<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> FEDERAUTO, UN ?VERO DISASTRO?; A LUGLIO CROLLO -26% | Page 5 | Il Forum di Quattroruote

FEDERAUTO, UN ?VERO DISASTRO?; A LUGLIO CROLLO -26%

tita1974 ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Metterla sul personale è inutile. Non lavoro nel settore auto, il mio stipendio non è pagato certo da te.
il mio "te" era inteso come persona generica che lavora nel settore auto e non te come utente :D
Lo Stato italiano, nonostante il pesante indebitamento, ha sempre saputo far fronte ai propri impegni. Il debito pubblico ce lo portiamo appresso da decenni, non mi risulta che dei titoli pubblici non siano stati rimborsati a scadenza. Le nostre finanze pubbliche sono inoltre sotto lo stretto controllo delle autorità economiche UE.
già... anche la grecia era sotto controllo della UE ma è riuscita a falsificare i bilanci lo stesso ed ha dovuto chiedere un prestito per non andare a gambe all'aria
Le banche non stanno per fallire e non licenzierano nessuno. Gli esuberi a cui ti riferisci non sono un fatto eccezionale, già in passato le aziende del credito hanno avuto l'esigenza di ridurre il personale in alcune aree per svariati motivi(accorpamenti, sovrapposizioni di filiali e sportelli). Si è sempre trattato di prepensionamenti incentivati e su base volontaria.
nonn saranno un fatto eccezionale ma 4700 esuberi da parte di unicredit non mi sembra una cosa tanto piccola
per portare un esmpio anche Lehman Brothers era "impossibile" che fallisse ed invece....

MI Auguro che questa notizia dell'esubero di 4700 unità su Unicredit non crei panico fra i loro clienti che correrebero in banca a tirar via i loro risparmi.
Sarebe un effetto domino disastroso.

Spero che alla gente arrivi il messaggio che si tratta solo di un ridimensionamento di risorse dovuto alla mega fusione che sarà operativa da novembre.
 
rema007 ha scritto:
tita1974 ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Metterla sul personale è inutile. Non lavoro nel settore auto, il mio stipendio non è pagato certo da te.
il mio "te" era inteso come persona generica che lavora nel settore auto e non te come utente :D
Lo Stato italiano, nonostante il pesante indebitamento, ha sempre saputo far fronte ai propri impegni. Il debito pubblico ce lo portiamo appresso da decenni, non mi risulta che dei titoli pubblici non siano stati rimborsati a scadenza. Le nostre finanze pubbliche sono inoltre sotto lo stretto controllo delle autorità economiche UE.
già... anche la grecia era sotto controllo della UE ma è riuscita a falsificare i bilanci lo stesso ed ha dovuto chiedere un prestito per non andare a gambe all'aria
Le banche non stanno per fallire e non licenzierano nessuno. Gli esuberi a cui ti riferisci non sono un fatto eccezionale, già in passato le aziende del credito hanno avuto l'esigenza di ridurre il personale in alcune aree per svariati motivi(accorpamenti, sovrapposizioni di filiali e sportelli). Si è sempre trattato di prepensionamenti incentivati e su base volontaria.
nonn saranno un fatto eccezionale ma 4700 esuberi da parte di unicredit non mi sembra una cosa tanto piccola
per portare un esmpio anche Lehman Brothers era "impossibile" che fallisse ed invece....

MI Auguro che questa notizia dell'esubero di 4700 unità su Unicredit non crei panico fra i loro clienti che correrebero in banca a tirar via i loro risparmi.
Sarebe un effetto domino disastroso.

Spero che alla gente arrivi il messaggio che si tratta solo di un ridimensionamento di risorse dovuto alla mega fusione che sarà operativa da novembre.
1,7 miliardi di Euro di utile netto per il gruppo nel 2009, 700 milioni di Euro di utile nel primo semestre 2010. Trattasi di risultati in calo rispetto ai periodi pre-crisi, ma comunque positivi.
Saluti
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
É normale che Stato ed Enti Pubblici siano indebitati...
Non vedo allora per quale ragione si parli sempre in maniera molto negativa del debito pubblico. Se è normale che lo stato e gli enti siano pieni di debiti, allora siamo in una situazione del tutto normale (normalissima direi) e nulla di male c'è nel renderla ancora più normale aumentando i suddetti debiti. O no?

