<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Le famiglie italiane sono le più ricche del G7 | Il Forum di Quattroruote

Le famiglie italiane sono le più ricche del G7

Lo ho sentito ieri a Radio24, Focus Economia.

Ricchezza relativa, rispetto al PIL.
Non ricordo i dati precisi, ero in macchina, ma mi sembra che la ricchezza delle famiglie italiane sia 8,3 volte il PIL.

La cosa, abbinata all'ammontare del debito, mi ha suggerito una riflessione: saremo anche bravi a risparmiare, ma non è che lo stato, in passato, è stato troppo "generoso" e, pur di mantenere il consenso, un po' troppo di manica larga?

Forse è ovvio, ma, a volte, forse, ce ne dimentichiamo.
 
Beh, bisognerebbe vedere la statistica su che basi è stata fatta perchè, se prendiamo la TOTALITA' delle famiglie Italiane, allora non dobbiamo scordarci l'altro dato dove si evince che il 50% della ricchezza del paese è in mano al 10% della popolazione: è chiaro che se si fa la semplice suddivisione tra ricchezza (in risparmi, patrimoni ecc...) e la si divide sulla totalità, può uscire un dato simile, ma è altrettanto chiaro che è un dato non veritiero...
 
arizona77 ha scritto:
magari le famiglie italiane ( parlo in generale ) sono ricche,
perche' hanno " prelevato " dallo Stato

E' il discorso che ha sempre fatto Monti quando parla di "equità" e "redistribuzione", solo che tutti hanno capito un'altra cosa.......
La verità è che probabilmente i vecchi hanno rubato ai giovani molto più di quanto abbiano fatto gli evasori nei confronti della collettività. E comunque anche qui bisognerebbe definire bene cosa si intenda per "rubare", perchè comunque quella stessa ricchezza è servita per far crescere le nuove generazioni nell'agiatezza....

Per quel che riguarda il fatto che il 50% della ricchezza sia nelle mani del 10% della popolazione, è un fenomeno che si è presentato con la seconda repubblica, secondo me totalmente indipendente da quello di cui si parlava qui.
 
hewie ha scritto:
Beh, bisognerebbe vedere la statistica su che basi è stata fatta perchè, se prendiamo la TOTALITA' delle famiglie Italiane, allora non dobbiamo scordarci l'altro dato dove si evince che il 50% della ricchezza del paese è in mano al 10% della popolazione: è chiaro che se si fa la semplice suddivisione tra ricchezza (in risparmi, patrimoni ecc...) e la si divide sulla totalità, può uscire un dato simile, ma è altrettanto chiaro che è un dato non veritiero...

.....mi pare di equo ci sia ben poco....
e che ci fosse fretta non mi pare un motivo valido
per non toccare i soliti,
:D e', che facendolo, probabilmente salta l' impianto elettrico :D
 
Matteo__ ha scritto:
arizona77 ha scritto:
magari le famiglie italiane ( parlo in generale ) sono ricche,
perche' hanno " prelevato " dallo Stato

E' il discorso che ha sempre fatto Monti quando parla di "equità" e "redistribuzione", solo che tutti hanno capito un'altra cosa.......

Per quel che riguarda il fatto che il 50% della ricchezza sia nelle mani del 10% della popolazione, è un fenomeno che si è presentato con la seconda repubblica, secondo me totalmente indipendente da quello di cui si parlava qui.

penso che in questo caso le Repubbliche ( come numero ) c' entrino poco....
la crisi ha portato a questo.
Non crescendo il PIL, il capitale sposta il target, e trae la sua remunerazione sulle spalle dei piu' deboli.
 
A mio parere invece c'entra molto una certa politica cosidetta "liberale" (liberista, iniziata da determinate fazioni e poi estesasi a tutto il comparto), che ha sdoganato determinati malcostumi e la giustizia che con i sui tempi biblici ha fatto si che chiunque avesse il coraggio e la faccia tosta di contravvenire a quello che rimaneva del sistema la facesse franca. Il passo successivo è stato breve, alla fine chi frodava ha iniziato a passare per grand'uomo e chi era onesto per cretino. Il pubblico ufficiale che prende le mazzette, il politico che fa lavorare il parente e i preventivi delle aziende appaltatrici che sono sempre poco più che carta straccia hanno rovinato il paese, se un'autostrada qui ti costa dieci volte che nel resto del mondo è chiaro che poi alla fine lo Stato si ritrovi senza soldi e debba andarli a chiedere i cittadini. Che solitamente sono i cittadini economicamente più visibili (in altri modi i soldi non si fanno, perchè il sistema è fatto apposta per funzionare così), così chi ha sempre fatto il suo dovere si impoverisce, chi era invisibile continua ad esserlo e continua ad arricchirsi. Il problema italiano è un problema prima di tutto culturale, le leggi c'erano già, solo mancava la volontà di seguirle, da parte di chiunque potesse sottrarsi. L'italiano medio se può froda, anche sullo scontrino da poche decine di euro (e non sto parlando del commerciante, che magari ha buon gioco, ma della massaia), poi però si lamenta quando si ritrova uno che a farlo è più bravo di lui, la trovo una cosa odiosa.

