<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> ieri a tg2 motori | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

ieri a tg2 motori

XPerience74 ha scritto:
è vero che ci sarebbe anche l'ultima versione di ibrido honda, ma è pur vero che lo stesso per quanto innegabilmente valido in termini di risultati su strada, altrettanto non si potrebbe dire in termini di affidabilità così come i vari richiami a seguito di problematiche starebbero li a confermare... questo imho anche in quanto hanno deciso di utilizzare un "ben + emozionale" doppia frizione... comparto questo da parte della soluzione toyota completamente ovviato non con un vero e proprio cambio ma piuttosto una sorta di differenziale solidale alla powerunit e per giunta costituito da pochi elementi e poco mobili (e relativa usura)...

L'Honda non è semplicemente "valido" su strada, va molto di più del Toyota 1.5. I problemi di affidabilità della trasmissione ibrida a sette marce - che sono tipici problemi di gioventù di un sistema molto avanzato - sono problemi risolti con aggiornamenti software, e a quanto pare acqua passata, visto che per risolverli sono stati fatti ben tre richiami, di cui uno a un mese dalla commercializzazione dell'auto...si parla comunque del 2013/2014, e di auto vendute solo in Giappone. Honda non è come alcuni celebri costruttori europei, che fanno fare da beta tester ai clienti e poi se ne lavano le mani. I problemi sono stati risolti con aggiornamenti software, quindi non hanno coinvolto parti meccaniche. Fra l'altro la Fit giapponese è stata coinvolta anche nei richiami per gli airbag Takata, e per scusarsi (fra l'altro per un problema dovuto a fornitori) il top management Honda ha fatto pubblica ammenda e si è tagliato del 20% lo stipendio per tre mesi. Se questa non è serietà...credo che dell'affidabilità Honda non si possa discutere.

Certo, il sistema Toyota HSD è ipercollaudato (come lo era l'IMA Honda), e relativamente semplice dal punto di vista meccanico, soprattutto per quanto riguarda la trasmissione; però proprio la guida "da scooter" dell'HSD per molti potenziali clienti costituisce una discriminante difficilmente accettabile in negativo, mentre Honda ha da sempre offerto strade alternative, come il cambio manuale sull'ibrido (Insight 1, CRZ) o le palette con rapporti "discreti" sull'Insight 2. Quindi ben vengano soluzioni alternative: non tutti si "accontentano" dell'HSD e del tipo di guida ad esso associato. Intanto quando è uscita la Fit Hybrid ha stabilito consumi top nella sua categoria nel ciclo di consumi giapponese JC08 (che non è farlocco come quello europeo), ma con 135 cv, uno 0-100 in 8 s (contro gli 11.8 dichiarati, che alcuni hanno rilevato in oltre 13, della Yaris Hybrid...) e un vero cambio, pure "sportivo"...

Comunque non è l'ultima versione di ibrido Honda. I sistemi Honda sono diversi, e l'ultimo arrivato sul mercato è quello SH Sport Hybrid della NSX, con trazione integrale vettoriale e 500 cv ;)
 
hpx ha scritto:
Non vorrei fare il bastian contrario ma secondo questi scenari quella del TG2 è la classica sparata legata al momento:

