nafnlaus ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
EdoMC ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
Matteo__ ha scritto:
Beh, se la cosa sta esattamente come l'hai scritta tu mi sa che il sindaco sogni. Credo che sia addirittura incostituzionale. E comunque anche solo avere una idea del genere significa stare fuori come una banderuola: altro che comunismo, quello è stalinismo della peggior specie.
Ps: consiglierei di mettere il nome nel titolo per esteso, come hai scritto tu non si capisce bene di che si tratti.
http://www.lintraprendente.it/2013/10/nella-milano-di-pisapia-non-ce-piu-la-proprieta-privata/
Sentiamo anche l'altra campana?
http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/10/09/news/la_milano_degli_edifici_abbandonati_quattrocento_aree_a_rischio_sicurezza-68199673/
cosa cambia? puoi dire al proprietario di sistemare il tutto ma non puoi portar via un bel niente. Ma stiamo scherzando?
il perché lo ha spiegato bene Matteo...conoscendo il tipo.....
Un edificio abbandonato, inservibile e pericolante, dove il proprietario non intende in alcuna forma mettere le mani perché non vuole o non ne ha possibilità può essere destinato ad una funzione utile anche espropriarlo ma prendendolo in custodia e uso. Ovviamente ciò non avverrebbe sotto forma di esproprio proletario ma solo dopo che il proprietario dimostrasse di non voler dare un futuro diverso a quel bene. In fin dei conti ci sono varie possibilità di condurre un proprio bene immobile. Lo si può vendere se non serve, affittare, ridestinare, ecc ecc ..... se nessuna soluzione è percorribile il comune può avviare procedure per sostituirsi.
Se vuoi quell'edificio glielo paghi per quello che vale e poi ci fai quello che vuoi, sempre che lui lo voglia vendere.
Ben differente è il discorso per un edificio pericolante: quello si che può arrecare danno alla collettività e vanno presi provvedimenti, ma non mi sembra il caso di cui si parli qui, anche l'articolo postato da EdoMc è piuttosto vago, perchè c'è da distinguere anche tra edificio pericolante e pericoloso,ed edificio pericolante ma non pericoloso (come possa essere un capannone chiuso in un'area recintata privata). Senza contare lo specificare di cosa si intenda per "abbandonato", ricordando che una cosa è abbandonata quando nessuno ne reclami la proprietà: già solo pagare le tasse od una semplice bolletta su quella proprietà equivale ad esercitarne il diritto. Se non lo si facesse lo Stato ha già tutti gli strumenti per entrarne in possesso.
C'è un limite a certe cose, tu dici "se il proprietario dimostrasse di non voler dare un futuro diverso a quel bene". Se la proprietà rimane quella che ancora oggi è per il nostro ordinamento (e per praticamente tutti gli altri), l'approccio da te paventato è già fondamentalmente sbagliato. Un proprietario non deve dimostrare proprio niente a nessuno. E se io semplicemente avessi una proprietà lasciatami in eredità da un genitore e pur non potendo nell'immediato, vivessi nella speranza di potermi permettere un giorno di aggiustarla? Ti sembra giusto che debba rendere conto di ciò all'amministratore di turno? La proprietà è il diritto ultimo che distingue una repubblica democratica da uno Stato totalitario. Non è un qualcosa che possa essere disponibile ad un rappresentate politico e ancor di meno ad una semplice amministrazione. Con certe cose non si scherza, da questo al cosiddetto esproprio proletario (che di proletario storicamente non ha mai avuto nulla) il passo è talmente breve che nemmeno ci si accorge. Quella paventata è una prepotenza bella e buona, qualunque sia la campana.