...Il concetto di "spreco" è un concetto soggettivo e difficile da definire ... anche lo spreco è un consumo...
Appunto. Siamo passati da una economia basata sui consumi, ovvero sul fatto che la gente si compri il televisore, l'automobile, la lavatrice, ad una cosiddetta economia basata sugli sprechi, ovvero sul fatto che la gente cambi il televisore, l'auto ecc. con sempre maggiore frequenza, trasformando prematuramente in rifiuto quanto comprato in precedenza. Il che è ben diverso e molto, molto meno ragionevole e sensato, sempre se si riesce a guardare al di là della punta del naso e della momentanea pienezza del portafoglio.

...guadagni 9000 Euro netti al mese ... zero risparmi (non ha famiglia e se la vuole spassare). Secondo il tuo ragionamento questo signore dovrebbe andare in autobus in quanto non ha danaro depositato per acquistare una vettura e ogni altra mossa costituirebbe uno spreco...
Innanzitutto nemmeno questo signore può avere certezze sui propri guadagni futuri. Bisogna vedere se è o meno una persona previdente. Se guadagna così bene può accantonare senza fatica per qualche mese una parte del suo stipendio (dopo averlo incassato) e poi, quando raggiunta la somma necessaria, comprarsi l'auto che più gli aggrada, la quale sarà effettivamente di sua proprietà nel momento stesso in cui vi salirà a bordo.

...Se guadagno 2000 Euro al mese, ho ZERO debiti ma domani mattina mi licenziano comunque non campo...
Se guadagno 2mila euro al mese e ho la testa sulle spalle, so che quei 2mila euro possono smettere di arrivare (specie di questi tempi) e ho impostato la mia economia personale e familiare sulla base di tale consapevolezza. Di conseguenza ho evitato di indebitarmi (specie per "acquisti" voluttuari) e ho messo da parte una ragionevole quantità di risparmi. Questo non esclude affatto l'essermi comprato la macchina, la tv, il cellulare ecc.; solo che non li ho "comprati" contando di pagarli con gli stipendi futuri e comunque non ho speso ogni mese tutti i 2mila euro, in modo da predispormi un copri-spalle da usare nel momento in cui i 2mila euro dovessero venire a mancare per le più svariate ragioni.
Se domani mattina mi licenziano io non smetto affatto di campare; prima che ciò accada deve passare un discreto periodo di tempo. La perdita del lavoro (o comunque la riduzione del reddito) mi creerà seri problemi, anche a livello psicologico, ma almeno non mi metterà subito in ginocchio in termini economici, dandomi se non altro il tempo per affrontare la situazione in maniera molto meno traumatica e magari anche per aspettare che il peggio sia passato.

Stesso identico discorso si può fare su scala più ampia, ragionando su come una comunità più o meno grande (famiglia, comune, regione, nazione) può essere o meno in grado di affrontare un periodo di difficoltà (e qui si ritorna al discorso iniziale).
 
marimasse ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
É normale che Stato ed Enti Pubblici siano indebitati...
Non vedo allora per quale ragione si parli sempre in maniera molto negativa del debito pubblico. Se è normale che lo stato e gli enti siano pieni di debiti, allora siamo in una situazione del tutto normale (normalissima direi) e nulla di male c'è nel renderla ancora più normale aumentando i suddetti debiti. O no?

...Il concetto di "spreco" è un concetto soggettivo e difficile da definire ... anche lo spreco è un consumo...
Appunto. Siamo passati da una economia basata sui consumi, ovvero sul fatto che la gente si compri il televisore, l'automobile, la lavatrice, ad una cosiddetta economia basata sugli sprechi, ovvero sul fatto che la gente cambi il televisore, l'auto ecc. con sempre maggiore frequenza, trasformando prematuramente in rifiuto quanto comprato in precedenza. Il che è ben diverso e molto, molto meno ragionevole e sensato, sempre se si riesce a guardare al di là della punta del naso e della momentanea pienezza del portafoglio.

...guadagni 9000 Euro netti al mese ... zero risparmi (non ha famiglia e se la vuole spassare). Secondo il tuo ragionamento questo signore dovrebbe andare in autobus in quanto non ha danaro depositato per acquistare una vettura e ogni altra mossa costituirebbe uno spreco...
Innanzitutto nemmeno questo signore può avere certezze sui propri guadagni futuri. Bisogna vedere se è o meno una persona previdente. Se guadagna così bene può accantonare senza fatica per qualche mese una parte del suo stipendio (dopo averlo incassato) e poi, quando raggiunta la somma necessaria, comprarsi l'auto che più gli aggrada, la quale sarà effettivamente di sua proprietà nel momento stesso in cui vi salirà a bordo.

