<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Funzioni religiose | Page 22 | Il Forum di Quattroruote

Funzioni religiose

jaccos ha scritto:
G5 ha scritto:
Jaccos, non so se ti è mai capitato di vedere l'animazione WALL-E. Ecco se l'hai vista o la vedrai ti partiranno tutta una serie di riflessioni tra le quali la possibilità che una ulteriore evoluzione dell'uomo sia quella di smettere di camminare ed iniziare a strisciare.
Non l'ho visto.
Detto ciò, non sono "nato" con questo modo di pensare, l'ho sviluppato attraverso un percorso piuttosto sofferto che mi ha portato a trarre queste conclusioni...

Credo che in tanti facciamo questo percorso. Poi ci troviamo di fronte al bivio. Salita o discesa? Alcuni vanno in discesa ed altri in salita. Penso di essere in salita.
 
G5 ha scritto:
jaccos ha scritto:
G5 ha scritto:
Jaccos, non so se ti è mai capitato di vedere l'animazione WALL-E. Ecco se l'hai vista o la vedrai ti partiranno tutta una serie di riflessioni tra le quali la possibilità che una ulteriore evoluzione dell'uomo sia quella di smettere di camminare ed iniziare a strisciare.
Non l'ho visto.
Detto ciò, non sono "nato" con questo modo di pensare, l'ho sviluppato attraverso un percorso piuttosto sofferto che mi ha portato a trarre queste conclusioni...

Credo che in tanti facciamo questo percorso. Poi ci troviamo di fronte al bivio. Salita o discesa? Alcuni vanno in discesa ed altri in salita. Penso di essere in salita.
Credo tutti siano convinti di essere in salita. ;)
Il fatto è che è indubbiamente più facile avere sempre la scappatoia piuttosto che accettare l'ignoto... ;)
 
jaccos ha scritto:
capnord ha scritto:
jaccos ha scritto:
capnord ha scritto:
jaccos ha scritto:
capnord ha scritto:
OK entriamo in un'altro ambito.
Un'ambito molto, per me , affascinante. Ci sono molte persone, e i medici e scienziati confermano, che sono guariti misteriosamente quando erano dati per spacciati. I diretti interessati dicono che sono stati graziati, i medici non sanno dare una spiegazione. C'è una terza via, ho sempre pensato che noi sfruttiamo il nostro cervello per I/10 delle sue potenzialità. Potrebbe trattarsi di autoguarigioni o offettivamente sono inspiegabili e quindi riconducibili al divino?
Non sta a me dare una risposta e non mi arrogo il diritto di farlo (a differenza, chessò, dei miracoli "certificati"). Al massimo posso fare delle supposizioni prive di ogni fondamento.
Il corpo umano è una macchina meravigliosa, sviluppata in millenni e millenni di continua selezione e nonostante gli enormi progressi della medicina rimangono molti punti oscuri sul suo funzionamento. Rimane il fatto che ricorrere al divino e solo una scappatoia per non ammettere di non sapere. L'Uomo ha questo innato istinto a "reimpire" questi vuoti... ;)

Posso farti una domanda un pò personale?
Domandare è lecito, rispondere è cortesia... ;)

Il dubbio, come lo intendevano i greci, non si insinua mai? Non ti fai mai delle domande?
E' ovvio farsi delle domande. Non sempre esistono delle risposte. Il difficile sta nel capirlo e nell'accettarlo senza per forza dover tappare questo buco con qualcosa... ;)

Infatti molti tappano il buco e si sentono tranquilli, certo facendo cosi si fanno la vita facile, masticano quello che é gia stato masticato, non hanno voglia di farsi delle domande, di farsi davvero dei pensieri di quello che hanno letto e che gli viene detto gia in eta piccola.
 
