<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> I giovani e il lavoro | Page 7 | Il Forum di Quattroruote

I giovani e il lavoro

99octane ha scritto:
Se non fai l'uno, difficilmente puoi fare l'altro.
Io non ho finito l'universita' (non sono andato oltre il sesto esame) e avro' anche fatto solo il liceo scientifico.
Ma CAZZO se ho studiato.
Ho mollato l'universita', in effetti, perche' non mi davano da studiare le cose giuste, e perdevo il mio tempo.
Ho letto piu' manuali io in un anno di molti laureandi in tutto il loro curriculum accademico.
E persino per un hobby come il mio, la forgiatura di coltelli e il ferro battuto, che pare una cosa totalmente manuale e priva di concetto, prima di dare la prima martellata o cercare di mettere assieme la prima forgia, ho studiato metallurgia e metodi di forgiatura per due anni.
Ma i giovani di oggi per qualche motivo si aspettano che gli sia dovuto un posto da 3000 euro netti al mese solo perche' loro sono loro.
E se a 18 anni tutto quel che trovano e' riparare PC o fare le pulizie, rifiutano (che' e' al di sotto del loro livello) e poi si lamentano perche' non trovan lavoro.
Eh bhe.

Octane scusa ma te fai l'amministratore di sistema o sbaglio? Che c'entra il ferro battuto?

Comunque anche io ho fatto lo scientifico, che ho profondamente odiato nella parte matematica (Chimica, matematica, Fisica) tra le tre Fisica era quella che mi piaceva di più e in cui andavo meglio.
Andavo benissimo in Italiano, inglese e filosofia. Benino in Storia e così così in Latino.
Te?

All'Uni ho finito Giurisprudenza a Siena che, purtroppo, mi ha insegnato ben poco.
:(

Comunque io non disdegno di fare un pò di tutto (lavoro in campagna ad esempio), ho scelto la P.A. perchè mi da dei vantaggi (o privilegi, a seconda di come vogliamo chiamarli) che il privato non mi da.
Guadagno poco, lavoro poco, tra poco scade il contratto e sono nella merda....

Riguardo ai giovani è vero che spesso non vogliono/vogliamo fare lavori manuali ma ora come ora qua da me c'è poco anche di quello.
:(
 
|Mauro65| ha scritto:
Swift88 ha scritto:
Poi proprio ieri sono stato bocciato ad un esame per una sola frase sbagliata (avevo scritto 2 diluizioni, al posto che una diluizione da 2). su 4 pagine di calcoli e teoria.. Anche loro se qualche volta chiudessero un occhio, anche perchè oltrettutto appena saputo l'errore al professore glielo ho subito comunicato. Ovviamente la madre degli stronzi è sempre incinta.
Non è che magari facendo 2 diluizioni anziché una diluizione da 2 si rischia di ammazzare qualcuno? (non è polemica., è che proprio non lo so e quindi chiedo)
Bè oddio è sbagliata si, però poteva chiudere un occhio. :D :rolleyes:
 
stone1958 ha scritto:
Swift88 ha scritto:
Allora vado anche io li. Parlo meglio l'inglese che l'italiano. Noi i laboratori ne vediamo pochissimo (io in 2 anni e mezzo ne ho fatti solo 2) e le lezioni saltano.
Quanto paga di rate? E' privata?

No, è un'Università pubblica. Le tasse attualmente sono circa 3250 Sterline, ma per entrare è difficile: devi avere un voto minimo di maturità e poi, o la certificazione per la Lingua Inglese o aver dato, come mia figlia, una maturità in lingua Inglese.
azz io per la maturità ho fatto schifo. :(
 
babolatdilegnomassello ha scritto:
Swift88 ha scritto:
jaccos ha scritto:
Swift88 ha scritto:
Uno fa il piastrellista in svizzera e prende circa 2500? al mese
L'altro fa il Parquerista in Svizzera e prende 2200? al mese.
L'altro fa il capomagazziniere nella sua ditta e sta abbastanza bene.
L'altro infine lavora in Italia e fa il lattoniere. Prende 2300? lavora di sabato e sotto di lui ha 2 manovali e ha solo 23 anni.
Io 22 anni invece sono ancora a studiare per un lavoro che se ci sarà vale 600? al mese se sono fortunato. :rolleyes:
A parte che la svizzera non è l'italia, piano: a parte il magazziniere, gli altri sono operai o liberi professionisti?
Il lattoniere è un operaio, idem il parquerista. Il piastrellista la ditta è sua e di suo padre.
A me pare che tu ci stia raccontando un sacco di frottole... ?2500 puliti mi sembrano assai.... se non effettuano trasferte o facciano un sacco di straordinari.. Fai mente locale, please...
hai presente gli stipendi in svizzera? Si loro quache volta lavorano a Ginevra o in svizzera interna, ma si tratta di star via 2 giorni max 3, e si tratta di 2 o 3 volte all'anno...
 
