Sintetizzo tutto questo in un solo post perche' sebbene ero partito con la picca di rispondere punto a punto, una seconda lettura dimostra che i nostri punti di vista sono molto piu' vicini di quanto uno non creda. Forse la differenza la fa il fatto che ho qualche anno in piu' all'estero, meno 'emozione' in certe espressioni e piu' cinismo davanti a fatti di persone o cose (ovvero me ne frega cippa molto di piu' di certe cose che non qualche anno fa).Bunga Bunga ha scritto:leolito ha scritto:E io che ne so? L'hai tirato in ballo te il lavoro, mica io
Apri un post per spalare merd@ (come al solito) su un paese estero
Vedo che te hai già tratto le tue conclusioni sul thread.
"Come al solito" cosa? "come al solito" mi lamento?
Mah.
A me sembra che altri utenti del forum (di cui però te condividi il pensiero) aprano costantemente dei thread per spalare merd@ sull'Italia e sullo Stato Italiano e non mi pare che nè te, nè altri della moderazione vi esponete a critiche o giudizi negativi.
Spiegami la differenza.
leolito ha scritto:che ti da' cmq da mangiare,
Detta così sembra di essere un disgraziato che parte con la valigia di cartone e che si "prostituisce" per un posto di lavoro.
Ma anche no.
Se mi conosci, ma non mi conosci, saprai che io in Italia avevo il contratto di lavoro e guadagnavo di più di quanto guadagno ora (senza considerare il fatto che vivendo in famiglia il saldo netto era decisamente positivo).
Ho fatto la scelta (tutt'altro che obbligata) dell'Inghilterra perchè ne ho avuto la possibilità e perchè il lavoro che facevo in Italia non mi piaceva e perchè, l'inglese è l'unica lingua straniera che conosco.
Il che non significa che non sono autorizzato a dire come la penso (soprattutto che ogni sacrosanto giorno leggo thread che sputano sull'Italia).
O no?
leolito ha scritto:e alla mia (innocua) domanda su perche' non torni hai dato il lavoro come risposta. Quindi, alla fine ti "sta" bene ... senno' saresti gia' di ritorno sul paradiso in terra, no?
Ripeto, si fa in fretta a criticare ....
Se non trovi un lavoro da 1.5k eur in Italia e lo trovi all'estero, facendo la stessa cosa magari, quale sarebbe il posto "messo molto male?"
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Il "perchè non torno" te l'ho detto, perchè cambiare di nuovo lavoro sarebbe uno sbattimento di scatole e allo stato attuale delle cose mi "comoda" così.
leolito ha scritto:Ci saranno un sacco di Italiani all'estero che preferiscono un cappuccio fatto come si deve e la carbonara che non pesi 700gr (come spesso si trova altrove), ma non saranno mica queste le cose che veramente fanno pendere l'ago della bilancia ... no?![]()
"Non saranno mica queste le cose che veramente fanno pendere l'ago della bilancia".
Dipende per chi.
Per TE forse no.
C'è anche chi vive in Italia "arrangiato" come un inglese, mangia cose infilate nel microonde e vive per lavorare.
A sto punto meglio se gente così si trasferisce in Inghilterra e ci resta a vita.
Personalmente.......... le cose importanti della vita sono lo star bene (che implica anche il mangiare bene, il vestire bene, il non essere stressato, il non farsi il sangue amaro ecc), la famiglia, una persona che amo e che mi ama al mio fianco, il fare dei figli (almeno 2, meglio 3).
La vita è già abbastanza corta per tutto il resto.![]()
Il mio modo di rispondere piccato rispecchia in egual modo la "spocchia" con la quale hai aperto il post per dare una bella palata di m. a tutto il sistema nel quale ti trovi (per tue ragioni, ripeto) e del quale sembri non vedi l'ora di "scappare". Adesso, presentato cosi' l'argomento, certo non offre molti spunti e/o conclusioni che non siano la polemica che sembra (sembra) tu abbia voluto cercare, oppure una risposta all'unisono "si! da noi si sta sempre meglio!" oppure dei rari spunti di saggezza come quello pacato di stone.
Ti invito a rileggere le tue righe nel primo post: che cosa stai mettendo sul tavolo come discussione? Da quello dipende le risposte che arrivano ....