G5 ha scritto:
@BelliCapelli3 - Si ma quei concetti filosofici che ti stimolano non sono una esclusiva di quel genere di letture. Le ritrovi in forme e contesti diversi in qualsiasi scrittura che in qualche modo si prefigga di insegnarti la vita o quanto meno a vivere. Se hai letto libri di filosofi, statisti (quelli veri), illuministi, ecc ecc apprezzerai senz'altro i tanti buoni propositi. Se leggi i grandi filosofi greci noterai come molte delle nostre organizzazioni sociali e di pensiero partano da li e come la loro opera abbia fortemente influenzato il nostro essere ed il nostro fare. Ciò accadeva oltre 300 anni prima di Cristo. Dopo Cristo, se vogliamo c'è stata una involuzione e basterà ricordare le grandi civiltà arabe, cinesi, egiziane per vedere come certe fiorenti culture siano appassite nel breve volgere di alcuni secoli anche nel nome di Dio.

Non hai torto. Del resto il cristianesimo è nato in un determinato contesto culturale, quindi è naturale abbia ripreso e poi sviluppato alcune idee che c'erano già molto prima, mentre altre saranno originali. ( almeno per quanto riguarda la parte etica e filosofica, quella religiosa non mi pare abbia molti punti di contatto ).

Ma del resto non credo sia una gara a chi abbia la primigenitura su certe idee, a chi abbia inventato per primo certi concetti. Anzi, certe volte è proprio il contrario a stupirmi: qualche anno fa mi sono deciso a leggermi qualche scritto del Dhalai Lama, tanto mi sta simpatico. Illuminazione: su certi insegnamenti sembrava di leggere la Bibbia: altruismo, carità, comprensione, amore per il tuo prossimo, non violenza ecc.... Se leggi le sure del korano, stessa storia. Ebraismo: siamo lì.

Domanda: che significa quando culture così diverse, così lontane, partoriscono le principali religioni monoteiste dei tempi moderni, e le relative sacre scritture poi - salvo differenze tecniche sulla natura e definzione del Dio di riferimento - insegnano lo stesso tipo di valori ( bontà, altruismo, carità ecc... )? Non è che sono più variazioni di una stessa religione? Non è che si riferiscono ad una ed una stessa "persona"? E come sarebbe possibile tutto ciò, in epoche in cui la "comunicazione fra i popoli" semplicemente non esisteva, non esisteva facebook nè la posta elettronica?

In questo senso, mi interessano più i punti in comune fra le varie religioni, che non le esclusività.

Perchè magari un giorno vado in cielo, e Dio, invece che avere i capelli lunghi e la barba, è calvo e con la panza. :D

O magari non c'è nessuno...
 
vanguart ha scritto:
Infatti molti tappano il buco e si sentono tranquilli, certo facendo cosi si fanno la vita facile, masticano quello che é gia stato masticato, non hanno voglia di farsi delle domande, di farsi davvero dei pensieri di quello che hanno letto e che gli viene detto gia in eta piccola.
Esatto. L'idea stessa di dio e tutto ciò che ci va dietro (catechismo in primis) viene inculcata fin da bambini (cosa che in altri thread ho già profondamente criticato).
Liberarsi da questi preconcetti, da questa pappa pronta facilmente digeribile e caminare con le proprie gambe non è affatto facile... ;)
 
BelliCapelli3 ha scritto:
G5 ha scritto:
@BelliCapelli3 - Si ma quei concetti filosofici che ti stimolano non sono una esclusiva di quel genere di letture. Le ritrovi in forme e contesti diversi in qualsiasi scrittura che in qualche modo si prefigga di insegnarti la vita o quanto meno a vivere. Se hai letto libri di filosofi, statisti (quelli veri), illuministi, ecc ecc apprezzerai senz'altro i tanti buoni propositi. Se leggi i grandi filosofi greci noterai come molte delle nostre organizzazioni sociali e di pensiero partano da li e come la loro opera abbia fortemente influenzato il nostro essere ed il nostro fare. Ciò accadeva oltre 300 anni prima di Cristo. Dopo Cristo, se vogliamo c'è stata una involuzione e basterà ricordare le grandi civiltà arabe, cinesi, egiziane per vedere come certe fiorenti culture siano appassite nel breve volgere di alcuni secoli anche nel nome di Dio.