...Se guadagno 2000 Euro al mese, ho ZERO debiti ma domani mattina mi licenziano comunque non campo...
Se guadagno 2mila euro al mese e ho la testa sulle spalle, so che quei 2mila euro possono smettere di arrivare (specie di questi tempi) e ho impostato la mia economia personale e familiare sulla base di tale consapevolezza. Di conseguenza ho evitato di indebitarmi (specie per "acquisti" voluttuari) e ho messo da parte una ragionevole quantità di risparmi. Questo non esclude affatto l'essermi comprato la macchina, la tv, il cellulare ecc.; solo che non li ho "comprati" contando di pagarli con gli stipendi futuri e comunque non ho speso ogni mese tutti i 2mila euro, in modo da predispormi un copri-spalle da usare nel momento in cui i 2mila euro dovessero venire a mancare per le più svariate ragioni.
Se domani mattina mi licenziano io non smetto affatto di campare; prima che ciò accada deve passare un discreto periodo di tempo. La perdita del lavoro (o comunque la riduzione del reddito) mi creerà seri problemi, anche a livello psicologico, ma almeno non mi metterà subito in ginocchio in termini economici, dandomi se non altro il tempo per affrontare la situazione in maniera molto meno traumatica e magari anche per aspettare che il peggio sia passato.

Stesso identico discorso si può fare su scala più ampia, ragionando su come una comunità più o meno grande (famiglia, comune, regione, nazione) può essere o meno in grado di affrontare un periodo di difficoltà (e qui si ritorna al discorso iniziale).

Io sono perfettamente d'accordo. Ma da qualche tempo, non solo in italia, funziona diversamente. C'è la corsa alla novità, all'ultimo modello di qualsiasi cosa.
 
marimasse ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
É normale che Stato ed Enti Pubblici siano indebitati...
Non vedo allora per quale ragione si parli sempre in maniera molto negativa del debito pubblico. Se è normale che lo stato e gli enti siano pieni di debiti, allora siamo in una situazione del tutto normale (normalissima direi) e nulla di male c'è nel renderla ancora più normale aumentando i suddetti debiti. O no?

...Il concetto di "spreco" è un concetto soggettivo e difficile da definire ... anche lo spreco è un consumo...
Appunto. Siamo passati da una economia basata sui consumi, ovvero sul fatto che la gente si compri il televisore, l'automobile, la lavatrice, ad una cosiddetta economia basata sugli sprechi, ovvero sul fatto che la gente cambi il televisore, l'auto ecc. con sempre maggiore frequenza, trasformando prematuramente in rifiuto quanto comprato in precedenza. Il che è ben diverso e molto, molto meno ragionevole e sensato, sempre se si riesce a guardare al di là della punta del naso e della momentanea pienezza del portafoglio.

...guadagni 9000 Euro netti al mese ... zero risparmi (non ha famiglia e se la vuole spassare). Secondo il tuo ragionamento questo signore dovrebbe andare in autobus in quanto non ha danaro depositato per acquistare una vettura e ogni altra mossa costituirebbe uno spreco...
Innanzitutto nemmeno questo signore può avere certezze sui propri guadagni futuri. Bisogna vedere se è o meno una persona previdente. Se guadagna così bene può accantonare senza fatica per qualche mese una parte del suo stipendio (dopo averlo incassato) e poi, quando raggiunta la somma necessaria, comprarsi l'auto che più gli aggrada, la quale sarà effettivamente di sua proprietà nel momento stesso in cui vi salirà a bordo.

...Se guadagno 2000 Euro al mese, ho ZERO debiti ma domani mattina mi licenziano comunque non campo...
Se guadagno 2mila euro al mese e ho la testa sulle spalle, so che quei 2mila euro possono smettere di arrivare (specie di questi tempi) e ho impostato la mia economia personale e familiare sulla base di tale consapevolezza. Di conseguenza ho evitato di indebitarmi (specie per "acquisti" voluttuari) e ho messo da parte una ragionevole quantità di risparmi. Questo non esclude affatto l'essermi comprato la macchina, la tv, il cellulare ecc.; solo che non li ho "comprati" contando di pagarli con gli stipendi futuri e comunque non ho speso ogni mese tutti i 2mila euro, in modo da predispormi un copri-spalle da usare nel momento in cui i 2mila euro dovessero venire a mancare per le più svariate ragioni.
Se domani mattina mi licenziano io non smetto affatto di campare; prima che ciò accada deve passare un discreto periodo di tempo. La perdita del lavoro (o comunque la riduzione del reddito) mi creerà seri problemi, anche a livello psicologico, ma almeno non mi metterà subito in ginocchio in termini economici, dandomi se non altro il tempo per affrontare la situazione in maniera molto meno traumatica e magari anche per aspettare che il peggio sia passato.

