keyone
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Trotto@81 ha scritto:Ma guarda che lo sanno, non sono scemi o ignoranti, e il tecnico che insidiarono a Palazzo Chigi nel 2011 quando riferendosi ai sindacati disse "le sorti del Paese sono nelle vostre mani" faceva riferimento al taglio netto dei salari. Se non si cinesizza l'Italia, in questo contesto non si va da nessuna parte e lui lo sapeva, ecco il perchè di quelle parole.key-one ha scritto:La frase del premio nobel Mundell , da te giustamente citata e che è piaciuta molto anche al sottoscritto, oltre del fatto che i premi Nobel per l'economia sono spesso azzeccati , in quanto premiano veri studiosi e veri economisti e non portavoce delle lobbies , rende conto -essendo scientificamente palese e non da ieri l'effetto di una nuova moneta che aggreghi valute e nazioni diverse- della preparazione dei nostri tecnici e professori tecnocrati i quali invece vanno sproloquiando da oltre 20 anni sulle magnifiche e progressive sorti della moneta unica e della ue , o piuttosto della loro buona fede...
Non lo dicono in modo che tutti possano capire, ma stanne certo che i destinatari del messaggio hanno sempre capito, ma glissano.
Certo , lo avevo capito persino io :lol: :!:
Però a volte è più incisivo dare dell'ignorante e dell'incompetente che dare del farabutto , soprattutto a tecnici che si vantano per la loro sapienza e informazioni e si ritengono superiori alla media delle persone solo perchè cooptati dalla cupola del potere...
Cinesizzazione mi sembra un termine efficace per descrivere la tendenza ad abbassare il livello salariale e le tutele sociali dell'ex primo mondo , ormai affogato nell'enorme massa di competitors e nelle centinaia di milioni di salariati dell'industria e del commercio ormai mondiali . Ergo , per la legge della domanda e dell'offerta ....
L'Europa , quella ipotetica e ideale , avrebbe potuto non dico ergersi ad anacronistica barriera , ma per lo meno attuare politiche adatte a proteggere il livello di vita e quindi anche la cultura e l'identità dei suoi cittadini . Ha imboccato invece una via ben diversa a quanto pare e non favorevole a ceti medi ed operai , interrompendo così nei fatti quel processo di "socialdemocratizzazione ", iniziato in sordina negli anni '30 in entrambe le sponde dell'oceano , che ha trovato poi nella ricostruzione post-bellica il suo pieno sviluppo , ispirato alle ricette per uscire dalla crisi del 1929 ideate da Keynes e la sua scuola.