Il prezzo del petrolio è destinato a una ripresa graduale che lo riporterà a 80 dollari al barile nel 2020. E' quanto prevede il World Oil Outlook pubblicato dall'Opec che, partendo da un prezzo medio di 55 dollari al barile per il proprio greggio quest'anno, stima un incremento medio di 5 dollari al barile all'anno nell'arco del prossimo lustro.&#8232;Invece, secondo l'ex ad di ENI, Paolo Scaroni, il prezzo del petrolio rimarrà basso a lungo. "Non sarei sorpreso se andasse a 28-30 dollari al barile", ha detto oggi, spiegando che il prezzo del petrolio rimarrà basso a lungo perché c'è un tetto naturale che è dato dai costi di produzione del petrolio cosiddetto shale oil americano che è intorno ai 55 dollari al barile, quindi oltre i 55 dollari al barile non andrà per alcuni anni. Per di più", ha aggiunto Scaroni, "c'è una lotta furibonda per le quote di mercato nel mondo tra Arabia Saudita, Russia e in prospettiva l'Iran, che sta arrivando". &#8232;Comunque, secondo il quadro dipinto dal cartello, la domanda globale di petrolio prodotto dall'Opec è destinata a calare fino al 2020, in un contesto che vedrà l'offerta di idrocarburi non convenzionali, come il tight oil nordamericano, destinata a crescere nonostante il crollo delle quotazioni. &#8232;L'Opec sembra constatare la riuscita solo parziale della presunta strategia saudita di deprimere i prezzi, mantenendo l'output invariato per non perdere quote di mercato a favore di concorrenti come Russia e Usa, che hanno invece reagito portando anch'essi la produzione a livelli record. Numeri alla mano, la domanda per il greggio Opec scenderà a 30,70 milioni di barili al giorno nel 2020 dai 30,90 milioni di barili stimati per il 2016 e un milione di barili in meno rispetto all'attuale produzione. &#8232;Mentre gli effetti positivi sulla domanda della forte flessione del prezzo del greggio, sceso questa settimana ai minimi da 11 anni intorno a 36 dollari al barile, sono destinati, secondo l'Opec, ad avere un respiro corto. "L'impatto sulla domanda del recente declino del prezzo del petrolio è più evidente nel breve termine e calerà nel medio periodo", sottolinea il segretario generale dell'organizzazione, il saudita Abdullah al-Badri.&#8232;Un'ammissione che sembra lasciar trasparire quanto sia animato al momento il dibattito interno all'Opec, che vede sempre più membri contrastare la strategia di Riad, in particolare quei Paesi, come il Venezuela e l'Algeria, che hanno subito più duramente le conseguenze del tonfo delle quotazioni.&#8232;Un'altra novità è l'aver riconosciuto l'impatto "significativo" che shale oil e tight oil stanno avendo sul mercato, un impatto che l'Opec in passato sembrava aver sottovalutato. Non solo. L'outlook riconosce che i costi produttivi del greggio non convenzionale si stanno rivelando molto più bassi di quanto si sostenesse appena un anno fa, quando molti analisti preannunciavano la sua imminente disfatta con un barile sotto gli 80 dollari. &#8232;Addirittura, si legge nel documento, "i giacimenti più ricchi possono sopportare punti di pareggio anche inferiori ai prezzi osservati nel 2015 ed è quindi probabile che vedano la produzione crescere ancora". Secondo il cartello, la produzione globale di tight oil toccherà i 5,19 milioni di barili al giorno nel 2020, raggiungerà un picco di 5,61 milioni di barili al giorno nel 2030 e calerà a 5,18 milioni di barili nel 2040. &#8232;L'incremento di medio periodo sarà legato al previsto ingresso di Russia e Argentina nel settore degli oli non convenzionali. Questo solo nello scenario medio: se anche Cina e Messico entrassero in questa industria, l'output di tight oil sfiorerà gli 8 milioni di barili al giorno. In un orizzonte più ampio, a ogni modo, l'Opec sembra destinata a mantenere la propria quota di mercato, che è ciò che più preme a Riad: la domanda di greggio Opec è stimata a 40,70 milioni di barili al giorno nel 2040, pari al 37% dell'offerta mondiale, in crescita rispetto all'attuale 33%.&#8232;La domanda globale al 2020 è stata rivista al rialzo di 500 mila barili rispetto all'outlook precedente a 97,40 milioni di barili al giorno. Rivista, invece, al ribasso di 1,3 milioni di barili al giorno la domanda globale al 2040, ora stimata a 109,80 milioni di barili al giorno. Tale scenario, avverte ancora l'Opec, resta soggetto a rischi al ribasso quali una crescita globale inferiore alle attese, un minore uso degli idrocarburi per ragioni ambientali e il deprezzamento delle valute dei Paesi emergenti rispetto al dollaro.&#8232;&#8232;

http://www.opec.org/opec_web/static_files_project/media/downloads/publications/WOO%202015.pdf

Comunque per noi i vantaggi saranno minimi perché :

