<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> ieri a tg2 motori | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

ieri a tg2 motori

Paoazzo ha scritto:
Costruire un'auto inquina, se anche la si cambia con una nuova si ha già danneggiato comunque la natura. Hanno scoperto pure che moltissimi autobus inquinano uno sproposito e quelli non sono soggetti a blocchi.
Quindi dove si vuole andare a parare? I blocchi servono solo a far imbestialire chi li rispetta, tanto i controlli non ci sono e io cmq a lavorare ci devo andare.
Cominciamo ad abbassare i termostati E nelle case E negli edifici pubblici E negli ipermercati e vedremo che da li si comincerà a migliorare notevolmente senza far imbestialire quei poveri sfigati che l'auto la usano per andare a lavorare e non per impattumare l'aria così a vanvera.
Che poi se la natura ci sta a cuore a livello mondiale perché la mia auto vecchia non può girare qua ma in africa si?

insomma...la colpa é sempre degli altri. Di cercare di utilizzare meno l'auto neanche a parlarne.
cmq, senti qua:
a roma Tronca si é incontrato con Xx e intervistato un esponente del suddetto partito sai che ha detto? che roma da sola non puó fare niente, che é un problema non solo italiano ma europeo.
Per la serie....andiamo avanti cosí :evil:
incredibile.... :twisted:
 
Non amo lo stile di guida che impongono le ibride o elettriche destinate al "popolo", per molti motivi, non ultimo la necessità di una certa mobilità a pieno carico in montagna...
Ora: le ibride e le elettriche sono una minima percentuale del venduto, però se le condizioni terrestri pongono una svolta in questa direzione, un domani quando il parco circolante sarà importante, una domanda mi sorge spontanea:
Come verrà affrontato il problema dello smaltimento di tutte quelle componenti che caratterizzano un'elettrica?
Chiedo da ignorante in materia, quindi non è mia intenzione alzare un vespaio...
Grazie. :)
 
ottovalvole ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
ottovalvole ha scritto:
faccio un ragionamento terra terra, se compro un'auto cerco la massima praticità e la massima economia.....e diciamo anche la massima ecologia (ma davvero ci sta così a cuore?). Ora se mi serve una vettura grossa per caricare merce e viaggiare qual'è il sistema che mi permette di farlo nel modo più economico possibile? l'ibrido? il gasolio? benzina aiutato da un turbocompressore? gpl o metano? Quanti km faccio in un anno e quanto spendo in carburante? Quanto prevedo di tenerla sta vettura? E' facile fare proclami in tv (l'ho visto il servizio di ieri, pareva tutto così magico) con consumi record, ma questi consumi record poi mi costano 10000 euro che in 5 anni sono 2000 euro l'anno, questi consumi record solo nell'ambito urbano....cioè in autostrada funziona il motore termico a benzina e abbiamo bruciato 10000 euro, consumi record che vuol dire smaltimento batterie. Tutti questi consumi record vogliono dire anche investimenti in ricerca e sviluppo (per carità meritevole) ma che evidentemente non sta avendo un ritorno economico sperato. Se questa tecnologia non la si può proporre a prezzi contenuti è ovvio che fatica a decollare perchè in fin dei conti non è così miracolosa come si vuol far credere. Alla fine sul piatto c'è la stessa cifra, cambia solo il destinatario dei miei soldi, o compro una Yaris 1.0 benzina a 10000 euro e spendo 5000 euro di carburante (in 5 anni) e qualcosetta in manutenzione o compro una Yaris ibrida a 18000 euro e spendo 2000 in carburante....non so fateveli 2 conti. Immaginate un grosso suv da 50000km l'anno tutta d'autostrada, lo prendereste ibrido? elettrico o diesel?

da possessore di Ibrido per alcuni tuoi concetti ti quoto, per altri meno, soprattutto li dove vai a confrontare una Yarsi 1000 con la versione Ibrida, soprattutto perchè chi acquista la versione Ibrida lo fa sapendo che a fronte di una cifra investita si ritrova una vettura utile per diversi scopi, non ultimo anche quello di prima auto con tutto quello che ne consegue, con la versione con il 1000 francamente questo scopo lo vedo un poco difficile da raggiungere.
cosa cambia?