99octane ha scritto:
GattoToscano ha scritto:
Comunque, a parte tutto, io questi stipendi che dite voi, nella realtà non li ritrovo (almeno qui da me).
:? :? :?

2.500, 3.500 Euro al mese????
:shock: :shock:

Operai?
:shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock:

Lo dicevo scherzando a SimoSwift, si vede che viviamo in un'altra Italia.
:rolleyes:

Io guadagno 810 Euro al mese (P.A. contratto tempo determinato part-time).

I miei amici (P.A., operai, commesse e dipendenti vari) passano di poco i 1.000.

Gli unici che stanno meglio sono i dipendenti MPS (o banche affini) che prendono 1.368 Euro/mese + buoni pasto.

E poi, ve l'ho detto, da me l'imprenditoria (intesa come P.Iva) ce n'è poca.

Per i liberi professionisti (avvocati) è magra. Una mia amica (con le palle, 4, grosse e quadrate) guadagna poco più di 900 euro al mese e lavora 14 ore al giorno (certo, fa una cosa che le piace).
:? :?

PS: vi sembrerà strano, ma io ho molti conoscenti (mia cugina, due mie amiche ed altri) che nè studiano nè lavorano.

Se non fai l'uno, difficilmente puoi fare l'altro.
Io non ho finito l'universita' (non sono andato oltre il sesto esame) e avro' anche fatto solo il liceo scientifico.
Ma CAZZO se ho studiato.
Ho mollato l'universita', in effetti, perche' non mi davano da studiare le cose giuste, e perdevo il mio tempo.
Ho letto piu' manuali io in un anno di molti laureandi in tutto il loro curriculum accademico.
E persino per un hobby come il mio, la forgiatura di coltelli e il ferro battuto, che pare una cosa totalmente manuale e priva di concetto, prima di dare la prima martellata o cercare di mettere assieme la prima forgia, ho studiato metallurgia e metodi di forgiatura per due anni.
Ma i giovani di oggi per qualche motivo si aspettano che gli sia dovuto un posto da 3000 euro netti al mese solo perche' loro sono loro.
E se a 18 anni tutto quel che trovano e' riparare PC o fare le pulizie, rifiutano (che' e' al di sotto del loro livello) e poi si lamentano perche' non trovan lavoro.
Eh bhe.
io lavoro come barista, pr o mi do da fare in piccoli lavori. Certo non ho un posto fisso, ma almeno prendo qualche soldino per pagarmi i libri e le uscite. Almeno quello. ;)
Certo io con tutte la mole di studio che ho mi aspetto un bello stipendio, perchè mi sbatto a studiarmi 100.000 molecole a memoria per un solo esame... Se facessero come in inghilterra piu laboratori non sarebbe male cosi almeno ci indirizzano gia sul mondo del lavoro.
 