Il prezzo complessivo è composto da varie voci, quali il costo del prodotto raffinato, il trasporto primario, il costo di stoccaggio, le varie spese di ufficio e punto vendita, fino al margine per il gestore. Sembrerebbero molte, ma tutte queste voci che contemplano spese e guadagni per diversi soggetti ammontano solo al 30% del costo del carburante.
Quindi un litro di verde dovrebbe costare circa 0.76 euro al litro, ma così non è per via della pressione fiscale (le accise benzina).
Ecco quindi l?elenco delle accise che quotidianamente paghiamo al distributore:
0,000981 euro: finanziamento della guerra d?Etiopia del 1935-1936;
0,00723 euro: finanziamento della crisi di Suez del 1956;
0,00516 euro: ricostruzione post disastro del Vajont del 1963;
0,00516 euro: ricostruzione post alluvione di Firenze del 1966;
0,00516 euro: ricostruzione post terremoto del Belice del 1968;
0,0511 euro: ricostruzione post terremoto del Friuli del 1976;
0,0387 euro: ricostruzione post terremoto dell?Irpinia del 1980;
0,106 euro: finanziamento della guerra del Libano del 1983;
0,0114 euro: finanziamento della missione in Bosnia del 1996;
0,02 euro: rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;
0,005 euro: acquisto di autobus ecologici nel 2005;
0,0051 euro: terremoto dell?Aquila del 2009;
da 0,0071 a 0,0055 euro: finanziamento alla cultura (ma molti parlarono di ?cinema di quarta categoria??) nel 2011;
0,04 euro: arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011;
0,0089 euro: alluvione in Liguria e Toscana nel novembre 2011;
0,082 euro (0,113 sul diesel): decreto ?Salva Italia? nel dicembre 2011;
0,02 euro: terremoti dell?Emilia del 2012;
Praticamente sono 0.5 euro (IVA 22% inclusa) di accise.
Mi chiedo: in un mondo di ibrido e/o di elettrico o idrogeno, tutte queste accise dove le vanno a piazzare?
:?:
Sui KW...dove?
 
Jambana ha scritto:
Certo, il sistema Toyota HSD è ipercollaudato (come lo era l'IMA Honda), e relativamente semplice dal punto di vista meccanico, soprattutto per quanto riguarda la trasmissione

credo che questa sia stata una scelta ben precisa da parte di Toyota che fin dall'inizio ha puntato molto sulla semplicità della sua tecnologia Ibrida,probabilmente considerando che trattandosi di una nuova tecnologia, per certi versi rivoluzionaria, che entrava in concorrenza con altre invece consolidate ormai da decenni, passi falsi avrebbero minato la fiducia del possibile acquirente.
Probabilmente ora è arrivato il momento di poter osare un poco di più,e credo che in Toyota lo sanno e si stanno muovendo , Honda lo sta già facendo,anche se però purtroppo i frutti sul nostro mercato non si vedono, speriamo che a breve ritornino anche sul mercato le proposte Ibride dell'Honda cosi da differenziare la proposta che ora volenti o nolenti è esclusivamente quella Toyota
 
ottovalvole ha scritto:
cosa ti limita il viaggiare con un 1.0 in autostrada o con la stessa macchina ibrida?

diciamo che non è il massimo della rilassatezza farsi 7 ore in autostrada a velocità di codice con un 3 cilindri che frulla in alto.Poi venendo incontro al tuo discorso posso dirti che se ci faccio un viaggio all'anno con l'auto privata e per il resto la uso per il tragitto casa - lavoro mi faccio il 1.0 e per quel viaggio che faccio me la noleggio l'auto.
Cmq diciamo che in realtà tra la versione 1.0 e l'ibrida ci sono poco più di 4.000 euro di differenza, a parità di allestimento, però ad esempio con l'ibrida ho il cambio automatico e per me che vivo a Roma e con il traffico che c'è lo trovo comodissimo,tralasciando i discorsi inerenti il piacere di guida perchè personalmente nelle condizioni di utilizzo che ti dicevo prima dove la media della velocità e di 10 km/h e si sta continuamente in coda mi sembra veramente un concetto fuori dal tempo.
Considera che poi per i primi 3 anni il bollo non lo paghi, le strisce blue da me non si pagano ,e in un utilizzo urbano credo che ci si avvicina molto a percorrenze doppie rispetto a quelle del 1.0, insomma se proprio non sei uno che ci fa 2.000 km all'anno con l'auto e nelle condizioni che ti dicevo non è poi proprio campata in aria la scelta .
 
Jambana ha scritto:
L'Honda non è semplicemente "valido" su strada, va molto di più del Toyota 1.5. I problemi di affidabilità della trasmissione ibrida a sette marce - che sono tipici problemi di gioventù di un sistema molto avanzato - sono problemi risolti con aggiornamenti software, e a quanto pare acqua passata, visto che per risolverli sono stati fatti ben tre richiami, di cui uno a un mese dalla commercializzazione dell'auto...si parla comunque del 2013/2014, e di auto vendute solo in Giappone. Honda non è come alcuni celebri costruttori europei, che fanno fare da beta tester ai clienti e poi se ne lavano le mani. I problemi sono stati risolti con aggiornamenti software, quindi non hanno coinvolto parti meccaniche. Fra l'altro la Fit giapponese è stata coinvolta anche nei richiami per gli airbag Takata, e per scusarsi (fra l'altro per un problema dovuto a fornitori) il top management Honda ha fatto pubblica ammenda e si è tagliato del 20% lo stipendio per tre mesi. Se questa non è serietà...credo che dell'affidabilità Honda non si possa discutere.