Stesso identico discorso si può fare su scala più ampia, ragionando su come una comunità più o meno grande (famiglia, comune, regione, nazione) può essere o meno in grado di affrontare un periodo di difficoltà (e qui si ritorna al discorso iniziale).
Il debito pubblico non è qualcosa di pericoloso in se, è semplicemente una grandezza economica che contraddistingue più o meno tutti gli Stati. L'entità del debito e il fatto che lo stesso sia sotto controllo o meno sono rilevanti al fine di stabilire il grado di pericolosità dello stesso.

E' evidente che abbiamo concezioni diverse degli strumenti finanziari volti a garantire credito a famiglie e imprese. La tua è una concezione negativa in senso assoluto. Per te acquistare qualcosa a rate, indipendentemente dalla capacità di rimborso e dalla solidità del soggetto che si fa finanziare, è un comportamento sbagliato e pericoloso. Trattasi a mio avviso di una concezione retrograda e che se fosse condivisa da tutti avrebbe effetti tremendamente depressivi sull'economia.

Giusto per puntualizzare, l'acquisto di un qualcosa avvalendosi di un finanziamento comporta che la proprietà dell'oggetto del contratto di vendita passi in testa al compratore al momento del consenso delle parti e NON al momento del pagamento dell'ultima rata. La vendita con riserva di proprietà ormai non si utilizza più. Se compro un'auto a rate la stessa diventa SUBITO di mia proprietà, per dirlo in due parole.

E se il soggetto citato ad esempio nel post precedente, a fronte di 2000 Euro di entrate mensili, dovendo sostenere spese elevate(poniamo il caso sia separato e debba versare parte del suo reddito alla moglie/figli, o abiti a Roma/Milano dove il prezzo medio di un'abitazione in affitto supera i 1000 Euro) non risce risparmiare in maniera apprezzabile, non si troverebbe comunque ed incolpevolmente in difficoltà a causa della perdita del lavoro(anche in assenza di debiti)?
Saluti
 
DareAvere ha scritto:
...Per te acquistare qualcosa a rate, indipendentemente dalla capacità di rimborso e dalla solidità del soggetto che si fa finanziare, è un comportamento sbagliato e pericoloso...
Non è tanto l'acquisto a rate ad essere pericoloso, quanto l'impegnarsi a spendere soldi non ancora guadagnati e che inevitabilmente non possiamo essere certi di guadagnare. Si tratta in fin dei conti dello stesso motivo per cui mi sembra pericoloso il gioco d'azzardo.
Se poi tale pericolo viene affrontato per acquisti voluttuari, mi sembra una mossa ancora meno sensata.
L'acquisto a rate diventa accettabile e condivisibile a mano a mano che si allontana dalla suddetta ipotesi, ad esempio quando ci si indebita per oggettive cause di necessità e forza maggiore oppure quando si hanno già i soldi per pagare ma si ritiene più conveniente farlo con gradualità.

...effetti tremendamente depressivi sull'economia...
Paragonabili, come dicevo, agli effetti tremendamente depressivi che ha la riduzione o la interruzione della fornitura di polverina per il cocainomane o di sostanze varie per l'atleta abituato a "vincere" grazie al doping. Cose che non mi sento proprio di definire come negative per la salute di entrambi.

...La vendita con riserva di proprietà ormai non si utilizza più. Se compro un'auto a rate la stessa diventa SUBITO di mia proprietà...
Questi sono aspetti formali su cui non discuto ma che non cambiano di una virgola il senso del mio discorso. Al di là di quello che è scritto sulle carte, io divento padrone di una cosa quando la ho pagata; tanto è vero che se non pago, giustamente, quella cosa può venire sottratta.
Se "compro" un'auto firmando per un finanziamento rimborsabile in 3 o più anni l'unica cosa di cui io divento istantaneamente "proprietario", ovvero l'unica cosa che è veramente mia e che nessuno mi toglierà, è il debito che ho contratto.