francamente io ad esempio un viaggio di 700 km con il mille non me lo farei , mentre con la versione Ibrida non avrei problemi.
 
io è questo quello che volevo indicare prima parlando di un cambio di mentalità. Siamo stati abituati ad avere il diritto alla mobilità automobilistica senza ma e senza se, questo credo che ormai non ce lo possiamo più permettere, quindi a prescindere dal tipo di energia che utilizzeremo dobbiamo rivedere questo pensiero e capire che soprattutto nei centri urbani l'utilizzo della vettura privata deve essere fatto solo in determinate condizioni e momenti.
 
CBcobra ha scritto:
Non amo lo stile di guida che impongono le ibride o elettriche destinate al "popolo", per molti motivi, non ultimo la necessità di una certa mobilità a pieno carico in montagna...
Ora: le ibride e le elettriche sono una minima percentuale del venduto, però se le condizioni terrestri pongono una svolta in questa direzione, un domani quando il parco circolante sarà importante, una domanda mi sorge spontanea:
Come verrà affrontato il problema dello smaltimento di tutte quelle componenti che caratterizzano un'elettrica?
Chiedo da ignorante in materia, quindi non è mia intenzione alzare un vespaio...
Grazie. :)

presumo che accada quel che accade agli elettrodomestici, ai pc ecc ecc....si recupera quel che si può il resta va...no lo so. Purtroppo scaldare, raffreddare, viaggiare (per lavoro o diletto) implica l'utilizzo di energia per cui bisogna cercare di sfruttare il sistema meno inquinante.
 
Paoazzo ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
Di cercare di utilizzare meno l'auto neanche a parlarne.
Come no, ci mancherebbe, posso rinunciare a cazzeggiarci sopra mentre mi bevo un succo di frutta e mi faccio un giretto fuori porta, ma per andarci al lavoro no. Poi posso tenere 1 o 2 gradi in meno in casa (già lo faccio).
Quello su cui non transigo è: la uso per andare al lavoro? (Neanche per lavorare ma "solo" per andarci) Si, bene, allora fammi girare. Inquino una volta alle 8.30 e una volta alle 17.30. E' troppo? cosa devo fare? se me lo paga lo stato quel giorno di lavoro per me va bene.
La mia parte la faccio anche quando prendo la bici per andare in quei posti che di solito si raggiungono o in autobus o con l'auto blu (leggi centro città).

bravo ;)
purtroppo in troppi se ne fregano e utilizzano l'auto a sproposito.
 
ottovalvole ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
Dovrebbe....arriverà....gli altri fanno ADESSO.non in un ipotetico futuro. MAH....
fanno adesso....ma quanto incassano?
In realta' fino ad ora hanno solo speso in investimenti ma stanno incassando pochissimo (.. quindi sono in perdita), tranne la Toyota con il suo sistema ibrido che pero' e' in circolazione da 20 anni.

Al momento e' difficile prevedere quando elettriche e ibride plug-in inizieranno a raggiungere numeri di un certo rilievo. Io direi sicuramente non prima di 5/10 anni.
 
Paoazzo ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
Di cercare di utilizzare meno l'auto neanche a parlarne.
Come no, ci mancherebbe, posso rinunciare a cazzeggiarci sopra mentre mi bevo un succo di frutta e mi faccio un giretto fuori porta, ma per andarci al lavoro no. Poi posso tenere 1 o 2 gradi in meno in casa (già lo faccio).
Quello su cui non transigo è: la uso per andare al lavoro? (Neanche per lavorare ma "solo" per andarci) Si, bene, allora fammi girare. Inquino una volta alle 8.30 e una volta alle 17.30. E' troppo? cosa devo fare? se me lo paga lo stato quel giorno di lavoro per me va bene.
La mia parte la faccio anche quando prendo la bici per andare in quei posti che di solito si raggiungono o in autobus o con l'auto blu (leggi centro città).
Il ruolo dei mezzi pubblici, se ben gestiti sarebbe fondamentale per togliere dalla strada molte auto.
Per esempio in una citta' come Milano direi che l'80/90% delle vie e' comodamente raggiungibile con i mezzi pubblici, quindi potrebbero essere bloccate nei parcheggi di interscambio le auto di chi viene a lavorare a Milano e allo stesso modo gli abitanti della citta', come in realta' gia' avviene in gran parte, possono lasciare le proprie auto parcheggiate sotto casa.
Aggiungo che andrebbero eliminate le caldaie dei condomini a gasolio e ovviamente potenziate le energie pulite (fotovoltaico, solare etc).