Non hai torto. Del resto il cristianesimo è nato in un determinato contesto culturale, quindi è naturale abbia ripreso e poi sviluppato alcune idee che c'erano già molto prima, mentre altre saranno originali. ( almeno per quanto riguarda la parte etica e filosofica, quella religiosa non mi pare abbia molti punti di contatto ).

Ma del resto non credo sia una gara a chi abbia la primigenitura su certe idee, a chi abbia inventato per primo certi concetti. Anzi, certe volte è proprio il contrario a stupirmi: qualche anno fa mi sono deciso a leggermi qualche scritto del Dhalai Lama, tanto mi sta simpatico. Illuminazione: su certi insegnamenti sembrava di leggere la Bibbia: altruismo, carità, comprensione, amore per il tuo prossimo, non violenza ecc.... Se leggi le sure del korano, stessa storia. Ebraismo: siamo lì.

Domanda: che significa quando culture così diverse, così lontane, partoriscono le principali religioni monoteiste dei tempi moderni, e le relative sacre scritture poi - salvo differenze tecniche sulla natura e definzione del Dio di riferimento - insegnano lo stesso tipo di valori ( bontà, altruismo, carità ecc... )? Non è che sono più variazioni di una stessa religione? Non è che si riferiscono ad una ed una stessa "persona"? E come sarebbe possibile tutto ciò, in epoche in cui la "comunicazione fra i popoli" semplicemente non esisteva, non esisteva facebook nè la posta elettronica?

In questo senso, mi interessano più i punti in comune fra le varie religioni, che non le esclusività.

Perchè magari un giorno vado in cielo, e Dio, invece che avere i capelli lunghi e la barba, è calvo e con la panza. :D

O magari non c'è nessuno...

Probabilmente perché quelle conquiste sono le uniche che possono far coesistere l'uomo sulla terra. Probabilmente si arriverà a codificare le religioni come codice comportamentale. fondendole con il diritto civile. In realtà molti degli insegnamenti religiosi sono parte della civiltà codificata e divenuta regola. Siccome l'uomo non rispetta le regole (leggi) un controllo superiore (Dio) può porre ulteriore freno alle derive. Alla fine credo che con la maturità umana sia concreta la possibilità che tutto si possa fondere in un armonico codice. Se ci pensate bene a qualsiasi latitudine tra persone normali ci si aiuta e ci si ama anche senza conoscersi. Solo gli invasati sono pericolosi per l'altro.
 
BelliCapelli3 ha scritto:
Domanda: che significa quando culture così diverse, così lontane, partoriscono le principali religioni monoteiste dei tempi moderni, e le relative sacre scritture poi - salvo differenze tecniche sulla natura e definzione del Dio di riferimento - insegnano lo stesso tipo di valori ( bontà, altruismo, carità ecc... )? Non è che sono più variazioni di una stessa religione? Non è che si riferiscono ad una ed una stessa "persona"? E come sarebbe possibile tutto ciò, in epoche in cui la "comunicazione fra i popoli" semplicemente non esisteva, non esisteva facebook nè la posta elettronica?
Attenzione a non paragonare il buddismo con le 3 religioni monoteiste. Il monoteismo è un fenomeno strettamente mediorientale sulle cui origini vi sono varie interessanti teorie antropologiche. Il buddismo è MOLTO diverso.
Quanto ai valori, quelli sono innati, null'altro che l'imprinting evoluzionistico che fa da collante e ci fa stare in comunità. L'uomo è un animale sociale, da solo vedrebbe crollare drasticamente le probabilità di sopravvivenza. Pura convenienza, varie prove scientifiche hanno dimostrato l'efficacia della cooperazione dove il risultato del gruppo supera la somma dei singoli. Lo stesso pensiero logico necessità per forza di cose del linguaggio, nato come conseguenza alla socialità umana. L'evoluzione ha fatto si che noi avessimo questo istinto alla cooperazione ma non è altro che una parte del nostro istinto di sopravvivenza... ;)
 