Certo, il sistema Toyota HSD è ipercollaudato (come lo era l'IMA Honda), e relativamente semplice dal punto di vista meccanico, soprattutto per quanto riguarda la trasmissione; però proprio la guida "da scooter" dell'HSD per molti potenziali clienti costituisce una discriminante difficilmente accettabile in negativo, mentre Honda ha da sempre offerto strade alternative, come il cambio manuale sull'ibrido (Insight 1, CRZ) o le palette con rapporti "discreti" sull'Insight 2. Quindi ben vengano soluzioni alternative: non tutti si "accontentano" dell'HSD e del tipo di guida ad esso associato. Intanto quando è uscita la Fit Hybrid ha stabilito consumi top nella sua categoria nel ciclo di consumi giapponese JC08 (che non è farlocco come quello europeo), ma con 135 cv, uno 0-100 in 8 s (contro gli 11.8 dichiarati, che alcuni hanno rilevato in oltre 13, della Yaris Hybrid...) e un vero cambio, pure "sportivo"...

Comunque non è l'ultima versione di ibrido Honda. I sistemi Honda sono diversi, e l'ultimo arrivato sul mercato è quello SH Sport Hybrid della NSX, con trazione integrale vettoriale e 500 cv ;)
si... ma rimane comunque quello che volevo sostanzialmente lasciare ad intendere, ovvero che il sistema toyota è, e rimarrà comunque meno soggetto a criticità, e questo, non perchè toyota sia superiore (semmai ritengo honda al top in altri powertrain...) ed aldilà della (effettiva) questione legata all'esser più/molto collaudato, ma proprio per come il sistema è ideato... il quale, come opportunamente tu stesso riporti, ossia "relativamente semplice", in quanto lo è giusto per la ridotta componentistica soggetta ad usura (mentre tutt'altro discorso è se si parla di sovrintendenza elettronica...) ed a maggior ragione rispetto alle soluzioni più "comuni"(vedasi ad es assenza di gruppo cambio-frizione, alternatore, cinghie di distribuzione, motorino d'avviamento, etc...) dove di queste ultime l'ultima versione del sistema ibrido honda invece più si accomuna come proprio la presenza della citata trasmissione (il resto non saprei), ossia un "vero" cambio, e nel caso un complesso, quanto quindi potenzialmente soggetto ad usura e relativi ripristini che potrebbero riguardare un doppia frizione...

diciamo che chi potrebbe fare altrettanto rispetto al sistema toyota, ed imho ancor meglio, sarebbe la soluzione full electric ad es...

stà di fatto che quello toyota (a sostanziale pari merito dell'ima honda) risulta il sistema fra i meno soggetti a rotture in termini assoluti...
 
ALGEPA ha scritto:
ottovalvole ha scritto:
cosa ti limita il viaggiare con un 1.0 in autostrada o con la stessa macchina ibrida?

diciamo che non è il massimo della rilassatezza farsi 7 ore in autostrada a velocità di codice con un 3 cilindri che frulla in alto.Poi venendo incontro al tuo discorso posso dirti che se ci faccio un viaggio all'anno con l'auto privata e per il resto la uso per il tragitto casa - lavoro mi faccio il 1.0 e per quel viaggio che faccio me la noleggio l'auto.
Cmq diciamo che in realtà tra la versione 1.0 e l'ibrida ci sono poco più di 4.000 euro di differenza, a parità di allestimento, però ad esempio con l'ibrida ho il cambio automatico e per me che vivo a Roma e con il traffico che c'è lo trovo comodissimo,tralasciando i discorsi inerenti il piacere di guida perchè personalmente nelle condizioni di utilizzo che ti dicevo prima dove la media della velocità e di 10 km/h e si sta continuamente in coda mi sembra veramente un concetto fuori dal tempo.
Considera che poi per i primi 3 anni il bollo non lo paghi, le strisce blue da me non si pagano ,e in un utilizzo urbano credo che ci si avvicina molto a percorrenze doppie rispetto a quelle del 1.0, insomma se proprio non sei uno che ci fa 2.000 km all'anno con l'auto e nelle condizioni che ti dicevo non è poi proprio campata in aria la scelta .
direi che il parallelo/paragone yaris 1.0/hybrid lasci decisamente il tempo che trova dal momento in cui la differenza in termini di contenuti la ritengo alquanto siderale...
 