bellafobia ha scritto:
jaccos ha scritto:
http://www.ilsole24ore.com/art/comm...erca-tecnici-trova-220858.shtml?uuid=AY54gWkC
Articolo interessante ma che non dice nulla di nuovo.
Il ragionamento di fondo è anche valido, cioè se vuoi lavorare fai quello che il mercato richiede. Però a mio parere è anche un pò miope.
Il saldatore che prende 2000 euro al mese a 27 anni guadagna sicuramente più del tirocinante avvocato che, se gli va di lusso, prende 500 euro al mese. Ma quando avranno 50 anni?
Fare l'operaio ti garantisce uno stipendio più alto appena cominci a lavorare, ma a lungo andare il discorso cambia. Perlomeno il ragazzo che studia per fare l'avvocato cerca di "farcela", ci prova. l'operaio, non potrà mai "provarci" non ha le competenze ne il titolo per farlo, è e sarà sempre un operaio.
Personalmente ho fatto quel ragionamento. Ho provato a fare l'operaio anni fa e non m'è piaciuto. A parte il lavoro in se, l'idea di fare un istituto tecnico e poi lavorare in fabbrica ai miei occhi sembrava una prigione: prospettive di carriera basse, versatilità lavorativa ai minimi termini, delocalizzazione della produzione all'ordine del giorno... ho preferito studiare e poi giocarmela con delle conoscenze e una versatilità che il lavoro difficilmente può dare... personalmente non credo molto nel mito dell'ultraspecializzazione... per carità, ti apre molte porte ma è una questione di selezione naturale: più sei specializzato per un dato ambiente e più efficiente sei, ma al contempo sarai sempre più vulnerabile ad ogni minimo cambiamento... non è il mio stile... ;)
Riprendiamo il nostro giovane operaio. Siamo così sicuri che sia la scelta più intelligente? Oggigiorno non si sente parlare d'altro che di delocalizzazione... qui in veneto ormai molte piccole e medie industrie si stanno convertendo ad imprese commerciali... anche le macchine più sofisticate ormai hanno di base un prodotto cinese con qualche accorgimento in più e delle viterie di migliore qualità. L'andazzo è questo, c'è poco da fare.
Ora, il nostro operaio al giorno d'oggi prende più del suo coetaneo, ma a mio avviso il futuro è migliore per il suo amico. Lui, l'operaio, è come un dinosauro che guarda l'enorme meteora che scende nel cielo. E' grande e grosso, ma il futuro non è per lui...

Per concludere l'articolo non dice boiate, solo che va preso con le pinze. Il concetto che esprime è condivisibile ma va mediato. Mi sembra scritto da un 50enne vecchia guardia, uno di quelli che tanto hanno bisogno di operai... :rolleyes:
l' articolo parla forte e chiaro...
è inutile che tutti si iscrivano all' università della culonia pur di avere uno straccio di laurea tanto più se il mercato del lavoro non offre prospettive visto che i lavori richiesti sono altri.
Possiamo girarci intorno quanto volete: il mercato crea la domanda e l' offerta dovrebbe seguirla. Poi non ci si deve lamentare se con una laurea in scienze delle merendine, magari anche con 110 e lode non si trova alcun lavoro...
Questa è la realtà e la realtà non ha pregiudizi ;)
E chi dice il contrario?
Non si mette in discussione il concetto, ma la sua estremizzazione. Io ad esempio nonostante mi sia diplomato come perito in elettronica e telecomunicazioni odiavo profondamente la matematica. Volevo cambiare, ma un pò mia madre, un pò l'orgoglio personale, ed alla fine ho portato a termine l'itis... bhè, è stata una palestra di vita...
all'uni poi ho cambiato, ho fatto mediazione linguistica, quindi lingue, linguistica, economia e una spolverata di diritto, cose che mi piacevano molto di più (e i risultati si sono visti).
Perchè ti dico questo? Perchè mentre la scelta delle superiori seguiva un criterio prettamente utilitaristico (la cosa che mi faceva lavorare più facilmente), all'uni ho mediato la cosa con le mie necessità. La differenza? Enorme! Dall'itis sono uscito con 72/100 e voglia di vivere pari allo zero assoluto, dall'uni con 103/110 (e non per bullarmi, ma penalizzato fortemente da una commissione ostie e discusso la tesi SENZA relatore). Non ho seguito la passione, altrimenti avrei fatto storia (e non per fare lo sborone ma il 110 era assicurato), ma se avessi fatto ingegneria magari avrei un lavoro migliore e meglio pagato ma sarei la persona più frustrata sulla faccia della terra, tanto quanto se avessi fatto l'operaio dopo il diploma... ;)

La mia ragazza è un'artista nata. E' un'eccellente pittrice (ha vinto vari premi), una scultrice di talento e una chitarrista fantastica (oltre a cantare divinamente). Dopo il liceo si è iscritta ad architettura (alle superiori faceva dei bellissimi progetti in 3d, davvero talentuosa). Ha mollato dopo un mese quando ha visto la mole di matematica, meccanica e tecnica rapportata al lavoro creativo, che è solo una minima frazione del lavoro dell'architetto. Ora studia all'accademia di belle arti ed è felice. Davvero felice. Ci mette tutta se stessa e sono convinto che tutto sommato ha fatto la scelta giusta...
 
Swift88 ha scritto:
stone1958 ha scritto:
Swift88 ha scritto:
Allora vado anche io li. Parlo meglio l'inglese che l'italiano. Noi i laboratori ne vediamo pochissimo (io in 2 anni e mezzo ne ho fatti solo 2) e le lezioni saltano.
Quanto paga di rate? E' privata?

