<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Fotovoltaico e terra strappata all'agricoltura | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

Fotovoltaico e terra strappata all'agricoltura

Osservando il modo in cui sempre maggiori porzioni di (ormai ex) terreni agricoli sono stati usati negli ultimi anni dalle mie parti (lottizzazioni industriali e strade e rotatorie e costruzioni varie utili praticamente solo a sé stesse), preferirei di gran lunga vedere, al posto delle suddette inamovibili meraviglie, impianti fotovoltaici (tra l'altro molto meno vistosi e molto più facilmente smantellabili).
 
NEWsuper5 ha scritto:
Epme ha scritto:
NEWsuper5 ha scritto:
Epme ha scritto:
PS. Ciò non toglie che un medico (nella fattispecie ginecologo, ed è già tutto dire .. :) ) che si esprime così con una paziente è solo uno stronz..
è successo anche questa settimana in ospedale pubblico. ero io presente.

Sul fatto che fosse un ospedale pubblico NON avevo dubbi.
Figurati se un medico "privato" usa certi toni con la "cliente"
ci sono anche medici privati emuli di dr house....e i clienti vanno lo stesso.....

Beh, quello è tipicamente americano.
Negli USA praticamente devi pagare tutto (se vuoi una prestazione di qualità) . Se trovi un professionista (non solo medici, ma anche avvocati, etc, alla Shark, tanto per restare in TV) arrogante, da sbattere al muro, vai sul sicuro. Si comporta così perchè è forte della sua professionalità e non ha paura di "perdere" il cliente. Viceversa si diffida di quelli troppo gentili che in questa maniera mascherano la loro incapacità professionale .... :shock:
 
Botto88 ha scritto:
BelliCapelli3 ha scritto:
Se l'agricoltura - da un pezzo - non rende più un tubo, certamente meno che tappezzare un campo di pannelli fotovoltaici, che rendono, ma non tantissimo....la colpa non è solo delle ecolobbies, ma anche di chi, l'agricoltura, la sfrutta e deprime in maniera eccessiva.

Scusami, ma non capisco a chi ti riferisci.

A tutto il sistema di mercato su cui è basata la compravendita di ortaggi base oggi. Debbo dire che non sono un grande esperto dell'argomento, magari se passa agricolo mi può correggere. Ma da quello che ho visto, salvo alcune specialità di alta qualità riconosciuta ( e pagata a parte ), tipo la viticoltura, tutto il resto dell'agricoltura di base è trattata e pagata in modo tale da diventare profittevole - forse - solamente su quantità sfacciatamente industriali, con produzioni di portata intensiva.

La piccola e media produzione di qualità ( magari biologica ) ai grandi consorzi che interloquiscono con la grande distribuzione non importa nulla, non vale spesso nulla, non ha mercato. Se vuoi fare l'agricoltore e provare a viverci, oggi probabilmente ti conviene inserirti in uno di quei programmi che stanno nascendo ora, a filiera breve, o dei famosi gruppi di acquisto diretto. Di fatto produci col massimo della qualità possibile, col tempo che ci vuole ( senza roba chimica ) e ti riduci a vendere porta a porta, ad una serie di clienti che ti vengono a cercare per la qualità, e non per il prezzo basso. Se fai così, forse sopravvivi anche da piccolo medio agricoltore.

Diversamente, finchè tu agricoltore vendi a 20centesimi / Kilo un' arancia che al supermarket vale 1,50 Eur. /Kilo, rischia di rimanere più redditizio appezzare un campo a pannelli fotovoltaici ( pagati ed incentivati da noi ), e non muovere un dito.

Vista così non è terra "strappata" all'agricoltura. E terra buttata via.
 