...... mi viene quasi da pensare che elettrico ed ibrido plug-in servano in pochi casi, forse solo nelle citta' piu' grandi, diciamo con almeno 500.000 abitanti. Altrove forse sono piu' uno spreco di energie che un vantaggio !!
 
ilopan ha scritto:
Fca arriverà al momento giusto quando il mercato sarà reale e non presunto.

Il mercato delle ibride per Toyota è reale e non presunto: incide per il 50% del venduto sul modello Auris......bisogna avere coraggio.....
 
danilorse ha scritto:
ottovalvole ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
Dovrebbe....arriverà....gli altri fanno ADESSO.non in un ipotetico futuro. MAH....
fanno adesso....ma quanto incassano?
In realta' fino ad ora hanno solo speso in investimenti ma stanno incassando pochissimo (.. quindi sono in perdita), tranne la Toyota con il suo sistema ibrido che pero' e' in circolazione da 20 anni.

Anche Honda produce auto ibride dal 1998 (la prima Prius è del 1997) ed era arrivata al traguardo di un milione di ibride costruite circa due anni fa (non conosco i dati aggiornati). Oltre alla prima auto prodotta in (piccola) serie e disponibile ai normali clienti privati a idrogeno, nel 2007. Otto anni prima della Mirai. Tanto per ricordarlo, come sempre...

Certo, poi fanno di tutto per far dimenticare agli europei che sono stati anche loro tra i pionieri dell'ibrido, perché attualmente , tra i diversi sistemi ibridi che producono, ne hanno da anni uno (per auto "normali", montato su Jazz e HR-V) più sofisticato e performante di quello Toyota, e con un vero cambio a doppia frizione, ma hanno pensato bene di non importare più auto ibride, nuova NSX a parte. Una mossa geniale, ora che quasi tutti stanno provando a fare ibridi...
 
ALGEPA ha scritto:
ottovalvole ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
ottovalvole ha scritto:
faccio un ragionamento terra terra, se compro un'auto cerco la massima praticità e la massima economia.....e diciamo anche la massima ecologia (ma davvero ci sta così a cuore?). Ora se mi serve una vettura grossa per caricare merce e viaggiare qual'è il sistema che mi permette di farlo nel modo più economico possibile? l'ibrido? il gasolio? benzina aiutato da un turbocompressore? gpl o metano? Quanti km faccio in un anno e quanto spendo in carburante? Quanto prevedo di tenerla sta vettura? E' facile fare proclami in tv (l'ho visto il servizio di ieri, pareva tutto così magico) con consumi record, ma questi consumi record poi mi costano 10000 euro che in 5 anni sono 2000 euro l'anno, questi consumi record solo nell'ambito urbano....cioè in autostrada funziona il motore termico a benzina e abbiamo bruciato 10000 euro, consumi record che vuol dire smaltimento batterie. Tutti questi consumi record vogliono dire anche investimenti in ricerca e sviluppo (per carità meritevole) ma che evidentemente non sta avendo un ritorno economico sperato. Se questa tecnologia non la si può proporre a prezzi contenuti è ovvio che fatica a decollare perchè in fin dei conti non è così miracolosa come si vuol far credere. Alla fine sul piatto c'è la stessa cifra, cambia solo il destinatario dei miei soldi, o compro una Yaris 1.0 benzina a 10000 euro e spendo 5000 euro di carburante (in 5 anni) e qualcosetta in manutenzione o compro una Yaris ibrida a 18000 euro e spendo 2000 in carburante....non so fateveli 2 conti. Immaginate un grosso suv da 50000km l'anno tutta d'autostrada, lo prendereste ibrido? elettrico o diesel?

