è politico (quindi non ammesso qui), D'altra parte chi si astiene dal voto ha sempre torto (io per primo).
Il gioco è solo un grimaldello.
Ripeto: mah...

A sentire te la Spectre delle checche stava tentando di dominare il mondo (o almeno il Friuli) inoculando di nascosto il virus dell'ideologia gender in 45 (QUARANTACINQUE) asili nido, sperando che nessuno si accorgesse di nulla mentre i maestri trasformavano i bambini in gay e le bambine in lesbiche. Ma un genitore più sveglio (!) degli altri alle parole "transformative gender" ha capito il trucco e ha attivato le sirene antiaeree, svegliando gli altri genitori lobotomizzati e mandando a donnine i piani segreti della lobby LGBT. Titoli di coda. Fine.

Scusa, non ti offendere, nulla di personale, ma non sei credibile.

P.S. La differenza di genere non è una cosa sconcia e non si limita solo alla differenza nei genitali. Rispetto l'uno per l'altro non vuol dire azzerare le differenze né tantomeno asserire che il genere sia una scelta.
È questo invece l'obiettivo reale di chi voleva questa cosa:
Ancora una volta, ti fai portatore unico dell'unica verità accettabile, senza riscontri, e non sei credibile nemmeno stavolta.

Da nessuna parte, in quel poco che ho letto (e se così non è aspetto volentieri smentita) la differenza di genere viene descritta come una cosa sconcia, o negata, o definita come da azzerare, o subordinata esclusivamente a una scelta, magari in contrasto con tutto quello che ha recepito il bambino fino a quel momento.

Viene detto che l'accettazione acritica del ruolo derivante dal genere può limitare l'espressività e con essa la personalità, la libertà del bambino.

Viene detto che le differenze di genere, che esistono, non devono innescare percorsi obbligatori, e quindi creare differenze di personalità, di opportunità, di sviluppo delle capacità, nei bambini.

Viene detto che bisogna mettere il bambino in comunicazione col proprio corpo, e fare in modo non che scelga obbligatoriamente un genere, ma che sia libero di poter vivere serenamente quello che sente più vicino, invece di sforzarsi a conformarsi a ruoli preimpostati, magari reprimendo le sue pulsioni e generando profondi conflitti interiori che lo segneranno nell'età adulta.

E credo che l'obiettivo reale di chi ha perso tempo a disegnare elefanti che spingono carrozzine e a descrivere un maestro che si traveste da marziano fosse quello di far vivere meglio i bambini e di far crescere i genitori. Di qualunque genere.

Questo almeno è quello che si vede dal progetto, leggendolo. I piani segreti purtroppo non li ho trovati su gugol..

in ogni caso la convenzione di Istanbul prevede che questi aspetti educativi siano di competenza esclusiva della famiglia. Nota che perfino la Susanna Tamaro, non certo una clericale e, incidentalmente, lesbo dichiarata, si era espressa in modo fortemente contrario a questa operazione.
Ho preso nota. Domani ne parlerò a mio figlio, che ormai ha sette anni e quindi è già fuori target.

E dopo gli insegnerò a cambiare il pannolino al cicciobello della sorellina, perché a me riesce da dio ma l'ho dovuto scoprire solo a quarant'anni, quando è nato lui, e non voglio che faccia la stessa fine.

Sogni d'oro.
 
PanDemonio ha scritto:
...
Davvero lo trovi iroso ?
Un pò. "stucchevole" "accecamento ideologico" "arroganza ideologica" e "miopia" non mi sembrano proprio sussurri d'amore...
Va bene, Santo, stucchevole e anche spazientito, se vuoi, ma "ira" é veramente eccessivo, su. Eddài, ci siamo, un piccolo sforzo, su... incontriamoci a mezza strada! :D

PanDemonio ha scritto:
...
Ma soprattutto... perché ANSA dovrebbe intitolare un pezzo "L'ira dei vescovi" se a scrivere é un giornalista, e non un vescovo ?
Perché Avvenire è anche noto come "il giornale dei Vescovi" in quanto di proprietà della CEI per il 75%?
Ho letto spesso e volentieri gli articoli pubblicati su "Avvenire", e secondo me (sarò miope, anzi no, lo sono di fatto! porto gli occhiali :D ) ma non trovo una vera e propria tendenziosità, nè partigianeria nè aperto schieramento. "Ispirazione" si, senz'altro.

PanDemonio ha scritto:
...
Imho, sì. Ma in buona fede. ;)

Per penitenza dovrai fare una settimana di cura disintossicante. A base di piscio di cammello. 8) :D
Grazie, chissà che sollievo nella calura... :lol:
 
PanDemonio ha scritto:
E dopo gli insegnerò a cambiare il pannolino al cicciobello della sorellina, perché a me riesce da dio ma l'ho dovuto scoprire solo a quarant'anni, quando è nato lui, e non voglio che faccia la stessa fine.

Non serve. Se gli insegni (e non ne dubito) il rispetto verso l'altro sesso, quando sarà il momento imparerà da solo, come hai fatto tu (e come ho fatto anch'io). Per il momento lascialo giocare con le macchinine.... 8)
 
PanDemonio ha scritto:
Grazie, per fortuna ho dormito bene dopo l'attacco di insonnia :D

Meno male che "Mi nausea OGNI imposizione di OGNI visione". Io invece ho l'impressione che tu abia una grande abilità nel creare collage ben fatti, calcando opportunamente su aggettivi ed avverbi, per ribadire con forza solo la tua visione. Vagamente giacobino? Ripeto, non importa, perché è difficile -e parzialmente off limits in questa sede- entrare nel dettaglio di una vicenda molto particolare e che riguarda solo alcune amminstrazioni locali di una determinata impostazione culturale.

