A mio parere invece c'entra molto una certa politica cosidetta "liberale" (liberista, iniziata da determinate fazioni e poi estesasi a tutto il comparto), che ha sdoganato determinati malcostumi e la giustizia che con i sui tempi biblici ha fatto si che chiunque avesse il coraggio e la faccia tosta di contravvenire a quello che rimaneva del sistema la facesse franca. Il passo successivo è stato breve, alla fine chi frodava ha iniziato a passare per grand'uomo e chi era onesto per cretino. Il pubblico ufficiale che prende le mazzette, il politico che fa lavorare il parente e i preventivi delle aziende appaltatrici che sono sempre poco più che carta straccia hanno rovinato il paese, se un'autostrada qui ti costa dieci volte che nel resto del mondo è chiaro che poi alla fine lo Stato si ritrovi senza soldi e debba andarli a chiedere i cittadini. Che solitamente sono i cittadini economicamente più visibili (in altri modi i soldi non si fanno, perchè il sistema è fatto apposta per funzionare così), così chi ha sempre fatto il suo dovere si impoverisce, chi era invisibile continua ad esserlo e continua ad arricchirsi. Il problema italiano è un problema prima di tutto culturale, le leggi c'erano già, solo mancava la volonta di seguirle, da parte di chiunque potesse sottrarsi. L'italiano medio se può froda, anche sullo scontrino da poche decine di euro (e non sto parlando del commerciante, che magari ha buon gioco, ma della massaia), poi però si lamenta quando si ritrova uno che a farlo è più bravo di lui, la trovo una cosa odiosa.
Questo per quel che riguarda la vita di tutti i giorni, perchè per quello che riguarda i macrosistemi molti danni ha fatto la globalizzazione selvaggia, e il fatto che più o meno intenzionalmente non si siano volute regolamentare certe questioni. Il risultato è la cosiddetta legge del mercato, che ha fatto si che gli stati centrali siano dovuti soccombere alle agenzie di rating ed affini.
La crisi è una conseguenza, non la causa.