<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità | Page 2168 | Il Forum di Quattroruote

La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità

verranno installati nuovi motori termici su auto che oggi offrono poca scelta?

  • si

    Votes: 12 29,3%
  • si torneranno le sportive o comunque quelle più pepate

    Votes: 6 14,6%
  • no dipende dalle case

    Votes: 7 17,1%
  • no il futuro è elettrico

    Votes: 14 34,1%
  • no i motori costano troppo e saranno sempre gli stessi

    Votes: 12 29,3%

  • Total voters
    41
Freni in bagno d'olio...
mmm...
magari funzionano... ma a me ricordano inevitabilmente quella volta che da ragazzino ebbi la malaugurata idea di lubrificare con l'olio il mozzo posteriore del mio Gilera TS 50 (quello a forma di motociclettina retrò), con il risultato che l'olio penetrò all'interno del freno a tamburo rendendolo completamente inefficace! Come non averlo affatto!
Mi ci volle un bel po' di tempo per ripulirlo e ripristinare una discreta azione frenante.
 
Freni in bagno d'olio...
mmm...
magari funzionano... ma a me ricordano inevitabilmente quella volta che da ragazzino ebbi la malaugurata idea di lubrificare con l'olio il mozzo posteriore del mio Gilera TS 50 (quello a forma di motociclettina retrò), con il risultato che l'olio penetrò all'interno del freno a tamburo rendendolo completamente inefficace! Come non averlo affatto!
Mi ci volle un bel po' di tempo per ripulirlo e ripristinare una discreta azione frenante.
Tu pensa che io mettevo il limone, talora l'aglio, sulla pista frenante sui cerchi da bicicletta per aumentare la forza frenante dei pattini specie sul bagnato. :emoji_sweat_smile:

Mai capito se funzionasse davvero (forse giusto ai primi metri di frenata) o se fosse solo una suggestione.
 
Tu pensa che io mettevo il limone, talora l'aglio, sulla pista frenante sui cerchi da bicicletta per aumentare la forza frenante dei pattini specie sul bagnato. :emoji_sweat_smile:

Mai capito se funzionasse davvero (forse giusto ai primi metri di frenata) o se fosse solo una suggestione.
Che poi, oltre alla forza frenante, bisogna vedere se migliora anche la progressività dell'azione... specie sul bagnato, un'azione più brusca è decisamente sconsigliabile! Soprattutto se sei su due ruote!

P.s. mi sono ricordato anche il brivido di andare con la motociclettina sui sampietrini bagnati e viscidi... un'impresa restare in piedi!
 
Ma proprio non la vogliamo capire...
Mi riferisco a quello che sta capitando nel solare :
In Nuova Zelanda :
Il 30 luglio il Ministero per la Regolazione della Nuova Zelanda ha pubblicato i risultati di uno studio, dal titolo “Improving the solar installation process“, avviato alcuni mesi fa per eliminare la burocrazia nel settore del fotovoltaico residenziale e su piccola-media scala.
L’obiettivo principale è stato quello di rendere il Paese “il luogo più semplice al mondo per l’adozione del fotovoltaico, pur mantenendo gli standard di qualità e sicurezza”.
L’attività si è articolata in survey online e interviste a tutti gli stakeholder della catena del valore ed è stata anche analizzata la situazione in alcuni stati australiani che già da tempo hanno introdotto semplificazioni autorizzative.

In Italia :
Stiamo vivendo, al contrario, una stagione involutiva di progressiva “complicazione” del complesso di norme che regolano la realizzazione di impianti fotovoltaici, come se non avessimo di fronte le evidenze del cambiamento climatico e i prezzi dell’energia elettrica alle stelle.
Per cominciare, ci sono le linee guida di settembre 2025 dei VVFF per gli impianti su edifici. Di certo è un tema importante, ma siamo sicuri che non ci si poteva ispirare a criteri di maggiore semplicità e snellezza?
Fra pratiche, relazioni tecniche, adeguamenti elettrici e requisiti dei materiali, ecco che di colpo gli impianti in edifici soggetti a CPI (anche un semplice condominio con una rimessa auto coperta) subiscono aumenti dei costi di realizzazione di almeno il 10%, in alcuni casi stimati fino al 30%. E spesso il cliente rinuncia perché si trova di fronte a interpretazioni ambigue dei tecnici locali o perché l’intervento diventa troppo complesso e costoso.

