<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Limiti autostradali in Germania | Page 5 | Il Forum di Quattroruote

Limiti autostradali in Germania

Frankie71iceman ha scritto:
A parte il fatto che mi è capitato nemmeno poi così raramente di essere proprio da solo in strada, intendo 500 metri di spazio libero davanti a te e si, ovviamente, non una colonna di auto in coda alla tua destra.

Io non la farei così tragica...chi decide di correre si deve prendere le sue responsabilità,

Pensi che uno che procede ai 200 quando vede alcune auto a destra ai 120 rallenta fino a 140 per superarle? O procede a 200, trovandosi quindi esattamente nella situazione di rischio che citavo ovvero eccessiva differenza di velocità?

E se sei convinto che il tedesco rallenterebbe (io no, anche perché ci sono stato ed ho visto), lo farebbe lo straniero? E sei convinto che lo farebbe l'italiano in Italia se non ci fossero limiti? Quello stesso italiano che oggi se ne frega e ti passa a 180?

Se vuoi dire che la differenza di velocità tra veicoli è irrilevante, bé, non è così che la pensano le scuole di guida sicura.

Se vuoi dire che si dovrebbe adeguare la propria velocità alle condizioni del traffico e della strada, siamo d'accordo, ma non succede. Ecco perché, per difendere coloro che non si sentono Buzz Aldrin in cima al Saturn V i limiti ci vogliono.

Il mondo è troppo pieno di imbecilli per affidarsi alla saggezza di ciascuno.
 
ftalien77 ha scritto:
Frankie71iceman ha scritto:
A parte il fatto che mi è capitato nemmeno poi così raramente di essere proprio da solo in strada, intendo 500 metri di spazio libero davanti a te e si, ovviamente, non una colonna di auto in coda alla tua destra.

Io non la farei così tragica...chi decide di correre si deve prendere le sue responsabilità,

Pensi che uno che procede ai 200 quando vede alcune auto a destra ai 120 rallenta fino a 140 per superarle? O procede a 200, trovandosi quindi esattamente nella situazione di rischio che citavo ovvero eccessiva differenza di velocità?

E se sei convinto che il tedesco rallenterebbe (io no, anche perché ci sono stato ed ho visto), lo farebbe lo straniero? E sei convinto che lo farebbe l'italiano in Italia se non ci fossero limiti? Quello stesso italiano che oggi se ne frega e ti passa a 180?

Se vuoi dire che la differenza di velocità tra veicoli è irrilevante, bé, non è così che la pensano le scuole di guida sicura.

Se vuoi dire che si dovrebbe adeguare la propria velocità alle condizioni del traffico e della strada, siamo d'accordo, ma non succede. Ecco perché, per difendere coloro che non si sentono Buzz Aldrin in cima al Saturn V i limiti ci vogliono.

Il mondo è troppo pieno di imbecilli per affidarsi alla saggezza di ciascuno.

Ovviamente intendevo quello. Però è anche vero che se devo superare preferisco farlo mettendo giù tutto e cercando di completare la manovra prima che posso (se valuto che ci metterei troppo a superare me ne sto dietro e non ci provo nemmeno ovviamente). Questo è fondamentale nei sorpassi (su strada statale diciamo), perchè mentre supero, sto nei fatti invadendo l'altra corsia anche se è consentito, meno ci metto meglio è. Ma pure in autostrada, se devo superare uno che fa i 100, e sono già sulla corsia di sx (superamento e non sorpasso) preferisco farlo a 130 che a 105...perchè mentre sono sulla corsia di sinistra può arrivarmi dietro quello a 240 (che sia legale o meno me ne frego, so che il rischio c'è, in italia come in germania), quindi appena fatto il sorpasso mi rimetto nella corsia di destra (cioè, quella libera più a destra).

Ben altro discorso è sfilare a 180 una colonna di auto "ferme" a 90 all'ora...alla fine la velocità (e la differenza di velocità) è un concetto relativo per definizione, fino a un certo punto ti aiuta, oltre diventa pericolossisima...

