<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Le MANIFESTAZIONI (no flame) | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Le MANIFESTAZIONI (no flame)

SIMObmw||| ha scritto:
jaccos ha scritto:
SIMObmw||| ha scritto:
GattoToscano ha scritto:
SIMObmw||| ha scritto:
GattoToscano ha scritto:
In una guerriglia e nei tafferugli mi sembra difficile andare ad attribuire precise responsabilità.
:rolleyes:

Vedi, secondo me questo è l'errore di fondo, il non attribuire MAI la responsabilità a qualcuno, ma cercare di navigare in quella zona grigia in cui nessuno è colpevole (cosa che purtroppo caratterizza l'atteggiamento comune in Italia in molti settori)

Chi organizza una manifestazione ha la responsabilità di fare in modo che tutto vada per il verso giusto. Anche di impedire che alcuni "infiltrati" (sic) mettano a ferro e fuoco una città.

Stesso vale anche da parte delle forze dell'ordine, ovviamente

Io infatti non sto dicendo che non bisogna attribuire le responsabilità a qualcuno.
Sto dicendo che bisogna farlo ai soggetti giusti. ;)

E, in casi come questi, i soggetti giusti sono difficili da individuare.
O no?

Altra cosa: non avendo mai organizzato manifestazioni, ma soltanto partecipato ad esse, non so a chi spetti (secondo la legge) il servizio d'ordine e di sicurezza, ma visto che le manifestazioni devono essere autorizzate dal prefetto e dalla Questura credo che la responsabilità se qualcosa va storto, sia da ricercarsi anche li.

E chi determina il fatto che il soggetto sia più o meno "giusto"?

Non essendo avvocato non entro nei meandri di disquisizioni sulle responsabilità legali.

Mi rifaccio però ad una buona norma del vivere civile: chiunque si prenda l'onore/ onere di coordinare, organizzare e gestire una qualsiasi attività deve essere anche consapevole che la responsabilità di un mancato successo, o di danni derivanti dalla stessa debba ricadere su di esso/a

Come ho detto, lo stesso vale anche lato forze dell'ordine. Ma quando sento i rappresentanti degli studenti affermare che loro con i b.b. non c'entrano nulla e che "si dissociano" negando le loro responsabilità non rido neanche più. Rifletto con tristezza e rassegnazione al loro triste futuro
Stai traviando la legge.
La responsabilità di reprimere la violenza spetta alle forze dell'ordine.
Il privato cittadino può usare legittima difesa, nulla più.

a) come ho chiaramente scritto non mi rifaccio ad argomenti legali ma sostanziali. Per cui non traviso (e non travio...) la legge
b) stai dimostrando il mio punto: siamo in una nazione in cui nessuno si prende le proprie responsabilità. Questo è uno dei motivi del nostro declino, e questo sarà uno dei motivi per cui molti di quegli studenti faranno i precari a vita (giustamente)
Pardon per la svista linguistica, è scappata una lettera nella digitazione. ;)
a) peccato che è la legge che regola la nostra vita...
b) e sono d'accordo con te, basta vedere quali sono le leggi prioritarie del governo. Però la questione non è cmq applicabile ai black block, non puoi pretendere che 4 studentelli arrestino al posto della polizia dei criminali armati di spranghe di ferro, è un suicidio.

Il motivi del nostro declino son vari e variegati, il fatto che nessuno si prenda le proprie responsabilità è solo una manifestazione di ciò...
 
|Mauro65| ha scritto:
GattoToscano ha scritto:
Ora, fortunatamente la nostra Costituzione prevede il diritto alle manifestazioni e il diritto di sciopero. ;)
Nonostante i ricordi oramai sbiaditi, mi sembra che tuteli anche:
  • la libera circolazione
;
  • la proprietà privata;

e che vieti le riunioni in armi (proprie o improprie non fa differenza)

quando uno arriva in manifestazione a volto coperto e con il casco, si sa già perché viene; per quanto mi riguarda, queste tipologie di manifestanti andrebbero, da subito ed a prescindere, inquadrati come "volontari" per gli specializzandi in ortopedia e traumatologia (almeno si renderebbero utili per una buona causa, a costo zero, e forse la prossima volta ci ripenserebbero)

Di una facilita' e banalita' disarmante...
volto coperto'
lo si ferma e lo si porta via per accertamenti....
 
