<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Ho deciso: smetto! | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Ho deciso: smetto!

Mi viene in mente un film.
In good company con Dennis Quaid,Scarlett Johannson e Topher Grace.
Il film non è niente di che però tratta un argomento simile a quello di cui stiamo parlando qui.
Il protagonista ha 50 anni e lavora per una delle riviste sportive più famose del paese.
Ma a un certo punto il suo lavoro cambia e vendere spazi pubblicitari e copie della rivista diventa sempre più difficile.
La nuova dirigenza punta su gadget e nuove forme di pubblicità,e allo stesso tempo anche i clienti che prima compravano spazi pubblicitari sulla rivista stanno cambiando.
Alcuni appartengono a grandi società rivali di quella che ha acquisito la rivista e non sono più liberi di decidere come fare pubblicità,altri puntano sul web.

Alla fine il protagonista da una svolta alla sua vita e alla sua carriera mollando un sonoro cazzotto al suo nuovo capo 25enne.
Questo gesto,anzi l'occhio nero derivante da tale gesto,convince un cliente storico a continuare a investire nella rivista salvando letteralmente il lavoro di tutti quelli che ci lavoravano.

In realtà il cazzotto era più per il fatto che il giovane capo usciva con la figlia di Dennis Quaid che per ragioni professionali,ma al cliente viene raccontato come il gesto di un dinosauro stufo di dare retta a un ragazzino che decide di fare a modo suo.
 
Il concetto di automobile è cambiato molto nel tempo.

E' vero ma questo passaggio taglia definitivamente i ponti di una graduale evoluzione che è stata l'auto fino ad ora.
Il concetto è iniziato a cambiare quando le città sono diventate metropoli e la globalizzazione ti permetteva/permette di trovare tutto senza spostarti, anzi oggi te lo portano pure a casa. Dove un garage lo paghi come un appartamento e il parcheggio è inesistente, e per spostarti magari per una vacanza prendevi/prendi l'aereo.
Conosco molte persone anche molto più giovani di me che abitando a Milano e periferia non hanno manco la patente.
Ma per fortuna esistono zone dove nonostante questo ha influenzato la vita l'auto è ancora un importante simbolo di necessità, libertà e divertimento.
 
Posso approfittare visto che sei del ramo per chiederti quanto sono cambiati i numeri quando si parla di tiratura di riviste e libri rispetto al passato?
Si vende,e quindi si stampa,molto meno?
Magari mi sono fatto un'idea sbagliata ma ho l'impressione che in passato un libro o una rivista cartacea puntassero molto più in alto in termini di vendite e si stampasse molto di più.
Oggi invece mi sembra che la linea sia quella della cautela.
Si vende meno e soprattutto non si stampano migliaia di copie sulla fiducia senza vedere un riscontro nelle vendite.

Io sono un lettore famelico e in passato vedevo decine di copie di libri intonse che dalle librerie finivano direttamente sulle bancarelle.
Adesso non so quanto venda il libro best seller in Italia rispetto a 10 anni fa,ma ho l'impressione che trovare un libro recente su una bancarella sia molto più difficile.
Segno che probabilmente si stampa meno.

Si, si stampa meno........ e la qualità stessa della stampa, seppur aumentata dalla tecnologia...... esempio qualità delle immagini migliori..... è mediamente diminuita, una volta il libro era con la copertina cartonata, quella rigida, oggi vanno quasi solo le versioni economiche con la copertina in normale carta patinata.
Non si dà più il valore alla stampa di una volta, le Arti Grafiche erano considerate tali perchè dietro vi erano ore di lavoro a macchina e manuali...... oggi tutto si è perso..... ti fai il file sul pc di casa, ordini online, e ti arriva....... conta solo il prezzo e il tempo, la qualità oggi si da per scontata...... la professionalità viene considerata omaggio.
Questo impoverimento però interessa tanti campi, non solo quello grafico/editoriale.
Ricordo le domeniche passate a lavorare per consegnare agende e calendari prima di Natale...... e i biglietti di auguri stampati a tonnellate......oggi chi li fa più?
E le fiere..... i listini e i depliant....... oggi ti scarichi il pdf e pace.
Qualche rivista resiste, io stesso ne produco ancora un paio, ma la maggior parte sono passate alla versione solo online e quelle che stampo sono ormai ridotte a qualche centinaio di copie a fronte di svariate migliaia che se ne producevano fino all'inizio degli anni 2.000.

