<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> IMMATRICOLAZIONI AUTOCARRO: frode o legittima difesa? | Page 13 | Il Forum di Quattroruote

IMMATRICOLAZIONI AUTOCARRO: frode o legittima difesa?

emmed ha scritto:
Vorrei dire a chi sostiene AUTONOMI = ladri, evasori, straricchi ecc, di provare ad aprire una P.IVA... e poi vediamo .... :

- l'autonomo non ha lo stipendio fisso, né ferie pagate, mutua ecc...
- si inizia a pagare appena aperta l'attività (iscrizioni alla camera di commercio, inail, commercialista ecc...)
- se manca il lavoro, non si becca un centesimo
- le tasse (che sono TANTE) si devono pagare lo stesso anche se non si fattura
- chi è da solo e non può avere l'impiegato/a deve ricordarsi tutte le scadenze
- non esistono sussidi.... non hai il lavoro? cacchi tuoi
- chi inizia deve farsi il c..lo per trovarsi la clientela
- c'è rischio (soprattutto di questi tempi) che qualche cliente non paghi
- ecc...

Con questo non giustifico chi fa il furbo e se ne approfitta, ma prima di puntare il dito contro, meditare....

Saluti

Ritengo fuorviante parlare dei rischi del mestiere in unthread rivolto alla legittimità di certi tipi di comportamento verso il fisco: l'illegalità va chiamata con il proprio nome.
Che poi il mestiere di lavoratore autonomo o di imprenditore abbia le sue magagne, non siamo d'accordo, ma d'accordissimo!
In una visione onesta delle cose, queste magagne dovrebbero essere controbilanciate da migliori prospettive di onesto guadagno, per il mio modo di vedere le cose.
Saluti
 
belpietro ha scritto:
silverrain ha scritto:
Semplice come la borsa.
Più è alto il guadagno, più sono alti i rischi.
Vuoi guadagnare di più rischiando? Fai l'imprenditore.
Non ti piace il rischio? Fai il dipendente.

una generalizzazione ingiustificata.

vai a dirlo ai giovani ingegneri / architetti / commercialisti che sono costretti ad aprire una partita IVA per lavorare inquadrati come collaboratori (sottopagati, e senza tutele) invece che assunti.
oppure al sig. Ruggiero, AD telecom famoso per i 310 kmh, dipendente; o al sig. Totti.

Silverrain ha semplificato, ma nella maggior parte dei casi è così: per un Totti che guadagna diversi milioni all'anno (sia pure solo per una decina di anni), quanti altri lavoratori dipendenti possono solo immaginarsi redditi del genere?
I vertici delle grandi aziende italiane (diciamo un centinaio di lavoratori dipendenti, esagero, mille, su una popolazione di qualche decina di milioni) guadagnano molto bene, ma quanto è "aperto" al merito questo tipo di carriera? Spesso sono dei "figli di..." (o, più in generale, "parenti o amici di..."
I giovani professionisti sottopagati sono un caso ibrido: se lavorano presso un professionista, dovrebbero essere inquadrati come dipendenti, e comunque sono persone che stanno avviando una carriera di liberi professionisti: fra i rischi del mestiere (che nessuno nega o sminuisce), c'è quello di lavorare quasi gratis per i primi anni.
 
pi_greco ha scritto:
99octane ha scritto:
Capisco esattamente cosa intendi dire e cosa spinge i tuoi commenti, e quindi ti do' 5 stelle. ;)
Ma ti assicuro che da' altrettanto fastidio a chi imprende onestamente (e dunque, con il regime fiscale italiano, fatica a far quadrare i conti di casa e ci rimette la salute).

troppo buono, non le merito, specie oggi!

