<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità | Page 1930 | Il Forum di Quattroruote

La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità

verranno installati nuovi motori termici su auto che oggi offrono poca scelta?

  • si

    Votes: 10 28,6%
  • si torneranno le sportive o comunque quelle più pepate

    Votes: 3 8,6%
  • no dipende dalle case

    Votes: 7 20,0%
  • no il futuro è elettrico

    Votes: 14 40,0%
  • no i motori costano troppo e saranno sempre gli stessi

    Votes: 10 28,6%

  • Total voters
    35
A mio avviso, se gli italiani acquistano auto termiche cinesi la transizione c'entra poco o nulla, vuol dire che il prodotto è concorrenziale. Se le case europee alzano i prezzi a dismisura, puntando ai margini, vuol dire che nel prossimo futuro sarà qualcun altro a fare i numeri di vendita
 
E si ritorna al solito discorso.
I prezzi delle auto europee sono saliti a dismisura anche a causa della transizione che ha comportato investimenti enormi senza finora alcun ritorno economico.
Poi aggiungiamoci le sanzioni e il mercato dei crediti green e il fatto che oggi le cinesi siano molto concorrenziali e interessanti c'entra eccome.
 
A mio avviso, se gli italiani acquistano auto termiche cinesi la transizione c'entra poco o nulla, vuol dire che il prodotto è concorrenziale. Se le case europee alzano i prezzi a dismisura, puntando ai margini, vuol dire che nel prossimo futuro sarà qualcun altro a fare i numeri di vendita
Si continua a preservare in questa narrazione secondo cui la transizione non c’entra nulla o quasi.

Invece, a mio modo di vedere, ne è la causa principale.

L’aumento abnorme dei listini europei è dovuto alla guerra (che non tocca la Cina, anzi, la arricchisce), ai mostruosi investimenti nell’elettrico (non sovvenzionati dagli stati come in Cina), alle sanzioni CO2 di Bruxelles (su cui i produttori cinesi trovano ristoro indiretto dal loro governo), agli obblighi di immatricolare a kmzero vetture che la massa degli automobilisti europei non vuole. E quindi i cinesi ballano e fanno festa.
 
L'apertura sugli e-fuel. Nel corso del suo intervento, Minzatu è tornata anche sul tema dei carburanti sintetici. Aprendo un ulteriore spiraglio sul loro impiego: "La Commissione lavorerà per garantire che gli e-fuel svolgano un ruolo nella riduzione delle emissioni di CO2", ha precisato l'amministratrice. Un segnale di una possibile concessione alle richieste del governo e dell'industria tedeschi, che potrebbe coincidere proprio con il momento della revisione. Nessun cenno ai biocarburanti, spinti dal governo italiano come una delle varie alternative sostenibili della transizione.
Invece biocarburanti si, anche se in maniera ancora non definita
 
Non so bene come funzionino i regolamenti, ma i cinesi di auto elettriche ne vendono abbastanza poche come gli europei, e inoltre le loro ibride plug in e full emettono più co2 delle europee, per non parlare delle termiche da 900 grammi di co2. L'industria europea è semplicemente in ritirata, non ci sono singole scuse esaustive, seguono in generale il destino del continente
 
Ovviamente la transizione c'entra, non lo nego, per le ragioni che avete giustamente evidenziato, ma non bisogna trascurare - ed è questo il senso del mio post - il fatto che le case europee abbiano commesso errori esiziali. Perché hanno visto nella transizione un'opportunità per aumentare i prezzi e quindi i margini, lasciando sguarnita del tutto o quasi la fascia medio-bassa. L'errore è stato esiziale non solo e non tanto perché le elettriche non hanno avuto il riscontro sperato sul mercato, cosa che era forse prevedibile, quanto perché avendo puntato tutto sui margini hanno dovuto inizialmente scontare il calo di vendite e, successivamente, la concorrenza del prodotto cinese
 
Ovviamente la transizione c'entra, non lo nego, per le ragioni che avete giustamente evidenziato, ma non bisogna trascurare - ed è questo il senso del mio post - il fatto che le case europee abbiano commesso errori esiziali. Perché hanno visto nella transizione un'opportunità per aumentare i prezzi e quindi i margini, lasciando sguarnita del tutto o quasi la fascia medio-bassa. L'errore è stato esiziale non solo e non tanto perché le elettriche non hanno avuto il riscontro sperato sul mercato, cosa che era forse prevedibile, quanto perché avendo puntato tutto sui margini hanno dovuto inizialmente scontare il calo di vendite e, successivamente, la concorrenza del prodotto cinese
Sfugge che tutta la componentistica elettrica deve essere acquistata dai concorrenti cinesi a prezzi da strozzo.