Pardon per la svista linguistica, è scappata una lettera nella digitazione. ;)
a) peccato che è la legge che regola la nostra vita...
b) e sono d'accordo con te, basta vedere quali sono le leggi prioritarie del governo. Però la questione non è cmq applicabile ai black block, non puoi pretendere che 4 studentelli arrestino al posto della polizia dei criminali armati di spranghe di ferro, è un suicidio.

Il motivi del nostro declino son vari e variegati, il fatto che nessuno si prenda le proprie responsabilità è solo una manifestazione di ciò... [/quote][/quote]
Certo, non si può chiedere a 4 studentelli di arrestare i criminali, ma si può chiedere qualcosa di altrettanto efficace. Darsela a gambe e abbandonare immediatamente la scena degli scontri isolando così i facinorosi.
Non ci vuole un genio a capirlo.
 
jaccos ha scritto:
E si, il popolo che fa sentire la sua voce è estremamente democratico, ti piaccia o meno.

"il popolo" è una definizione che presuppone "tutto il popolo" inteso come categoria generale.

qui non si parla de "il popolo", si parla di una parte del popolo.
ovvero, manifestare senza intralciare il prossimo è uno degli elementi della democrazia, manifestare intralciando il prossimo invece non è democrazia, è prepotenza del fare a chi urla di più.
la parte che urla, e magari è minoritaria, che danneggia non "il potere" (che se ne frega anzichenò, e magari anzi si avvantaggia) ma quell'altra parte di popolo che ha una idea diversa, oppure che pur avendo la stessa idea esercita il diritto di manifestarla in altro modo.

se non ci fosse il limite al modo di manifestare, allora nella escalation (secondo te legittima) a urlare più forte se non si ottiene il voluto diventa legittimabile qualsiasi azione
il che, ovviamente, non è accettabile
 
provocantibus ha scritto:
Pardon per la svista linguistica, è scappata una lettera nella digitazione. ;)
a) peccato che è la legge che regola la nostra vita...
b) e sono d'accordo con te, basta vedere quali sono le leggi prioritarie del governo. Però la questione non è cmq applicabile ai black block, non puoi pretendere che 4 studentelli arrestino al posto della polizia dei criminali armati di spranghe di ferro, è un suicidio.

Il motivi del nostro declino son vari e variegati, il fatto che nessuno si prenda le proprie responsabilità è solo una manifestazione di ciò...
[/quote]
Certo, non si può chiedere a 4 studentelli di arrestare i criminali, ma si può chiedere qualcosa di altrettanto efficace. Darsela a gambe e abbandonare immediatamente la scena degli scontri isolando così i facinorosi.
Non ci vuole un genio a capirlo.[/quote]
E non ci vuole un genio a capire che questo è l'antitesi del motivo per cui son li. Altrimenti basta un, perdonami il francesismo, cazzone che fa la scenata violenta per aver la scusa per mandare tutti a casa...
 
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
E si, il popolo che fa sentire la sua voce è estremamente democratico, ti piaccia o meno.

"il popolo" è una definizione che presuppone "tutto il popolo" inteso come categoria generale.

qui non si parla de "il popolo", si parla di una parte del popolo.
ovvero, manifestare senza intralciare il prossimo è uno degli elementi della democrazia, manifestare intralciando il prossimo invece non è democrazia, è prepotenza del fare a chi urla di più.
la parte che urla, e magari è minoritaria, che danneggia non "il potere" (che se ne frega anzichenò, e magari anzi si avvantaggia) ma quell'altra parte di popolo che ha una idea diversa, oppure che pur avendo la stessa idea esercita il diritto di manifestarla in altro modo.

se non ci fosse il limite al modo di manifestare, allora nella escalation (secondo te legittima) a urlare più forte se non si ottiene il voluto diventa legittimabile qualsiasi azione
il che, ovviamente, non è accettabile
Verissimo. Se vivessimo in un mondo utopico.
Purtroppo, come già detto, la democrazia perfetta non esiste, se non in ambiti estremamente ristretti come può essere una tribù.
Già il fatto di vivere in una democrazia rappresentativa è una storpiatura. Se poi ci aggiungi corruzione, clientelismo, nepotismo e smanie di potere varie stiamo freschi.
Vivendo in una democrazia imperfetta e ampiamente perfettibile vie è parte del popolo che non ha voce e non ha rappresentanti (che non siano burattini). E' li che nasce il diritto di manifestare e scioperare. Quella "voce" che viene loro negata hanno diritto a farla sentire e ovviamente fanno in modo che accada.
Non è una gara a chi grida più forte, ma una gara a farsi sentire con qualcuno che ti pianta un cuscino in bocca.