Per rispondere alla tua domanda, se sto andando a 200 e vedo un'auto che stimo essere a 120 sulla mia destra, sicuramente non freno (sarebbe più pericoloso che altro), inizio a rallentare per tempo fino a superarla con una differenza - a occhio, ovviamente - sui 30-40 kmh. Se invece di una macchina vedo un pò di macchine, invece, allora freno sì e cerco di adeguarmi alla velocità del traffico - che poi è quello che faccio guidando normalmente...
 
zinzanbr ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
kasparov0701 ha scritto:
Non sarebbe male, incidentalmente, insegnare anche alla gente a guidare

io è qui che insisto, il problema è che per un per me presunto diritto alla mobilità stradale non si fa ne educazione stradale e ne educazione alle tecniche di guida, si crede che guidare vuol dire sedersi sul sedile e partire,poi tutto quello che ne consegue è diretta conseguenza di questa mentalità.La colpa di chi è ? In parte di chi non legifera in modo che siano obbligatori corsi di guida sicura anche in pista , ma anche negli automobilisti che magari nel corso della loro vita spendono decine di migliaia di euro in vetture, se non centinaia, ma non investono mai un euro su dei corsi che insegnino a guidare questo perchè si crede che guidare è facile e con il tempo ci si impara( quindi chi a 70 anni e magari guida da 50 anni dovrebbe essere un pilota di F1)... e questo discorso nei motociclisti è ancora più radicato purtroppo.

Io purtroppo non la vedo così,cioè sono d'accordissimo che l'educazione stradale sia necessaria e vada ben al di là del girare la chiave e partire.
E' la fattibilità il problema per me.
I corsi di guida sicura potrebbero,forse,funzionare sui neopatentati,io ne ho fatto uno dopo sei mesi dalla patente.
Ma non possono fare miracoli su chi è trent'anni che guida pensando solo a se stesso o su chi ha in testa solo correre.
Sta sempre al grado di civiltà e prudenza dei guidatori applicare o no le regole del buon senso apprese quando guidano,e pertanto non sono per niente fiducioso dato che alcuni sanno solo pensare a se stessi alla propria fretta e al proprio ego smisurato che gli fa credere di poter risolvere qualsiasi imprevisto.
Assieme a me frequentò il corso di guida sicura anche un ragazzo che conoscevo,prima e dopo il corso era comunque una testa calda e ha distrutto un paio di macchine in pochi anni,fortunatamente o sfortunatamente senza conseguenze fisiche.
Sforzarsi di insegnare una materia complicata come la responsabilità a chi assolutamente non vuole sentirne parlare è fatica sprecata,per certi casi limite l'unica soluzione è farli smettere di guidare perchè prima o poi ammazzeranno qualcuno.

su molte cose sono d'accordo con te , il fatto è che io i corsi di guida sicura li legherei al conseguimento della patente rendendoli anche una prova per il rilascio di questa. Ovviamente quindi questa nuova procedura sarebbe valida solo per i neopatentati, purtroppo come dici tu chi ha la patente da un certo numero di anni difficilmente gli cambi le abitudini.
Non è detto che poi un corso di guida sia necessariamente la panacea di tutti i mali, prendo l'esempio che hai fatto tu del tuo amico, ma in linea di massima chi ha fatto un corso di guida sicuramente è più conscio dei propri limiti , se poi leghi i corsi di guida ad eventi da fare sulle piste secondo me riesci in parte sia ad educare le persone che ha fargli sbollire la voglia di correre.
 