da possessore di Ibrido per alcuni tuoi concetti ti quoto, per altri meno, soprattutto li dove vai a confrontare una Yarsi 1000 con la versione Ibrida, soprattutto perchè chi acquista la versione Ibrida lo fa sapendo che a fronte di una cifra investita si ritrova una vettura utile per diversi scopi, non ultimo anche quello di prima auto con tutto quello che ne consegue, con la versione con il 1000 francamente questo scopo lo vedo un poco difficile da raggiungere.
cosa cambia?

francamente io ad esempio un viaggio di 700 km con il mille non me lo farei , mentre con la versione Ibrida non avrei problemi.
cosa ti limita il viaggiare con un 1.0 in autostrada o con la stessa macchina ibrida?
 
danilorse ha scritto:
ottovalvole ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
Dovrebbe....arriverà....gli altri fanno ADESSO.non in un ipotetico futuro. MAH....
fanno adesso....ma quanto incassano?
In realta' fino ad ora hanno solo speso in investimenti ma stanno incassando pochissimo (.. quindi sono in perdita), tranne la Toyota con il suo sistema ibrido che pero' e' in circolazione da 20 anni.

Al momento e' difficile prevedere quando elettriche e ibride plug-in inizieranno a raggiungere numeri di un certo rilievo. Io direi sicuramente non prima di 5/10 anni.
considera che Toyota e Vag sono i più grandi produttori al mondo, possono permettersi di recuperare con tutto il resto della produzione e malgrado ciò VAG non è che spinga l'ibrido come fa Toyota. Adesso c'è lo spot della Golf GTE ma sempre 20 anni dopo i giapponesi
 
Non vorrei fare il bastian contrario ma secondo questi scenari quella del TG2 è la classica sparata legata al momento:

Il prezzo del petrolio è destinato a una ripresa graduale che lo riporterà a 80 dollari al barile nel 2020. E' quanto prevede il World Oil Outlook pubblicato dall'Opec che, partendo da un prezzo medio di 55 dollari al barile per il proprio greggio quest'anno, stima un incremento medio di 5 dollari al barile all'anno nell'arco del prossimo lustro.&#8232;Invece, secondo l'ex ad di ENI, Paolo Scaroni, il prezzo del petrolio rimarrà basso a lungo. "Non sarei sorpreso se andasse a 28-30 dollari al barile", ha detto oggi, spiegando che il prezzo del petrolio rimarrà basso a lungo perché c'è un tetto naturale che è dato dai costi di produzione del petrolio cosiddetto shale oil americano che è intorno ai 55 dollari al barile, quindi oltre i 55 dollari al barile non andrà per alcuni anni. Per di più", ha aggiunto Scaroni, "c'è una lotta furibonda per le quote di mercato nel mondo tra Arabia Saudita, Russia e in prospettiva l'Iran, che sta arrivando". &#8232;Comunque, secondo il quadro dipinto dal cartello, la domanda globale di petrolio prodotto dall'Opec è destinata a calare fino al 2020, in un contesto che vedrà l'offerta di idrocarburi non convenzionali, come il tight oil nordamericano, destinata a crescere nonostante il crollo delle quotazioni. &#8232;L'Opec sembra constatare la riuscita solo parziale della presunta strategia saudita di deprimere i prezzi, mantenendo l'output invariato per non perdere quote di mercato a favore di concorrenti come Russia e Usa, che hanno invece reagito portando anch'essi la produzione a livelli record. Numeri alla mano, la domanda per il greggio Opec scenderà a 30,70 milioni di barili al giorno nel 2020 dai 30,90 milioni di barili stimati per il 2016 e un milione di barili in meno rispetto all'attuale produzione. &#8232;Mentre gli effetti positivi sulla domanda della forte flessione del prezzo del greggio, sceso questa settimana ai minimi da 11 anni intorno a 36 dollari al barile, sono destinati, secondo l'Opec, ad avere un respiro corto. "L'impatto sulla domanda del recente declino del prezzo del petrolio è più evidente nel breve termine e calerà nel medio periodo", sottolinea il segretario generale dell'organizzazione, il saudita Abdullah al-Badri.&#8232;Un'ammissione che sembra lasciar trasparire quanto sia animato al momento il dibattito interno all'Opec, che vede sempre più membri contrastare la strategia di Riad, in particolare quei Paesi, come il Venezuela e l'Algeria, che hanno subito più duramente le conseguenze del tonfo delle quotazioni.&#8232;Un'altra novità è l'aver riconosciuto l'impatto "significativo" che shale oil e tight oil stanno avendo sul mercato, un impatto che l'Opec in passato sembrava aver sottovalutato. Non solo. L'outlook riconosce che i costi produttivi del greggio non convenzionale si stanno rivelando molto più bassi di quanto si sostenesse appena un anno fa, quando molti analisti preannunciavano la sua imminente disfatta con un barile sotto gli 80 dollari. &#8232;Addirittura, si legge nel documento, "i giacimenti più ricchi possono sopportare punti di pareggio anche inferiori ai prezzi osservati nel 2015 ed è quindi probabile che vedano la produzione crescere ancora". Secondo il cartello, la produzione globale di tight oil toccherà i 5,19 milioni di barili al giorno nel 2020, raggiungerà un picco di 5,61 milioni di barili al giorno nel 2030 e calerà a 5,18 milioni di barili nel 2040. &#8232;L'incremento di medio periodo sarà legato al previsto ingresso di Russia e Argentina nel settore degli oli non convenzionali. Questo solo nello scenario medio: se anche Cina e Messico entrassero in questa industria, l'output di tight oil sfiorerà gli 8 milioni di barili al giorno. In un orizzonte più ampio, a ogni modo, l'Opec sembra destinata a mantenere la propria quota di mercato, che è ciò che più preme a Riad: la domanda di greggio Opec è stimata a 40,70 milioni di barili al giorno nel 2040, pari al 37% dell'offerta mondiale, in crescita rispetto all'attuale 33%.&#8232;La domanda globale al 2020 è stata rivista al rialzo di 500 mila barili rispetto all'outlook precedente a 97,40 milioni di barili al giorno. Rivista, invece, al ribasso di 1,3 milioni di barili al giorno la domanda globale al 2040, ora stimata a 109,80 milioni di barili al giorno. Tale scenario, avverte ancora l'Opec, resta soggetto a rischi al ribasso quali una crescita globale inferiore alle attese, un minore uso degli idrocarburi per ragioni ambientali e il deprezzamento delle valute dei Paesi emergenti rispetto al dollaro.&#8232;&#8232;

http://www.opec.org/opec_web/static_files_project/media/downloads/publications/WOO%202015.pdf

Comunque per noi i vantaggi saranno minimi perché :