No, è un'Università pubblica. Le tasse attualmente sono circa 3250 Sterline, ma per entrare è difficile: devi avere un voto minimo di maturità e poi, o la certificazione per la Lingua Inglese o aver dato, come mia figlia, una maturità in lingua Inglese.
azz io per la maturità ho fatto schifo. :(

Allora e' quasi impossibile entrare. Lì considerano il curriculum scolastico degli ultimi tre anni di Superiori. Inoltre devi avere un voto minimo (non so qual e' per la Maturita' Italiana, ma per la International Baccalaureate e' piuttosto alto) e la certificazione per l'Inglese. Se soddisfi i requisiti vieni chiamato per una interview e se gli vai bene ti prendono. Pensa che ora mia figlia, nonostante abbia un curriculum scolastico eccellente, per essere ammessa al master deve passare di nuovo da una interview nella quale deve dimostrare il suo reale interesse per cio' che andra' a fare (non conosco i criteri).
Ciao
 
99octane ha scritto:
jaccos ha scritto:
http://www.ilsole24ore.com/art/comm...erca-tecnici-trova-220858.shtml?uuid=AY54gWkC
Articolo interessante ma che non dice nulla di nuovo.
Il ragionamento di fondo è anche valido, cioè se vuoi lavorare fai quello che il mercato richiede. Però a mio parere è anche un pò miope.
Il saldatore che prende 2000 euro al mese a 27 anni guadagna sicuramente più del tirocinante avvocato che, se gli va di lusso, prende 500 euro al mese. Ma quando avranno 50 anni?
Fare l'operaio ti garantisce uno stipendio più alto appena cominci a lavorare, ma a lungo andare il discorso cambia. Perlomeno il ragazzo che studia per fare l'avvocato cerca di "farcela", ci prova. l'operaio, non potrà mai "provarci" non ha le competenze ne il titolo per farlo, è e sarà sempre un operaio.
Personalmente ho fatto quel ragionamento. Ho provato a fare l'operaio anni fa e non m'è piaciuto. A parte il lavoro in se, l'idea di fare un istituto tecnico e poi lavorare in fabbrica ai miei occhi sembrava una prigione: prospettive di carriera basse, versatilità lavorativa ai minimi termini, delocalizzazione della produzione all'ordine del giorno... ho preferito studiare e poi giocarmela con delle conoscenze e una versatilità che il lavoro difficilmente può dare... personalmente non credo molto nel mito dell'ultraspecializzazione... per carità, ti apre molte porte ma è una questione di selezione naturale: più sei specializzato per un dato ambiente e più efficiente sei, ma al contempo sarai sempre più vulnerabile ad ogni minimo cambiamento... non è il mio stile... ;)
Riprendiamo il nostro giovane operaio. Siamo così sicuri che sia la scelta più intelligente? Oggigiorno non si sente parlare d'altro che di delocalizzazione... qui in veneto ormai molte piccole e medie industrie si stanno convertendo ad imprese commerciali... anche le macchine più sofisticate ormai hanno di base un prodotto cinese con qualche accorgimento in più e delle viterie di migliore qualità. L'andazzo è questo, c'è poco da fare.
Ora, il nostro operaio al giorno d'oggi prende più del suo coetaneo, ma a mio avviso il futuro è migliore per il suo amico. Lui, l'operaio, è come un dinosauro che guarda l'enorme meteora che scende nel cielo. E' grande e grosso, ma il futuro non è per lui...

Per concludere l'articolo non dice boiate, solo che va preso con le pinze. Il concetto che esprime è condivisibile ma va mediato. Mi sembra scritto da un 50enne vecchia guardia, uno di quelli che tanto hanno bisogno di operai... :rolleyes:

Il concetto di operaio di oggi, specie in grandi aziende come le case automobilistiche, e' molto diverso da quello di un tempo.
E, si'. C'e' bisogno di operai. Di gente che sa fare.
Ma apparentemente l'italiano medio tra i 20 e i 30 anni ha un'opinione molto alta di se', e non ritiene che questo basso incarico sia adatto a una persona della sua levatura.
Un popolo di allenatori di calcio.
E di dirigenti.
Non stupisce che il pubblico impiego sia cosi' apprezzato: 10 dirigenti per ogni impiegato.
Siamo molto bravi a dirci quanto siamo bravi e quali augusti allori meritiamo.
Un po' meno a dimostrarlo e meritarceli.
Non è quella la questione a mio modo di vedere.
Il mio percorso di studi lo vedi nel post precedente.
Ora ho conoscenze trasversali e soprattutto una elasticità di apprendimento che mi permette di saltare da un lavoro ad un'altro senza grossi traumi... ;)
Questo per dire che una laurea non farà l'uomo, ma di certo alcune studi ti aprono la mente, ti abituano a ragionare e ad apprendere... ad esempio le lauree umanistiche sono molto più richieste di quello che si pensa, i filosofi sono preferiti agli psicologi del lavoro per la selezione del personale e la gestione delle risorse tanto per dirne una... e te lo dice uno che l'anno prosssimo al 99% si iscrive a psicologia ;)
Per me andare a fare l'operaio sarebbe una prigione... non c'è questa elasticità, se fai l'operaio quello sei e quello resti (a meno che tu non ti sottoponga a sforzi e sacrifici smisurati) non è che ti puoi riciclare come impiegato amministrativo o commerciale estero, tanto per rimanere nella stessa azienda. Per il mio modo di pensare ciò è semplicemente improponibile, nemmeno se mi pagassero il triplo...
 
Io sono d'accordo con Jaccos.

Ma possibile che tutti siano li pronti a denigrare chi non fa facoltà scientifiche?
:rolleyes:

Ma che tutti dobbiamo avere il cervello portato per i numeri?
:shock: :shock:

Lo so che ingegneria informatica, biotecnologie ed altre amenità varie di cui non sfiorerei i libri neanche con la punta dell'indice sono maggiormente vendibili sul mercato del lavoro, ma non è che tutti possiamo avere la mente settata su funzioni e logica matematica!
Ci sono anche quelli (e sono TANTI) che, come me, amano più le cose umanistiche (disegno, lingue, lettere, filosofia, arte ma anche diritto).
Come la mettiamo?
:twisted:

Per inciso, facevo l'assicuratore (prima del contrattino nella P.A.) e me ne sono andato perchè avevo il disgusto ogni volta che prendevo in mano le tabelle con i rendimenti dei fondi piene di numeri e percentuali.

Non che il lavoro che faccia adesso mi esalti particolarmente, ma per lo meno ci vedo dietro una finalità "etica" che mi da soddifazione. Poi ovvio, io sono l'ultimo arrivato, ma meglio qui che tutto il giorno a cercare di vendere alla gente prodotti fuori mercato e di cui non ha assolutamente bisogno.
Parlando venialmente di guadagno, il rapporto tempo/impegno/denaro è semplicemente ridicolo a favore della P.A.
Quando ero alle assicurazioni guadagnavo a provvigione sul venduto e in fondo al mese arrivavo in media ai 600-800 euro lavorando tutto il giorno e con enormi spese da parte mia (auto, gasolio, cellulare il tutto non rimborsato). In pratica mi rimanevano 400-500 euro al mese in media dopo aver tolto i costi.

Adesso di Euro ne guadagno 820 al mese, lavoro 5 ore e mezzo al giorno, ho i buoni pasto, tutte le tutele dei lavoratori (ferie, malattia, contributi) e non devo smenarmi per andare in giro a mie spese (spesso vado a lavoro a piedi).
Certo 800 euro al mese son pochi, ma bisogna anche vedere quanto è lo sforzo richiesto.
 
GattoToscano ha scritto:
Adesso di Euro ne guadagno 820 al mese, lavoro 5 ore e mezzo al giorno, ho i buoni pasto, tutte le tutele dei lavoratori (ferie, malattia, contributi) e non devo smenarmi per andare in giro a mie spese (spesso vado a lavoro a piedi).
Certo 800 euro al mese son pochi, ma bisogna anche vedere quanto è lo sforzo richiesto.

Pensa che quando lavoravo io con il Comune (1982) guadagnavo 1.200.000 e avevo gia' una figlia. Al 20 del mese i soldi erano gia' finiti e se finivo il kerosene (avevo una stufa come riscaldamento) ci si vestiva un po' di piu'.
Quando mia moglie e' rimasta in cinta della seconda e mi si e' prospettata l'opportunita' di cambiar lavoro non ci ho pensato nemmeno un secondo.
Ciao
 
stone1958 ha scritto:
GattoToscano ha scritto:
Adesso di Euro ne guadagno 820 al mese, lavoro 5 ore e mezzo al giorno, ho i buoni pasto, tutte le tutele dei lavoratori (ferie, malattia, contributi) e non devo smenarmi per andare in giro a mie spese (spesso vado a lavoro a piedi).
Certo 800 euro al mese son pochi, ma bisogna anche vedere quanto è lo sforzo richiesto.

