<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> gasolio: scopri fin quando | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

gasolio: scopri fin quando

No, non è un errore, perché le euro 3 e 4 che emettono più di 0,0045 g/km sono già state bloccate prima. Dal 2023 tocca a quelle che emettono meno.
Non mi pare. Nel link dell'area B milano che ho allegato scrivono

Dal 1° ottobre 2019

  • Euro 4 diesel senza FAP
  • Euro 3, 4 diesel con FAP di serie e con campo V.5 carta circolazione > 0,0045 g/km
Edit.. Ah ok, il <= era per il 2023 e non 2019, grazie
 
a me non risulta che si consumi meno ma magari mi é sfuggita la notizia. Le minori auto nuove vendute dipendono dalla incertezza del diesel e della crisi economica. vedi le aziende che chiudono o delocalizzano.
Ma le vendite dell’usato come vanno?

PS: neppure in Germania se la passano bene sebbene stiano cento volte meglio di noi. ( vedi link’


Il senso e' un altro....
Se si pongono limiti alla normale circolazione....
-La gente gira meno in km percorsi
( magari prende il bus o va in bici )
-La gente compra meno auto
perche' vuol vedere certezze nella programmazione.
In entrambi i casi si perde IVA
 
Io credo poco, pochissimo - quasi niente - ai profeti di sventura che danno per agonizzante il diesel, a cominciare dal suo uso nelle automobili, nei prossimi anni.

Può darsi che si diffonderanno, irrazionalmente, i blocchi verso i diesel nelle parti centrali - limitate e sovraffollate - delle città; ma per il resto non sono gli amministratori locali, spesso e volentieri ignoranti come capre e malati di demagogia da quattro soldi, a decidere quali saranno i carburanti usati nel prossimo futuro.

Il diesel è la normalità in tutti i grossi motori non d'automobile, dai camion alle macchine agricole, e si usa in altre applicazioni con motori ancora più grossi (navi, generatori) : che sparisca dalle auto perché una parte dei sindaci ecc. frigna e pesta i piedi come i bambini dicendo che non lo vogliono, beh non ne sono tanto convinto : anche perché dal petrolio si ricava benzina e si ricava gasolio, non è che quel gasolio lo si possa buttar via perché questi asini pestano i piedi e pretendono che la realtà si adegui subito ai loro diktat utopistici : come quando blaterano di conversione alle elettriche, in una realtà che è molto lontana dall'essere pronta a farlo, a maggio ragione nel Belpaese, in buona parte arretrato.

Io sono convinto che, finché vivrò, non vedrò la fine dell'uso del motore diesel : i facili profeti di sventura avranno sfornato un'altra delle loro bestialità, esattamente come nel 1973 quando, durante la prima crisi petrolifera (che in realtà aveva origini del tutto politiche ed economiche, il petrolio era ben lungi dal mancare) c'erano i profeti della fine del petrolio, che dicevano "dura solo altri sessant'anni".... beh, di quei 60 anni ne sono passati 46, più di 3/4 : il petrolio come sappiamo è ben lungi dall'essere finito e le attuali preoccupazioni ambientaliste vertono su tutt'altre questioni.

Se politici ed amministratori, anziché inseguire chimere irrealizzabili (ma di facile presa sulla parte più sprovveduta della pubblica opinione) imparassero a preoccuparsi di cose meno eclatanti ma più fattibili nella pratica, sarebbe un gran giorno.
.
Guarda che ci sono anche i ragazzini a frignare. https://www.lastampa.it/2019/03/15/...vono-agire-x7qVbDWO7e5srEiFCiaFxM/pagina.html
https://www.nextquotidiano.it/greta-thunberg-manifesto-fact-checking/
E allora che cosa dovremo dire io, Zinzanbr ed altre persone della nostra generazione che abbiamo visto il diesel evolvere e vedere dei Ducato dei primi anni 1990 con la ruota posteriore sinistra nera perché sporca di fuliggine?
 