Il prezzo complessivo è composto da varie voci, quali il costo del prodotto raffinato, il trasporto primario, il costo di stoccaggio, le varie spese di ufficio e punto vendita, fino al margine per il gestore. Sembrerebbero molte, ma tutte queste voci che contemplano spese e guadagni per diversi soggetti ammontano solo al 30% del costo del carburante.
Quindi un litro di verde dovrebbe costare circa 0.76 euro al litro, ma così non è per via della pressione fiscale (le accise benzina).
Ecco quindi l?elenco delle accise che quotidianamente paghiamo al distributore:
0,000981 euro: finanziamento della guerra d?Etiopia del 1935-1936;
0,00723 euro: finanziamento della crisi di Suez del 1956;
0,00516 euro: ricostruzione post disastro del Vajont del 1963;
0,00516 euro: ricostruzione post alluvione di Firenze del 1966;
0,00516 euro: ricostruzione post terremoto del Belice del 1968;
0,0511 euro: ricostruzione post terremoto del Friuli del 1976;
0,0387 euro: ricostruzione post terremoto dell?Irpinia del 1980;
0,106 euro: finanziamento della guerra del Libano del 1983;
0,0114 euro: finanziamento della missione in Bosnia del 1996;
0,02 euro: rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;
0,005 euro: acquisto di autobus ecologici nel 2005;
0,0051 euro: terremoto dell?Aquila del 2009;
da 0,0071 a 0,0055 euro: finanziamento alla cultura (ma molti parlarono di ?cinema di quarta categoria??) nel 2011;
0,04 euro: arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011;
0,0089 euro: alluvione in Liguria e Toscana nel novembre 2011;
0,082 euro (0,113 sul diesel): decreto ?Salva Italia? nel dicembre 2011;
0,02 euro: terremoti dell?Emilia del 2012;
Praticamente sono 0.5 euro (IVA 22% inclusa) di accise.
 
Nel 2040 il 94% delle auto userà ancora il petrolio.

La stima è dei produttori di petrolio dell'OPEC, che danno poche speranze ad auto elettriche e a idrogeno. Ma sarà veramente così?

SCARSA DIFFUSIONE - L'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC) stima una diffusione molto limitata delle auto elettriche o ad idrogeno, destinate ad assorbire il 6% del mercato automobilistico mondiale entro il 2040. Il 94% continuerà ad utilizzare combustibili derivati da petrolio. La previsione è contenuta nel World Oil Outlook, pubblicato dall?OPEC nel dicembre 2015, documento utile all?Organizzazione per tracciare un bilancio delle sue attività ed esprimere alcune riflessioni sul futuro del petrolio, dalla cui distillazione si ottengono la maggior parte dei carburanti oggi disponibili per le nostre vetture. Il ruolo dell?OPEC consiste nel gestire le politiche petrolifere dei suoi 13 membri, fissando il prezzo del petrolio sul mercato mondiale ed evitando fluttuazioni. I 13 paesi membri - fra i quali, ad esempio, l?Arabia Saudita, l?Iran ed il Venezuela - controllano il 73% delle riserve mondiali conosciute di oro nero.

PROBLEMA DI INNOVAZIONE - Nel documento si legge che ?entro il 2040, solo il 6% delle automobili passeggeri ed il 5,3% dei veicoli commerciali userà carburanti non di provenienza fossile?. L?OPEC ammette che i veicoli elettrici diventeranno più economici ed efficienti, ma a suo giudizio resteranno comunque svantaggiati nel paragone con automobili a benzina che saranno anch?esse migliorate sotto il profilo tecnico. ?Il costo di alcune tecnologie, come ad esempio le batterie per auto elettriche, si abbasserà ulteriormente nei prossimi decenni: è possibile immaginare un calo del 30-50% - è scritto nel World Oil Outlook. Senza innovazioni radicali nel campo delle batterie, però, il concetto delle auto con pile ricaricabili potrebbe non guadagnare appeal sul mercato di massa: questo a causa dei numerosi inconvenienti e dei dubbi ancora nutriti dai consumatori?. L?OPEC vede un futuro solo nelle auto con motore alimentato a metano, ma anche in questo caso le previsioni di successo risultano piuttosto tiepide. Il metano è un idrocarburo, si estrae da giacimenti ?dedicati? ed è una tecnologia ancora poco diffusa in ambito automobilistico. Queste conclusioni, evidentemente, non ripongono grande fiducia nei risultati degli enormi investimenti oggi in atto per realizzare batterie di nuova generazione che possano aumentare drasticamente l'autonomia (qualcuno dice fino a 1600 km) e ridurre i tempi di ricarica (qui per saperne di più).