vanguart ha scritto:
rema007 ha scritto:
capnord ha scritto:
vanguart ha scritto:
capnord ha scritto:
Il Dubbio. Che non è scetticismo. E se Dio siamo noi e il Dio che cerchiamo non esistesse? Se siamo sempre stati Dio e non ce lo ''ricordiamo''? Se attraverso la scienza ci stiamo ''riappropiando'' di questo ruolo? L'uomo è molto complesso, del cervello umano conosciamo praticamente niente, se la soluzione fosse li dentro?

:shock:

interessante tesi ma troppo lontano dalla realta, per il mio parere personale non siamo molto piu importanete di una quasiasi formica.

per prima ci credavamo al centro dell'universo poi ci siamo accorti che il sole e il punto fermo e noi ci giriamo attorno, e adesso il nostro pianeta e come un bricciolo di polvere nell cosmo.

Alle persone succedono cose che agli animali non succedono e questo fà pensare che il cervello umano sia almeno 100 volte più ''potente'' di quello che pensiamo e sfruttiamo. Quindi non mi meraviglierei che toccando appositi ''pulsanti'' si attiverebbero delle soluzioni inedite.

Ci sono delle tecniche di autocontrollo molto potenti come il Pranayama per aspirare al Nirvana o la filosofia dello Yin e Yang per convogliare giustamente le energie.

Detto questo un entità che governa il respiro dell'universo ci deve essere.

Noi conosciamo solo 4 dimensioni, ma quante ce ne possono essere???

Ognuno di noi porta in giro un universo tutto suo con la 5 dimensione: la mente.

Io ripeto, per me personalmente ritengo che ci facciamo troppo importanti, il mondo stava prima di noi molto bene, non gli mancava niente e ci stara meglio dopo di noi, e l'universo non ne prendera nemmeno atto.
Cosa é una vita umana anche arrivando a 100 anni in confronto con una vita per noi quasi eterna di una stella??

Milioni di anni di una stella sono il nulla in confronto all'infinito universo del cuore e della mente.

L'amore è scintilla e motore dell'universo, e sopravvive dopo la morte di una persona.

L'urlo di Tardelli , estremizzo apposta, cioè amore e passione per un obbiettivo, sopravviverà non solo negli annali del calcio ma anche nei nostri cuori.

L'amore per un figlio o anche per un animale, il genio di un opera d'arte, e forse l'amore per la crweazione di una stella queste sono l'essenza dell'universo.

Anche noi che ne stiamo a parlare e a cercare un senso, dimostriamo che l'universo non è riducibile alla materia di una stella, all'espansione e contrazione cosmica e ad un big bang.

Vorr
 
rema007 ha scritto:
Milioni di anni di una stella sono il nulla in confronto all'infinito universo del cuore e della mente.

L'amore è scintilla e motore dell'universo, e sopravvive dopo la morte di una persona.

L'urlo di Tardelli , estremizzo apposta, cioè amore e passione per un obbiettivo, sopravviverà non solo negli annali del calcio ma anche nei nostri cuori.

L'amore per un figlio o anche per un animale, il genio di un opera d'arte, e forse l'amore per la crweazione di una stella queste sono l'essenza dell'universo.

Anche noi che ne stiamo a parlare e a cercare un senso, dimostriamo che l'universo non è riducibile alla materia di una stella, all'espansione e contrazione cosmica e ad un big bang.