Guarda che ci sono anche i ragazzini a frignare. https://www.lastampa.it/2019/03/15/...vono-agire-x7qVbDWO7e5srEiFCiaFxM/pagina.html
https://www.nextquotidiano.it/greta-thunberg-manifesto-fact-checking/
E allora che cosa dovremo dire io, Zinzanbr ed altre persone della nostra generazione che abbiamo visto il diesel evolvere e vedere dei Ducato dei primi anni 1990 con la ruota posteriore sinistra nera perché sporca di fuliggine?
La tua obiezione ("E allora cosa dovremmo dire...") non mi è molto chiara, non capisco cosa vuoi dire.

Per quanto riguarda i ragazzini che protestano, eh... ovvio che qui ce ne sarebbe da scrivere un libro.

La mia sensazione è però che loro, a cominciare da quella che è la loro "guida spirituale" sedicenne, siano permeati di quell'utopismo - tipico della gioventù, certo, specialmente in alcune persone - marcatamente radicale, della serie vogliamo che cambi tutto e subito.

Ebbene : nonostante io non me lo auguri, penso che le pretese troppo radicali siano destinate, nella dura realtà pratica, a finire male, finendo vittime del loro stesso radicalismo utopistico : dato che, sì, bisogna cercare di correggere le storture del sistema, ma non a patto di bloccare l'economia evidentemente : se chiedeste alla gente se preferiscono privilegiare le emissioni di CO² piuttosto che mangiare, riscaldare / raffreddare la case, muoversi, curarsi ecc. ecc. che risposte pensate di ottenere ?

Ed è qui che casca l'asino, leggi i ragazzini utopisti : loro, cresciuti nell'abbondanza senza aver mai conosciuto non dico la vera miseria, ma semplicemente quella vita tanto (ma tanto) più povera e spartana che era la norma, fino ad un recente passato, nella gran parte del mondo (in Italia almeno fino al 1950) non hanno ben chiaro, nella grandissima maggioranza, che il benessere in cui sono nati e cresciuti NON è nulla di naturale, ma è il risultato storico di un lungo ciclo di studio, lavoro e scoperte scientifiche (particolarmente a partire dalle grandi scoperte ed invenzioni dell' 800, secolo eccezionale).

Sono ragazzi ingenui che spesso - in Italia sicuramente, all'estero non so ma tendo a dubitare che siano tanto più "coscienti" dei nostri - non hanno quasi idea di quanto fosse dura e precaria la vita fino a solo pochi decenni prima, anche e forse soprattutto per colpa dei genitori che non hanno fatto altro che tenerli nella bambagia rinunciando ad una vera educazione ; fatto sta che, se fossero più coscienti che è il "sistema" da loro tanto contestato che ha permesso e permette loro di :

- diventare quasi sempre adulti minimizzando la mortalità infantile (sanno con che facilità si moriva prima, ed ancora si muore in certi Paesi ?) e nutrendoli fin troppo,

- istruirli abbondantemente (fino anche a "parcheggiarli" nelle scuole) rimandando a lungo l'inserimento nel mondo del lavoro (tanto l'agricoltura, ed il resto, meccanizzata richiede poche persone a lavorarci e quasi nessuno a spaccarsi la schiena per produrre cibo per tutti, e questo proprio perché è meccanizzata)

- dar loro, alla fine, anche il tempo libero per poter contestare l'odiato sistema...

Beh, se questa massa di ragazzi contestatori avesse ben chiaro nella testa tutto questo, forse le loro accuse / rimostranze sarebbero prese più sul serio : anche perché, in quel caso, le loro accuse sarebbero certamente meno radicali e distruttive e più orientate, invece, alla fattibilità pratica, al mondo reale.

Ho visto altre generazioni di contestatori finiti male, come i Mario Capanna di turno che, partendo da posizioni che avrebbero dovuto essere "libertarie", finirono tra le file, anche in parlamento, dei movimenti più estremisti e repressivi esistenti, giustamente invisi alla quasi totalità della gente sia per il loro estremismo che per la loro incoerenza di fondo.... se questa è la gente cui affidiamo la nostra necessità di rinnovamento, beh anche no, grazie.

