<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità | Page 2137 | Il Forum di Quattroruote

La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità

verranno installati nuovi motori termici su auto che oggi offrono poca scelta?

  • si

    Votes: 11 28,2%
  • si torneranno le sportive o comunque quelle più pepate

    Votes: 5 12,8%
  • no dipende dalle case

    Votes: 7 17,9%
  • no il futuro è elettrico

    Votes: 14 35,9%
  • no i motori costano troppo e saranno sempre gli stessi

    Votes: 12 30,8%

  • Total voters
    39
Una cosa che forse in passato non c'era era l'ostentazione e la conseguente invidia derivata dai social.
Prima il figlio dell'avvocato aveva vestiti migliori,macchine migliori,faceva vacanze migliori.
E si accettava questa differenza di classe.
Chi si ricorda il primo vacanze di Natale e lo sguardo con cui la famiglia di Amendola,che comunque se era a Cortina non era povera,veniva guardata dal commendator covelli...
Oggi invece tutti ambiscono ad avere tutto e forse è per questo che in certi contesti la gente sembra,e sottolineo sembra,stare bene.
Perché le apparenze vanno mantenute.
Ma penso che sia un gioco riservato a chi comunque non ha grossi problemi economici.
Allora la vacanza o la macchina non sono più opzioni ma ci vogliono perché altrimenti sfiguri con gli altri.
E ogni tanto qualcuno davvero per tentare di stare dietro a tutto finisce per indebitarsi oltre le proprie possibilità.
Anni fa conoscevo una famiglia che pur di mandare la figlia nella scuola privata (e fin qui potrebbe anche sembrare una cosa nobile ma lo scopo non era farle avere una preparazione migliore bensì farle attaccare il sombrero all'attaccapanni giusto) si è indebitata ed è finita a dormire in macchina.
Però ripeto per me si sta parlando di un fenomeno diverso che riguarda invece tante persone che fanno sempre più fatica a permettersi anche di soddisfare i bisogni primari.
Che non nasca dalla transizione è pacifico ma penso che abbiamo visto tutti negli ultimi anni i prezzi salire ulteriormente tanto da rendere alcuni prodotti (e non mi riferisco a diamanti e iPhone ma anche solo alla carne di vitello) troppo cari per la maggior parte delle persone.
E se la gente fa fatica a fare la spesa imho è poco realistico aspettarsi che possa tenere il passo su temi come l'efficientamento energetico o la mobilità.
Io lavoro da tanti anni e fortunatamente non posso dire di essere in difficoltà economica però comunque tante cose non me le posso permettere.
Non mi lamento eh c'è chi sta molto peggio ma non mi sto riferendo al macchinone.
Banalmente sabato scorso ho accompagnato quel signore in macelleria e poi al supermercato,non boutique.
Se dovessi fare la spesa dove la fa lui probabilmente non arriverei a fine mese.
 
Credo che stiamo parlando di due tipi diversi di povertà.
Non c'è solo la miseria nera,inteso nel senso di più grave, delle periferie che come dici tu viene nascosta sotto il tappeto.
Io vedo sempre più persone,quelle che vengono definite nuovi poveri,che non sono così in difficoltà da essere definite indigenti ma campano sempre peggio.
E qui qualcuno pensa che sia perché fanno il passo più lungo della gamba o perché ambisce a vivere al di sopra delle proprie possibilità ma io non credo che sia così.
Che una famiglia con due stipendi non possa permettersi un'utilitaria per me non è normale e sicuramente rispetto al passato c'è stato un impoverimento.
Non saprei, è sempre molto difficile sapere come le persone fanno le scelte sulla propria gestione economica.

Tralasciando chi un lavoro non ce l'ha perché non può cercarlo, per il resto ci sono tante fasi della propria vita "familiare", se si hanno figli si hanno (molte) più spese, per cui gli stessi due stipendi, soprattutto se "minimi" (es. dipendente pubblico standard e magari cassiere in negozio) possono essere ottimi se si vive in due e si è finito di pagare il mutuo magari dopo i 50 anni, possono però non bastare mai se si vive in affitto e si hanno due figli, insomma le situazioni sono molteplici e secondo me non si può nemmeno generalizzare dicendo "una famiglia con due stipendi non riesce a comprare un'utilitaria".

Non sono nemmeno molto d'accordo nel "non prendere le città come esempio" perché nei grandi centri urbani e relative cinture ci vive oltre il 60% dell'intera popolazione nazionale con meno del 40% che vive in piccoli paesi o zone rurali, quindi siamo quasi a un rapporto 2:1.

Io poi continuo a ritenere la transizione assolutamente non legata a quanto osserviamo né le si possono ascrivere, sempre a mio parere, grosse corresponsabilità nella situazione in cui ci troviamo.