Questo per quel che riguarda la vita di tutti i giorni, perchè per quello che riguarda i macrosistemi molti danni ha fatto la globalizzazione selvaggia, e il fatto che più o meno intenzionalmente non si siano volute regolamentare certe questioni. Il risultato è la cosiddetta legge del mercato, che ha fatto si che gli stati centrali siano dovuti soccombere alle agenzie di rating ed affini.
La crisi è una conseguenza, non la causa.
 
Matteo__ ha scritto:
A mio parere invece c'entra molto una certa politica cosidetta "liberale" (liberista, iniziata da determinate fazioni e poi estesasi a tutto il comparto), che ha sdoganato determinati malcostumi e la giustizia che con i sui tempi biblici ha fatto si che chiunque avesse il coraggio e la faccia tosta di contravvenire a quello che rimaneva del sistema la facesse franca. Il passo successivo è stato breve, alla fine chi frodava ha iniziato a passare per grand'uomo e chi era onesto per cretino. Il pubblico ufficiale che prende le mazzette, il politico che fa lavorare il parente e i preventivi delle aziende appaltatrici che sono sempre poco più che carta straccia hanno rovinato il paese, se un'autostrada qui ti costa dieci volte che nel resto del mondo è chiaro che poi alla fine lo Stato si ritrovi senza soldi e debba andarli a chiedere i cittadini. Che solitamente sono i cittadini economicamente più visibili (in altri modi i soldi non si fanno, perchè il sistema è fatto apposta per funzionare così), così chi ha sempre fatto il suo dovere si impoverisce, chi era invisibile continua ad esserlo e continua ad arricchirsi. Il problema italiano è un problema prima di tutto culturale, le leggi c'erano già, solo mancava la volonta di seguirle, da parte di chiunque potesse sottrarsi. L'italiano medio se può froda, anche sullo scontrino da poche decine di euro (e non sto parlando del commerciante, che magari ha buon gioco, ma della massaia), poi però si lamenta quando si ritrova uno che a farlo è più bravo di lui, la trovo una cosa odiosa.

Questo per quel che riguarda la vita di tutti i giorni, perchè per quello che riguarda i macrosistemi molti danni ha fatto la globalizzazione selvaggia, e il fatto che più o meno intenzionalmente non si siano volute regolamentare certe questioni. Il risultato è la cosiddetta legge del mercato, che ha fatto si che gli stati centrali siano dovuti soccombere alle agenzie di rating ed affini.
La crisi è una conseguenza, non la causa.

In linea di massima concordo, ma penso anche che sia propio lo stato che ha "educato" cosi gli Italiani:
Se hai una pressione fiscale che supera il 50% e non rendi, di contro, un adeguato servizio ai cittadini, il primo a rubare sei propio tu stato!
Ci sono paesi che hanno una pressione fiscale bassa (tipo in Inghilterra: circa 30%) e altri dove è alta (Norvegia) ma hanno un servizio pubblico ineccepibile; solo l'Italia ha la pressione fiscale alta e il servizio pubblico scadente!
L'Italiano medio si comporta di conseguenza...
L'esempio, dovrebbe venire dall'alto...
 
Matteo__ ha scritto:
A mio parere invece c'entra molto una certa politica cosidetta "liberale" (liberista, iniziata da determinate fazioni e poi estesasi a tutto il comparto), che ha sdoganato determinati malcostumi e la giustizia che con i sui tempi biblici ha fatto si che chiunque avesse il coraggio e la faccia tosta di contravvenire a quello che rimaneva del sistema la facesse franca. Il passo successivo è stato breve, alla fine chi frodava ha iniziato a passare per grand'uomo e chi era onesto per cretino. Il pubblico ufficiale che prende le mazzette, il politico che fa lavorare il parente e i preventivi delle aziende appaltatrici che sono sempre poco più che carta straccia hanno rovinato il paese, se un'autostrada qui ti costa dieci volte che nel resto del mondo è chiaro che poi alla fine lo Stato si ritrovi senza soldi e debba andarli a chiedere i cittadini. Che solitamente sono i cittadini economicamente più visibili (in altri modi i soldi non si fanno, perchè il sistema è fatto apposta per funzionare così), così chi ha sempre fatto il suo dovere si impoverisce, chi era invisibile continua ad esserlo e continua ad arricchirsi. Il problema italiano è un problema prima di tutto culturale, le leggi c'erano già, solo mancava la volontà di seguirle, da parte di chiunque potesse sottrarsi. L'italiano medio se può froda, anche sullo scontrino da poche decine di euro (e non sto parlando del commerciante, che magari ha buon gioco, ma della massaia), poi però si lamenta quando si ritrova uno che a farlo è più bravo di lui, la trovo una cosa odiosa.