Spero che i nuovi contestatori / ragazzi / utopisti crescano e si rendano conto che ci vuole tempo e pazienza, che i sistemi non si cambiano da un giorno all'altro con un colpo di spugna e che chi pesta i piedi e frigna per avere tutto e subito di solito finisce per sparire senza lasciar tracce.
.
 
quanta gente rimanda,
se non costretta,
il cambio di auto
con queste incertezze

Salvo casi eccezionali (difettosita' /sinistri/mutate esigenze di utilizzo), cambiare auto non prima di 10 anni / 200 k km è tutta...salute per il portafoglio e (se si evitano ragionamenti...superficiali) anche per l'ambiente (meno emissioni inquinanti per rottamare la vecchia e costruire la nuova macchina)

L'annuncio di blocchi futuri è semplicemente un tentativo di manipolare le scelte delle persone con...pensiero debole
 
Spero di non annoiare a morte nessuno e di non abusare della vostra pazienza se cito un fatto, una mia personale considerazione circa la resistenza del mondo reale ad adottare comportamenti ecologicamente più virtuosi.

Lavoro in una società di logistica, ma all'interno di una società cliente nella quale siamo, di fatto, il reparto spedizioni prodotto finito : quest'azienda cliente produce chimici di trattamento, in buona parte per trattare le superfici metalliche, ed ha tra i suoi clienti tante aziende, alcune molto note, del metallo lavorato, da chi produce viti a chi fa ruote per mobili e carrelli a chi fa armi... di tutto un po'.

Ebbene, come molti di voi ben sapranno è d'uso, ormai da anni, nell'industria produttiva ridurre al minimo le scorte di, chiamiamole così, materie prime : ci si fa consegnare dai corrieri, con estrema frequenza, piccole quantità di quanto necessario. Questo modo di fare (consegne anche giornaliere, o quasi) è ormai molto radicato e spesso rasenta l'assurdo (ma per altre ragioni, che qui non interessano) ma, soprattutto, non ci vuole un genio per capire che influisce non poco sulla densità del traffico commerciale, pesante e non : anziché ricevere ad es. una fornitura di una camionata una volta al mese, come si faceva prima, si spezza il tutto in 10, se non 20 (cioè una al giorno) piccole consegne : con l'immaginabile effetto sulla frequenza degli autocarri che devono fare queste consegna, e quindi anche con pari effetto, evidentemente, sulle emissioni di CO².

Questa è una delle storture del sistema che sarebbero più facili da correggere, senza richiedere modifiche radicali ma solo qualche modesto adattamento, forse più mentale che materiale : e penso che l'effetto sulla diminuzione del traffico commerciale, quindi anche sulla CO² emessa, sarebbe tutt'altro che trascurabile.

Ma provate voi a convincere i dirigenti delle aziende circa la bontà / necessità di un cambio di mentalità del genere : vi diranno che non lo fa più nessuno, che sarebbe un inaccettabile ritorno al passato ecc.... e stiamo parlando di una modifica limitata nelle abitudini del mondo produttivo, non certo delle rivoluzioni radicali che i ragazzini contestatori vorrebbero !

Rendo l'idea ?
.
 
Salvo casi eccezionali (difettosita' /sinistri/mutate esigenze di utilizzo), cambiare auto non prima di 10 anni / 200 k km è tutta...salute per il portafoglio e (se si evitano ragionamenti...superficiali) anche per l'ambiente (meno emissioni inquinanti per rottamare la vecchia e costruire la nuova macchina)

L'annuncio di blocchi futuri è semplicemente un tentativo di manipolare le scelte delle persone con...pensiero debole

Lo stesso discorso vale anche di più per altri beni di consumo più economici delle auto.
Ma ormai la durata degli stessi è sempre inferiore perchè spesso si risparmia sulla qualità dei materiali,e al tempo stesso il costo dei ricambi e la loro difficile reperibilità spingono le persone a non riparare ma a buttare via.
Il fatto che,passando a un'auto o un elettrodomestico di nuova generazione,si faccia bene all'ambiente spesso è una mera illusione.
Magari si butta via una lavatrice per via di un pezzo da cambiare grande quanto un francobollo e si passa a una nuova che consuma il 10% di energia in meno.
Se si va a guardare l'energia necessaria per rottamare quella vecchia e produrre quella nuova il punto di pareggio probabilmente verrà raggiunto dopo anni,quando ormai sarà di nuovo il momento di cambiarla.
 