Come dice @ALGEPA secondo me c'è una grande dimenticanza collettiva di quella che era la nostra vita anche solo 30 anni fa, o quella dei nostri genitori; se tua mamma viene da zone del meridione, immagino paese, prova a chiederle cosa ricorda di quando era ragazza e se la vita dei suoi genitori le sembrasse migliore di quella che ha avuto.

Io i racconti di qualche zio acquisito li ricordo bene, famiglie che mangiavano carne una volta la settimana, che non avevano riscaldamento in casa, che vivevano in 12 in case magari più grandi ma con sole 3 camere da letto, che per andare a scuola o a lavorare si facevano magari un'ora di camminata o pedalata al gelo o al caldo.

Chiaramente io che vivo in una zona non centrale della città la scelta delle scuole private non l'ho fatta né a cuor leggero né per classismo, l'ho fatta perché "costretto" da una gestione dell'istruzione su cui ci sarebbe molto da dire soprattutto sul tema della (NON) integrazione che, in quartieri non centrali è un tema estremamente critico e la mia zona non ne è esente, chiaramente siamo orgogliosi di aver fatto scelte e crescite nella nostra vita (nessuno ci ha regalato nulla, maniche tirate su, testa bassa e cambiare quando le cose non ci piacevano) che ci consentono, senza l'aiuto di nessuno, di poter scegliere qualcosa che offra una possibilità in più alle nostre ragazze.

Ed è la prova che pur senza essere ricchi di famiglia, pur senza aiuto alcuno (economicamente parlando) dalla famiglia, impegno, perseveranza e volontà di non accontentarsi o non adagiarsi alla lunga danno sempre i propri frutti (ovviamente non senza tanti sacrifici e momenti di crisi).
 
Il paragone secondo me non va fatto tra i genitori di mia madre e la vita che ha fatto lei perché si va troppo indietro nel tempo.
E cambiano anche i luoghi.
Che la famiglia di origine di contadini del sud avesse una vita molto più dura di quella che hanno avuto i figli e i nipoti una volta trasferitisi al nord è palese.
Se invece il paragone lo faccio tra quella generazione e la mia le cose cambiano.
Gli agi sono più o meno gli stessi ma la differenza sta nel fatto che con uno stipendio tiravi su tre figli,cosa che io non potrei assolutamente fare.
Nessuno mitizza il passato si sta dicendo che non sempre ci sono stati dei miglioramenti,anzi dal punto di vista del potere d'acquisto siamo addirittura andati indietro.
Ultima precisazione la carne una volta a settimana è tornata come abitudine in molte famiglie,e non per ragioni salutistiche purtroppo.
Saluti.
 
Alla fine più che capire bene cosa sia la povertà per me sarebbe da capire come siamo arrivati al punto in cui siamo , perché che tanti vivano peggio dei genitori è una realtà come è una realtà che le ultime generazioni hanno minori possibilità rispetto alle generazioni precedenti.
 
Il paragone secondo me non va fatto tra i genitori di mia madre e la vita che ha fatto lei perché si va troppo indietro nel tempo.
E cambiano anche i luoghi.
Che la famiglia di origine di contadini del sud avesse una vita molto più dura di quella che hanno avuto i figli e i nipoti una volta trasferitisi al nord è palese.
Se invece il paragone lo faccio tra quella generazione e la mia le cose cambiano.
Gli agi sono più o meno gli stessi
ma la differenza sta nel fatto che con uno stipendio tiravi su tre figli,cosa che io non potrei assolutamente fare.
Nessuno mitizza il passato si sta dicendo che non sempre ci sono stati dei miglioramenti,anzi dal punto di vista del potere d'acquisto siamo addirittura andati indietro.
Ultima precisazione la carne una volta a settimana è tornata come abitudine in molte famiglie,e non per ragioni salutistiche purtroppo.
Saluti.
Ecco, secondo me gli agi, gli svaghi, le opportunità sono molte di più.

Che non è necessariamente un bene (tolgono altri soldi e/o attenzione), però secondo me non è affatto vero che oggi gli agi siano "più o meno gli stessi" di 30 anni fa.

Aggiungo un pezzo: tu con uno stipendio non riusciresti a sostenere dei figli o una famiglia ma è perfettamente normale, hai un lavoro precario, peraltro part time, non penso che nell'esempio che citi il genitore che portava lo stipendio avesse un lavoro precario, non costante sui 12 mesi e part time.

Noi, con uno solo dei due stipendi, riusciremmo a vivere a sostenere la casa e le due ragazze, semplicemente non ci sarebbe spazio per istruzione privata, per il doppio sport, per le molte uscite e per le molte gite o mini vacanzine durante tutto l'anno e probabilmente a livello di spesa andremmo un po' sul più economico, ma sarebbe perfettamente sostenibile anche rimanendo nella stessa casa dove siamo ora.
 