...E se il soggetto citato ... non riesce risparmiare in maniera apprezzabile, non si troverebbe comunque ed incolpevolmente in difficoltà a causa della perdita del lavoro...?
Certamente. In tal caso il soggetto godrebbe di tutta la mia comprensione, ammesso che essa valga qualche cosa. Da quello che vedo e sento e leggo in giro, però, ho la netta sensazione che questo esempio non rifletta affatto la maggioranza dei casi.
Anche perché il concetto di "non riuscire" a risparmiare non è certo immune da soggettive interpretazioni.
 
marimasse ha scritto:
DareAvere ha scritto:
...Per te acquistare qualcosa a rate, indipendentemente dalla capacità di rimborso e dalla solidità del soggetto che si fa finanziare, è un comportamento sbagliato e pericoloso...
Non è tanto l'acquisto a rate ad essere pericoloso, quanto l'impegnarsi a spendere soldi non ancora guadagnati e che inevitabilmente non possiamo essere certi di guadagnare. Si tratta in fin dei conti dello stesso motivo per cui mi sembra pericoloso il gioco d'azzardo.
Se poi tale pericolo viene affrontato per acquisti voluttuari, mi sembra una mossa ancora meno sensata.
L'acquisto a rate diventa accettabile e condivisibile a mano a mano che si allontana dalla suddetta ipotesi, ad esempio quando ci si indebita per oggettive cause di necessità e forza maggiore oppure quando si hanno già i soldi per pagare ma si ritiene più conveniente farlo con gradualità.

...effetti tremendamente depressivi sull'economia...
Paragonabili, come dicevo, agli effetti tremendamente depressivi che ha la riduzione o la interruzione della fornitura di polverina per il cocainomane o di sostanze varie per l'atleta abituato a "vincere" grazie al doping. Cose che non mi sento proprio di definire come negative per la salute di entrambi.

...La vendita con riserva di proprietà ormai non si utilizza più. Se compro un'auto a rate la stessa diventa SUBITO di mia proprietà...
Questi sono aspetti formali su cui non discuto ma che non cambiano di una virgola il senso del mio discorso. Al di là di quello che è scritto sulle carte, io divento padrone di una cosa quando la ho pagata; tanto è vero che se non pago, giustamente, quella cosa può venire sottratta.
Se "compro" un'auto firmando per un finanziamento rimborsabile in 3 o più anni l'unica cosa di cui io divento istantaneamente "proprietario", ovvero l'unica cosa che è veramente mia e che nessuno mi toglierà, è il debito che ho contratto.

...E se il soggetto citato ... non riesce risparmiare in maniera apprezzabile, non si troverebbe comunque ed incolpevolmente in difficoltà a causa della perdita del lavoro...?
Certamente. In tal caso il soggetto godrebbe di tutta la mia comprensione, ammesso che essa valga qualche cosa. Da quello che vedo e sento e leggo in giro, però, ho la netta sensazione che questo esempio non rifletta affatto la maggioranza dei casi.
Anche perché il concetto di "non riuscire" a risparmiare non è certo immune da soggettive interpretazioni.

Infatti la generzione passata era basata sulla cultura del risparmio, le banche incentivavano i depositi, e così le famiglie si trovano qualcosa da dare ai figli

Nell'attuale generazione, basata sul consumo, le banche incentivano i prestiti e probabilmente ci stiamo mangiando anche i beni dei nostri figli.

Ma dove sta scritto che uno che non ha soldi deve girare con lo stesso cellulare di fascia alta di chi se lo può permettere?

E chi compra a rate è veramente motivato a darsi da fare per poi pagarle tutte le rate, dato che già usa il bene?

No sarebbe più motivato a guadagnarselo prima quel bene?
 
rema007 ha scritto:
...la generazione passata era basata sulla cultura del risparmio ... l'attuale generazione, basata sul consumo...
Io non vedo il consumo come un male; in fin dei conti è proprio sul consumo che si basa il nostro attuale benessere che tuttora ci permette, per quanto grave la crisi, di vivere in condizioni che nessuno dei nostri avi avrebbe potuto sognare.
La gente lavora e con i soldi guadagnati "consuma", ovvero compra ciò che produce, in base alle proprie necessità, preferenze e capacità di spesa, creando altro lavoro e così via.
Secondo me il punto sta nel fatto che oggi quella che chiamiamo economia non è basata sul consumo.
Qualche generazione fa c'era la cultura del risparmio (in cui il debito era considerato una disgrazia e una vergogna), poi è arrivata quella del consumo e poi, purtroppo, è arrivata quella dello spreco, nella quale si spendono i quattrini non ancora guadagnati, vedendo nel debito un normalissimo metodo per "comprare" le cose, anche più volatili e superflue, quando non si hanno i soldi per pagarle.

Esattamente da ciò, sprechi e quattrini virtuali, derivano a mio modesto avviso i principali problemi che stiamo cominciando ad assaporare sempre più vivamente: inquinamenti, scarsità di risorse di ogni genere, degradi ambientali da un lato, debolezza e sempre più vistosa precarietà economica dall'altro.
 

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