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fallita la multiculturalità in Germania

La "multiculturalità" non esiste, è una puttanata inventata dalla politica per rendere più sopportabile all'elettorato un problema spesso indigesto, come quello dell'immigrazione.

L'immigrazione, come dice key, esiste. Non solo esiste, è anche necessaria a tutti i paesi che la subiscono. Il fatto è che va gestita, sottoposta a regole che vanno fatte rispettare.

Se un paese non ci riesce, non è un problema "multiculturale", culturale o filosofico, ma più volgarmente, un problema di ordine pubblico, amministrativo, giudiziario, di politiche sociali ecc... E' un fallimento della politica, non di un astratto concetto culturale.

Le migrazioni esistono, ogni paese ne ha bisogno, e quindi deve regolarle, secondo un concetto molto semplice: se sei un immigrato entri, ti trovi un lavoro, paghi le tasse e ti comporti secondo le nostre regole. Se sgarri ti butto fuori, grazie ed arrivederci.

In teoria è così semplice. Nella pratica molti paesi non sono capaci a regolare i propri cittadini, men che meno quelli che vengono da fuori. Ed allora è tutto un fioccare di pomposi discorsi sul "fallimento della multiculturalità".

Dovrebbero dire: "non siamo capaci a tenere ordine". Ma è un discorso fastidioso da fare....
 
BelliCapelli3 ha scritto:
La "multiculturalità" non esiste, è una puttanata inventata dalla politica per rendere più sopportabile all'elettorato un

Le migrazioni esistono, ogni paese ne ha bisogno, e quindi deve regolarle, secondo un concetto molto semplice: se sei un immigrato entri, ti trovi un lavoro, paghi le tasse e ti comporti secondo le nostre regole. Se sgarri ti butto fuori, grazie ed arrivederci.
In teoria è così semplice. Nella pratica molti paesi non sono capaci a regolare i propri cittadini, men che meno quelli che vengono da fuori. Ed allora è tutto un fioccare di pomposi discorsi sul "fallimento della multiculturalità".
Dovrebbero dire: "non siamo capaci a tenere ordine". Ma è un discorso fastidioso da fare....
é talmente semplice......che c'é chi non capisce.....o meglio che pe
r convenienza politica non vuol capire perché é semplice stare dalia parte del più debole, si fa sempre bella figura. A prescindere!
 
dexxter ha scritto:
BelliCapelli3 ha scritto:
La "multiculturalità" non esiste, è una puttanata inventata dalla politica per rendere più sopportabile all'elettorato un

Le migrazioni esistono, ogni paese ne ha bisogno, e quindi deve regolarle, secondo un concetto molto semplice: se sei un immigrato entri, ti trovi un lavoro, paghi le tasse e ti comporti secondo le nostre regole. Se sgarri ti butto fuori, grazie ed arrivederci.
In teoria è così semplice. Nella pratica molti paesi non sono capaci a regolare i propri cittadini, men che meno quelli che vengono da fuori. Ed allora è tutto un fioccare di pomposi discorsi sul "fallimento della multiculturalità".
Dovrebbero dire: "non siamo capaci a tenere ordine". Ma è un discorso fastidioso da fare....
é talmente semplice......che c'é chi non capisce.....o meglio che pe
r convenienza politica non vuol capire perché é semplice stare dalia parte del più debole, si fa sempre bella figura. A prescindere!

Concordo con Bellicapelli : "...Nella pratica molti paesi non sono capaci a regolare i propri cittadini, men che meno quelli che vengono da fuori. Ed allora è tutto un fioccare di pomposi discorsi sul "fallimento della multiculturalità".
Dovrebbero dire: "non siamo capaci a tenere ordine". Ma è un discorso fastidioso da fare.... "

Vi è un problema di governabilità e tenuta dell'ordine pubblico e della legalità a prescindere dall'immigrazione e -di nuovo- riguarda ,con le dovute differenze e specificità ,tutte le democrazie occidentali.
Certo in una situazione già caratterizzata da anomia = mancanza di legge e o scarsa accettazione della stessa , l'arrivo di milioni di persone di altre etnie, altra cultura, altre religioni ,altra nazionalità non può che peggiorare la situazione.
inoltre la coesione sociale di una popolazione così composita e variegata -al di là della retorica sull'integrazione- non può essere basata unicamente sul "far soldi" come avviene oggi. Perchè si rischia lo scenario Hobbesiano dell' "homo homini lupus".
 
no key! il fallimento del multiculturalismo -non solo tedesco - non dipende dal non sapere regolare l'ingresso, riguarda proprio il fatto che molti non vogliono proprio integrarsi; in Inghilterra hanno chiesto a degli islamici di terza generazione come si " sentono"; ebbene si sentono prima islamici poi marocchini/pakistani/ egiziani ecc ecc ma per nulla inglesi.
Capisci che la integrazione con queste etnie é impossibile; molto piú facile, ovviamente, per immigrati europei.Come ha detto anche la Merkel.
 