Pensa che quando lavoravo io con il Comune (1982) guadagnavo 1.200.000 e avevo gia' una figlia. Al 20 del mese i soldi erano gia' finiti e se finivo il kerosene (avevo una stufa come riscaldamento) ci si vestiva un po' di piu'.
Quando mia moglie e' rimasta in cinta della seconda e mi si e' prospettata l'opportunita' di cambiar lavoro non ci ho pensato nemmeno un secondo.
Ciao

Appunto, dico i soldi son certo pochi, ma dove lavoravo prima erano anche meno e dovevo lavorare di più!

Se trovassi un lavoro con un buon inquadramento (migliore di quello che ho io adesso) o comunque con migliori prospettive di carriera, lascerei anche subito, ma ora come ora la situazione è quella che è e non è che qualcuno venga a cercarti per darti un lavoro.
 
99octane ha scritto:
jaccos ha scritto:
http://www.ilsole24ore.com/art/comm...erca-tecnici-trova-220858.shtml?uuid=AY54gWkC
Articolo interessante ma che non dice nulla di nuovo.
Il ragionamento di fondo è anche valido, cioè se vuoi lavorare fai quello che il mercato richiede. Però a mio parere è anche un pò miope.
Il saldatore che prende 2000 euro al mese a 27 anni guadagna sicuramente più del tirocinante avvocato che, se gli va di lusso, prende 500 euro al mese. Ma quando avranno 50 anni?
Fare l'operaio ti garantisce uno stipendio più alto appena cominci a lavorare, ma a lungo andare il discorso cambia. Perlomeno il ragazzo che studia per fare l'avvocato cerca di "farcela", ci prova. l'operaio, non potrà mai "provarci" non ha le competenze ne il titolo per farlo, è e sarà sempre un operaio.
Personalmente ho fatto quel ragionamento. Ho provato a fare l'operaio anni fa e non m'è piaciuto. A parte il lavoro in se, l'idea di fare un istituto tecnico e poi lavorare in fabbrica ai miei occhi sembrava una prigione: prospettive di carriera basse, versatilità lavorativa ai minimi termini, delocalizzazione della produzione all'ordine del giorno... ho preferito studiare e poi giocarmela con delle conoscenze e una versatilità che il lavoro difficilmente può dare... personalmente non credo molto nel mito dell'ultraspecializzazione... per carità, ti apre molte porte ma è una questione di selezione naturale: più sei specializzato per un dato ambiente e più efficiente sei, ma al contempo sarai sempre più vulnerabile ad ogni minimo cambiamento... non è il mio stile... ;)
Riprendiamo il nostro giovane operaio. Siamo così sicuri che sia la scelta più intelligente? Oggigiorno non si sente parlare d'altro che di delocalizzazione... qui in veneto ormai molte piccole e medie industrie si stanno convertendo ad imprese commerciali... anche le macchine più sofisticate ormai hanno di base un prodotto cinese con qualche accorgimento in più e delle viterie di migliore qualità. L'andazzo è questo, c'è poco da fare.
Ora, il nostro operaio al giorno d'oggi prende più del suo coetaneo, ma a mio avviso il futuro è migliore per il suo amico. Lui, l'operaio, è come un dinosauro che guarda l'enorme meteora che scende nel cielo. E' grande e grosso, ma il futuro non è per lui...

Per concludere l'articolo non dice boiate, solo che va preso con le pinze. Il concetto che esprime è condivisibile ma va mediato. Mi sembra scritto da un 50enne vecchia guardia, uno di quelli che tanto hanno bisogno di operai... :rolleyes:

Il concetto di operaio di oggi, specie in grandi aziende come le case automobilistiche, e' molto diverso da quello di un tempo.
E, si'. C'e' bisogno di operai. Di gente che sa fare.
Ma apparentemente l'italiano medio tra i 20 e i 30 anni ha un'opinione molto alta di se', e non ritiene che questo basso incarico sia adatto a una persona della sua levatura.
Un popolo di allenatori di calcio.
E di dirigenti.
Non stupisce che il pubblico impiego sia cosi' apprezzato: 10 dirigenti per ogni impiegato.
Siamo molto bravi a dirci quanto siamo bravi e quali augusti allori meritiamo.
Un po' meno a dimostrarlo e meritarceli.
Ehm, essere un dirigente non vuol dire non saper fare nulla.
Saluti
 