Vorr
Invece per me si... :D ;)
 
jaccos ha scritto:
BelliCapelli3 ha scritto:
Domanda: che significa quando culture così diverse, così lontane, partoriscono le principali religioni monoteiste dei tempi moderni, e le relative sacre scritture poi - salvo differenze tecniche sulla natura e definzione del Dio di riferimento - insegnano lo stesso tipo di valori ( bontà, altruismo, carità ecc... )? Non è che sono più variazioni di una stessa religione? Non è che si riferiscono ad una ed una stessa "persona"? E come sarebbe possibile tutto ciò, in epoche in cui la "comunicazione fra i popoli" semplicemente non esisteva, non esisteva facebook nè la posta elettronica?
Attenzione a non paragonare il buddismo con le 3 religioni monoteiste. Il monoteismo è un fenomeno strettamente mediorientale sulle cui origini vi sono varie interessanti teorie antropologiche. Il buddismo è MOLTO diverso.
Quanto ai valori, quelli sono innati, null'altro che l'imprinting evoluzionistico che fa da collante e ci fa stare in comunità. L'uomo è un animale sociale, da solo vedrebbe crollare drasticamente le probabilità di sopravvivenza. Pura convenienza, varie prove scientifiche hanno dimostrato l'efficacia della cooperazione dove il risultato del gruppo supera la somma dei singoli. Lo stesso pensiero logico necessità per forza di cose del linguaggio, nato come conseguenza alla socialità umana. L'evoluzione ha fatto si che noi avessimo questo istinto alla cooperazione ma non è altro che una parte del nostro istinto di sopravvivenza... ;)

e come se il buddismo, detto alla spicciola, dica:

volemose bene in vita e viviamolo ora qui il paradfiso, rispettando la vita, senza illusioni di premi nell'aldilà
 
rema007 ha scritto:
jaccos ha scritto:
BelliCapelli3 ha scritto:
Domanda: che significa quando culture così diverse, così lontane, partoriscono le principali religioni monoteiste dei tempi moderni, e le relative sacre scritture poi - salvo differenze tecniche sulla natura e definzione del Dio di riferimento - insegnano lo stesso tipo di valori ( bontà, altruismo, carità ecc... )? Non è che sono più variazioni di una stessa religione? Non è che si riferiscono ad una ed una stessa "persona"? E come sarebbe possibile tutto ciò, in epoche in cui la "comunicazione fra i popoli" semplicemente non esisteva, non esisteva facebook nè la posta elettronica?
Attenzione a non paragonare il buddismo con le 3 religioni monoteiste. Il monoteismo è un fenomeno strettamente mediorientale sulle cui origini vi sono varie interessanti teorie antropologiche. Il buddismo è MOLTO diverso.
Quanto ai valori, quelli sono innati, null'altro che l'imprinting evoluzionistico che fa da collante e ci fa stare in comunità. L'uomo è un animale sociale, da solo vedrebbe crollare drasticamente le probabilità di sopravvivenza. Pura convenienza, varie prove scientifiche hanno dimostrato l'efficacia della cooperazione dove il risultato del gruppo supera la somma dei singoli. Lo stesso pensiero logico necessità per forza di cose del linguaggio, nato come conseguenza alla socialità umana. L'evoluzione ha fatto si che noi avessimo questo istinto alla cooperazione ma non è altro che una parte del nostro istinto di sopravvivenza... ;)

e come se il buddismo, detto alla spicciola, dica:

volemose bene in vita e viviamolo ora qui il paradfiso, rispettando la vita, senza illusioni di premi nell'aldilà
La cosa è un filino diversa.... ;) :D
 