L'Impero Asburgico era Multiculturale, e così anche gli altri imperi nati in Europa ed espansisi fuori.

Dicevo che l'Impero Asburgico era Multiculturale in ambito Europeo, ma questo non è servito a salvarlo dalla fine nota. Gli Imperi del passato hanno sempre adottato la politica del dividi et impera per tenere soggiogati i vari popoli, favorendo ed innescando le inimicizie tra le varie popolazioni.

Diciamo subito che la permanenza di uno stato sociale di multiculturalità rappresenta un fallimento, perchè indica la presenza di divisioni etnoculturali che esprimono forti resistenze ad una fusione che porti alla generazione di una nuova comunità socialmente unita.

La Multiculturalità è un punto di partenza, da cui attraverso una lingua veicolo comune iniziare un processo che ha come obbiettivo finale la creazione di una socialità entro cui si riconoscano tutte le entità.

Se invece intendiamo la Multiculturalità come un sistema sociale permanente, entro cui vivere, allora abbiamo perso in partenza, perchè le diverse tradizioni ed i diversi modi di pensare genereranno inimicizie sempre più forti, che gli Stati od altre entità per rimanere a galla, ad un certo punto, tenteranno di sfruttare.

Naturalmente per superare la Multiculturalità è necessaria una lingua veicolo comune, attraverso la quale entrare in comunione per formare una socialità integrata che compendi il passato, dato dai vari paesi di origine, ed il futuro entro il quale il reale obbiettivo non è il prevalere del modello culturale di arrivo, ma l'evolversi di questo attraverso gli stimoli positivi che apportano gli immigrati come comunità all'inizio e come singoli in seguito.

Perchè se permangono comunità separate, le quali all'inizio offrono un comportamento positivo di Mutuo Soccorso per chi si trova estraneo ed ha delle oggettive difficolta ad inserirsi nei vari tessuti produttivi, economici, sociali, rimane un clima di escluzione che danneggia tutte la socialità esistente come entità e come singoli siano essi immigrati o meno.

Le Comunità Nazionali, precedenti alla globalizzazione ed alle migrazioni che essa ha generato, non erano delle entità Culturalmente Immobili, ma modificavano se stesse e le proprie tradizioni in funzione dei mutamenti che il passare del tempo ed i nuovi modi di pensare portavano al proprio interno.

Pensiamo all'Italia del DELITTO D'ONORE, al DIVORZIO, alla RIVOLUZIONE SESSUALE, etc. etc.. Il modo di pensare muta con il trascorrere del tempo e con il mutare degli stimoli.

Non sono processi brevi.
 
dexxter ha scritto:
no key! il fallimento del multiculturalismo -non solo tedesco - non dipende dal non sapere regolare l'ingresso, riguarda proprio il fatto che molti non vogliono proprio integrarsi; in Inghilterra hanno chiesto a degli islamici di terza generazione come si " sentono"; ebbene si sentono prima islamici poi marocchini/pakistani/ egiziani ecc ecc ma per nulla inglesi.
Capisci che la integrazione con queste etnie é impossibile; molto piú facile, ovviamente, per immigrati europei.Come ha detto anche la Merkel.

Non ho parlato -Dexxter- del non saper regolare le frontiere. Ho fatto semplicemente un'analisi. Non ho indicato alcuna ricetta per risolvere il problema. Non credo nessuno l'abbia questa bacchetta magica.
Penso occorra guardare in faccia la realtà : calo demografico e necessità manufatturiere richiamano immigrazione che ovviamente -al di là delle varie retoriche pseudo-ideologiche e pseudo-etiche- provoca scompensi.Ho concordato inoltre con Belli-capelli che l'attuale incapacità delle democrazie occidentali a ottenere consenso alle leggi e sicurezza pubblica viene prima e va al di là della questione convivenza di varie etnie.L'unico collante delle nostre società -ho aggiunto- non può essere la spinta ad arricchirsi perchè ciò ,in mancanza di altri valori, non solo aumenta la criminalità e la violenza,ma anche espone all'invasione culturale di altre religioni e tradizioni non certo migliori di quelle autoctone.
 