ALGEPA ha scritto:
zinzanbr ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
kasparov0701 ha scritto:
Non sarebbe male, incidentalmente, insegnare anche alla gente a guidare

io è qui che insisto, il problema è che per un per me presunto diritto alla mobilità stradale non si fa ne educazione stradale e ne educazione alle tecniche di guida, si crede che guidare vuol dire sedersi sul sedile e partire,poi tutto quello che ne consegue è diretta conseguenza di questa mentalità.La colpa di chi è ? In parte di chi non legifera in modo che siano obbligatori corsi di guida sicura anche in pista , ma anche negli automobilisti che magari nel corso della loro vita spendono decine di migliaia di euro in vetture, se non centinaia, ma non investono mai un euro su dei corsi che insegnino a guidare questo perchè si crede che guidare è facile e con il tempo ci si impara( quindi chi a 70 anni e magari guida da 50 anni dovrebbe essere un pilota di F1)... e questo discorso nei motociclisti è ancora più radicato purtroppo.

Io purtroppo non la vedo così,cioè sono d'accordissimo che l'educazione stradale sia necessaria e vada ben al di là del girare la chiave e partire.
E' la fattibilità il problema per me.
I corsi di guida sicura potrebbero,forse,funzionare sui neopatentati,io ne ho fatto uno dopo sei mesi dalla patente.
Ma non possono fare miracoli su chi è trent'anni che guida pensando solo a se stesso o su chi ha in testa solo correre.
Sta sempre al grado di civiltà e prudenza dei guidatori applicare o no le regole del buon senso apprese quando guidano,e pertanto non sono per niente fiducioso dato che alcuni sanno solo pensare a se stessi alla propria fretta e al proprio ego smisurato che gli fa credere di poter risolvere qualsiasi imprevisto.
Assieme a me frequentò il corso di guida sicura anche un ragazzo che conoscevo,prima e dopo il corso era comunque una testa calda e ha distrutto un paio di macchine in pochi anni,fortunatamente o sfortunatamente senza conseguenze fisiche.
Sforzarsi di insegnare una materia complicata come la responsabilità a chi assolutamente non vuole sentirne parlare è fatica sprecata,per certi casi limite l'unica soluzione è farli smettere di guidare perchè prima o poi ammazzeranno qualcuno.

su molte cose sono d'accordo con te , il fatto è che io i corsi di guida sicura li legherei al conseguimento della patente rendendoli anche una prova per il rilascio di questa. Ovviamente quindi questa nuova procedura sarebbe valida solo per i neopatentati, purtroppo come dici tu chi ha la patente da un certo numero di anni difficilmente gli cambi le abitudini.
Non è detto che poi un corso di guida sia necessariamente la panacea di tutti i mali, prendo l'esempio che hai fatto tu del tuo amico, ma in linea di massima chi ha fatto un corso di guida sicuramente è più conscio dei propri limiti , se poi leghi i corsi di guida ad eventi da fare sulle piste secondo me riesci in parte sia ad educare le persone che ha fargli sbollire la voglia di correre.

Forse alla base del mio scetticismo c'è il fatto che il corso che ho fatto io non era,secondo me,adatto al grado di preparazione dei guidatori che hanno partecipato.
Era più un corso volto a dimostrare che in certe situazioni difficili la preparazione media non è sufficiente,noi avevamo tutti meno di un anno di patente quindi sapevamo fare a mala pena prima-seconda-terza e forse l'impatto con la realtà per noi non è stato tanto forte perchè sapevamo di essere poco esperti.
Mentre invece un guidatore con già qualche anno di esperienza, che quindi si riteneva in grado di affrontare la maggior parte delle situazioni pericolose,sarebbe stato costretto a rivalutare la propria abilità e a mettersi in discussione.
Per me ci vorrebbero corsi formativi per i guidatori giovani e terapie d'urto invece per i guidatori già più esperti in modo da invitare tutti a cercare di migliorare non solo dal punto di vista dell'abilità ma anche dell'oculatezza alla guida.
E poi conta tanto anche lo spirito con cui si partecipa ai corsi,chi vi prende parte convinto di sapere già tutto e magari si distrae pure durante la parte teorica non imparerà niente,ricorderà l'esperienza come il giorno in cui si è divertito a sbandare su un piazzale.
 
Back
Alto