Facevo solo notare che, a parte le scuole private (non mi riferisco cattoliche, tranquillo), perfino le scuole comunali alle dirette dipendenze di quell'amministrazione proponente, e, nota bene, in una città tradizionalmente laica e multiculturale e, se vogliamo dirla, pure "mangiapreti", hanno cassato il progetto prendendo solo alcuni piccoli segmenti che non interferiscono con l'educazione familiare. Tranquillo che i pannolini li ho cambiati pure io senza alcun problema (anzi, lo feci prima ancora di mia moglie perché era pressoché immobilizzata a letto) e che nostra figlia (otto e mezzo attualmente) già da tempo sa che che il mondo è vario e che non si giudica certo una persona, ammesso e non concesso che si possano giudicare gli altri, per i suoi sentimenti, ma per come si comporta (onestà, sincerità, lealtà etc). Quando aveva voglia di giocare con il banco del meccanico all'Ikea l'abbiamo fatta giocare a sazietà, senza che ci fosse un progetto didattico di scambio imposto dei giochi; le piacciono i leggins? si mette quelli; ora ha voglia di un vestitino? si mette l'abitino ... ma senza scambio coatto di abbigliamento per far capire come uno sta nei panni dell'altra. E grazie al cielo i nostri maestri non osservano chi ha gli zaini con le principessine piuttosto che con le automobiline, né il colore degli abiti.

Buona giornata
 
PanDemonio ha scritto:
Sarà che di media ne consulto pochi, ma io questa crociata antiecclesiastica&proLGBT proprio non la vedo.

Se non la vedi tu non vuol comunque dire che non ci sia.
Le ultime manifestazioni ( pubbliche ed autorizzate) le sentinelle in piedi le hanno dovute fare scortate dalal polizia, o non hanno proprio potuto farle. Si può essere d'accordo o meno con quanto propongano le sentinelle ( io sono assolutamente d'accordo), ma mi risulta che la libertà di manifestare la propria opinione, in Italia, sia cosa garantita dalla costituzione. Viceversa per una determinata parte politica e per le associazione lgbt le sentinelle in piedi non hanno alcun diritto di manifestare a causa delle loro opinioni, e quindi agiscono di conseguenza. Poi, ripeto, puoi legittimamente continuare a non vedere le cose, come non ne vedo tante io
 
Giusto, lo scordavo
A Rovereto poche settimane fa il Questore ha vietato una manifestazione Sentinelle in Piedi, per timore di ?iniziative non preavvisate accompagnate da comportamenti finalizzati a volte anche a ingaggiare scontri diretti?.

In compenso quando sono autorizzate, i centri sociali hanno mano libera (vedi foto - notare, a proposito della citata multiculturalità, reale e non di facciata, come ci sia condivisione di certi momenti anche con i musulmani, da secoli presenti)

Attached files /attachments/1961968=45024-01.jpg /attachments/1961968=45023-02.jpg
 
Cometa Rossa ha scritto:
U2511 ha scritto:
Giusto, lo scordavo
A Rovereto poche settimane fa
Mi riferivo proprio a Rovereto e Trento (Rovereto vietata, Trento scontri). Questo lo so perchè ci vivo, cosa accada in altre città non lo so
Più o meno è lo stesso dappertutto. Pensa che, colmo dell'ironia, fin dalle medie ero un mangiapreti, per un po' anche al limite dell'ateismo. Mi sono riavvicinato, nel senso di ascoltare ciò che hanno da dire, non tanto per mia moglie, che è credente, quanto perché ho iniziato a percepire sui media, da un bel po', una campagna nel senso di cui si parla, e mi sono chiesto "ma perché ce l'hanno tanto con loro, visto che non c'è più l'ora di religione obbligatoria etc etc?"

Su, spezziamo la complessità e difficoltà dell'argomento con una notizia leggera :D

http://corrierealpi.gelocal.it/belluno/cronaca/2015/06/08/news/tradito-dal-sacerdote-lo-fa-allontanare-1.11579462
 
U2511 ha scritto:
, fin dalle medie ero un mangiapreti, per un po' anche al limite dell'ateismo.

Io sono sempre stato credente, faccio pure parte del consiglio pastorale della mia parrocchietta, ma il mio rapporto di amicizia con i "rappresentanti in terra" si interrompe bruscamente al grado di "Monsignore".....
 
a_gricolo ha scritto:
U2511 ha scritto:
, fin dalle medie ero un mangiapreti, per un po' anche al limite dell'ateismo.
Io sono sempre stato credente, faccio pure parte del consiglio pastorale della mia parrocchietta, ma il mio rapporto di amicizia con i "rappresentanti in terra" si interrompe bruscamente al grado di "Monsignore".....
Comprendo bene, e pure io, quelli che ultimamente ho ripreso di tanto in tanto ad ascoltare, fanno parte della "bassa forza", quella che si "sporca le mani".
 
Detto dal prete che meglio conosco:

"Sai che differenza c'é fra un prete ed un monsignore ?"

...

...

...

"Nessuna, solo che il monsignore non lo sa."
:D
 

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