Ne parlavo ieri sera con un'amico...
L'immigrazione è un dato, tanto quanto il fatto che il sistema sociale si regge in parte sull'apporto degli immigrati senza il quale sarebbe seriamente a rischio.
Se non ricordo male gli ultimi dati istat, gli immigrati regolari versano in contributi più di quello che spendono in servizi... se qualcuno ha dati aggiornati ben venga...
Detto ciò, l'immigrazione è una risorsa senza la quale non possiamo mantenere il nostro benessere.
Il fatto che vi siano immigrati che non rispettano le regole, è sbagliato tanto quanto normale, è ovvio che i filtri non siano perfetti ed entri anche del marcio. Il problema italiano, anzi, europeo, non è l'immigrazione, ma la sua gestione.
In primo luogo è fondamentale fissare dei paletti: le regole dello stato sono universali, chi non le rispetta va punito, italiano o meno. In secondo luogo, vi è un problema da risolvere: va bene che chi non rispetta le regole vada espulso, ma il 90% delle volte rientra dalla finestra... servono misure più valide (e lascio ai politici la soluzione). Infine, imho, è necessario rivedere le procedure per l'immigrazione. Allo stato attuale, immigrare regolarmente è un palese invito a farlo clandestinamente: tasse estremamente esose per chi a poco o nulla; burocrazia della peggior specie difficile per un italiano, figuriamoci per uno straniero; tempi biblici con il concreto rischio vedersi negare l'ingresso dopo svariati anni di soldi e carte. Procedure di facile comprensione, costi adeguati e tempistiche snelle sono i primi passi per avere un'immigrazione di buona qualità.
 
BelliCapelli3 ha scritto:
La "multiculturalità" non esiste,

L'ho sempre detto, insieme con altri. Come mai abbiamo sempre beccato monostelle (vabbè, quello è un demente e non ci faccio caso) e rampogne sul nostro passato di emigranti?
 
dexxter ha scritto:
no key! il fallimento del multiculturalismo -non solo tedesco - non dipende dal non sapere regolare l'ingresso, riguarda proprio il fatto che molti non vogliono proprio integrarsi; in Inghilterra hanno chiesto a degli islamici di terza generazione come si " sentono"; ebbene si sentono prima islamici poi marocchini/pakistani/ egiziani ecc ecc ma per nulla inglesi.
Capisci che la integrazione con queste etnie é impossibile; molto piú facile, ovviamente, per immigrati europei.Come ha detto anche la Merkel.

Scusa, perche' un islamico si integri ti aspetti che si converta al cattolicesimo?

Gli italiani emigrati in USA vivevano a little Italy e non parlavano una parola d'inglese per generazioni. Non vedo il problema.
 
birillo21 ha scritto:
L'Impero Asburgico era Multiculturale, e così anche gli altri imperi nati in Europa ed espansisi fuori.

l'impero asburgico era multiculturale, e poteva esserlo perché comprendeva Paesi e popoli che insistevano ciascuno su una precisa area territoriale, culturalmente omogenea in sé e alle quali veniva lasciata una parte di autonomia

ed è scomparso non in quanto multiculturale, ma in quanto Impero (l'austria post- grande guerra è rimasta Austria ma è diventata repubblica)
 
BelliCapelli3 ha scritto:
dexxter ha scritto:
no key! il fallimento del multiculturalismo -non solo tedesco - non dipende dal non sapere regolare l'ingresso, riguarda proprio il fatto che molti non vogliono proprio integrarsi; in Inghilterra hanno chiesto a degli islamici di terza generazione come si " sentono"; ebbene si sentono prima islamici poi marocchini/pakistani/ egiziani ecc ecc ma per nulla inglesi.
Capisci che la integrazione con queste etnie é impossibile; molto piú facile, ovviamente, per immigrati europei.Come ha detto anche la Merkel.

Scusa, perche' un islamico si integri ti aspetti che si converta al cattolicesimo?

