belpietro ha scritto:
key-one ha scritto:
Una nazione che basi la propria economia solo sull'export e quindi di conseguenza su basso tenore di vita dei suoi abitanti , può dirsi evoluta ?
"di conseguenza" perché mai?
Ho premesso che il mio intervento è una provocazione e non una relazione sulle esportazioni , tenuta da un economista che non sono . Detto questo , le spiegazioni sul perchè un'economia basata solo sull'export rischia di impoverire la maggior parte dei cittadini a vantaggio di pochi sono almeno due .
La prima è contenuta nell'intervento di Rosberg , il quale giustamente poneva l'accento sul ritorno negativo delle esportazioni di tecnologie che espongono la nazione che ha portato le industrie alla concorrenza difficilmente contrastabile di chi le ha ricevute.
Detto , in modo colorito da Rosberg :
Ecco, questo è quanto hanno fatto moltissimi imprenditori, manager, dirigenti di aziende europee e il risultato è quello che abbiamo oggi, e cioè che molti di noi europei (quasi tutti), ce la prendiamo in quel posto!
La seconda spiegazione la si può trovare invece nel gustoso racconto (semi)fantastico e didascalico del giornalista Paulo Barnard , " un esempio estremo , ma purtroppo di vita vera "
"La Normanìa -ci si può leggere una metafora della ue , dei suoi vari trattati , dalla spending review al fiscal compact ndr- ha come scopo principale il risanamento dei conti pubblici e il pareggio del bilancio , quindi taglia la spesa pubblica e riduce le prestazioni welfare ai suoi cittadini .
Dall?altra -questo fantastico paese in cui governa la norma e nel quale di nuovo possiamo specchiarci ndr- si è buttato sull?export per ricevere liquidità dall?estero. E? una nazione che esporta oltre il 60% di tutto quello che produce, ma anche, come si è visto, esporta intelligenza e professioni, dato che proprio il ?rigore dei conti? ha per prima cosa penalizzato le università e la ricerca.
Inoltre La Normanìa, se vuole che i suoi prodotti siano esportati in ampie quantità, deve impedire ai suoi cittadini di comprarli, cioè di richiederli in ampie quantità, se no ben poco rimane da esportare. Infatti la capacità industriale di un Paese ha un limite, e se si vuole che il 60% di tutto vada all?estero, bisogna riservare solo il 40% ai propri cittadini.
Allora il governo normanico deve fare una politica di salari stagnanti che deprima i consumi interni, cioè deve tenere bassi i salari. Questo è già un danno enorme alla società, per motivi ovvi.- Anche questo non vi sembra di averlo già sentito e vissuto nell'austerity che viene da qualche anno proposta come rimedio ai mali dei governi passati e agli scialacqui di denaro del periodo delle vacche grasse ? ndr-
Infine Con consumi interni bassi, stipendi al ribasso, circola poco denaro sul mercato normanico, e questo causa un apprezzamento della loro moneta. -Anche questo fenomeno non l'avete già sentito e vissuto ahimè qui proprio in area Euro ?- Ma se la moneta si apprezza, danneggia proprio l?export (diviene più costosa per gli altri Paesi). E allora la Banca Centrale il governo normanici sono costretti a tagliare il costo del denaro e a comprare altre monete sui mercati mondiali (così si apprezzano) vendendo molta della loro (così si deprezza). Uno sforzo continuo e fra l?altro inutile (si veda il LTRO di Draghi!).
In definitiva la tendenza a puntare da una parte sui pareggi di bilancio e dall'altra sull'esportazione per sostenere e compensare la politica del rigore , rischia di arricchire pochi e impoverire i più con bassi salari , bassi consumi interni , bassa circolazione di denaro , scarso commercio e basso profitto quindi anche per piccole e medie imprese commerciali o artigianali non dedite all'export che , per questo , chiudono i battenti come sta avvenendo negli ultimi anni .
In definitiva speriamo -caro Belpietro- che questa sia solo un'intelligente storiella i cui fatti , circostanze e personaggi non abbiano alcun riferimento alla vita reale :!: