<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> il Pisa vuole eliminare la prop.privata | Page 6 | Il Forum di Quattroruote

il Pisa vuole eliminare la prop.privata

Matteo__ ha scritto:
nafnlaus ha scritto:
belpietro ha scritto:
nafnlaus ha scritto:
Gli errori, in quanto tali, si escludono da soli dal ragionamento di base. Se teniamo conto anche di quelli finisce che uno che ordina e beve l'aranciata per sbaglio il barista gli rende i soldi e gli offre la gazzosa.

il punto non è valutare gli errori.
il punto è che una società può (anzi, dovrebbe) iniziare una intrapresa senza la certezza del buon risultato, e che comunque l'ammortamento porta sgravio se c'è utile.
il che, tipicamente, è escluso per gli investimenti di costruzione.

ma a prescindere il principio è sempre quello: se il bene è MIO lo posso usare (nei suoi limiti) o non usare. se sono costretto ad usarlo in un certo modo, si vede che non è MIO.
il che non è mica uno scandalo, però non si deve essere d'accordo per forza.

Se metti la tua macchina rottame nel parcheggio lungo la strada e la abbandoni li, dopo un certo tempo, passa il carro attrezzi incaricato del comune e porta la macchina in un magazzino. Decorso ulteriore tempo se è vendibile, il comune, la vende se non lo è la demolisce.
Una area industriale dismessa ha un impatto sulla collettività che va ben oltre il danno di un rottame parcheggiato.

La similitudine che fai non riesco proprio a comprenderla.
Parli di un bene mobile abbandonato su proprietà pubblica o comunque di pubblico utilizzo e lo confronti con un bene immobile che insiste su un suolo che ne fa parte. Secondo me il confronto non quaglia.
Metti l'auto su una proprietà privata (una volta messa in sicurezza in modo che non la si possa classificare come rifiuto speciale) e vedi che il carro attrezzi non passa. E ancor meno viene in mente al comune di venirtela a sequestrare.
Il fatto è che non è l'auto abbandonata di per se che arreca danno, ma il fatto che sia stata abbandonata su suolo pubblico.

Passa ugualmente, fidati.
 
Se te la prendono solo perchè rottame dopo gli fai causa e te la ripagano pure come nuova. Discorso diverso è se l'auto è stata abbandonata con la batteria, l'olio, l'antigelo e tutto ciò che nel tempo possa contribuire a portare pregiudizio all'ambiente, magari senza nemmeno pagare la tassa di possesso. Ma a quel punto se la prendono (e tu proprietario paghi giustamente un multone e pure lo smaltimento) non perchè sia abbandonata, ma solo perchè rifiuto speciale. Quello si cagionevole per la collettività, al pari di un edificio pericolante e pericoloso, ma è altro discorso.
 
bumper morgan ha scritto:
EdoMC ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
Matteo__ ha scritto:
Beh, se la cosa sta esattamente come l'hai scritta tu mi sa che il sindaco sogni. Credo che sia addirittura incostituzionale. E comunque anche solo avere una idea del genere significa stare fuori come una banderuola: altro che comunismo, quello è stalinismo della peggior specie.
Ps: consiglierei di mettere il nome nel titolo per esteso, come hai scritto tu non si capisce bene di che si tratti.

http://www.lintraprendente.it/2013/10/nella-milano-di-pisapia-non-ce-piu-la-proprieta-privata/

Sentiamo anche l'altra campana?
http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/10/09/news/la_milano_degli_edifici_abbandonati_quattrocento_aree_a_rischio_sicurezza-68199673/
cosa cambia? puoi dire al proprietario di sistemare il tutto ma non puoi portar via un bel niente. Ma stiamo scherzando?
il perché lo ha spiegato bene Matteo...conoscendo il tipo.....

Nell'articolo di Repubblica il promotore di questa, secondo me ottima, idea, afferma chiaramente che il proprietario non perde la proprietà dell'immobile, ma viene temporaneamente cambiata la destinazione d'uso a fini sociali (che, a differenza di quanto dice Sallusti, non sono solo centri sociali, ma anche biblioteche, sale di esposizione, dormitori per gli artisti che vengono per le manifestazioni culturali, centri di ascolto, corsi promossi anche da privati e via discorrendo). Dal momento che il proprietario paga per gli interventi che hanno riportato a uno stato decoroso l'immobile, il comune leva baracca e burattini, e se ne va. Nei marina dove ho i posti barca, c'è la regola che, se c'è qualche intervento da fare alla barca affinché questa non arrechi danni, il personale può farli senza avvisare il titolare e addebitargli le spese. Un edificio abbandonato può creare parecchi problemi alla comunità: può diventare pericolante, può avere una situazione igienica precaria che potrebbe diventare poco piacevole per il vicinato, potrebbe venire occupato da persone poco raccomandabili; prova a pensare se un bambino va a giocarci dentro (e lo fanno, da bimbi ci si fiondava regolarmente nelle case abbandonate) e si punge con qualche siringa. Comunque, per dimostrare l'uso basta mettere un cartello affittasi o vendesi.
 
EdoMC ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
EdoMC ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
Matteo__ ha scritto:
Beh, se la cosa sta esattamente come l'hai scritta tu mi sa che il sindaco sogni. Credo che sia addirittura incostituzionale. E comunque anche solo avere una idea del genere significa stare fuori come una banderuola: altro che comunismo, quello è stalinismo della peggior specie.
Ps: consiglierei di mettere il nome nel titolo per esteso, come hai scritto tu non si capisce bene di che si tratti.

http://www.lintraprendente.it/2013/10/nella-milano-di-pisapia-non-ce-piu-la-proprieta-privata/

Sentiamo anche l'altra campana?
http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/10/09/news/la_milano_degli_edifici_abbandonati_quattrocento_aree_a_rischio_sicurezza-68199673/
cosa cambia? puoi dire al proprietario di sistemare il tutto ma non puoi portar via un bel niente. Ma stiamo scherzando?
il perché lo ha spiegato bene Matteo...conoscendo il tipo.....

Nell'articolo di Repubblica il promotore di questa, secondo me ottima, idea, afferma chiaramente che il proprietario non perde la proprietà dell'immobile, ma viene temporaneamente cambiata la destinazione d'uso a fini sociali (che, a differenza di quanto dice Sallusti, non sono solo centri sociali, ma anche biblioteche, sale di esposizione, dormitori per gli artisti che vengono per le manifestazioni culturali, centri di ascolto, corsi promossi anche da privati e via discorrendo). Dal momento che il proprietario paga per gli interventi che hanno riportato a uno stato decoroso l'immobile, il comune leva baracca e burattini, e se ne va. Nei marina dove ho i posti barca, c'è la regola che, se c'è qualche intervento da fare alla barca affinché questa non arrechi danni, il personale può farli senza avvisare il titolare e addebitargli le spese. Un edificio abbandonato può creare parecchi problemi alla comunità: può diventare pericolante, può avere una situazione igienica precaria che potrebbe diventare poco piacevole per il vicinato, potrebbe venire occupato da persone poco raccomandabili; prova a pensare se un bambino va a giocarci dentro (e lo fanno, da bimbi ci si fiondava regolarmente nelle case abbandonate) e si punge con qualche siringa. Comunque, per dimostrare l'uso basta mettere un cartello affittasi o vendesi.

Mi sembra si continui ad ignorare quale sia il problema e le sue ripercussioni. Il concetto di proprietà è uno ed è ben definito. Ciò che si scrive qui non lo rispetta. Nemmeno a me fa piacere che una bella villa dell'800 debba essere abbandonata a se stessa, magari in centro città. Però se il prezzo che devo pagare per far si che ciò non avvenga è mettere nelle mani del politico di turno la discrezionalità per fare il cavolo che gli pare con tutte le proprietà che rispondano ai requisiti che lui decide, preferisco che quella villa rimanga li com'è, a patto ovviamente che non possa arrecare pericolo a chicchessia.
Il discorso del bimbo poi si presterebbe a qualche obiezione....... ;)

Per dimostrare l'uso non basta il cartello affittasi o vendesi, bisogna pagare i diritti per l'affissione di quei cartelli, e anche quello contravviene al diritto di proprietà, se si è costretti. Peggio ancora, è solo un modo di aggirare il problema. Uno dei maggiori difetti di noi italiani.
 