Giusto per stare nel settore...... vi ricordate la rivista Japan Car Magazine?
La stampavo io.
 
La tiratura media 2021 di Quattroruote, secondo i dati ADS di maggio 2021, è di circa 200.000 copie mensili. Rimane il mensile più venduto tra quelli tradizionali (Auto ha una tiratura di 45.000 copie, Automobilismo ancora meno, L'automobile circa 180.000). Vende un po' di più solo il mensile "economico" Al Volante (quasi 300.000 copie come tiratura, ma costa 1.50 euro e per metà è "mercato").

Ovviamente tutte le tirature e le vendite di giornali sono in calo da anni. Quattroruote raggiunse un picco di 500.000 copie come tiratura, ma parliamo di tanti anni fa, credo la prima decade del nuovo secolo.
Grazie!
 
Il nome non lo ricordo....Per cui....
Era l' autore degli esplosi che mi mettevo a guardare
regolarmente in semiadorazione
??
Penso che qualche esploso lo abbia sicuramente fatto, di norma disegnava le auto poco prima della presentazione o in base alle notizie che si avevano, disegnava quello che sarebbe uscito.
Ecco un'esempio
EUwEHy4XQAAKPyW.jpg

Una Fiat 126 Giardinetta che non è mai uscita. Ricordo anche la sua interpretazione di una Fiat Ritmo 3 volumi.
 
Si, si stampa meno........ e la qualità stessa della stampa, seppur aumentata dalla tecnologia...... esempio qualità delle immagini migliori..... è mediamente diminuita, una volta il libro era con la copertina cartonata, quella rigida, oggi vanno quasi solo le versioni economiche con la copertina in normale carta patinata.
Non si dà più il valore alla stampa di una volta, le Arti Grafiche erano considerate tali perchè dietro vi erano ore di lavoro a macchina e manuali...... oggi tutto si è perso..... ti fai il file sul pc di casa, ordini online, e ti arriva....... conta solo il prezzo e il tempo, la qualità oggi si da per scontata...... la professionalità viene considerata omaggio.
Questo impoverimento però interessa tanti campi, non solo quello grafico/editoriale.
Ricordo le domeniche passate a lavorare per consegnare agende e calendari prima di Natale...... e i biglietti di auguri stampati a tonnellate......oggi chi li fa più?
E le fiere..... i listini e i depliant....... oggi ti scarichi il pdf e pace.
Qualche rivista resiste, io stesso ne produco ancora un paio, ma la maggior parte sono passate alla versione solo online e quelle che stampo sono ormai ridotte a qualche centinaio di copie a fronte di svariate migliaia che se ne producevano fino all'inizio degli anni 2.000.

Giusto per stare nel settore...... vi ricordate la rivista Japan Car Magazine?
La stampavo io.

Probabilmente è cambiato anche il modo di intendere il prodotto dal punto di vista del consumatore finale.
Prima un libro o una rivista erano quasi (anzi lo erano proprio in certi casi) oggetti da collezione.
Quindi da esporre e conservare con cura,quasi con orgoglio direi.
Oggi molto meno.
Si guarda più allo spazio che occupa una pubblicazione che al suo valore.
Si compra,si legge e si butta via.
Una cosa che io non sono mai riuscito a fare.

Io devo confessare di essere da sempre un pessimo cliente per il settore dell'editoria.
Leggo tanto ma spendo poco,non bado quasi mai alla qualità dell'edizione che acquisto ma principalmente al prezzo.
E non compro quasi mai libri nuovi.

Il rovescio della medaglia ovviamente è che se non mi do una regolata alla scelta finirò sepolto da montagne di carta.
L'ultimo blocco di libri che ho acquistato (una rapina 10 romanzi nuovi per 10 euro,regali non graditi mai sfogliati) giace sul pavimento impilato perchè non ho ancora trovato uno spazio sufficiente sulle mensole.
E qua e la ci sono libri accatastati.
2 o 3 sul televisore,altri sul lettore dvd.
Una pila sull'amplificatore della chitarra.
 