Questo per quel che riguarda la vita di tutti i giorni, perchè per quello che riguarda i macrosistemi molti danni ha fatto la globalizzazione selvaggia, e il fatto che più o meno intenzionalmente non si siano volute regolamentare certe questioni. Il risultato è la cosiddetta legge del mercato, che ha fatto si che gli stati centrali siano dovuti soccombere alle agenzie di rating ed affini.
La crisi è una conseguenza, non la causa.

Temo che stiamo parlando di 2 aspetti della stessa cosa....
che il liberismo non controllato ( almeno un minimo ) abbia portato a questo....siamo concordi.
Ma io facevo un diverso ragionamento,
....l' accelerazione ulteriore data allo spostamento della ricchezza e' dovuta al fatto che se il PIL non cresce, il capitale vuole essere remunerato comunque.
Gli frega nulla se le cose van bene o male.
 
hewie ha scritto:
In linea di massima concordo, ma penso anche che sia propio lo stato che ha "educato" cosi gli Italiani:
Se hai una pressione fiscale che supera il 50% e non rendi, di contro, un adeguato servizio ai cittadini, il primo a rubare sei propio tu stato!
Ci sono paesi che hanno una pressione fiscale bassa (tipo in Inghilterra: circa 30%) e altri dove è alta (Norvegia) ma hanno un servizio pubblico ineccepibile; solo l'Italia ha la pressione fiscale alta e il servizio pubblico scadente!
L'Italiano medio si comporta di conseguenza...
L'esempio, dovrebbe venire dall'alto...

Attualmente c'è un inasprimento di questo cosiddetto scontro tra cittadini e Stato, a mio avviso in qualche modo anche pilotato dai media (ormai alla ricerca del sensazionalismo a tutti costi, anche perchè la soglia di attenzione del pubblico si è spostata molto più in basso, anche questo a mio avviso fenomeno voluto), fino a una ventina di anni fa i servizi c'erano eccome (il problema semmai è che li pagassimo troppo poco, e si ritorna al discorso da cui il thread è iniziato): mano a mano che lo stato si è impoverito (perchè depredato, non perchè avesse minori entrate, anzi il contrario) la conseguenza logica è stato il taglio di questi servizi. Come dicevo il discorso che faceva Monti torna, per gli italiani è arrivato il momento di restituire un pochino di risorse alle generazioni venture, l'unico problema sarà quello di chi come noi si ritrova in mezzo a questa transizione.
Tra l'altro questa affermazione è secondo me la vera novità del governo tecnico, il concetto lo conoscevano in tanti, però nessuno che l'avesse mai espresso alla popolazione. L'unica mia speranza è che si faccia davvero qualcosa in merito e non che, grazie sempre alla solita classe politica, questa diventi solo l'ennesima scusa per far pascere tutti quei maiali che occupano il palazzo, cosa che stando a quello che si sente negli ultimi giorni sta succedendo per l'ennesima volta.

Ps: avete notato come tutti i politici di una determinata parte (non per particolari responsabilità, ma solo perchè a livello cronologico l'ultimo governo era il loro) si sono affannati a dire che l'impennata dello spread non era colpa del precedente governo perchè anche con Monti non era sceso? A nessuno è venuto il sospetto che lo spread non fosse sceso considerevolmente semplicemente perchè due giorni dopo l'insediamento dei tecnici i politici hanno iniziato a mettere paletti, "se" e "ma" in quantità? Come se i tedeschi a Yalta avessero voluto dettare loro le condizioni.
I mercati a quanto pare si accorgono di certe cose molto prima della massa (non del singolo, molto più sveglio e intelligente di quanto si pensi). La dimostrazione pratica stà nella manovra, Alla sua presentazione è bastato vedere un governo composto e rispettabile esporre con professionalità le misure e sembrava quasi che questo Paese potesse finalmente cambiare: spread sotto i 400. Non appena quei coglioni (scusate la volgarità) in parlamento hanno iniziato a fare il loro teatrino per l'ultimo voto ed ecco buttato tutto nello sciaquone nel giro di due giorni. E su ad insistere che non era colpa loro, questi scherzano col fuoco e non lo sanno, il bello sarebbe vederli governare su quello che rimarrebbe dopo l'eventuale default (ammesso che non li appendano prima a testa in giù), se non fosse che a piangere saremmo prima di tutto noi.....
 