sappi che quegli effetti collaterali indesiderati affliggono anche chi cerca di fare onestamente e produttivamente il dipendente pubblico

specie in vecchi carrozzoni baronali (come il mio H universitario) dove è uso fare il forte coi deboli e il debole coi forti, infatti le persone che tratto meglio sono le signore delle pulizie,e quelle peggio sono i primari cattedratici (non tutti in realtà, ci sono anche persone stimabili)

Lo so bene. Ho avuto a che fare con enti pubblici per anni, per lavoro, e ho conosciuto parecchia gente.
 
silverrain ha scritto:
99octane ha scritto:
Il dipendente che perde il posto ha delle garanzie fortissime.
Il libero professionista che perde il lavoro, va sotto un ponte. E con lui la sua famiglia.
Ripeto: se fare il libero professionista e' cosi' rose e fiori, perche' non lo fanno tutti?
Certo, da' remunerazioni maggiori, anche MOLTO maggiori. SE VA BENE.
Ma se va male, SONO CAZZI TUOI.
Qui mi sembra che la gente come al solito vorrebbe la botte piena e la moglie ubriaca: avere il benessere della libera professione, ma senza correre i rischi.
Non funziona cosi'.

Semplice come la borsa.
Più è alto il guadagno, più sono alti i rischi.
Vuoi guadagnare di più rischiando? Fai l'imprenditore.
Non ti piace il rischio? Fai il dipendente.
Ci sono tutele diverse. Scegli, non sei obbligato a stare da nessuna parte.
Ma non venitemi a dire che una p.iva siano solo dolori che mi fa profondamente ridere.
L'importante è che TUTTI rispettino le regole e che TUTTI paghino le tasse.
Se volete la legittima difesa fiscale allora devono poterla avere tutti, anche i dipendenti.
I ladri sono ladri, sia che rubino una mela o milioni di euro.
E se tu oggi giustifichi il furto di una mela, domani giustificherai quello da milioni di euro.
In Italia non e' proprio cosi', e non e' un caso se molti giovani se ne vanno a imprendere BEN LONTANO dal nostro schifoso paese, con buona pace della nostra economia, delle nostre prospettive di crescita, del futuro economico della nazione e via dicendo.
L'imprenditore italiano non e' quello che guadagna i milioni l'anno. Quelli sono i Tronchetti Provera, i Benetton e via discorrendo, che NON sono imprenditori.
L'impresa italiana e' fatta al 90% di piccola e media impresa. E cara e grazia per tutti che c'e' ancora chi ci crede e ci prova.
 
marimasse ha scritto:
|Mauro65| ha scritto:
...i c.d. "autocarri fiscali" (esempio stra-abusato il Cayenne immatricolato autocarro) non esistono quasi più da tre anni
Nano86 ha scritto:
...per gli autocarri so che esistono dei limiti potenza/portata, quindi "difendersi" diventa ben più arduo.
Ciò è vero solo in parte, a quanto mi risulta.
Due anni fa io e mia moglie andammo da un concessionario Land Rover (uno dei più grossi e conosciuti della regione) per vedere prezzi e caratteristiche dell'allora nuova Freelander II, poi non acquistata in quanto a nostro giudizio troppo cara, troppo grande, troppo grossa, troppo consumante.
Appena saputo che eravamo titolari di p.iva quel venditore partì come un petardo e parlò ininterrottamente e animosamente per mezz'ora, tirando fuori fotocopie e tabelle varie, per convincerci a comprare l'auto immatricolandola come autocarro e lasciandoci chiaramente intendere (musica già sentita altre volte) che a suo parere saremmo stati degli emeriti pirla se avessimo fatto diversamente, ovvero se avessimo comprato l'auto come autovettura o se, con una cifra uguale o addirittura superiore a quella che sarebbe servita per l'autocarro, avessimo comprato un'altra auto meno grande e meno prestigiosa e meno potente.

Tra le altre cose egli disse, in effetti, che da qualche tempo "purtroppo" non era più possibile immatricolare come autocarri i grandi suv come Cayenne e Range Rover, ma che la Freelander rientrava per un pelo nel novero delle auto per cui la possibilità era prevista. Pertanto, se le cose non sono nel frattempo cambiate, si può dire che certi "autocarri fiscali" non si possono più comprare, ma non si può certo dire che la possibilità di approfittare spudoratamente dell'immatricolazione autocarro sia stata eliminata.

La "proposta indecente" riguardo la Land Rover Freelander II è stata fatta anche a noi da un giovane venditore, ad una fiera dove c'erano anche degli stand di concessionari. La Freelander II, infatti, limitatamente al motore 2.2 turbodiesel, rientra in questi limiti. Declinammo l'offerta, anche perchè i miei genitori non sono disposti a spendere cifre troppo importanti per l'automobile. Io, nel mio post, ho detto che, scusatemi il termine, evadere, è più arduo, non impossibile: è già un bel progresso poter "scaricare" su una macchina da 35.000? piuttosto che su una da 70.000?, a mio parere. In certi campi bisogna anche accettare dei compromessi, specie quando c'è da generalizzare e inquadrare in parametri.
 
pietrogambadilegno ha scritto:
E' una frode fra le più irritanti perchè è la tipica furbizia all'italiana.
Ogni centesimo che questi furbi non versano all'erario, dobbiamo versarlo noi tutti contribuenti. La coperta è corta anche a causa di costoro.

Quindi tu sei convinto che se tutti pagassero onestamente quello che dovrebbero ci sarebbe minor pressione fiscale???Abbiamo già constatato che i primi ladri sono chi ci governa quindi io proprio non ci credo,mi sembra piuttosto una buonissima scusa per poterci privare il più possibile di quello che riusciamo a prendere con il nostro sudore!
 
Nano86 ha scritto:
...anche perché i miei genitori non sono disposti a spendere cifre troppo importanti per l'automobile...
Il fatto è che immatricolando autocarro si "risparmia" circa la metà e quindi ci si può "permettere" l'acquisto di una certa auto spendendo cifre molto meno importanti di quelle che devono spendere gli... altri.

Nel caso nostro, ad esempio, anziché la Freelander II comprammo un'altra auto, in qualche modo simile ma rientrante nei parametri che cercavamo (cilindrata non oltre 2mila, dimensioni e consumi e costi di manutenzione non superiori a quelle della Freelander precedentemente posseduta), spendendo decisamente meno di quello che avremmo dovuto spendere per la FL II autovettura, ma decisamente di più di quello che ci sarebbe costato l'autocarro FL II.

In altre parole, se avessimo aderito alla accorata proposta del venditore, avremmo potuto andare in giro molto più alti e comodi e suscitando molte più invidie (cosa che a molti pare interessi assai) spendendo addirittura meno.

PS. Nell'ultimo anno ho visto in giro un numero decisamente crescente di FL II.
 
sergino18 ha scritto:
pietrogambadilegno ha scritto:
E' una frode fra le più irritanti perchè è la tipica furbizia all'italiana.
Ogni centesimo che questi furbi non versano all'erario, dobbiamo versarlo noi tutti contribuenti. La coperta è corta anche a causa di costoro.

Quindi tu sei convinto che se tutti pagassero onestamente quello che dovrebbero ci sarebbe minor pressione fiscale???Abbiamo già constatato che i primi ladri sono chi ci governa quindi io proprio non ci credo,mi sembra piuttosto una buonissima scusa per poterci privare il più possibile di quello che riusciamo a prendere con il nostro sudore!
guarda che chi è al governo è un nostro rappresentante, non il nostro faro guida. è esattamente l'opposto della famiglia: in famiglia i genitori danno l'esempio ai figli, dunque è importante che essi diano il buon esempio. io come professione sono agente di commercio (rappresentante), e l'esempio viene dalla ditta mandante: sostituisci queste due figure (me e la ditta mandante) con il governo (rappresentante) ed il popolo e capirai che noi cittadini dobbiamo dare l'esempio corretto. solo in questo modo chi ci rappresenta si sentirà impossibilitato a delinquere. è una differenza importante, ma l'italiano sembra non capirlo. se cerchiamo ogni piccola scusa ed ogni piccolo modo per evitare ciò che è nostro dovere fare, chi ci rappresenta si sente autorizzato a fare altrettanto, con la differenza che le sue possibilità sono amplificate. tutto qui.
 
