Uhm..... ti dirò che vedo più ovvietà che concetti rivoluzionari (e anche uno strafalcione, non è vero che una persona occupa 30 centimetri quadrati....

). Che qualcosa cambierà dopo questo casino è certo, ma il mio timore è che per chi era ricco cambierà poco, per chi era povero cambierà ancora meno (le pezze al deretano le aveva anche prima), mentre verrà ulteriormente falcidiata la middle class, che alla fine è quella che tiene su la baracca dato che se avanza qualcosa è facile che lo spenda, se non gli resta niente, si pranza, si cena, ferie in giardino, festa finita e santo gabbato).
Per quanto riguarda la (micro)mobilità, smart working eccetera.... mah, anche lì non vedo tutti questi cambiamenti all'orizzonte. Non voglio assolutamente imporre la mia visione del "lavoro agile", sapete come la penso (in quattro parole, tutto il male possibile) ed è una mia opinione da vecchio fossile e del tutto personale, tuttavia non riesco proprio a vederci alcun miglioramento nella produttività, almeno non nel mio lavoro (che teoricamente potrei svolgere da casa per un buon 60%): tutta la parte "sociale", lo scambio di quattro chiacchiere coi colleghi, il semplice separare fisicamente e temporalmente l'ambito lavoro dall'ambito casa, vedersi di persona e non attraverso una webcam - sempre IMHO - hanno un significato che va oltre il fatto che comunque ti vedi e ti parli, non è affatto la stessa cosa (controverifica? provate a trovarvi per una pizza coi piedi sotto il tavolo in una bella pizzeria col forno a legna, e poi mi dite se mangiarsi una pizza surgelata davanti al portatile in cucina è uguale...). Per carità, nulla è immutabile e in tutto cc'è qualcosa di buono, ci sta che qualche giorno di lavoro da casa sia un cambiamento in meglio, ma non lo vedo assolutamente come modello standard). Per non parlare della scuola, la didattica a distanza è una iattura senza se e senza ma.
Capitolo (micro)mobilità: qui mi sa che scopriamo davvero l'acqua calda: il modello che propone Pontremoli non ha proprio niente che non si sarebbe potuto applicare finora, con un piccolo dettaglio: non è un modello per poveri. Già adesso chi può ha più di un'auto in box in funzione delle esigenze del momento, però la maggioranza delle persone ha un'auto per sè, una per la moglie, e con quelle ci deve fare tutto, incluso andare al lavoro con la station da quattro metri e settanta perchè la compatta è impegnata altrove. Un cambiamento del modello di mobilità non passa per le auto (non in modo preponderante, per lo meno), ma per l'urbanistica: se questa pandemia sarà l'occasione per realizzare i grandi parcheggi scambiatori e potenziare il car sharing urbano, perchè no anzi ben venga, ma ci vogliono fantastiliardi..... e visti i tiramolla sul mes, i bond e triccheballacche per somme che rispetto al fabbisogno saranno bruscolini, la vedo dura.
Infine, i viaggi lunghi: anche qui, in teoria è vero, sarebbe meglio (non per me, ma una volta di più io non faccio testo) usare treni veloci o aerei, ma fate due conti di cosa significa, solo sul piano economico per una famiglia di tre o quattro persone andare in vacanza: quattro biglietti A/R più una settimana di noleggio auto in loco...... e i soldi della vacanza se ne sono andati. Se così in tanti si muovono in un certo modo, difficile che le alternative siano davvero tanto migliori...... Just my two cents.