Ultima modifica:
.
Torno a segnalare che la grande maggioranza dei problemi che qui vengono segnalati come connaturati alla transizione in realtà sono diretta conseguenza della mancanza totale di una politica energetica nazionale, da decenni.
Per quanto, correttamente, si parli di crisi dell'automotive europeo (anche in questo caso, derivante da altro), la crisi industriale italiana è precedente e da quello deriva.
 
Ricordo

specie a chi non l' ha vissuto

Negli anni 60 e qualcosa dei 70....

Buona parte delle famiglie erano mono reddito

Ma quelle di impiegati e pure di operai,
che avevano un figlio di buona volonta' riuscivano regolarmente a diplomarlo e molte a laurearlo.

E in quasi tutte c' erano 2 figli e relativi costi....

IL PIL, e' vero, cresce poco....
Ma siccome gli stipendi sono bassi e pochissimo rivalutati rispetto quelli degli altri paesi....
...Evidentemente quel poco di PIL in piu' finisce nelle tasche dei pochi soliti noti....
Infatti da qualche parte dovra' pur finire


E infatti

 
Ultima modifica:
Per quanto, correttamente, si parli di crisi dell'automotive europeo (anche in questo caso, derivante da altro), la crisi industriale italiana è precedente e da quello deriva.

ma basta tornare a fine anni '90 quando già c'era la precognizione che il modello automobilistico che si era conosciuto fino ad allora non avrebbe più retto e se voleva restare in vita avrebbe dovuto cambiare le sue basi e lo hanno in parte fatto, scomparsi diversi marchi, creazione di grandi gruppi con al centro la sinergia che è diventata un obbligo. Ma neanche questo è bastato , è intervenuta la globalizzazione e poi la Cina a complicare ancora più le cose . Anzi la transizione secondo me è stata anche una risposta alla crisi , che poi fosse quella giusta c'è da discutere , ma che ne sia la causa io lo escluderei proprio
 
Chiedersi cortesemente di evitare di parlare della mia situazione lavorativa.
Io non sono sceso nei dettagli di proposito e non mi pare il caso che a farlo siano altri.
Grazie.

Detto questo a 30 anni i miei genitori avevano prospettive molto più rosee,si sono buttati e per un po' la scelta ha pagato.
Oggi sarebbe impensabile per tante ragioni,molte antecedenti agli ultimi anni e quindi alle scelte scellerate sulla transizione.

L'unica conseguenza diretta innegabile secondo me è l'avvento in massa dei marchi cinesi.
È vero che stanno sbarcando con le termiche ma senza la prospettiva di dominare il mercato coi modelli elettrici secondo me non avrebbero fatto carte false, perché è questo che stanno facendo producendo anche in perdita,per accaparrarsi un mercato piccolo come quello europeo.
Senza togliere nulla alle responsabilità dei marchi europei che sono stati sia ingordi che miopi.
Il risultato saranno milioni,per ora si parla solo di centinaia di migliaia,di posti di lavoro persi.
Posto che erano già traballanti prima ma si torna al discorso del trovarsi sull'orlo del baratro e fare il proverbiale passo avanti.
 
Io vedo scrivere delle cose che sentirle di persona non so nemmeno che faccia farei...a parte che si sta facendo di tutta l'erba un fascio generalmente parlando, a partire dal fatto che non si capisce se ci si sta riferendo all'Italia o all'europa in generale.

Giusto un paio di cose, per inquadrare la discussione:
Per l'Italia si sa che da nord a sud non si trova manodopera dal livello basso a quello medio-alto specializzato nemmeno a pagarla molto di più che il contrattuale?
Attenzione che ho scritto MANODOPERA, non aspiranti bancari, giusto perchè saremmo ancora(per quanto?) una delle principali potenze industriali e lo cose si fabbricano, non si scrivono su una tastiera.

Più in generale: Si parla solo di emissioni dell'automotive e questo ha già distrutto gran parte dell'industria europea, per quanto non servirà a nulla o quasi per la riduzione delle emissioni, ma qualcuno ha idea di cosa sta impattando il green deal ad esempio sulle industrie ad alte emissioni?
 
Io vedo scrivere delle cose che sentirle di persona non so nemmeno che faccia farei...a parte che si sta facendo di tutta l'erba un fascio generalmente parlando, a partire dal fatto che non si capisce se ci si sta riferendo all'Italia o all'europa in generale.

