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Gruppo Stellantis

Secondo me il lavoro fatto in ufficio è comunque più efficiente e "concentrato". Ovviamente io non ho mai fatto smart working, perchè sono andato in pensione nel 2016, quindi è un parere parziale, non da esperto o praticante.

Comunque ho sentito e letto che è notevolmente diminuito come numero di persone praticanti, dopo il Covid. Ovviamente il numero di coloro che lo praticano rimane molto superiore al pre-pandemia.
Nel 2024 erano circa 3.5 milioni i lavoratori in smart working. Nel 2019 erano 570.000.
Parlo da fortunato che può fare 12 giorni di smart working al mese a mio piacimento.
Per me è stato davvero l'unico balzo in avanti fatto nel rapporto tra impiegato e datore di lavoro, qualcosa che va davvero a semplificare la vita delle persone. Ho due bimbi piccoli con orari di asilo totalmente incompatibili con un lavoro a tempo pieno. Se non avessimo entrambi questa possibilità credo che mia moglie sarebbe stata costretta a rinunciare al lavoro dopo aver studiato fino all'università. Non è giusto.
In ufficio si lavora più concentrati? Forse sì, ma solo se ci vai 2 o 3 volta a settimana, di più diventa solo uno stress da traffico e corse continue per gli impegni personali. Il lavoro va avanti lo stesso, 6 anni di smart working sono qui a dimostrarlo, almeno nella azienda dove lavoro.
Parlando del caso specifico di Stellantis, questa decisione rende un'azienda già sull'orlo del collasso ancora meno attrattiva per nuovi talenti, specie se sono giovani e un chiaro invito a lasciare il posto a chi è già dentro. Poi magari ritrattano, è un bluff per cacciare qualcuno, però lo vedo come una gaffe, un gran passo indietro.
 
Parlando del caso specifico di Stellantis, questa decisione rende un'azienda già sull'orlo del collasso ancora meno attrattiva per nuovi talenti, specie se sono giovani e un chiaro invito a lasciare il posto a chi è già dentro. Poi magari ritrattano, è un bluff per cacciare qualcuno, però lo vedo come una gaffe, un gran passo indietro.
Recuperare in produttività. Questo era e penso sia il "mantra" della Stellantis da sempre, che poi produttività faccia il paio con risparmio....
 
@OttoValvole-Fire ha scritto (sul topic della Lancia Gamma):

"Bisogna cambiare la visione delle cose, una volta la Lancia progettava auto per il suo fabbisogno, ogni marchio immetteva sul mercato le auto che prevedeva di vendere, oggi il marchio è Stellantis come VAG come Hyundai come Toyota come Renault, cioè il "marchio" è il gruppo. E' il gruppo che commissiona la progettazione di una piattaforma e poi gli si costruisce attorno la macchine che presumibilmente può vendere di più e la si marchia col brand che presumibilmente venderà di più o con più brand mirati a determinate nazioni o mercati. A loro non serve che la Ypsilon venda più della 208 ma che in Italia si vendano tantissime 208 più tante Corsa e qualche Ypsilon in modo da garantire una certa produzione in spagna e quindi anche lavoro sicuro. A Melfi producono la nuova Compass, la DS n°7 e la Gamma ma i numeri li deve fare la Compass, è quella che porta avanti la baracca e se cannano la Jeep c'è ciaone Melfi!!! A Pomigliano campano con la Pandina, a Cassino? A Mirafiori? Sperano di vendere 4 500 Hybrid? l'Italia ha bisogno di produrre sì il premium (mi sta bene) ma anche prodotti a larga diffusione che garantiscano lavoro lavoro e lavoro, serve un gruppo NON Stellantis che investa qui, serve un governo che spalanchi le porte a qualsiasi cosa che abbia un cacciavite in mano. Serve la ricetta spagnola perchè lì non si sa come stanno producendo di tutto e di più sia per Stellantis che per VAG e probabilmente anche lì arriveranno i cinesi e saranno cassi amari per tutti.
A me la Gamma sta bene, starà bene anche una pseudo new Delta che dovrebbe arrivare fra qualche anno ma la FIAT ha bisogno di una nuova Pandina e della GrandePanda prodotta in Italia e non in serbia, l'italiano ha bisogno della Punto o meglio di una 600 un pò più povera e prodotta in Italia e non in Polonia, è fondamentale un prodotto economico ma anche costruito in loco che garantisca una certa occupazione."


Questo un intervento di Otto-Valvole e la stanza era Lancia e il Topic Gamma, la mia risposta lì sarebbe stata O.T per cui lo riporto qui

Siamo noi che ahimè dobbiamo cambiare la nostra visione e il nostro rapporto con il produttore nazionale. Lui produce quel che produce altrove di prevalenza qualcuno lo compera....e non mi stupirei che auto che da noi venzono poco altrove fanno faville....non è questione di premium è questione di marginalità e le auto prodotte qui premuim o no ne han poca di polpa...per loro...

Per questo so già cosa accade a Giugno....
 
Ultima modifica di un moderatore:
bisogna cambiare la visione delle cose, una volta la Lancia progettava auto per il suo fabbisogno, ogni marchio immetteva sul mercato le auto che prevedeva di vendere, oggi il marchio è Stellantis come VAG come Hyundai come Toyota come Renault, cioè il "marchio" è il gruppo. E' il gruppo che commissiona la progettazione di una piattaforma e poi gli si costruisce attorno la macchine che presumibilmente può vendere di più e la si marchia col brand che presumibilmente venderà di più o con più brand mirati a determinate nazioni o mercati. A loro non serve che la Ypsilon venda più della 208 ma che in Italia si vendano tantissime 208 più tante Corsa e qualche Ypsilon in modo da garantire una certa produzione in spagna e quindi anche lavoro sicuro. A Melfi producono la nuova Compass, la DS n°7 e la Gamma ma i numeri li deve fare la Compass, è quella che porta avanti la baracca e se cannano la Jeep c'è ciaone Melfi!!! A Pomigliano campano con la Pandina.....................

Questo è vero, è ciò che accade nel mondo automotive "grandi gruppi" di oggi. I gruppi (prevalentemente) generalisti di levatura mondiale fanno questo.

La risposta che hai dato è un tuo pensiero, che può avere una sua validità, anche se non è molto chiaro.
 
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Non vedo quale sia la differenza con la Stellantis di Tavares: una sola macchina vendura con tanti marchi, ciascuno per il paese in cui quel marchio è popolare. Lo disse apertamente in una intervista che rilasciò anni fa e che postai.
La questione non è questa, la questione é se la gente spende per quel marchio i soldi che la Stellantis di Tavares chiedeva e la risposta è no, come dimostrato dalla impennata delle vendite di auto Smartcar.
Per quanto riguarda l'Italia, ancora devo vedere un solo costruttore che vuole venire ad aprire fabbriche qui. Fabbricate automobili, soprattutto popolari, in Italia non è sostenibile da un punto di vista economico, altrimenti tutti verrebbero ad approfittare della "cultura automobilistica " che questo paese indubbiamente ha, perché è innegabile che le auto sappiamo farle
 
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