arizona77 ha scritto:
Temo che stiamo parlando di 2 aspetti della stessa cosa....
che il liberismo non controllato ( almeno un minimo ) abbia portato a questo....siamo concordi.
Ma io facevo un diverso ragionamento,
....l' accelerazione ulteriore data allo spostamento della ricchezza e' dovuta al fatto che se il PIL non cresce, il capitale vuole essere remunerato comunque.
Gli frega nulla se le cose van bene o male.

E' sicuro che il capitale voglia essere remunerato, esiste per quello, non è detto però che ci riesca a prescindere dall'andamento delle cose, almeno non se c'è un organismo più forte che glielo impedisca. E questo è il problema su cui mi soffermavo io. Una volta, quando gli Stati erano quelli che facevano il bello e il cattivo tempo ciò avveniva, oggi che si sono indeboliti la finanza non ha più un freno al suo potere. Se tu devi levare soldi ai cittadini per far si che le banche paghino i loro debiti alla finanza è chiaro che non fai altro che raccogliere capitali. Diventi in pratica solo uno "spazzino" per coloro che si arricchiscono. E questo meccanismo va fermato, non dato per assodato come mi sembra faccia tu. Inoltre non sono molto convinto che tali meccanismi possano influire sulla vita di tutti i giorni nel breve termine, ma solo nel medio e lungo periodo. E questo lo vediamo da quello che sta accadendo ora. La crisi a cui assistiamo come dicevo viene da poco meno di venti anni fa, e il fatto che in Italia i colpevoli di ciò siano gli stessi italiani con i rappresentanti che si sono scelti è dimostrato dal fatto che noi non siamo nella stessa condizione degli altri Stati dell'euro (nemmeno della Grecia, a cui ci vogliono a forza assimilare), anche se i soliti politicanti vorrebbero farci credere il contrario, così da scaricare tutta la colpa sulla contingenza..
 
il fatto che vada fermato e' pacifico....
il fatto che non ci sia nulla da fare, altrettanto....
fallito l' esperimento Monti, ci rivedremo sulle barricate
 
Speriamo proprio che non fallisca, nonostante tutto. A me sulle barricate non va di andarci, anche perchè se si dovesse riverificare quello che puntualmente nell'era moderna si è verificato ad ogni inizio secolo, dubito fortemente che questa volta, con l'impigrimento del mondo occidentale, possa venirne qualcosa di buono per noi.
Quando di tanto in tanto il me paranoico e complottista viene fuori (di solito davanti ad una birra con gli amici :D ), mi sovviene il pensiero che forse noi italiani ci ritroviamo con gli occhi puntati addosso perchè siamo rimasti l'ultimo popolo (o almeno lo eravamo fino a poco tempo fa) occidentale non completamente soggiogato dalla frenesia consumistica e con qualcosina ancora da parte. In pratica mi viene il sospetto che tutti gli sciacalli siano qui solo perchè è rimasto l'ultimo posto dove rubare qualcosa. Io ricordo di come fino a quindici anni fa il televisore lo si tenesse per almeno dieci anni (almeno, a casa ho un telefunken funzionante di trent'anni, in pratica un'eredità, uno dei primi col telecomando), la macchina anche, senza contare che negli anni novanta l'Italia fosse l'unico paese industrializzato dove si vendessero ancora vagonate di musicassette ed il Compact Disc fosse per lo più un qualcosa da impallinati. Poi sono arrivati i centri commerciali, i telefonini e tutti noi abbiamo iniziato a somigliare sempre più al popolo americano (e per me questo non è un complimento, sono molto critico nei loro confronti) e ai nostri colleghi europei (forse superandoli, l'altro giorno ho visto uno aprire un finanziamento per un paio di Tod's, a momenti mi prendevo a schiaffi da solo). Chissa quindi che questo non sia solo l'ultimo atto di un disegno per far si che il centro del mondo si sposti definitivamente da un'altra parte. Poi chiaramente ci ripenso e mi dico che forse dovrei bere meno birra...... :D
 

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