PIÙ AUTO NEL MONDO - La percentuale del 6% va inserita all?interno di una più ampia valutazione sulle automobili circolanti nel mondo: l?OPEC ritiene che il numero di vetture ogni 1000 abitanti crescerà in maniera significativa entro il 2040, fino ad attestarsi al valore di 240 vetture. Nel 2014 solo 142 persone ogni 1000 possedevano un?automobile. Il valore aumenterà fino al 144 del 2015, al 177 del 2025 ed al 218 del 2035, attestandosi a 240 solo cinque anni più tardi. Il balzo più evidente si registrerà in Asia: la Cina passerà dalle 82 auto ogni 1000 abitanti nel 2014 alle 365 del 2040, mentre l?India aumenterà dalle 15 alle 129. In Europa il valore è destinato ad aumentare dal 452 al 482, mentre nelle Americhe vi saranno 614 auto ogni 1000 abitanti (nel 2014 erano 557).

PETROLIO IN FLESSIONE - Nel World Oil Outlook si affronta ovviamente anche il problema legato alla bassissima valutazione del petrolio, che ha raggiunto lunedì 21 dicembre il prezzo più basso dal 2004: l?indice del Brent, scelto per misurare il prezzo dell?oro nero, si è attestato a 36,4 dollari al barile. Il Brent raggiunse il suo massimo nel giugno 2014 (115 dollari al barile). Questa situazione è legata essenzialmente ad un surplus nell?offerta di petrolio, su cui incidono numerosi fattori: il minor consumo a livello mondiale, la sovrapproduzione di Arabia Saudita e Russia ed il fatto che gli Stati Uniti abbiano deciso di esportarlo, ribaltando pochi giorni fa un divieto imposto nel 1975. Il prezzo di benzina e gasolio subisce poche variazioni a causa dell?elevatissima tassazione applicata dallo Stato italiano: sulla benzina, ad oggi, si pagano 88,35 centesimi di euro al litro fra accise, tasse e IVA.

http://tinyurl.com/h5f7dsg
 
anche in risposta ad alcuni interventi precedenti:

checchè se ne possa dire, l'ibrido è attualmente la strada più percorribile se si vuole unire basso impatto ambientale ed assenza di disagi in termini di rifornimento...

le loro batterie (almeno quelle del toyota system) hanno la durata media dell'intera auto (10/15 anni 200/250.000 km), il costo complessivo non'è poi così proibitivo (sui 2.000 euro), e non'è affatto raro che le anomalie possano interessare solo delle ridotte componenti tipo delle singole celle, con costi di ripristino conseguenti (e se si ha un minimo di manualità si potrebbe anche fare da se)... sono inoltre completamente riciclate e ritrasformate in altre batterie da parte dello stesso costruttore...

è vero che ci sarebbe anche l'ultima versione di ibrido honda, ma è pur vero che lo stesso per quanto innegabilmente valido in termini di risultati su strada, altrettanto non si potrebbe dire in termini di affidabilità così come i vari richiami a seguito di problematiche starebbero li a confermare... questo imho anche in quanto hanno deciso di utilizzare un "ben + emozionale" doppia frizione... comparto questo da parte della soluzione toyota completamente ovviato non con un vero e proprio cambio ma piuttosto una sorta di differenziale solidale alla powerunit e per giunta costituito da pochi elementi e poco mobili (e relativa usura)...

è innegabile che anche altri costruttori oggi vogliono ricorrere a soluzioni come l'ibrido (*) o elettrico, solo che sono decisamente in ritardo rispetto a costruttori tipo i succitati e che pertanto sarà sicuramente dura che possano proporre a prezzi competitivi come accade invece per toyota (prezzi simili ai td), ed a meno che non vadano proprio in perdita così come quest'ultima di fatto fece ai suoi albori...

(*) compreso vw/audi che fino a non molti anni fa sosteneva che in realtà la soluzione più "green" fosse il ciclo diesel... che detta ora fa, se possibile, ancor più ridere!

vedremo poi cosa accadrà con un'altra soluzione interessante come quella del fuel cell ad idrogeno dove toyota ha ceduto "free" gran parte dei brevetti della sua mirai proprio per accelerare il processo di sviluppo dell'intero indotto, e quindi riduzione dei costi/prezzi...
 
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