Quanto all'escalation si, a certi livelli una sommossa popolare è condivisibile. NON E' IL NOSTRO CASO, non ne siamo neanche lontanamente vicini. Ma in una brutale e repressiva dittatura? Non sarebbe giusta? IMHO, per chiunque ritenga che la democrazia sia un qualcosa a cui puntare penso proprio di si...
 
jaccos ha scritto:
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
E si, il popolo che fa sentire la sua voce è estremamente democratico, ti piaccia o meno.

"il popolo" è una definizione che presuppone "tutto il popolo" inteso come categoria generale.

qui non si parla de "il popolo", si parla di una parte del popolo.
ovvero, manifestare senza intralciare il prossimo è uno degli elementi della democrazia, manifestare intralciando il prossimo invece non è democrazia, è prepotenza del fare a chi urla di più.
la parte che urla, e magari è minoritaria, che danneggia non "il potere" (che se ne frega anzichenò, e magari anzi si avvantaggia) ma quell'altra parte di popolo che ha una idea diversa, oppure che pur avendo la stessa idea esercita il diritto di manifestarla in altro modo.

se non ci fosse il limite al modo di manifestare, allora nella escalation (secondo te legittima) a urlare più forte se non si ottiene il voluto diventa legittimabile qualsiasi azione
il che, ovviamente, non è accettabile
Verissimo. Se vivessimo in un mondo utopico.
Purtroppo, come già detto, la democrazia perfetta non esiste, se non in ambiti estremamente ristretti come può essere una tribù.
Già il fatto di vivere in una democrazia rappresentativa è una storpiatura. Se poi ci aggiungi corruzione, clientelismo, nepotismo e smanie di potere varie stiamo freschi.
Vivendo in una democrazia imperfetta e ampiamente perfettibile vie è parte del popolo che non ha voce e non ha rappresentanti (che non siano burattini). E' li che nasce il diritto di manifestare e scioperare. Quella "voce" che viene loro negata hanno diritto a farla sentire e ovviamente fanno in modo che accada.
Non è una gara a chi grida più forte, ma una gara a farsi sentire con qualcuno che ti pianta un cuscino in bocca.

Quanto all'escalation si, a certi livelli una sommossa popolare è condivisibile. NON E' IL NOSTRO CASO, non ne siamo neanche lontanamente vicini. Ma in una brutale e repressiva dittatura? Non sarebbe giusta? IMHO, per chiunque ritenga che la democrazia sia un qualcosa a cui puntare penso proprio di si...

lungi da me difendere la democrazia, men che meno quella rappresentativa.

resto però convinto che quello che tu dici non è esercizio di democrazia, al massimo è esercizio di libertà.
che non è per nulla la stessa cosa

anche lì, sommossa popolare ha un senso se fatta da tutto il popolo; la sommossa di dieci, per quanto popolani, non è la stessa cosa.
 
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
E si, il popolo che fa sentire la sua voce è estremamente democratico, ti piaccia o meno.

"il popolo" è una definizione che presuppone "tutto il popolo" inteso come categoria generale.

qui non si parla de "il popolo", si parla di una parte del popolo.
ovvero, manifestare senza intralciare il prossimo è uno degli elementi della democrazia, manifestare intralciando il prossimo invece non è democrazia, è prepotenza del fare a chi urla di più.
la parte che urla, e magari è minoritaria, che danneggia non "il potere" (che se ne frega anzichenò, e magari anzi si avvantaggia) ma quell'altra parte di popolo che ha una idea diversa, oppure che pur avendo la stessa idea esercita il diritto di manifestarla in altro modo.

se non ci fosse il limite al modo di manifestare, allora nella escalation (secondo te legittima) a urlare più forte se non si ottiene il voluto diventa legittimabile qualsiasi azione
il che, ovviamente, non è accettabile
Verissimo. Se vivessimo in un mondo utopico.
Purtroppo, come già detto, la democrazia perfetta non esiste, se non in ambiti estremamente ristretti come può essere una tribù.
Già il fatto di vivere in una democrazia rappresentativa è una storpiatura. Se poi ci aggiungi corruzione, clientelismo, nepotismo e smanie di potere varie stiamo freschi.
Vivendo in una democrazia imperfetta e ampiamente perfettibile vie è parte del popolo che non ha voce e non ha rappresentanti (che non siano burattini). E' li che nasce il diritto di manifestare e scioperare. Quella "voce" che viene loro negata hanno diritto a farla sentire e ovviamente fanno in modo che accada.
Non è una gara a chi grida più forte, ma una gara a farsi sentire con qualcuno che ti pianta un cuscino in bocca.