marimasse ha scritto:
Nano86 ha scritto:
...anche perché i miei genitori non sono disposti a spendere cifre troppo importanti per l'automobile...
Il fatto è che immatricolando autocarro si "risparmia" circa la metà e quindi ci si può "permettere" l'acquisto di una certa auto spendendo cifre molto meno importanti di quelle che devono spendere gli... altri.

Nel caso nostro, ad esempio, anziché la Freelander II comprammo un'altra auto, in qualche modo simile ma rientrante nei parametri che cercavamo (cilindrata non oltre 2mila, dimensioni e consumi e costi di manutenzione non superiori a quelle della Freelander precedentemente posseduta), spendendo decisamente meno di quello che avremmo dovuto spendere per la FL II autovettura, ma decisamente di più di quello che ci sarebbe costato l'autocarro FL II.

In altre parole, se avessimo aderito alla accorata proposta del venditore, avremmo potuto andare in giro molto più alti e comodi e suscitando molte più invidie (cosa che a molti pare interessi assai) spendendo addirittura meno.

PS. Nell'ultimo anno ho visto in giro un numero decisamente crescente di FL II.

E' vero che il risparmio c'è, ma il gioco vale la candela? Mia madre ha la partita IVA in quanto libero professionista (medico convenzionato USL). A cosa le serve un autocarro? cosa serve una macchina che può portare solo lei, la borsa da medico, gli eventuali vaccini per le campagne antinfluenzali ed, eventualmente, la signora che pulisce l'ambulatorio? Vale la pena di rischiare un controllo, con le eventuali pesanti sanzioni annesse, per far pagare a terzi parte di una macchina che va oltre le sue esigenze (non le nostre, visto che non potremmo comunque usarla), con la quale dobbiamo aver muoverci con la paura di essere "scoperti", soprattutto in questo momento di crisi (dato che lo Stato Italiano, ipocrita, effettua i controlli solo quando le casse piangono, altrimenti c'è l'anarchia totale)? Secondo me no. L'immagine non ha un "prezzo al chilo"; c'è chi è disposto a pagarla e chi no. Io ci tengo alla mia immagine, pur vestendomi ai saldi e guidando una generalista (non mia peraltro), semplicemente, invece che comprarla, preferisco costruirla. La macchina è una mia passione (sennò non sarei qui a scrivere), ma mi appaga guidarla, non ostentarla..
 
Nano86 ha scritto:
marimasse ha scritto:
Nano86 ha scritto:
...anche perché i miei genitori non sono disposti a spendere cifre troppo importanti per l'automobile...
Il fatto è che immatricolando autocarro si "risparmia" circa la metà e quindi ci si può "permettere" l'acquisto di una certa auto spendendo cifre molto meno importanti di quelle che devono spendere gli... altri.

Nel caso nostro, ad esempio, anziché la Freelander II comprammo un'altra auto, in qualche modo simile ma rientrante nei parametri che cercavamo (cilindrata non oltre 2mila, dimensioni e consumi e costi di manutenzione non superiori a quelle della Freelander precedentemente posseduta), spendendo decisamente meno di quello che avremmo dovuto spendere per la FL II autovettura, ma decisamente di più di quello che ci sarebbe costato l'autocarro FL II.

In altre parole, se avessimo aderito alla accorata proposta del venditore, avremmo potuto andare in giro molto più alti e comodi e suscitando molte più invidie (cosa che a molti pare interessi assai) spendendo addirittura meno.