Matteo__ ha scritto:
EdoMC ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
EdoMC ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
Matteo__ ha scritto:
Beh, se la cosa sta esattamente come l'hai scritta tu mi sa che il sindaco sogni. Credo che sia addirittura incostituzionale. E comunque anche solo avere una idea del genere significa stare fuori come una banderuola: altro che comunismo, quello è stalinismo della peggior specie.
Ps: consiglierei di mettere il nome nel titolo per esteso, come hai scritto tu non si capisce bene di che si tratti.

http://www.lintraprendente.it/2013/10/nella-milano-di-pisapia-non-ce-piu-la-proprieta-privata/

Sentiamo anche l'altra campana?
http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/10/09/news/la_milano_degli_edifici_abbandonati_quattrocento_aree_a_rischio_sicurezza-68199673/
cosa cambia? puoi dire al proprietario di sistemare il tutto ma non puoi portar via un bel niente. Ma stiamo scherzando?
il perché lo ha spiegato bene Matteo...conoscendo il tipo.....

Nell'articolo di Repubblica il promotore di questa, secondo me ottima, idea, afferma chiaramente che il proprietario non perde la proprietà dell'immobile, ma viene temporaneamente cambiata la destinazione d'uso a fini sociali (che, a differenza di quanto dice Sallusti, non sono solo centri sociali, ma anche biblioteche, sale di esposizione, dormitori per gli artisti che vengono per le manifestazioni culturali, centri di ascolto, corsi promossi anche da privati e via discorrendo). Dal momento che il proprietario paga per gli interventi che hanno riportato a uno stato decoroso l'immobile, il comune leva baracca e burattini, e se ne va. Nei marina dove ho i posti barca, c'è la regola che, se c'è qualche intervento da fare alla barca affinché questa non arrechi danni, il personale può farli senza avvisare il titolare e addebitargli le spese. Un edificio abbandonato può creare parecchi problemi alla comunità: può diventare pericolante, può avere una situazione igienica precaria che potrebbe diventare poco piacevole per il vicinato, potrebbe venire occupato da persone poco raccomandabili; prova a pensare se un bambino va a giocarci dentro (e lo fanno, da bimbi ci si fiondava regolarmente nelle case abbandonate) e si punge con qualche siringa. Comunque, per dimostrare l'uso basta mettere un cartello affittasi o vendesi.

Mi sembra si continui ad ignorare quale sia il problema e le sue ripercussioni. Il concetto di proprietà è uno ed è ben definito. Ciò che si scrive qui non lo rispetta. Nemmeno a me fa piacere che una bella villa dell'800 debba essere abbandonata a se stessa, magari in centro città. Però se il prezzo che devo pagare per far si che ciò non avvenga è mettere nelle mani del politico di turno la discrezionalità per fare il cavolo che gli pare con tutte le proprietà che rispondano ai requisiti che lui decide, preferisco che quella villa rimanga li com'è, a patto ovviamente che non possa arrecare pericolo a chicchessia.
Il discorso del bimbo poi si presterebbe a qualche obiezione....... ;)

Per dimostrare l'uso non basta il cartello affittasi o vendesi, bisogna pagare i diritti per l'affissione di quei cartelli, e anche quello contravviene al diritto di proprietà, se si è costretti. Peggio ancora, è solo un modo di aggirare il problema. Uno dei maggiori difetti di noi italiani.

Anche la pubblica utilità e l'interesse collettivo sono ben disciplinati rispetto alla proprietà privata.
 
bumper morgan ha scritto:
nafnlaus ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
i capannoni andranno ai centri sociali e le case ai rom/clandestini ecc ecc
questo é il punto...il resto é noia :twisted:

Ma di che parli??

che il fine è quello....crederai mica a babbo natale?

Ripeto ... non hai letto, non sai leggere o leggi quel che vuoi non conoscendo la costruzione ed il valore pratico di un regolamento urbanistico rispetto all'approvazione cui dovrà giungere dopo esser stato vagliato anche da provincia e regione.
 
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