Quanto all'escalation si, a certi livelli una sommossa popolare è condivisibile. NON E' IL NOSTRO CASO, non ne siamo neanche lontanamente vicini. Ma in una brutale e repressiva dittatura? Non sarebbe giusta? IMHO, per chiunque ritenga che la democrazia sia un qualcosa a cui puntare penso proprio di si...

lungi da me difendere la democrazia, men che meno quella rappresentativa.

resto però convinto che quello che tu dici non è esercizio di democrazia, al massimo è esercizio di libertà.
che non è per nulla la stessa cosa

anche lì, sommossa popolare ha un senso se fatta da tutto il popolo; la sommossa di dieci, per quanto popolani, non è la stessa cosa.
Piano, mi confondi.
Parli dei BB o degli studenti? Se ti riferisci ai BB hai tutto il mio appoggio, se parli degli studenti è l'esatto contrario, in 10 sono gli studenti che SOSTENGONO la gelmini, il resto del mondo studentesco ce l'ha a morte... ;)

Cmq è una questione di libertà tanto quanto di democrazia. Il presupposto della democrazia è che TUTTO il popolo abbia voce in capitolo. Se ciò non avviene non parli di democrazia, ma di una storpiatura di quart'ordine...
 
jaccos ha scritto:
Piano, mi confondi.
Parli dei BB o degli studenti? Se ti riferisci ai BB hai tutto il mio appoggio, se parli degli studenti è l'esatto contrario, in 10 sono gli studenti che SOSTENGONO la gelmini, il resto del mondo studentesco ce l'ha a morte... ;)

Cmq è una questione di libertà tanto quanto di democrazia. Il presupposto della democrazia è che TUTTO il popolo abbia voce in capitolo. Se ciò non avviene non parli di democrazia, ma di una storpiatura di quart'ordine...

salto la questione BB/altrimanifestanti perché buona solo per dei flames

facciamo finta che siano in dieci gli studenti che non si oppongono alla riforma
(tutto da dimostrare, qui a brescia non c'era casino finché è arrivato qualcuno a far notare che se nelle altre università si protestava allora bisognava farlo anche qui, e alle manifestazioni mi piacerebbe sapere quanti universitari c'erano rispetto al totale degli iscritti e al totale dei partecipanti)

resta che l'università (resto sul caso per seguire il tuo pensiero, ma sempre della questione generale mi interesso) non è faccenda privata degli studenti, e nemmeno dei docenti /ricercatori (che in realtà sono i veri contrastatori)
è faccenda di tutti.

i quali tutti esprimono le loro complessive convinzioni in sede apposita.
come tu bene dici, per essere veramente democrazia TUTTO il popolo deve essere rappresentato. non solo chi ha voglia di fare la protesta in piazza.

poi va benissimo stimolare gli altri, ma la protesta quando va contro il resto del popolo diventa una prepotenza
che può essere atto di libertà, ma non atto di democrazia.

invece sollevi una questione che ha degli aspetti interessanti, che però è politica anche in senso lato e non possiamo approfondire qui: al contrario degli studenti universitari, gli studenti liceali essendo minorenni nel nostro sistema SONO PRIVI di rappresentanza "politica" ed hanno solo la rappresentanza "amministrativa" negli organi collegiali.
 
belpietro ha scritto:
salto la questione BB/altrimanifestanti perché buona solo per dei flames.

facciamo finta che siano in dieci gli studenti che non si oppongono alla riforma
(tutto da dimostrare, qui a brescia non c'era casino finché è arrivato qualcuno a far notare che se nelle altre università si protestava allora bisognava farlo anche qui, e alle manifestazioni mi piacerebbe sapere quanti universitari c'erano rispetto al totale degli iscritti e al totale dei partecipanti)

Quindi secondo te gli studenti sono i BB?
:rolleyes:

belpietro ha scritto:
resta che l'università (resto sul caso per seguire il tuo pensiero, ma sempre della questione generale mi interesso) non è faccenda privata degli studenti, e nemmeno dei docenti /ricercatori (che in realtà sono i veri contrastatori)
è faccenda di tutti.

i quali tutti esprimono le loro complessive convinzioni in sede apposita.
come tu bene dici, per essere veramente democrazia TUTTO il popolo deve essere rappresentato. non solo chi ha voglia di fare la protesta in piazza.

poi va benissimo stimolare gli altri, ma la protesta quando va contro il resto del popolo diventa una prepotenza
che può essere atto di libertà, ma non atto di democrazia.

invece sollevi una questione che ha degli aspetti interessanti, che però è politica anche in senso lato e non possiamo approfondire qui: al contrario degli studenti universitari, gli studenti liceali essendo minorenni nel nostro sistema SONO PRIVI di rappresentanza "politica" ed hanno solo la rappresentanza "amministrativa" negli organi collegiali.