jaccos ha scritto:
rema007 ha scritto:
jaccos ha scritto:
BelliCapelli3 ha scritto:
Domanda: che significa quando culture così diverse, così lontane, partoriscono le principali religioni monoteiste dei tempi moderni, e le relative sacre scritture poi - salvo differenze tecniche sulla natura e definzione del Dio di riferimento - insegnano lo stesso tipo di valori ( bontà, altruismo, carità ecc... )? Non è che sono più variazioni di una stessa religione? Non è che si riferiscono ad una ed una stessa "persona"? E come sarebbe possibile tutto ciò, in epoche in cui la "comunicazione fra i popoli" semplicemente non esisteva, non esisteva facebook nè la posta elettronica?
Attenzione a non paragonare il buddismo con le 3 religioni monoteiste. Il monoteismo è un fenomeno strettamente mediorientale sulle cui origini vi sono varie interessanti teorie antropologiche. Il buddismo è MOLTO diverso.
Quanto ai valori, quelli sono innati, null'altro che l'imprinting evoluzionistico che fa da collante e ci fa stare in comunità. L'uomo è un animale sociale, da solo vedrebbe crollare drasticamente le probabilità di sopravvivenza. Pura convenienza, varie prove scientifiche hanno dimostrato l'efficacia della cooperazione dove il risultato del gruppo supera la somma dei singoli. Lo stesso pensiero logico necessità per forza di cose del linguaggio, nato come conseguenza alla socialità umana. L'evoluzione ha fatto si che noi avessimo questo istinto alla cooperazione ma non è altro che una parte del nostro istinto di sopravvivenza... ;)

e come se il buddismo, detto alla spicciola, dica:

volemose bene in vita e viviamolo ora qui il paradfiso, rispettando la vita, senza illusioni di premi nell'aldilà
La cosa è un filino diversa.... ;) :D

io non parlavo di questo:

http://www.youtube.com/watch?v=QHUnxqvtEcY
:lol: :lol: :lol:

non dobbiamo necessariamente pensarla im maniera identica
illuminaci ......
 
rema007 ha scritto:
vanguart ha scritto:
rema007 ha scritto:
capnord ha scritto:
vanguart ha scritto:
capnord ha scritto:
Il Dubbio. Che non è scetticismo. E se Dio siamo noi e il Dio che cerchiamo non esistesse? Se siamo sempre stati Dio e non ce lo ''ricordiamo''? Se attraverso la scienza ci stiamo ''riappropiando'' di questo ruolo? L'uomo è molto complesso, del cervello umano conosciamo praticamente niente, se la soluzione fosse li dentro?

:shock:

interessante tesi ma troppo lontano dalla realta, per il mio parere personale non siamo molto piu importanete di una quasiasi formica.

per prima ci credavamo al centro dell'universo poi ci siamo accorti che il sole e il punto fermo e noi ci giriamo attorno, e adesso il nostro pianeta e come un bricciolo di polvere nell cosmo.

Alle persone succedono cose che agli animali non succedono e questo fà pensare che il cervello umano sia almeno 100 volte più ''potente'' di quello che pensiamo e sfruttiamo. Quindi non mi meraviglierei che toccando appositi ''pulsanti'' si attiverebbero delle soluzioni inedite.

Ci sono delle tecniche di autocontrollo molto potenti come il Pranayama per aspirare al Nirvana o la filosofia dello Yin e Yang per convogliare giustamente le energie.

Detto questo un entità che governa il respiro dell'universo ci deve essere.

Noi conosciamo solo 4 dimensioni, ma quante ce ne possono essere???

Ognuno di noi porta in giro un universo tutto suo con la 5 dimensione: la mente.

Io ripeto, per me personalmente ritengo che ci facciamo troppo importanti, il mondo stava prima di noi molto bene, non gli mancava niente e ci stara meglio dopo di noi, e l'universo non ne prendera nemmeno atto.
Cosa é una vita umana anche arrivando a 100 anni in confronto con una vita per noi quasi eterna di una stella??

Milioni di anni di una stella sono il nulla in confronto all'infinito universo del cuore e della mente.

L'amore è scintilla e motore dell'universo, e sopravvive dopo la morte di una persona.

L'urlo di Tardelli , estremizzo apposta, cioè amore e passione per un obbiettivo, sopravviverà non solo negli annali del calcio ma anche nei nostri cuori.

L'amore per un figlio o anche per un animale, il genio di un opera d'arte, e forse l'amore per la crweazione di una stella queste sono l'essenza dell'universo.

Anche noi che ne stiamo a parlare e a cercare un senso, dimostriamo che l'universo non è riducibile alla materia di una stella, all'espansione e contrazione cosmica e ad un big bang.