XPerience74 ha scritto:
Jambana ha scritto:
L'Honda non è semplicemente "valido" su strada, va molto di più del Toyota 1.5. I problemi di affidabilità della trasmissione ibrida a sette marce - che sono tipici problemi di gioventù di un sistema molto avanzato - sono problemi risolti con aggiornamenti software, e a quanto pare acqua passata, visto che per risolverli sono stati fatti ben tre richiami, di cui uno a un mese dalla commercializzazione dell'auto...si parla comunque del 2013/2014, e di auto vendute solo in Giappone. Honda non è come alcuni celebri costruttori europei, che fanno fare da beta tester ai clienti e poi se ne lavano le mani. I problemi sono stati risolti con aggiornamenti software, quindi non hanno coinvolto parti meccaniche. Fra l'altro la Fit giapponese è stata coinvolta anche nei richiami per gli airbag Takata, e per scusarsi (fra l'altro per un problema dovuto a fornitori) il top management Honda ha fatto pubblica ammenda e si è tagliato del 20% lo stipendio per tre mesi. Se questa non è serietà...credo che dell'affidabilità Honda non si possa discutere.

Certo, il sistema Toyota HSD è ipercollaudato (come lo era l'IMA Honda), e relativamente semplice dal punto di vista meccanico, soprattutto per quanto riguarda la trasmissione; però proprio la guida "da scooter" dell'HSD per molti potenziali clienti costituisce una discriminante difficilmente accettabile in negativo, mentre Honda ha da sempre offerto strade alternative, come il cambio manuale sull'ibrido (Insight 1, CRZ) o le palette con rapporti "discreti" sull'Insight 2. Quindi ben vengano soluzioni alternative: non tutti si "accontentano" dell'HSD e del tipo di guida ad esso associato. Intanto quando è uscita la Fit Hybrid ha stabilito consumi top nella sua categoria nel ciclo di consumi giapponese JC08 (che non è farlocco come quello europeo), ma con 135 cv, uno 0-100 in 8 s (contro gli 11.8 dichiarati, che alcuni hanno rilevato in oltre 13, della Yaris Hybrid...) e un vero cambio, pure "sportivo"...

Comunque non è l'ultima versione di ibrido Honda. I sistemi Honda sono diversi, e l'ultimo arrivato sul mercato è quello SH Sport Hybrid della NSX, con trazione integrale vettoriale e 500 cv ;)
si... ma rimane comunque quello che volevo sostanzialmente lasciare ad intendere, ovvero che il sistema toyota è, e rimarrà comunque meno soggetto a criticità, e questo, non perchè toyota sia superiore (semmai ritengo honda al top in altri powertrain...) ed aldilà della (effettiva) questione legata all'esser più/molto collaudato, ma proprio per come il sistema è ideato... il quale, come opportunamente tu stesso riporti, ossia "relativamente semplice", in quanto lo è giusto per la ridotta componentistica soggetta ad usura (mentre tutt'altro discorso è se si parla di sovrintendenza elettronica...) ed a maggior ragione rispetto alle soluzioni più "comuni"(vedasi ad es assenza di gruppo cambio-frizione, alternatore, cinghie di distribuzione, motorino d'avviamento, etc...) dove di queste ultime l'ultima versione del sistema ibrido honda invece più si accomuna come proprio la presenza della citata trasmissione (il resto non saprei), ossia un "vero" cambio, e nel caso un complesso, quanto quindi potenzialmente soggetto ad usura e relativi ripristini che potrebbero riguardare un doppia frizione...

diciamo che chi potrebbe fare altrettanto rispetto al sistema toyota, ed imho ancor meglio, sarebbe la soluzione full electric ad es...

stà di fatto che quello toyota (a sostanziale pari merito dell'ima honda) risulta il sistema fra i meno soggetti a rotture in termini assoluti...
Si, effettivamente ; )

http://www.hybridcars.com/consumer-reports-names-honda-insight-most-reliable-car-26207/