Giusto un paio di cose, per inquadrare la discussione:
Per l'Italia si sa che da nord a sud non si trova manodopera dal livello basso a quello medio-alto specializzato nemmeno a pagarla molto di più che il contrattuale?
Attenzione che ho scritto MANODOPERA, non aspiranti bancari, giusto perchè saremmo ancora(per quanto?) una delle principali potenze industriali e lo cose si fabbricano, non si scrivono su una tastiera.

Più in generale: Si parla solo di emissioni dell'automotive e questo ha già distrutto gran parte dell'industria europea, per quanto non servirà a nulla o quasi per la riduzione delle emissioni, ma qualcuno ha idea di cosa sta impattando il green deal ad esempio sulle industrie ad alte emissioni?

Se ci fai la domanda e sai la risposta potresti anche darcela perché io francamente non so precisamente perché non si trova mano d'opera nel nostro paese , posso dire le solite cose che si sentono in giro ma niente di più .
Per il green deal sicuramente sta avendo impatti ,ma anche lì , prima avevamo un industria fiorente ?A me non sembra
 
Chiedersi cortesemente di evitare di parlare della mia situazione lavorativa.
Io non sono sceso nei dettagli di proposito e non mi pare il caso che a farlo siano altri.
Grazie.

Detto questo a 30 anni i miei genitori avevano prospettive molto più rosee,si sono buttati e per un po' la scelta ha pagato.
Oggi sarebbe impensabile per tante ragioni,molte antecedenti agli ultimi anni e quindi alle scelte scellerate sulla transizione.

L'unica conseguenza diretta innegabile secondo me è l'avvento in massa dei marchi cinesi.
È vero che stanno sbarcando con le termiche ma senza la prospettiva di dominare il mercato coi modelli elettrici secondo me non avrebbero fatto carte false, perché è questo che stanno facendo producendo anche in perdita,per accaparrarsi un mercato piccolo come quello europeo.
Senza togliere nulla alle responsabilità dei marchi europei che sono stati sia ingordi che miopi.
Il risultato saranno milioni,per ora si parla solo di centinaia di migliaia,di posti di lavoro persi.
Posto che erano già traballanti prima ma si torna al discorso del trovarsi sull'orlo del baratro e fare il proverbiale passo avanti.
Zinzan, non c'era nulla di offensivo e penso che chiunque qui in forum legga cio' che scrivi e ne possa parlare, diversamente se volessi essere riservato semplicemente non lo scriveresti, su quello peraltro sai che ti sono molto vicino e in empatia avendo piu' volte scritto consigli e speranze rispetto alla tua posizione che, ora come prima, spero sempre volga quanto prima verso qualcosa di piu' strutturato, meglio pagato ma soprattutto piu' soddisfacente.

Ripeto, non leggerci cose che non ci sono ma era solo per esemplificare perche' a mio avviso il problema che tu stesso hai scritto non riusciresti a mantenere dei figli non e' ne' del paese ne' della perdita di potere di acquisto ma semplicemente di quello specifico lavoro e del relativo compenso; anche 30 anni fa una famiglia non campava se "quel" monostipendio era, come nel tuo caso, purtroppo limitato a causa di una non continuita' e del fatto che sia un part time.

Gia' se avessi un lavoro full time la situazione cambierebbe di molto e, con le ovvie e necessarie attenzioni, con uno stipendio si puo' ancora tirare su una famiglia con uno scenario simile a quello che poteva capitare 30 anni fa, questa e' la mia sincera convinzione.

Io quando ero piccolo, per esempio, non vedevo nemmeno una frazione dei ristoranti o dei weekend lunghi fuori che vedono oggi le mie ragazze, siamo nell'ordine dell'1:5 o anche di meno.
 
Grazie ma rinnovo la richiesta di editare sia l'ultimo commento che quello precedente.
Il fatto che una persona in una determinata sede parlando di altri argomenti con gli amici più stretti del forum parli di qualcosa di personale non autorizza chiunque a parlarne.
Capisco che sia stato fatto in buona fede ma nel momento in cui il diretto interessato dice che non gli fa piacere credo che non ci sia molto da discutere.
 
Io quando ero piccolo, per esempio, non vedevo nemmeno una frazione dei ristoranti o dei weekend lunghi fuori che vedono oggi le mie ragazze, siamo nell'ordine dell'1:5 o anche di meno.

Quoto, le opportunità di weekend fuori porta e di cene al ristorante\pizzeria è diversi multipli rispetto a quelle che avevano i miei genitori.
Con un fattor comune: in entrambi i casi lo stipendio che entrava in casa era 1, ma il primo in lire, il secondo in euro.
Non siamo mai stati una famiglia ricca, le vacanze è capitato di farcele dormendo negli autogrill in auto.
Quindi no, prima non era meglio di ora.
 
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