Gli italiani emigrati in USA vivevano a little Italy e non parlavano una parola d'inglese per generazioni. Non vedo il problema.
assolutamente no, la religione é un fatto personale ed uno puó pregare il Dio che vuole; per integrazione si intendecaccettare le regole del paese in cui vivi. Per esempio, se porti la moglie dal ginecologo NON puoi pretendere che sia donna e soprattutto consentire ai figli di scegliere la loro vita; non ammazzarli se la vedono diversamente.
USA: gli italiani sono sempre stati emarginati perché vivevano tra loro, ma NON pretendevano di cambiare le regole comuni del posto. C'é una bella diversità no?
e poi guarda, io, tanti anni fa, sono stato piú di due anni in Germania e non ho mai avuto problemi perché mi ero adattato al loro modo di vivere; ho visto italiani che dopo 20 non capivano nulla di tedesco; come potevano integrarsi?
 
dexxter ha scritto:
BelliCapelli3 ha scritto:
dexxter ha scritto:
no key! il fallimento del multiculturalismo -non solo tedesco - non dipende dal non sapere regolare l'ingresso, riguarda proprio il fatto che molti non vogliono proprio integrarsi; in Inghilterra hanno chiesto a degli islamici di terza generazione come si " sentono"; ebbene si sentono prima islamici poi marocchini/pakistani/ egiziani ecc ecc ma per nulla inglesi.
Capisci che la integrazione con queste etnie é impossibile; molto piú facile, ovviamente, per immigrati europei.Come ha detto anche la Merkel.

Scusa, perche' un islamico si integri ti aspetti che si converta al cattolicesimo?

Gli italiani emigrati in USA vivevano a little Italy e non parlavano una parola d'inglese per generazioni. Non vedo il problema.
assolutamente no, la religione é un fatto personale ed uno puó pregare il Dio che vuole; per integrazione si intendecaccettare le regole del paese in cui vivi. Per esempio, se porti la moglie dal ginecologo NON puoi pretendere che sia donna e soprattutto consentire ai figli di scegliere la loro vita; non ammazzarli se la vedono diversamente.
USA: gli italiani sono sempre stati emarginati perché vivevano tra loro, ma NON pretendevano di cambiare le regole comuni del posto. C'é una bella diversità no?
e poi guarda, io, tanti anni fa, sono stato piú di due anni in Germania e non ho mai avuto problemi perché mi ero adattato al loro modo di vivere; ho visto italiani che dopo 20 non capivano nulla di tedesco; come potevano integrarsi?

Sono d'accordo con te. Ma non e' cosi' facile ne' automatico, nemmeno per quelle che consideriamo grandi nazioni. Ti ricordo ad esempio che gli italiani andando in USA hanno pensato di esportarci la loro mafia. E lo hanno fatto anche in Germania. E nessuna delle due nazioni e' stata in grado di impedircelo.

Non e' un problema facile: esiste un bisogno di immigrati, solo che il 90% degli immigrati spesso sono poveracci, e qualche volta delinquenti. Bisogna saperli maneggiare senza scottarsi le dita.
 
abbiamo esportato la mafia -e c'é da vergognarsi - ma gli islamici vogliono ben altro.......e se li lasci fare......... Il fatto é che ora gli eurabici si stanno stancando; vedi il post deutschland über alle s.
 
E chi l'ha detto che in olanda la muticulturalità ha fallito? :rolleyes:
Non mi risulta...
Perlomeno loro hanno provato a fare una VERA politica di integrazione. Integrare persone provenienti da culture diverse permettendo (o imponendo) la creazione di quartieri ghetto, la divisione delle classi nelle scuole ecc., è come spegnere il fuoco con la benzina. In Olanda immigrati e olandesi vivono fianco a fianco, mescolati. Già questo è tutto un'altro paio di maniche...
 
jaccos ha scritto:
E chi l'ha detto che in olanda la muticulturalità ha fallito? :rolleyes:
Non mi risulta...
Perlomeno loro hanno provato a fare una VERA politica di integrazione. Integrare persone provenienti da culture diverse permettendo (o imponendo) la creazione di quartieri ghetto, la divisione delle classi nelle scuole ecc., è come spegnere il fuoco con la benzina. In Olanda immigrati e olandesi vivono fianco a fianco, mescolati. Già questo è tutto un'altro paio di maniche...

Il problema non è la convivenza di culture diverse, ma la disponibilità di risorse e spazio per farlo. Come ho scritto in passato, finchè c'è cibo, spazio e gnocca per tutti il "diverso" non dà fastidio (non più di tanto, almeno), ma quando uno dei fattori inizia a scarseggiare qualsiasi comunità tende a "proteggersi" espellendo chi non ne fa parte. Anche perchè i cosiddetti quartieri-ghetto nessuno li impone, ma si creano da soli, come dimostrano le varie Little Italy, Chinatown, Bronx etc... Gli immigrati che arrivano (non per delinquere, quello è un altro discorso) di solito hanno pochi soldi e cercano subito di contattare qualche connazionale per avere aiuto a sistemarsi, e ovviamente vanno in cerca dei quartieri che costano meno. Di qui l'autoghettizzazione....
 
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