Ma alla fine pannelli solari e pale eoliche servono effettivamente a produrre energia e sono economici ? O lo sono solo in funzione degli incentivi pagati dagli stati e dalla comunità europea, e quindi da tutti noi, al fine di ottemperare alle norme sulla riduzione delle emissioni in atmosfera ?
Il problema di base resta questo. L'impatto visivo e ambientale di dette energie alternative è noto , innegabile ed è stato ampiamente trattato in varie pubblicazioni e studi, così come la "passivizzazione" data da una rendita pagata dallo stato con gli incentivi , invece di attività agricole , artigianali , commerciali o industriali che siano. In questo senso fotovoltaico e solare saranno mica , più che terra strappata all'agricoltura , terra sprecata e basta ?
Saluti
 
key-one ha scritto:
Ma alla fine pannelli solari e pale eoliche servono effettivamente a produrre energia e sono economici ? O lo sono solo in funzione degli incentivi pagati dagli stati e dalla comunità europea, e quindi da tutti noi, al fine di ottemperare alle norme sulla riduzione delle emissioni in atmosfera ?
Il problema di base resta questo.

Appunto, ne abbiamo già parlato. E la risposta è già implicita nella domanda. Tutto il sistema attuale di sfruttamento delle energie rinnovabili - solare FV, eolico, biogas - sta in piedi solo perchè si regge sull'artefatto degli incentivi. Da solo il sistema crollerebbe come un castello di carte investito da una scoreggia di Bombolo. E la cosa grave è che, inserendo un meccanismo di "doping economico" nel mercato si va a influire su altri settori (come l'agricoltura) facendo indubbiamente dei danni a lungo termine. Perchè lo vede anche un orbo che il sistema degli incentivi non può durare non dico in eterno, ma neanche per dieci anni. Io temo fortemente che chi sta investendo adesso nelle rinnovabili prima di finire di ammortizzare gli impianti si troverà con quattro palle attaccate al culo e non saprà più quali sono le sue. Spero per loro di sbagliarmi....

Ah, un altra cosa: un impianto fotovoltaico non è così facilmente smantellabile, perchè il terreno resta disseminato di plinti in cemento che sostengono le strutture. Bonificarlo costa una cifra....
 
a_gricolo ha scritto:
Ah, un altra cosa: un impianto fotovoltaico non è così facilmente smantellabile, perchè il terreno resta disseminato di plinti in cemento che sostengono le strutture. Bonificarlo costa una cifra....

Si, in realtà nei contratti è compreso lo smantellamento e lo smaltimento al termine del periodo stabilito. Poi però bisogna anche mettere in conto che il campo non ne esce un gran che bene tra scavi e calpestamenti vari..
 
BelliCapelli3 ha scritto:
. Se vuoi fare l'agricoltore e provare a viverci, oggi probabilmente ti conviene inserirti in uno di quei programmi che stanno nascendo ora, a filiera breve, o dei famosi gruppi di acquisto diretto. Di fatto produci col massimo della qualità possibile, col tempo che ci vuole ( senza roba chimica ) e ti riduci a vendere porta a porta, ad una serie di clienti che ti vengono a cercare per la qualità, e non per il prezzo basso. Se fai così, forse sopravvivi anche da piccolo medio agricoltore.

Non è così facile. Il concetto del "farm-to-market" senza passaggi era già vecchio quando ero studente e non ha mai funzionato (e non funziona neanche adesso, in effetti). Il problema dell'agricoltura è l'offerta fortemente stagionale delle produzioni che di fatto consente ai grossisti - che hanno la possibilità di immagazzinare le merci in celle refrigerate - di tenere per le palle il povero contadino che tale possibilità non ce l'ha, perchè non ha la massa critica per mettere su l'impianto (tieni presente che la dimensione media delle aziende italiane è minuscola). Per combinare qualcosa ci vorrebbe una superficie aziendale molto più grande, ma siccome il capitale terra in Italia costa una follia nessuno può comperare terreni. Resterebbe la carta dell'associazionismo tra piccoli coltivatori, ma l'Agriculus vulgaris non va d'accordo neanche con suo padre, figurati con una decina di soci..... ;)
 
Botto88 ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Ah, un altra cosa: un impianto fotovoltaico non è così facilmente smantellabile, perchè il terreno resta disseminato di plinti in cemento che sostengono le strutture. Bonificarlo costa una cifra....