Swift88 ha scritto:
jaccos ha scritto:
Swift88 ha scritto:
Uno fa il piastrellista in svizzera e prende circa 2500? al mese
L'altro fa il Parquerista in Svizzera e prende 2200? al mese.
L'altro fa il capomagazziniere nella sua ditta e sta abbastanza bene.
L'altro infine lavora in Italia e fa il lattoniere. Prende 2300? lavora di sabato e sotto di lui ha 2 manovali e ha solo 23 anni.
Io 22 anni invece sono ancora a studiare per un lavoro che se ci sarà vale 600? al mese se sono fortunato. :rolleyes:
A parte che la svizzera non è l'italia, piano: a parte il magazziniere, gli altri sono operai o liberi professionisti?
Il lattoniere è un operaio, idem il parquerista. Il piastrellista la ditta è sua e di suo padre.[/quotesono artigiani o operai?
 
mammo4 ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Hai perfettamente ragione, e ciò essenzialmente per due motivi(di cui hai parlato).
- Il primo stipendio di un giovane neo-laureato è in genere uguale o più basso rispetto a quello di un operaio con una qualche specializzazione. L'operaio però si ferma li, il neo laureato, se è bravo e se è inserito in un contesto che valorizza le capacità e le competenze, può triplicare il suo reddito in pochi anni. Un conoscente appena assunto guadagnava 1100 Euro al mese(società di revisione contabile), adesso sui 300mila l'anno(cifra stimata, fa l'AD di una media impresa).

- Con il processo di delocalizzazione generalizzato in atto tra qualche anno in Italia rimaranno solamente la Pubblica Amministrazione, gli istituti di credito, le società di assicurazione, altri intermediari finanziari, le sedi(amministrazione e progettazione) delle società che poi producono all'estero, qualche artigiano e qualche piccola impresa. Purtroppo lo scenario è ormai questo...
Saluti

se è bravo e se è inserito in un contesto che valorizza le capacità e le competenze, può triplicare il suo reddito in pochi anni.

Quanto sarebbe bella la meritocrazia. PECCATO CHE VA VANTI SOLO CHI HA CONOSCENZE. IN ITALIA.
Può darsi che succeda nelle pubbliche amministrazioni.
Ma da privato, soprattutto in periodi di crisi come questo, se dovessi scegliere, guarderei i miei interessi, non quelli di cugini amici o parenti di amici...
 
Deb81 ha scritto:
mammo4 ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Hai perfettamente ragione, e ciò essenzialmente per due motivi(di cui hai parlato).
- Il primo stipendio di un giovane neo-laureato è in genere uguale o più basso rispetto a quello di un operaio con una qualche specializzazione. L'operaio però si ferma li, il neo laureato, se è bravo e se è inserito in un contesto che valorizza le capacità e le competenze, può triplicare il suo reddito in pochi anni. Un conoscente appena assunto guadagnava 1100 Euro al mese(società di revisione contabile), adesso sui 300mila l'anno(cifra stimata, fa l'AD di una media impresa).

- Con il processo di delocalizzazione generalizzato in atto tra qualche anno in Italia rimaranno solamente la Pubblica Amministrazione, gli istituti di credito, le società di assicurazione, altri intermediari finanziari, le sedi(amministrazione e progettazione) delle società che poi producono all'estero, qualche artigiano e qualche piccola impresa. Purtroppo lo scenario è ormai questo...
Saluti

se è bravo e se è inserito in un contesto che valorizza le capacità e le competenze, può triplicare il suo reddito in pochi anni.

Quanto sarebbe bella la meritocrazia. PECCATO CHE VA VANTI SOLO CHI HA CONOSCENZE. IN ITALIA.
Può darsi che succeda nelle pubbliche amministrazioni.
Ma da privato, soprattutto in periodi di crisi come questo, se dovessi scegliere, guarderei i miei interessi, non quelli di cugini amici o parenti di amici...
Il mondo delle imprese private non è costituito solamente da aziende con cinque o sei dipendenti in cui esiste controllo della proprietà sulle assunzioni e sulla loro appropriatezza.
Saluti
 
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