L'altro giorno mi sono arrivati a casa un orologio e dei dvd che ho comprato online.
Il venditore per poter spedire con piego libri ha messo l'orologio dentro una rivista.
Anche i dvd,non ho capito come mai visto che quelli si possono spedire con piego libri.

Comunque erano 2 riviste di quelle che costano 1 euro.
L'articolo più sensazionale era un confronto tra la prova costume della Hunziker,della Canalis e altre 2.
Robetta insomma,buone per i negozi da parrucchiera ma già troppo scadenti per gli studi medici.

Mi chiedo come facciano a stampare,anche se su della cartaccia,delle riviste simili a quel prezzo.
Ok i contenuti sono quelli che sono e c'è tanta pubblicità.
Ma come facciano a starci dentro proprio non lo so.

Io non ne avrei mai comprata una copia di mia iniziativa nemmeno sotto tortura.
 
Già fatto. Lo lessi subito quell'articolo, e nelle risposte mi accorsi che la maggioranza la pensava come me, ed insieme a me lo diceva.
Evidentemente i piani sono altri...
Il direttore ha chiesto, ma nonostante la maggior parte la pensa anche come me; alla fine e purtroppo, un nulla di fatto. Ci vorrebbe un qualcosa che distingua Quattroruote dalle altre riviste, che invogli a comprarlo.
 
Probabilmente è cambiato anche il modo di intendere il prodotto dal punto di vista del consumatore finale.
Prima un libro o una rivista erano quasi (anzi lo erano proprio in certi casi) oggetti da collezione.
Quindi da esporre e conservare con cura,quasi con orgoglio direi.
Oggi molto meno.
Si guarda più allo spazio che occupa una pubblicazione che al suo valore.
Si compra,si legge e si butta via.
Una cosa che io non sono mai riuscito a fare.

Si, oggi, mi spiace dirlo, ma la carta è considerata "da vecchi" perchè non è immediata e multitasking come internet nel messaggio e nei contenuti.
Anzi, viene quasi considerata ingombrante e inquinante perchè va prodotta e smaltita nell'ormai breve ciclo di vita che gli viene attribuito.
Malgrado anche la produzione di cellulosa abbia fatto passi nella direzione green, viene sempre visto dalla massa come....... alberi abbatuti...... cosa che oggi, almeno le cartiere europee, non si limitano a fare, ma rimboscano a ciclo continuo con l'utilizzo al 100% di tutto quanto tagliato....... anche solo per la produzione di energia elettrica.
 
E' vero ma questo passaggio taglia definitivamente i ponti di una graduale evoluzione che è stata l'auto fino ad ora.
Il concetto è iniziato a cambiare quando le città sono diventate metropoli e la globalizzazione ti permetteva/permette di trovare tutto senza spostarti, anzi oggi te lo portano pure a casa. Dove un garage lo paghi come un appartamento e il parcheggio è inesistente, e per spostarti magari per una vacanza prendevi/prendi l'aereo.
Conosco molte persone anche molto più giovani di me che abitando a Milano e periferia non hanno manco la patente.
Ma per fortuna esistono zone dove nonostante questo ha influenzato la vita l'auto è ancora un importante simbolo di necessità, libertà e divertimento.
Secondo me i giovani sono molto più pronti ad accogliere l’auto elettrica rispetto a noi matusa che senza sapere ne decretiamo già il fallimento.
Comunque io non sono contro l’elettrico, secondo me potrebbe essere una valida alternativa e basta provarne un paio per poi risalire sulla termica per capire quanto sia ormai sempre più limitata sul piacere di guida quest’ultima.
 
Diciamo anche che, da appassionato di motori....... se mi togli quelli...... mi togli tutto...... si, va bene il telaio, sospensioni, handling (manegevolezza in italiano)....... ma sono tutte cose create per permettere al motore di "esprimersi"........ via lui, per me, nulla ha più senso.
Un motore acceso, seppur mortifcato e toppato come quelli di oggi, dà "vita" ad una vettura...... un rotore no.