Si, in realtà nei contratti è compreso lo smantellamento e lo smaltimento al termine del periodo stabilito. Poi però bisogna anche mettere in conto che il campo non ne esce un gran che bene tra scavi e calpestamenti vari..

E sono tutti costi che vanno a scapito del reddito della faccenda....
 
key-one ha scritto:
Ma alla fine pannelli solari e pale eoliche servono effettivamente a produrre energia e sono economici ? O lo sono solo in funzione degli incentivi pagati dagli stati e dalla comunità europea, e quindi da tutti noi, al fine di ottemperare alle norme sulla riduzione delle emissioni in atmosfera ?
Il problema di base resta questo. L'impatto visivo e ambientale di dette energie alternative è noto , innegabile ed è stato ampiamente trattato in varie pubblicazioni e studi, così come la "passivizzazione" data da una rendita pagata dallo stato con gli incentivi , invece di attività agricole , artigianali , commerciali o industriali che siano. In questo senso fotovoltaico e solare saranno mica , più che terra strappata all'agricoltura , terra sprecata e basta ?
Saluti
sul fotovoltaico continuo a nutrire dubbi sul recupero.....e soprattutto sui costi, decisamente elevati.

mentre l'eolico è decisamente più economico (oltre che più semplice in tutti gli aspetti).
 
NEWsuper5 ha scritto:
key-one ha scritto:
Ma alla fine pannelli solari e pale eoliche servono effettivamente a produrre energia e sono economici ? O lo sono solo in funzione degli incentivi pagati dagli stati e dalla comunità europea, e quindi da tutti noi, al fine di ottemperare alle norme sulla riduzione delle emissioni in atmosfera ?
Il problema di base resta questo. L'impatto visivo e ambientale di dette energie alternative è noto , innegabile ed è stato ampiamente trattato in varie pubblicazioni e studi, così come la "passivizzazione" data da una rendita pagata dallo stato con gli incentivi , invece di attività agricole , artigianali , commerciali o industriali che siano. In questo senso fotovoltaico e solare saranno mica , più che terra strappata all'agricoltura , terra sprecata e basta ?
Saluti
sul fotovoltaico continuo a nutrire dubbi sul recupero.....e soprattutto sui costi, decisamente elevati.

mentre l'eolico è decisamente più economico (oltre che più semplice in tutti gli aspetti).

Sì , a patto di considerare costante la velocità del vento :!: :D
 
Botto88 ha scritto:
Prende sempre più piede l'utilizzo dei terreni agricoli come base di installazione per impianti fotovoltaici. Le aziende energetiche propongono un affitto ventennale a prezzi che raggiungono fino 5 volte quelli dell'affitto agricolo, perché riescono comunque a ad avere dei profitti grazie agli incentivi.
Già qui nella mia provincia circa un quinto dei campi sono impiegati nella produzione di insilati che vanno a finire negli impianti di produzione di biogas, se poi prende piede anche questa "pannellizzazione" mi chiedo dove andremo a coltivare.
Beh, guardiamolo da questo lato: il contadino si fa un culo enorme per "pochi" soldi, il coltivato può andate a gambe all'aria con una grandinata o una nevicata-gelo...coi pannelli guadagna stando sulla sdraio a leggere il giornale...chiamalo scemo 8)

Sul "cosa" mangiare...beh...OGM :D
 
a_gricolo ha scritto:
Ah, un altra cosa: un impianto fotovoltaico non è così facilmente smantellabile, perchè il terreno resta disseminato di plinti in cemento che sostengono le strutture. Bonificarlo costa una cifra....