Salvo casi eccezionali (difettosita' /sinistri/mutate esigenze di utilizzo), cambiare auto non prima di 10 anni / 200 k km è tutta...salute per il portafoglio e (se si evitano ragionamenti...superficiali) anche per l'ambiente (meno emissioni inquinanti per rottamare la vecchia e costruire la nuova macchina)

L'annuncio di blocchi futuri è semplicemente un tentativo di manipolare le scelte delle persone con...pensiero debole


Intendo dire,
riferendomi ai " rimandanti " l' acquisto,
che molti di loro,
sono fra quelli che,
gia' ADESSO,
cambiano auto ogni 10 anni.
Tanto per completare, non e' detto che chi rimanda o cambia auto ogni 10 anni abbia per forza problemi di acquisto.
Conosco tante persone, abbienti, che sono totalmente disinteressate al discorso auto.
 
Ma provate voi a convincere i dirigenti delle aziende circa la bontà / necessità di un cambio di mentalità del genere : vi diranno che non lo fa più nessuno, che sarebbe un inaccettabile ritorno al passato ecc.... e stiamo parlando di una modifica limitata nelle abitudini del mondo produttivo, non certo delle rivoluzioni radicali che i ragazzini contestatori vorrebbero !
.


Non ci provo nemmeno....
Sono anni che nessun imprenditore ha piu' interesse
" a fare magazzino ".
Piu' che, un discorso inaccettabile di ritorno al passato....
....Oggi domina: O Bisinnisse.
 
Ultima modifica:
Salvo casi eccezionali (difettosita' /sinistri/mutate esigenze di utilizzo), cambiare auto non prima di 10 anni / 200 k km è tutta...salute per il portafoglio e (se si evitano ragionamenti...superficiali) anche per l'ambiente (meno emissioni inquinanti per rottamare la vecchia e costruire la nuova macchina)

L'annuncio di blocchi futuri è semplicemente un tentativo di manipolare le scelte delle persone con...pensiero debole
Io hi superaro i 10anni da poco, e mi mancano un paio di migliaia di km ai 200.000 eppure ho già rimandato l'acquisto una volta.. Effettivamente c'è ancora troppa incertezza, ma non credo i dubbu si scioglierano a breve (4-5 anni)
 
La tua obiezione ("E allora cosa dovremmo dire...") non mi è molto chiara, non capisco cosa vuoi dire.

Per quanto riguarda i ragazzini che protestano, eh... ovvio che qui ce ne sarebbe da scrivere un libro.

La mia sensazione è però che loro, a cominciare da quella che è la loro "guida spirituale" sedicenne, siano permeati di quell'utopismo - tipico della gioventù, certo, specialmente in alcune persone - marcatamente radicale, della serie vogliamo che cambi tutto e subito.

Ebbene : nonostante io non me lo auguri, penso che le pretese troppo radicali siano destinate, nella dura realtà pratica, a finire male, finendo vittime del loro stesso radicalismo utopistico : dato che, sì, bisogna cercare di correggere le storture del sistema, ma non a patto di bloccare l'economia evidentemente : se chiedeste alla gente se preferiscono privilegiare le emissioni di CO² piuttosto che mangiare, riscaldare / raffreddare la case, muoversi, curarsi ecc. ecc. che risposte pensate di ottenere ?