Più leggo ste notizie e più mi chiedo quando toccheremo il fondo... perchè putroppo a quello non ci siamo ancora arrivati...
 
Ma sarà..io vedo dalle mie parti che impianti fotovoltaici a terra spuntano come funghi, prendono i fondi dei pioppeti, tagliano gli alberi, recintano o mettono giù' pannelli (cinesi) e costruiscono mini "centrale" ..tutti questi problemi "burocratici" ...non li vedo....casomai problemi "idraulici" in futuro.
 
In Italia :
Stiamo vivendo, al contrario, una stagione involutiva di progressiva “complicazione” del complesso di norme che regolano la realizzazione di impianti fotovoltaici

Più leggo ste notizie e più mi chiedo quando toccheremo il fondo... perchè putroppo a quello non ci siamo ancora arrivati...
Notata anche io sta cosa e va inasprendosi..... come se ci fosse una sottilissima lotta tra elettrico e termico, e non solo per quanto riguarda il fotovoltaico....
 
Sempre bello, per non dire riduttivo poi, fare i confronti con i microstati...La popolazione della Nuova Zelanda è di circa 5,3 milioni di abitanti
ed hanno un bilanciamento di aree produttive - origine...molto differente. quasi la stessa superficie con 10 volte di meno popolazione che non "fluttua" visto che l'immigrazione possibile e praticamente inesistente o solo se si hanno conoscenze provate di poter lavorare da cio' tanti NZ emigrano in Australia.
poi stiamo parlando degli All Blacks....
grazie al ....
 
Non ci arriveremo mai, siamo imbattibili a scavarci la fossa. Il punto cruciale è immaginare il futuro come un ritorno al passato. Pragmatismo, questo sconosciuto.
veramente stiamo programmando di scavarci la fossa ma per ragioni burocratiche e di denaro non e' possible scavare la fossa quindi si va a coabitare da morti, con le ceneri, nella cappella in comune del comune di residenza.
 
veramente stiamo programmando di scavarci la fossa ma per ragioni burocratiche e di denaro non e' possible scavare la fossa quindi si va a coabitare da morti, con le ceneri, nella cappella in comune del comune di residenza.
Oh, mamma, non credevo di essere stato così necrologico, però è vero che è facile "fotovoltaizzare" terreno fertile o boschivo (crimine ecologico ed economico) e a rendere inutilmente complesso fitovoltaizzare le strutture apicali già presenti.
 
Oh, mamma, non credevo di essere stato così necrologico, però è vero che è facile "fotovoltaizzare" terreno fertile o boschivo (crimine ecologico ed economico) e a rendere inutilmente complesso fitovoltaizzare le strutture apicali già presenti.
ti diro' io rimango basito, non ho conoscenze nel campo forse @agricolo ci potrà aiutare, ma disboscare ( e vabbe' so' pioppi regionali a fine ciclo) , recintare dove c'era un fosso di scolo ( perche' non si deve perdene nemmeo un mq) e mettere dei supporti di lamierato finto alluminio a meno di 10 cm dal suolo con sopra il pannello, che alla prima pioggia su un terreno acquistrinoso di suo......

poi chiamatela pure "transizione".......... sicuramente non saro' io che vado ad "adottare" "quel" pannello solare.... conoscendo dove e' posizionato e la ditta che ha fatto i lavori in tal guisa.
 
vabbe' so' pioppi regionali a fine ciclo
Che siano pioppi, va bene, non sono sequoie plurisecolari, ok. Però riduci la superficie verde, polmone per co2 e moderatore per effetto serra, oltre che filtro purificatore da inquinanti. Con tutti i tetti, tettoie et similia che potrebbero ospitare kmq di pannelli, mi sembra una solenne insensatezza.
 

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