Fra l'altro aveva la stessa garanzia di 8 anni per le batterie. Per quello nuovo è ancora troppo presto per parlarne, dal punto di vista della meccanica, fra l'altro non è neanche importato...certo, c'è un cambio a doppia frizione, ci sono più cose che possono necessitare di manutenzione col tempo e coi km rispetto al ruotismo epicicloidale della trasmissione Toyota, questo è poco ma sicuro. I problemi che ha avuto l'I-DCD a quanto pare erano di funzionamento, risolti con aggiornamento software.
I problemi che può eventualmente dare il sistema Toyota, che comunque rimane molto affidabile, sono semmai di altro genere: a volte per esempio può dare problemi il sistema di raffreddamento dell'inverter (che è raffreddato ad acqua) con necessità di sostituzione di componenti del sistema stesso, o dell'inverter, intervento questo molto costoso. E' da tempo che mi solletica l'idea di prendermi una GS450h usata e mi sono documentato abbastanza: sono auto molto affidabili in generale, ma una casistica comunque c'è, e se avviene il guasto son dolori purtroppo...
 
Henry Ford diceva "quello che non c'è non si rompe", io sulla tecnologia elettrica (o ibrida) non ci vedo nulla di ecologico, solo uno spostamento dell'inquinamento su tutta la filiera (dalla produzione all'uso alla demolizione)
 
ottovalvole ha scritto:
Henry Ford diceva "quello che non c'è non si rompe", io sulla tecnologia elettrica (o ibrida) non ci vedo nulla di ecologico, solo uno spostamento dell'inquinamento su tutta la filiera (dalla produzione all'uso alla demolizione)

Io invece trovo estremamente ecologico il concetto di recuperare per la propulzione una parte significativa di quell'immenso quantitativo di energia che circa un miliardo di veicoli a motore va sprecato ogni giorno in calore ed usura dei freni. Ciò, rappresenta un'innovazione epocale, un concetto tanto semplice, quanto forte.
Sono le idee forti (quelle che fanno esclamare: perché non ci abbiamo pensato prima?) quelle che cambiano le cose: quella del maggior presunto inquinamento è una scusa, perché i processi si possono ottimizzare. Anche il processo di produzione delle automobili "tradizionali" è inquinante, anche portare il carburante con le autobotti, costruire raffinerie, pipeline, autobotti, petroliere, disperdere metano (gas serra) è inquinante, e parecchio. Tutto inquina, tutto si può gestire in modo più o meno sostenibile.
Ci sono però due certezze: 1: le risorse di combustibili fossili non sono infinite, magari non è un problema nostro, ma lo sarà per i nostri figli o nipoti; 2: un veicolo a motore, all'atto della frenatura, se non provvisto di sistemi di recupero, getta letteralmente dalla finestra una quantità enorme di energia ottenuta con prezioso carburante fossile. Questi sono fatti sui quali mi pare non ci sia da discutere, e sui quali ricercatori e progettisti avranno parecchio lavoro.

Fra l'altro, riguardo alla massima di Henry Ford: le auto elettriche sono semplicissime rispetto ad una a motore endotermico: il motore elettrico rispetto ad uno a scoppio è enormemente più semplice dal punto di vista meccanico, non c'è un sistema di lubrificazione complesso con litri di olio da produrre, sostituire e riciclare, sistemi meccanici complessi da manutenere come la distribuzione o le stesse componenti in movimento lubrificate; filtri olio, carburante, aria, non c'è il cambio, la manutenzione è praticamente nulla. Un motore turbodiesel attuale rispetto ad un motore elettrico, con i suoi sistemi meccanici sofisticati e delicati (turbine a geometria variabile, sistemi di iniezione ad altissima pressione che se ci entra un bruscolino son dolori, FAP/DPF/ADBlue e chi più ne ha più ne metta, sistemi di smorzamento delle vibrazioni e del rumore complessi) sembra una "centrale del gas" in miniatura... è completamente anacronistico, IMHO.

Anche le stesse ibride giapponesi con motori aspirati sono molto più semplici dal punto di vista delle componenti meccaniche rispetto ad un moderno turbodiesel...

Solo le batterie sembrano, per tanti, essere un grande tabù. Sulle elettriche pure c'è molto da fare in termini di autonomia, ma sulle ibride Toyota e Honda funzionano perfettamente e durano quanto la macchina...

Ovvio, che sugli accumulatori stessi si apre un discorso infinito sulle tecnologie, sull'approvvigionamento di materie prime (anche geopolitico), sul riciclaggio...ma questo è probabilmente il tema tecnologico più importante del presente e del futuro. Ma è un discorso immenso, le tecnologie possibili fra l'altro sono molte.
 
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