Ed è qui che casca l'asino, leggi i ragazzini utopisti : loro, cresciuti nell'abbondanza senza aver mai conosciuto non dico la vera miseria, ma semplicemente quella vita tanto (ma tanto) più povera e spartana che era la norma, fino ad un recente passato, nella gran parte del mondo (in Italia almeno fino al 1950) non hanno ben chiaro, nella grandissima maggioranza, che il benessere in cui sono nati e cresciuti NON è nulla di naturale, ma è il risultato storico di un lungo ciclo di studio, lavoro e scoperte scientifiche (particolarmente a partire dalle grandi scoperte ed invenzioni dell' 800, secolo eccezionale).

Sono ragazzi ingenui che spesso - in Italia sicuramente, all'estero non so ma tendo a dubitare che siano tanto più "coscienti" dei nostri - non hanno quasi idea di quanto fosse dura e precaria la vita fino a solo pochi decenni prima, anche e forse soprattutto per colpa dei genitori che non hanno fatto altro che tenerli nella bambagia rinunciando ad una vera educazione ; fatto sta che, se fossero più coscienti che è il "sistema" da loro tanto contestato che ha permesso e permette loro di :

- diventare quasi sempre adulti minimizzando la mortalità infantile (sanno con che facilità si moriva prima, ed ancora si muore in certi Paesi ?) e nutrendoli fin troppo,

- istruirli abbondantemente (fino anche a "parcheggiarli" nelle scuole) rimandando a lungo l'inserimento nel mondo del lavoro (tanto l'agricoltura, ed il resto, meccanizzata richiede poche persone a lavorarci e quasi nessuno a spaccarsi la schiena per produrre cibo per tutti, e questo proprio perché è meccanizzata)

- dar loro, alla fine, anche il tempo libero per poter contestare l'odiato sistema...

Beh, se questa massa di ragazzi contestatori avesse ben chiaro nella testa tutto questo, forse le loro accuse / rimostranze sarebbero prese più sul serio : anche perché, in quel caso, le loro accuse sarebbero certamente meno radicali e distruttive e più orientate, invece, alla fattibilità pratica, al mondo reale.

Ho visto altre generazioni di contestatori finiti male, come i Mario Capanna di turno che, partendo da posizioni che avrebbero dovuto essere "libertarie", finirono tra le file, anche in parlamento, dei movimenti più estremisti e repressivi esistenti, giustamente invisi alla quasi totalità della gente sia per il loro estremismo che per la loro incoerenza di fondo.... se questa è la gente cui affidiamo la nostra necessità di rinnovamento, beh anche no, grazie.

Spero che i nuovi contestatori / ragazzi / utopisti crescano e si rendano conto che ci vuole tempo e pazienza, che i sistemi non si cambiano da un giorno all'altro con un colpo di spugna e che chi pesta i piedi e frigna per avere tutto e subito di solito finisce per sparire senza lasciar tracce.
.
L'Affermazione "E allora che cosa dovremo dire..." si riferiva a questa parte del discorso di Greta Thunberg
Gli scienziati ci hanno anche fatto capire che l’uso dei combustibili fossili è «la più significativa minaccia alla salute dei minori». Nove bambini su dieci nel mondo già respirano aria dannosa. Le nostre vite sono compromesse ancora prima che nasciamo. Particolati tossici dai gas di scarico passano attraverso i polmoni delle donne incinte e si accumulano nella placenta. Il rischio di parti prematuri, scarso peso alla nascita e disfunzioni cognitive che questi materiali causano è una catastrofe di sanità pubblica. L’inquinamento da veicoli a diesel riduce la crescita dei polmoni, lasciandoci danneggiati per la vita. L’aria tossica prodotta dal consumo di combustibili fossili asfissia non solo i nostri polmoni, ma anche le nostre speranze e i nostri sogni.
.
Insomma che cosa dovrei dire che con delle auto a Diesel ci sono cresciuto e abbiamo fatto pure l'En-Plein? Ma soprattutto io che dovrei aver avuto anche a che fare con le radiazioni di Chernobyl (ero un bebé quando era scoppiata perché sono nato in Marzo), che cosa dovrei dire visto che sono qui con voi? Però quello che mi sta sulle scatole è questo: Quella ragazza è candidata al premio Nobel. Io, se avessi fatto quelle cose, più che il premio Nobel, mi avrebbero riso in faccia.
 