Vorr

E come il paragone della formica e del giardiniere che ho fatto, la formica si sente anche molto importante perche pensa che il giardino e stato creato solo per lei e per il suo popolo.

Il senso l'hanno cercato persone ancora piu istruite da noi negli ultimi millenni senza trovarlo.
Io penso che un ateista / agnostico vive la sua vita meglio, fa del bene perche se lo sente di fare é non per non essere castigato nell'aldila.
 
vanguart ha scritto:
rema007 ha scritto:
vanguart ha scritto:
rema007 ha scritto:
capnord ha scritto:
vanguart ha scritto:
capnord ha scritto:
Il Dubbio. Che non è scetticismo. E se Dio siamo noi e il Dio che cerchiamo non esistesse? Se siamo sempre stati Dio e non ce lo ''ricordiamo''? Se attraverso la scienza ci stiamo ''riappropiando'' di questo ruolo? L'uomo è molto complesso, del cervello umano conosciamo praticamente niente, se la soluzione fosse li dentro?

:shock:

interessante tesi ma troppo lontano dalla realta, per il mio parere personale non siamo molto piu importanete di una quasiasi formica.

per prima ci credavamo al centro dell'universo poi ci siamo accorti che il sole e il punto fermo e noi ci giriamo attorno, e adesso il nostro pianeta e come un bricciolo di polvere nell cosmo.

Alle persone succedono cose che agli animali non succedono e questo fà pensare che il cervello umano sia almeno 100 volte più ''potente'' di quello che pensiamo e sfruttiamo. Quindi non mi meraviglierei che toccando appositi ''pulsanti'' si attiverebbero delle soluzioni inedite.

Ci sono delle tecniche di autocontrollo molto potenti come il Pranayama per aspirare al Nirvana o la filosofia dello Yin e Yang per convogliare giustamente le energie.

Detto questo un entità che governa il respiro dell'universo ci deve essere.

Noi conosciamo solo 4 dimensioni, ma quante ce ne possono essere???

Ognuno di noi porta in giro un universo tutto suo con la 5 dimensione: la mente.

Io ripeto, per me personalmente ritengo che ci facciamo troppo importanti, il mondo stava prima di noi molto bene, non gli mancava niente e ci stara meglio dopo di noi, e l'universo non ne prendera nemmeno atto.
Cosa é una vita umana anche arrivando a 100 anni in confronto con una vita per noi quasi eterna di una stella??

Milioni di anni di una stella sono il nulla in confronto all'infinito universo del cuore e della mente.

L'amore è scintilla e motore dell'universo, e sopravvive dopo la morte di una persona.

L'urlo di Tardelli , estremizzo apposta, cioè amore e passione per un obbiettivo, sopravviverà non solo negli annali del calcio ma anche nei nostri cuori.

L'amore per un figlio o anche per un animale, il genio di un opera d'arte, e forse l'amore per la crweazione di una stella queste sono l'essenza dell'universo.

Anche noi che ne stiamo a parlare e a cercare un senso, dimostriamo che l'universo non è riducibile alla materia di una stella, all'espansione e contrazione cosmica e ad un big bang.

Vorr

E come il paragone della formica e del giardiniere che ho fatto, la formica si sente anche molto importante perche pensa che il giardino e stato creato solo per lei e per il suo popolo.

Il senso l'hanno cercato persone ancora piu istruite da noi negli ultimi millenni senza trovarlo.
Io penso che un ateista / agnostico vive la sua vita meglio, fa del bene perche se lo sente di fare é non per non essere castigato nell'aldila.

Non so se il giardino è stato creato apposta o ci siamo li per caso.
Non me lo pongo tanto il problema .

"I want to know God's thoughts ,,,, the rest are details" (Einstein)

Ciò non cambia la distinzione netta tra materia e anima, tra il finito e l'infinito, tra quello che noi riusciamo a misurare con le dimensioni a noi note e l'imponderabile che viaggia su dimensioni a noi non note.
 

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