Cosa vuoi che ti dica
( anche a me dispiace, specie se ripenso all' Opel Rekord coi suoi 59 cv, il mio primo Diesel evolutosi piano piano nei 204 cv della mia GLC )....
....A me urta SOPRATTUTTO questa lenta e snervante agonia verso il trapasso " energetico " che ci stanno propinando e che ci propineranno per chissa' quanto ancora....
Poi vedi le palesi contraddizioni di Aerei e Navi passeggeri,
sempre piu' grandi....
Per non parlare delle Portacontainers, ormai mostruosamente gigantesche.
E per concludere, del tanto carbone ancora esistente e che tanti, volenti o nolenti, continueranno a bruciare.
 
Si, si stampa meno........ e la qualità stessa della stampa, seppur aumentata dalla tecnologia...... esempio qualità delle immagini migliori..... è mediamente diminuita, una volta il libro era con la copertina cartonata, quella rigida, oggi vanno quasi solo le versioni economiche con la copertina in normale carta patinata.
Non si dà più il valore alla stampa di una volta, le Arti Grafiche erano considerate tali perchè dietro vi erano ore di lavoro a macchina e manuali...... oggi tutto si è perso..... ti fai il file sul pc di casa, ordini online, e ti arriva....... conta solo il prezzo e il tempo, la qualità oggi si da per scontata...... la professionalità viene considerata omaggio.
Questo impoverimento però interessa tanti campi, non solo quello grafico/editoriale.
Ricordo le domeniche passate a lavorare per consegnare agende e calendari prima di Natale...... e i biglietti di auguri stampati a tonnellate......oggi chi li fa più?
E le fiere..... i listini e i depliant....... oggi ti scarichi il pdf e pace.
Qualche rivista resiste, io stesso ne produco ancora un paio, ma la maggior parte sono passate alla versione solo online e quelle che stampo sono ormai ridotte a qualche centinaio di copie a fronte di svariate migliaia che se ne producevano fino all'inizio degli anni 2.000.

Giusto per stare nel settore...... vi ricordate la rivista Japan Car Magazine?
La stampavo io.

Hai una tipografia?
 
...comunque, credo di poter essere considerato un frequentatore piuttosto assiduo..... tuttavia, la rivista, gli ultimi due numeri che ho comprato sono ancora sul tavolo da leggere. Temo di essere anch'io tra i disillusi del nuovo corso editoriale PegPerego full oriented...... e d'altra parte, quello è l'andazzo.
 
Cosa vuoi che ti dica
( anche a me dispiace, specie se ripenso all' Opel Rekord coi suoi 59 cv, il mio primo Diesel evolutosi piano piano nei 204 cv della mia GLC )....
....A me urta SOPRATTUTTO questa lenta e snervante agonia verso il trapasso " energetico " che ci stanno propinando e che ci propineranno per chissa' quanto ancora....
Poi vedi le palesi contraddizioni di Aerei e Navi passeggeri,
sempre piu' grandi....
Per non parlare delle Portacontainers, ormai mostruosamente gigantesche.
E per concludere, del tanto carbone ancora esistente e che tanti, volenti o nolenti, continueranno a bruciare.

Concordo in toto con te, ma è più facile prendersela col pensionato che uccide il pianeta con la sua vettura piuttosto che con l'armatore che fa girare miliardi di dollari per mezzo continente......

Nel mio piccolo posso solo dire di essere fortunato ad aver vissuto gli anni 90 e inizi duemila dal lato motoristico....... penso il top per la mia passione...... logico, nascessi adesso, penso che vedrei le vetture a combustione come qualcosa da vecchi, appartenenti ad ere passate..... tipo le VHS per intenderci...... mentre penserei al monopattino elettrico o alla mobilità condivisa, ecc. ecc.
Di contro, questo nuovo mondo che va affacciandosi, mi scatena dei contrasti interni...... mi accorgo che sono all'antica su certe cose, malgrado sia curioso del nuovo....... ne giovane ne vecchio...... in un limbo tecnologico dove uso uno smartphone al 30% delle sue potenzialità, tanto per citare un esempio, pur rendendomi conto che ha potenzialità a me sconosciute.
L'auto elettrica sarà così..... come lo smartphone...... la guiderò, ma sarò in grado di sfruttare tutte le app e gli adas che contiene?
 
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