Ultima modifica:
Lo stesso discorso vale anche di più per altri beni di consumo più economici delle auto.
Ma ormai la durata degli stessi è sempre inferiore perchè spesso si risparmia sulla qualità dei materiali,e al tempo stesso il costo dei ricambi e la loro difficile reperibilità spingono le persone a non riparare ma a buttare via.
Il fatto che,passando a un'auto o un elettrodomestico di nuova generazione,si faccia bene all'ambiente spesso è una mera illusione.
Magari si butta via una lavatrice per via di un pezzo da cambiare grande quanto un francobollo e si passa a una nuova che consuma il 10% di energia in meno.
Se si va a guardare l'energia necessaria per rottamare quella vecchia e produrre quella nuova il punto di pareggio probabilmente verrà raggiunto dopo anni,quando ormai sarà di nuovo il momento di cambiarla.
La lavastoviglie con cui avevo passato la mia infanzia era durata forse 10 o 15 anni. Siamo alla terza e quella che avevamo prima di quella che avevamo adesso ne era forse durata 7 o 8. Però nel lontano 1989 la Reckitt Benkiser ( La proprietaria del famoso marchio Finish da noi che per anni era il monopolio dei detersivi per lavastoviglie) non aveva ancora inventato il detersivo per pulire la lavastoviglie e che usi una volta al mese a lavastoviglie vuota. Mi spieghi come per anni ne abbiamo fatto a meno?
 
Spero di non annoiare a morte nessuno e di non abusare della vostra pazienza se cito un fatto, una mia personale considerazione circa la resistenza del mondo reale ad adottare comportamenti ecologicamente più virtuosi.

Lavoro in una società di logistica, ma all'interno di una società cliente nella quale siamo, di fatto, il reparto spedizioni prodotto finito : quest'azienda cliente produce chimici di trattamento, in buona parte per trattare le superfici metalliche, ed ha tra i suoi clienti tante aziende, alcune molto note, del metallo lavorato, da chi produce viti a chi fa ruote per mobili e carrelli a chi fa armi... di tutto un po'.

Ebbene, come molti di voi ben sapranno è d'uso, ormai da anni, nell'industria produttiva ridurre al minimo le scorte di, chiamiamole così, materie prime : ci si fa consegnare dai corrieri, con estrema frequenza, piccole quantità di quanto necessario. Questo modo di fare (consegne anche giornaliere, o quasi) è ormai molto radicato e spesso rasenta l'assurdo (ma per altre ragioni, che qui non interessano) ma, soprattutto, non ci vuole un genio per capire che influisce non poco sulla densità del traffico commerciale, pesante e non : anziché ricevere ad es. una fornitura di una camionata una volta al mese, come si faceva prima, si spezza il tutto in 10, se non 20 (cioè una al giorno) piccole consegne : con l'immaginabile effetto sulla frequenza degli autocarri che devono fare queste consegna, e quindi anche con pari effetto, evidentemente, sulle emissioni di CO².

Questa è una delle storture del sistema che sarebbero più facili da correggere, senza richiedere modifiche radicali ma solo qualche modesto adattamento, forse più mentale che materiale : e penso che l'effetto sulla diminuzione del traffico commerciale, quindi anche sulla CO² emessa, sarebbe tutt'altro che trascurabile.

Ma provate voi a convincere i dirigenti delle aziende circa la bontà / necessità di un cambio di mentalità del genere : vi diranno che non lo fa più nessuno, che sarebbe un inaccettabile ritorno al passato ecc.... e stiamo parlando di una modifica limitata nelle abitudini del mondo produttivo, non certo delle rivoluzioni radicali che i ragazzini contestatori vorrebbero !

Rendo l'idea ?
.
Just in Time, Inventato da Toyota.
 
Back
Alto