Il discorso del 'dare da mangiare' e' una metafora che rappresenta quello che uno fa e perche lo fa, e dove lo fa. Che sia un disgraziato "costretto a protituirsi all'estero" oppure uno che lo fa perche gli piace o perche ha altre motivazioni, il discorso non cambia: siamo tutti dei "mercenari" disposti a cambiare il nostro tempo e sforzo per soldi: chi piu', chi meno, chi in valuta "europea" e chi in valuta diversa, ecc.
Non c'e' bisogno di essere perfetti sconosciuti oppure intimi amici per capirlo: le ragioni sono comprensibili, e condivisibili. Altrimenti uno manderebbe tutto a cagher e si prenderebbe un bell'appezzamento di terra e via a zappare (e quindi 'negare' un certo senso all'esistenza "moderna" orror), oppure andare a vivere in mezzo a qualche isolotto e fare il "consulente a distanza" senza le menate alle quali ci dobbiamo abituare.
Sul discorso di cosa uno si sente 'autorizzato' o meno a dire, e' un bel discorso: siamo su uno spazio pubblico e gentilmente offerto da Quattroruote, e cosi' come tu dici la tua ... io dico la mia. Nuovamente, il livello della discussione dipende dall'impostazione del topic - in questo caso, "it's on you" come OP
Infine, sul discorso di altri e della loro apertura di topic che considero ben al di fuori di quello che dovrebbe esserci su questo forum non mi pronuncio. Le mie esternazioni le ho gia' fatte a moderazione e amministrazione e non sono state considerate come valide, pertanto mi adatto e incasso.
***
Adesso fine delle considerazioni "personali" e aprendo il discorso in termini piu' generali, ci sono alcune cose che hai scritto che sono fonte di spunto per discutere in maniera piu' costruttiva.
... perchè cambiare di nuovo lavoro sarebbe uno sbattimento di scatole e allo stato attuale delle cose mi "comoda" così.
Ecco, attenzione a questo che puo' diventare un possibile problema. Un lavoro che uno e' in grado di svolgere bene e senza troppi sforzi, comporta come contraindicazione che ci permette di star 'comodi'. Poi succede qualcosa che ci dovrebbe stimolare (es. ambizioni di carriera, oppure uno si stufa e vuole cambiare aria, ecc.) eppure si trova con molte difficolta' all'ora di "darsi una mossa", appunto perche cade in quello che in gergo si chiama appunto una "comfort zone". Sembra facile rispondere a questo con un "ah no ... se in realta' uno veramente vuole il cambio allora ce la fa", ed e' infatti vero, ma a volte riprendere a remare dopo aver girato a vela e' dura ....
Dipende per chi.
Per TE forse no.
C'è anche chi vive in Italia "arrangiato" come un inglese, mangia cose infilate nel microonde e vive per lavorare.
Personalmente.......... le cose importanti della vita sono lo star bene (che implica anche il mangiare bene, il vestire bene, il non essere stressato, il non farsi il sangue amaro ecc), la famiglia, una persona che amo e che mi ama al mio fianco, il fare dei figli (almeno 2, meglio 3).
Sono soddisfatto di aver stimolato questa risposta, che appunto centra il discorso che intendevo.
Ho usato appunto un paio di esempi da "sempre" fonte di preoccupazione, ovvero il caffe e la pasta: sembra riduttivo, e in particolar modo per gli Italiani all'estero, catalogare tutto come un "come mi arrangio", eppure questo ha una rilevanza fondamentale nelle scelte che uno fa - magari anche senza pensarci! E questo e' bene, direi ...
Pero, ricorda che "mangiar bene" e "vestir bene" sono aspetti che anche in Italia si ottengono solo con una certa ... scioltezza, che non e' facile ottenere. Ed e' vero - e questo e' un discorso aparte - che il livello medio della cucina Italiana e' parecchie spanne sopra quello di oltre mezzo mondo (e non sono io a dirlo, ma sto raccogliendo le impressioni del mucchio di gente che ho incontrato nei miei anni all'estero, e continuo ad incontrare), mantenere questo "alto livello" diventa ancor piu' difficile. E a volte richiede compromessi, come doverti sobbarca il vivere tra gli "odiati" Inglesi
Sul 'non vivere stressato' invece ho idee tutte mie, e devo dire che da quello che ho visto e' vedo in Italia negli ultimi anni, mi pare mooolto distante dall'essere il posto ideale per vivere appunto "senza stress" .... lo dico sinceramente.
Sintetizzo tutto ...
Minkia ma quanto scrivo!