PS. Nell'ultimo anno ho visto in giro un numero decisamente crescente di FL II.

E' vero che il risparmio c'è, ma il gioco vale la candela? Mia madre ha la partita IVA in quanto libero professionista (medico convenzionato USL). A cosa le serve un autocarro? cosa serve una macchina che può portare solo lei, la borsa da medico, gli eventuali vaccini per le campagne antinfluenzali ed, eventualmente, la signora che pulisce l'ambulatorio? Vale la pena di rischiare un controllo, con le eventuali pesanti sanzioni annesse, per far pagare a terzi parte di una macchina che va oltre le sue esigenze (non le nostre, visto che non potremmo comunque usarla), con la quale dobbiamo aver muoverci con la paura di essere "scoperti", soprattutto in questo momento di crisi (dato che lo Stato Italiano, ipocrita, effettua i controlli solo quando le casse piangono, altrimenti c'è l'anarchia totale)? Secondo me no. L'immagine non ha un "prezzo al chilo"; c'è chi è disposto a pagarla e chi no. Io ci tengo alla mia immagine, pur vestendomi ai saldi e guidando una generalista (non mia peraltro), semplicemente, invece che comprarla, preferisco costruirla. La macchina è una mia passione (sennò non sarei qui a scrivere), ma mi appaga guidarla, non ostentarla..
clap clap clap. five stars.
 
Nano86 ha scritto:
E' vero che il risparmio c'è, ma il gioco vale la candela? Mia madre ha la partita IVA in quanto libero professionista (medico convenzionato USL). A cosa le serve un autocarro?
I professionisti, in ogni caso ed a prescindere, non possono dedurre gli "autocarri".

P.S. il Free2 sopra citato è una delle pochissime autovetture ancora "autocarrabili" sotto il profilo fiscale
 
|Mauro65| ha scritto:
I professionisti, in ogni caso ed a prescindere, non possono dedurre gli "autocarri"...
A meno che non ci siano stati recenti cambiamenti, questo non mi risulta affatto.
Il venditore che cercò in tutti i modi di convincerci a comprare l'autocarro, forte di documentazione cartacea e lunga esperienza personale, sapeva benissimo che aveva di fronte un libero professionista che, a parte l'impiego non lavorativo, avrebbe usato l'auto semplicemente per trasportare la propria persona e, al massimo, un computer o una stampante e in ogni caso nulla che avesse oggettivamente bisogno di un veicolo di quel tipo.
 
marimasse ha scritto:
|Mauro65| ha scritto:
I professionisti, in ogni caso ed a prescindere, non possono dedurre gli "autocarri"...
A meno che non ci siano stati recenti cambiamenti, questo non mi risulta affatto.
E' dal 2002 che venne chiarito ciò che già si sapeva. Va detto poi che sul concetto di professionista molti fanno confusione: fin troppo volte ho sentito attribuire tale definizione, ad esempio, ai promotori finanziari (che invece sono imprenditori). In calce, ti copio e incollo la fonte (con i riferimenti, puoi facilmente cercare il testo completo).
Valuta che le esigenze professionali sono molto diverse tra di loro: c'è chi non si muove mai dallo studio, ma c'è anchi chi, da libero professionista, si fa 40.000 km all'anno: e non potersi detrarre le spese sostenute se non in misura francamente ridicola, è un'ingiustizia che genera la ricerca di ogni possibile forma di tax planning.
Nel caso oggetto di interpello, si trattava nei fati di acquistare un'utilitaria ad uso del personale di studio per fare il giro degli uffici (mica tutti i notai stanno in centro), e dato che le vetture normali, anche all'epoca, erano solo parzialmente deducibili, il notaro in questione pensò a questa soluzione.
Se poi, come qualcuno di certo dirà, "i notai guadagnano anche troppo e che dunque stiano zitti", tale considerazione prettamente soggettiva non risolve il problema oggettivo
Lampeggi cordiali

Risoluzione del 23/07/2002 n. 244
Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Normativa e Contenzioso

Oggetto:
Interpello dell'art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. XY- Articoli
50, DPR 22 dicembre 1986, n. 917 e 19 bis 1, D.P.R. 26 ottobre 1972, n.
633.