Belpi se nessuno avesse mai protestato certe cose non ci sarebbero.

Il "potere" è proprio questo che vuole: una mandria di pecore da governare. Tutti zitti. :rolleyes:
 
La democrazia (perfetta o imperfetta) giacché prevede che la maggioranza decida anche sulla minoranza e questa, nella logica dell'alternanza, accetti le decisioni, funziona fin tanto che la maggioranza è nettamente superiore alla minoranza. Quando le due forze si equivalgono i problemi sono evidenti e palesi, specie se, come in Italia, la rappresentanza è stabilità da norme ingiuste, bugiarde e truffaldine istituite in nome della governabilità.
E mi fermo qui perché si potrebbe ben andare avanti.
 
....Quando un Governo si chiude nelle stanze del potere per fare i propri porci comodi senza prendere in considerazione nè ascoltare la voce dei cittadini, ;) [/quote]

UNA parte di cittadini. C'è anche chi è d'accordo....
 
lucio952 ha scritto:
....Quando un Governo si chiude nelle stanze del potere per fare i propri porci comodi senza prendere in considerazione nè ascoltare la voce dei cittadini, ;)

UNA parte di cittadini. C'è anche chi è d'accordo....[/quote]

E chi no.
Come me.
;)
 
GattoToscano ha scritto:
Visto che si parla tanto di manifestazioni e di black-bloc, vediamo se riusciamo a tenere in piedi un thread nel quale si riesce a discutere di cosa sia una manifestazione, di cosa serva, di come e dove deve esser fatta ed infine di come ci si comporta (o come ci si dovrebbe comportare) ad una manifestazione.
;)

Ora, siccome io sono stato in diverse manifestazioni, credo che almeno posso raccontare la mia esperienza. ;)
Sarebbe bene che magari qualcuno che la pensa in modo diametralmente opposto al mio e che puntualmente mi contesta, portasse magari la sua esperienza, cercando di analizzare acriticamente e con un buono spirito di osservazione ciò che accade o è accaduto.

Poi, se siete in disaccordo, replicate con affermazioni sensate. ;)

Allora, IMHO, mi pare una cosa assolutamente legittima che in un qualsiasi Stato democratico e civile dovrebbe essere sancito il diritto alla espressione di un dissenso nei confronti dell'operato del Governo (di tutti i Governi).
Questo, sempre IMHO dovrebbe essere un principio che dovrebbe essere condiviso da qualsiasi persona ragionevole e di buon senso, per diversi motivi:

1) Serve a controbilanciare il potere politico, facendo si che vengano ascoltate le voci della minoranza parlamentare.
2) Serve a far capire all'opinione pubblica che nel Paese c'è un disagio.

Ricordiamoci che un Governo che NON ascolta è un Governo DITTATORIALE.
Infatti, se ci pensate bene, è proprio dei regimi dittatoriali "governare" senza ascoltare l'opinione altrui ed impedendo alla popolazione di esprimere il proprio dissenso! (vedere infatti i casi del Fascismo, del Nazismo, del Comunismo).
Un Governo libero, degno di un paese civile è un Governo che ascolta e che tiene in debita considerazione le esigenze di tutti i cittadini, senza essere ostaggio del proprio elettorato.

Ora, fortunatamente la nostra Costituzione prevede il diritto alle manifestazioni e il diritto di sciopero. ;)

Quello che ho sempre detto, anche nelle assemblee studentesche e quello che mi hanno sempre insegnato anche in famiglia (avendo avuto entrambi i genitori che provengono da ambienti universitari del '68, di certe cose se ne è parlato) è che sia la manifestazione che lo sciopero, sono due strumenti IMPORTANTI ma anche estremamente DELICATI, che sono stati ottenuti da gente che si è battuta per avere queste "libertà", pagando a duro prezzo le proprie idee.

Chiunque abusa di tali strumenti è uno che non ha capito una mazza della democrazia.
Classico esempio è quello delle occupazioni scolastiche ad interim a cui io, pur spesso concordando con le motivazioni, mi sono sempre distaccato (non ho mai OKKUPATO) e ho sempre cercato di convogliare in qualcosa di costruttivo persone che spesso stavano li (gli utili idioti) solo per saltare le lezioni scolastiche o per andare in vacanza (paradossalmente: meglio chi va in settimana bianca, di chi sta ad OKKUPARE senza un perchè!).