Sei rimasto indietro: si utilizzano ora speciali plinti metallici a trivella "avvitati" nel terreno, facilmente smontabili a fine vita, e neanche un etto di calcestruzzo :).
 
a_gricolo ha scritto:
Non è così facile. Il concetto del "farm-to-market" senza passaggi era già vecchio quando ero studente e non ha mai funzionato (e non funziona neanche adesso, in effetti). Il problema dell'agricoltura è l'offerta fortemente stagionale delle produzioni che di fatto consente ai grossisti - che hanno la possibilità di immagazzinare le merci in celle refrigerate - di tenere per le palle il povero contadino che tale possibilità non ce l'ha, perchè non ha la massa critica per mettere su l'impianto (tieni presente che la dimensione media delle aziende italiane è minuscola). Per combinare qualcosa ci vorrebbe una superficie aziendale molto più grande, ma siccome il capitale terra in Italia costa una follia nessuno può comperare terreni. Resterebbe la carta dell'associazionismo tra piccoli coltivatori, ma l'Agriculus vulgaris non va d'accordo neanche con suo padre, figurati con una decina di soci..... ;)

Ecco...a maggior ragione.

Secondo me alla ( nostra? ) agricoltura manca il concetto dell'alta qualità. Molti clienti sono disposti a pagare bei soldi per un buon chianti, ma poi non guarda nemmeno da dove arriva la frutta che butta nel carrello al supermercato, basta che costi poco. Risultato: le pesche che compri al supermercato sanno di acqua marcia anche in piena estate, l'uva sa di cristallo anche in piena vendemmia. La frutta e la verdura dei supermercati fa schifo. E' per questo che mi sono associato ad un gruppo di acquisto biologico ed eco solidale. Tentano di indottrinarmi con assemblee del poljtburo con ordine del giorno "lo sviluppo sostenibile, l'eco solidarietà" e puttanate del genere, a cui di solito mi do malato. Non spendo neanche poco, nè posso sempre scegliere cosa mi arriva. Ma in compenso mi mangio frutta e verdura che sa di quello che c'è scritto sopra.
 
Tutto il discorso che fate, comunque, è sensato, ma anch'esso è superato dagli eventi: esistono delle linee guida nazionali per le fonti rinnovabili, pubblicate nel 2010, che in breve:

- incentivano la fabbricazione di impianti di piccole dimensioni e possibilmente integrati con gli edifici;

- perseguono la riduzione del consumo di suolo;

- favoriscono burocraticamente gli impianti di piccole dimensioni;

- favoriscono, in aree agricole, gli impianti posti in aree marginali altrimenti non utilizzate;

- indirizzano verso la costruzione di impianti che siano una fonte di reddito complementare per l'azienda agricola, e non fonte principale, scoraggiando allo stesso tempo i grandi impianti costruiti a fini speculativi;

- stabiliscono criteri di valutazione di impatto ambientale più stringenti, soprattutto per gli impianti di grandi dimensioni, rendendo di fatto impossibile costruire campi fotovoltaici in aree di pregio paesistico;

Queste linee guida nazionali sono state già recepite da diverse regioni (Toscana, Marche, etc etc), dove sono diventate LEGGE, e dove non sarà più possibile costruire indiscriminatamente impianti ad energie rinnovabili senza criterio.

Continuo sempre a sentire cose molto inesatte in queste discussioni, ma vorrei far notare solo una cosa: ogni tecnologia può essere vantaggiosa o svantaggiosa, a seconda di come la si utilizza. Quindi ben venga una regolamentazione fatta con criterio.

Anche in area agricola si possono fare impianti molto belli e ben integrati con il paesaggio e con le colture, basta lavorare con criterio e non utilizzare solamente criteri estensivi e/o finalizzati solamente al minimo costo con massimo profitto.

Per esempio (ma l'unica foto in basso non rende merito), questa azienda agrituristica ha costruito pannelli fotovoltaici: a) sui tetti dei depositi; b) in un'area marginale altrimenti non coltivabile (pietraia); c) con pannelli a inseguimento, quelli in foto, posti tra file di olivi, che non consumano terreno per la coltivazione (pali puntiformi trivellati, senza plinti in C.A.) e sono IMHO anche piuttosto belli, perché richiamano in modo molto contemporaneo la forma e la funzione del filare di olivi. I visitatori dell'agriturismo li ritengono universalmente "belli".

http://www.agriturismotesorino.it/web/index.cfm?id=A3C36E96-B63D-F3D7-EDAC26A629696568

I problemi sono interessanti perché generano soluzioni.
 

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