Sintesi:
La risoluzione, relativa ad una istanza di interpello presentata ai sensi
dell'articolo 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212, fornisce chiarimenti in
merito alla possibilita' da parte di un notaio di fruire anche parzialmente
delle deduzioni Irpef e delle detrazioni Iva relativamente all'acquisto e
all'uso di un veicolo immatricolato ai sensi della lettera d) dell'art. 54
del C.d.S.. A tale proposito l'Agenzia non ritiene che sussista un rapporto
di stretta inerenza tra l'attivita' professionale svolta e l'utilizzo del
veicolo immatricolato quale "autocarro".
 
|Mauro65| ha scritto:
E' dal 2002 che venne chiarito ciò che già si sapeva...
Non metto assolutamente in dubbio la tua competenza tecnica in materia.
Io conosco molto poco le sfumature burocratiche, ma conosco e ricordo molto bene i fatti cui ho assistito di persona. Proprio nel dicembre del 2002 mia moglie (consulente, diploma di scuola superiore, p.iva, "ufficio" a casa, niente dipendenti, nessuna iscrizione ad albi di sorta, niente beni strumentali a parte computer e stampante...), comprò una Freelander e si sentì spiegare per filo e per segno che avrebbe potuto benissimo immatricolarla come autocarro, con il conseguente enorme "risparmio". Dopo aver interpellato in merito il commercialista e aver capito bene i termini della questione, decidemmo di non seguire il consiglio e il venditore, sbalordito, ci disse che proprio non capiva la nostra decisione e che praticamente tutte le Freelander che vendeva erano autocarri. Anche altri venditori interpellati all'epoca ci fecero lo stesso discorso.

Dopo sei anni la scena si è ripetuta pari pari, presso un altro venditore, mentre chiedevamo informazioni sulla Freelander II, che poi non abbiamo comprato.
 
marimasse ha scritto:
Proprio nel dicembre del 2002 mia moglie (consulente, diploma di scuola superiore, p.iva, "ufficio" a casa, niente dipendenti, nessuna iscrizione ad albi di sorta, niente beni strumentali a parte computer e stampante...), ...

Non conosco la materia in cui svolge l'attività tua moglie, valuta che non necessariamente i "consulenti senza albo" devono esercitare l'attività in forma di lavoro autonomo (c.d. "professionisti"), ma possono ben farlo anche in forma di impresa (c.d. ditta individuale), tra l'altro potenzialmente più conveniente.

Per autarti a verificare la sua posizione ai fini de quo (se ti interessa), considera, molto sinteticamente ed "alla buona", che se tua moglie svolge l'attività come "professionista", non è iscritta al Registro Imprese (presso la CCIAA), emette parcelle verso soggetti economici con ritenuta d'acconto al 20%, paga i contributi previdenziali 2 volte l'anno (a giugno/luglio ed a novembre) e compila il quadro RE nel modello Unico. In questo caso non può far valere il concetto di autocarro ai fini fiscali.

Se invece opera come impresa individuale,è iscritta al R.I. (e paga il relativo diritto annuo), compila il quadro RG, paga l'Inps 4 volte all'anno (16/05, 16/5, 16/8, 16/11) per quanto concerne il cosiddetto minimale e ulteriori 2 volte l'anno (giugno/luglio e novembre) relativamente ai conguagli in base al reddito; emette fatture senza ritenuta d'acconto (tranne quella eventuale del 4% se contro condomini). In questo secondo caso può far valere il concetto di autocarro ai fini fiscali.

Saluti
 
Back
Alto