Io faccio fatica a comprendere come non si riesca a vedere il trappolone tesoci da Pechino
 
Sfugge che tutta la componentistica elettrica deve essere acquistata dai concorrenti cinesi a prezzi da strozzo.

Io faccio fatica a comprendere come non si riesca a vedere il trappolone tesoci da Pechino

Partendo dal presupposto che noi non abbiamo nulla ne come fonti energetiche ne cone materie prime, e questo già ci dovrebbe far riflettere per il nostro futuro in un modo che si sta di nuovo polarizando, è meglio continuare con i combustibili fossili o virare verso altre fonti energetiche
 
Sfugge che tutta la componentistica elettrica deve essere acquistata dai concorrenti cinesi a prezzi da strozzo.

Io faccio fatica a comprendere come non si riesca a vedere il trappolone tesoci da Pechino
Nessun dubbio sul fatto che, sul piano puramente industriale e commerciale, la transizione verso l'elettrico abbia favorito l'industria leader del settore, quella cinese, e indebolito conseguentemente quella specializzata nel termico, cioè quella europea. Su questo concordo, per quanto si debba evidenziare che le logiche di chi ha ispirato la transizione siano state improntate alla necessità di affrontare la questione climatica.
Penso, tuttavia, che il prodotto cinese avrebbe fatto breccia nel continente europeo a prescindere, anche senza transizione verso l'elettrico. Certo, questo fattore ha inciso, ma ha inciso anche la scelta di privilegiare i margini, che solo in parte - questo il succo del mio intervento - è stata causata dalle norme europee
 
Partendo dal presupposto che noi non abbiamo nulla ne come fonti energetiche ne cone materie prime, e questo già ci dovrebbe far riflettere per il nostro futuro in un modo che si sta di nuovo polarizando, è meglio continuare con i combustibili fossili o virare verso altre fonti energetiche
Quando scrivi quanto sopra la questione che poni sul tavolo non la risolvi nella scelta tra "continuare con i combustibili fossili o virare verso altre fonti energetiche" ma nel trovare risposta all'accesso alle materie prime perché il vero destino europeo in assenza di quella risposta (in senso civile e democratico) è tra riprendere politiche espansive aggressive verso altri continenti oppure accettare di ritornare tutti ad una vita primordiale.

Ps. senza le materie prime non hai neanche di che costruire gli impianti per produrre e trasportare l'energia elettrica e ciò che dovrebbe utilizzarla.
 
A mio avviso, se gli italiani acquistano auto termiche cinesi la transizione c'entra poco o nulla, vuol dire che il prodotto è concorrenziale. Se le case europee alzano i prezzi a dismisura, puntando ai margini, vuol dire che nel prossimo futuro sarà qualcun altro a fare i numeri di vendita
Ricordo una decina di anni fa quando al salone della Moto c'erano le cinesi.....costavano poco ma.....oggi decisamente diversa la cosa...e vale anche per l'automotive....la transizione o le regole c'entrano....poco....
 
Partendo dal presupposto che noi non abbiamo nulla ne come fonti energetiche ne cone materie prime, e questo già ci dovrebbe far riflettere per il nostro futuro in un modo che si sta di nuovo polarizando, è meglio continuare con i combustibili fossili o virare verso altre fonti energetiche
Materie prime ce le avremmo ma, guarda il caso, la zona estrattiva è teatro bellico.
Il nucleare, che a mio modesto avviso è imprescindibile per qualsiasi transizione che non sia un ritorno al medioevo, è ampiamente osteggiato.
Il fotovoltaico dipende dalla compiacenza cinese di concederci i pannelli (avevamo un’industria promettente, che venne azzerata dal rifiuto di applicare i dazi antidumping perché una nota Cancelliera era sotto ricatto nel settore automotive).
L’eolico, oltre che dal buon umore di Eolo, dipende anch’esso da come si svegliano a Pechino.
 
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