Sono IN PARTE d'accordo con queste affermazioni.
Ossia, che il diritto a manifestare il dissenso e' essenziale per la democrazia.
E che un governo democratico debba ASCOLTARE tutti i punti di vista.
Ma molti, specie in Italia, ritengono chissa' perche' che "ASCOLTARE" debba automaticamente equivalere ad ACCETTARE e ATTUARE, laddove il fatto che io ascolti un'opinione e ne tenga conto non vuol dire assolutamente che seguiro' quello che dice.

E se e' vero che la democrazia va a maggioranza ma non deve essere la dittatura dei molti sui pochi, non sono affatto d'accordo invece che una manifestazione debba essere la voce della minoranza.
Questo e' un concetto totalmente antidemocratico, dove di fatto la manifestazione e' il modo con cui una minoranza (spesso ridottissima) impone con le urla il proprio volere sulla maggioranza democratica.
L'equivalente di chi in un dibattitto a cui tutti partecipano pacatamente portando le loro ragioni si mette a urlare sovrastando le voci di tutti finche' non ottiene quel che vuole.
E' necessario che ci sia un servizio d'ordine che IMPEDISCE questo modo d'agire, che non e' ne' democratico ne' civile.

Ma andro' oltre, dicendo che non sono nemmeno d'accordo sul fatto che un governo debba necessariamente seguire la vox populi.
Di nuovo, ASCOLTARE non significa ACCETTARE.
Il popolo e' tipicamente ignorante, e spesso non ha la minima cognizione di causa in merito all'argomento su cui pretende di decidere.
Per questo si hanno le democrazie RAPPRESENTATIVE, perche' delle persone COMPETENTI e COMPIUTAMENTE INFORMATE decidano su argomenti che non sono alla portata dell'uomo comune.
Non perche' sia inferiore, ma perche' un ottimo chirurgo non sa necessariamente come si ripara una grondaia.

Su questo va' detto pero' che non e' certo tutta colpa degli italiani: una classe politica pavida, inetta, priva di spina dorsale e incapace di prendere decisioni troppe volte ha riversato sulla popolazione l'onere di decidere per questioni che erano esclusivamente di competenza POLITICA, con un sistematico abuso dello strumento referendario.
Questo dovrebbe essere riservato a questioni di coscienza (aborto, divorzio ecc...) e non a questioni di competenza come il nucleare, tanto per dirne una, che ha dettato il futuro energetico (e quindi economico) del paese.
Non ci si stupisca dunque se poi gente a cui pilatescamente sono state demandate questioni della massima importanza su cui non erano minimamente competenti per decidere si fa l'idea di aver diritto automaticamente a decidere su tutto.
 
G5 ha scritto:
La democrazia (perfetta o imperfetta) giacché prevede che la maggioranza decida anche sulla minoranza e questa, nella logica dell'alternanza, accetti le decisioni, funziona fin tanto che la maggioranza è nettamente superiore alla minoranza. Quando le due forze si equivalgono i problemi sono evidenti e palesi, specie se, come in Italia, la rappresentanza è stabilità da norme ingiuste, bugiarde e truffaldine istituite in nome della governabilità.
E mi fermo qui perché si potrebbe ben andare avanti.

I principi sono una bella cosa, ma poi devono piegarsi alla pratica ed essere applicabili, altrimenti fan piu' danno che beneficio.
La governabilita' e' essenziale, perche' altrimenti non si va da nessuna parte.
Il parlamento polacco era un'organo delirante di pia illusione democratica composto da 500 baroni e le decisioni potevano essere prese solo per unanimita'.
Inutile dire che non concludevano mai nulla.

Dunque, un sistema a maggioranza relativa, oppure un sistema a doppio turno con maggioranza secca (che poi, se si guarda bene, sono la stessa cosa, solo che il primo costa meno) sono indispensabili se si vuole avere un organo di governo che governi, appunto.
Il problema sussiste quando la legge elettorale e' invece fatta con il pretesto di governare, ma di fatto per permettere ai soliti noti di COMANDARE.

Perche', diciamocelo, in Italia nessuno governa da un pezzo, e basta vedere i danni che il cosiddetto "popolo dei no" ha fatto, e come ogni parte politica sia una banderuola agitata dal vento di popolo per capirlo.
 
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